Nel fitto sottobosco delle produzioni indipendenti, il richiamo della nostalgia per l’era a 16 bit è una sirena a cui molti sviluppatori faticano a resistere, trasformando spesso il mercato in un enorme album dei ricordi dove è difficile distinguere l’omaggio sincero dal mero opportunismo commerciale. Quando Monster Theater e Eastasiasoft
Il mondo degli shoot ‘em up a scorrimento orizzontale è quanto mai vasto e ricco di esponenti di spicco. Personalmente, quando ripenso ai miei trascorsi a bordo delle navicelle più disparate, mi viene difficile non far correre la mente a Uridium, Project X o Attack of the Mutant Camels. Titoli
A dispetto delle nuove IP che Bandai Namco riesce a tirare fuori dal cilindro con regolare continuità (basta pensare a Scarlet Nexus o a Code Vein), la casa nipponica può vantare, all’interno del suo sconfinato portfolio, una delle saghe JRPG più amate ed apprezzate di sempre. Inutile dire come il
Per un figlio dell’invasione robotica animata della fine degli anni ’70, era impossibile non trascorrere almeno un’oretta al giorno davanti alla TV, magari proprio per gustarsi con aria rapita le avventure di quegli sfavillanti samurai di metallo. Eroi capaci di ritagliarsi uno spazio importante nel cuore di ognuno, anche della
Dopo aver giocato Myst in tutte le sue versioni, inclusa l’ultima uscita in VR, Cyan Worlds torna alla carica con un remake completo di Riven, il sequel originale di Myst, per un colpo al cuore dei nostalgici, e anche per coloro che non hanno mai provato la sensazione di trovarsi
Quando Myst venne pubblicato per la prima volta, nell’oramai remotissimo 1993, onestamente non ci fu modo di incrociare il mouse con il suo affascinante mondo. Vuoi perché il Macintosh (piattaforma di debutto) era davvero poco diffuso in ambito gaming, vuoi perché in quel periodo, almeno per il sottoscritto, i punta
Prima di avventurarmi in OPUS: Prism Peak, ignoravo la serie nata da SIGONO e presente su varie piattaforme, tra cui anche mobile. Questa avventura in terza persona mischia vari elementi di gameplay, creando un mix tra graphic novel, avventura lineare e puzzle game, portandoci in un mondo nostalgico ispirato agli
I videogiochi ci permettono di vivere vite impossibili, esplorare mondi irraggiungibili e diventare ciò che nella realtà possiamo solo immaginare. Possiamo essere eroi, esploratori, piloti, guerrieri o semplicemente persone totalmente differenti da ciò che siamo nella vita reale, vivendo emozioni ed esperienze che superano i limiti della quotidianità. È questa
Che strano percorso quello che ci ha portato a Forza Horizon 6. Nato come spin-off da una costola di Forza Motorsport, la serie racing arcade sviluppata da Playground Games è riuscita, nel corso degli anni, a diventare una vera e propria icona Xbox, arrivando persino a oscurare il simulatore di Turn 10 Studios, il
Vabbè dai, ancora una poi vado a letto. Se dovessi riassumere l’ultimo weekend videoludico, sicuramente non potrei fare altro che utilizzare questa frase, dato che nascondendosi dietro queste innocenti parole, Drop Duchy: Complete Edition è stato in grado di farmi accumulare una quindicina di ore come se niente fosse. Sarà
C’è voluto un bel po’, decisamente qualche anno in più rispetto alla solita scadenza fissata in circa 12 mesi a cui Supermassive ci aveva abituato con gli altri episodi di The Dark Pictures Anthology. L’ultimo incontro con il capitolo conclusivo della prima stagione della serie videoludica in questione, difatti, risale
Quando si parla di Housemarque, il pensiero corre immediatamente a quella capacità quasi sovrannaturale di trasformare il caos primordiale dei vecchi arcade in esperienze “sensoriali” di una modernità stringente unita ad una ciclicità filosofica che in pochi hanno saputo eguagliare. Lo studio finlandese ha percorso una strada in “salita”, passando
Confesso che stavolta sono davvero in difficoltà nell’aprire la recensione di The Shore: Enhanced Edition. Non avessi dovuto affrontare, solo qualche settimana fa, l’ennesima trasposizione videoludica della mitologia lovecraftiana, sicuramente avrei riciclato l’incipit di Cthulhu: The Cosmic Abyss, parlandovi della mia curiosità relativa alla reazione dello sfortunato scrittore di Providence
Nelle ultime settimane, il mercoledì era diventato un giorno bellissimo. La routine era sempre la stessa: sveglia, colazione e poi mattinata al lavoro. Ma era la pausa pranzo a trasformarsi nel momento più piacevole, perché accendevo la TV, aprivo l’app di Prime Video ed ero pronto a godermi il nuovo episodio di Invincible.
Uno degli aspetti del Giappone che colpisce maggiormente, la prima volta che si visita l’arcipelago, è sicuramente meno appariscente e conosciuto di templi, luoghi nerd e fissazione maniacale per le regole e l’ordine. Si tratta di un aspetto della vita nipponica decisamente più quotidiano e a tratti invisibile, ma che
Non vorrei mai essere nei panni di un team incaricato di occuparsi di un brand a cadenza annuale, a maggior ragione se sportivo. I motivi sono molto semplici, per quanto sia totalmente fuori dal mondo dello sviluppo videoludico: come è mai possibile rendere sempre appetibile ed interessante un prodotto basato
Sono tempi spaziali, letteralmente, e i videogiochi riflettono questa tendenza. DON’T NOD offre un nuovo titolo dai temi legati a scenari plausibili, immaginando come il futuro e le situazioni possano creare esigenze critiche, accompagnando il giocatore in una storia piena di difficoltà, politiche interne, e sacrificio. Parliamo di Aphelion: un
Che il mondo di Little Nightmares sappia tenere fede al proprio nome abbiamo imparato a capirlo nel tempo. La creazione nata dalla distorta fantasia di Tarsier Studio, difatti, nel corso dei suoi tre capitoli principali è riuscita a mettere in piedi uno scenario in cui l’orrore, per quanto caricaturalmente grottesco,
In principio fu Limbo. Ok, forse non il titolo Playdead non ha avuto un impatto così biblico sul settore videoludico, ma è innegabile come l’arrivo di quel ragazzino monocromatico abbia influenzato a dovere un bel po’ di produzioni. Un concept molto semplice, accompagnato da una narrazione ambientale sussurrata e sibillina,
Quando nel 2020 Hades di Supergiant Games debuttò sul mercato, non si limitò ad offrire una personale visione del concetto di roguelike, ma dimostrò al mondo intero come la narrativa potesse diventare il collante perfetto per un genere spesso tacciato di esser “poco spesso” nello specifico ambito. Annunciare un sequel
Videoludicamente parlando mi ritengo alquanto asociale, e non me ne vergogno affatto. Sarà che quando si tratta di rilassarsi con il pad in mano sono alquanto refrattario alle interazioni umane, al punto che le poche volte in cui mi capita di giocare online, la prima cosa che faccio è spegnere
Chi non si è mai innamorato durante il primo giorno di scuola? Impossibile che non ci stata, nella vita di ciascuno di noi, quella persona in grado di farci battere il cuore all’impazzata, non appena varcata la soglia di quell’ingresso nel mondo dei “grandi”. Un sentimento puro e irrazionale nella
Chissà come avrebbe reagito H.P. Lovecraft se solo avesse saputo, durante la sua travagliata esistenza, che un giorno le sue opere sarebbero state al centro delle produzioni più disparate. E viene anche spontaneo domandarsi cosa avrebbe detto una volta appreso che gli incubi nati dalla sua fantasia distorta avrebbero finito
Il destino è una trappola crudele, specialmente quando si tratta di Nosgoth. Per oltre vent’anni, i sussurri di un ritorno di Kain e Raziel hanno alimentato le speranze dei fedelissimi (ormai, attempati o quasi) di un franchise che ha contribuito a ridefinire la narrazione videoludica tra la fine degli anni