Con un annuncio a sorpresa, Square Enix ha preso alla sprovvista tutti mostrando una nuova IP chiamata The Adventures of Elliot: The Millennium Tales, un 2.5D-like (possiamo coniarlo ormai come termine?) d’azione, dove ci avventureremo nei panni dell’omonimo eroe, cercando di impedire che un poderoso nemico cambi il corso del
Da qualche anno a questa parte, l’universo delle simulazioni sportive digitali vive una sorta di dorata ma soffocante stagnazione, dove l’assoluto monopolio commerciale di pochi brand ha finito per trasformare i campi da gioco virtuali in gigantesche, iper-realistiche macchine da fatturato. Tra menù complessi che ricordano fogli di calcolo aziendali,
Coffee Talk è ormai una saga ben piazzata e apprezzata dal suo pubblico, grazie al suo unico mix di generi tra Graphic Novel e Coffee Brewing Sim, creando un miscuglio lo-fi che lo rende particolarmente unico e rilassante. Il suo target: uno specifico tipo di giocatore che, stanco dell’azione e
Nell’era videoludica contemporanea, dove i giochi di ruolo sembrano fare a gara a chi prende più per mano il giocatore, tra mappe ultra-precise e lineette gialle che ti conducono “dritto per dritto” all’obiettivo della missione, c’è qualcosa di profondamente romantico, e quasi concettualmente sovversivo, nel guardare indietro. Ad un tempo,
Da fan inguaribile quale sono del più celebre survival horror di casa Konami, ho la presunzione di ritenere l’arrivo dei primi due capitoli di Silent Hill come lo spartiacque più importante del genere. Quel modo di mettere in scena la paura così originale e particolare, i cui semi gettati in
Quando vi dico le parole “mostri collezionabili”, qual è il primo titolo che vi viene in mente? Era una domanda ovvia, in quanto sappiamo perfettamente quanto Pokémon abbia influenzato totalmente intere generazioni, ma non per questo smettono di uscire allo scoperto nuovi giochi ispirati (chi più, chi meno) alla sempre
Generalmente il numero due di un franchise è quello della svolta, in un senso o in un altro. Se nel caso delle pellicole cinematografiche talvolta rappresenti una delusione per i fan, per quanto permangano sempre piacevoli eccezioni (Ghostbusters 2, L’Impero Colpisce Ancora), quando si parla di videogiochi la situazione cambia
Dai, almeno questa volta ve la risparmio tutta la pappardella relativa all’introduzione all’ennesimo titolo di stampo lovecraftiano. Sarà perché ho già dato negli ultimi mesi, oppure perché non saprei nemmeno da dove partire questa volta (non oso pensare a cosa mi potrei inventare nel caso mi dovessi occupare anche The
Dopo aver dato alla luce il walking simulator Hitchhiker – A Mystery Game, lo studio berlinese Mad About Pandas cambia leggermente registro, restando sì nel territorio dell’avventura narrativa in prima persona, ma introducendo una svolta grazie alla natura puzzle/platform dell’esperienza. Il risultato è Yerba Buena. Il potere dell’Oscillatore C’era un tempo Yerba Buena,
Quando si tratta di horror, vista la piega che ha preso il genere negli ultimi anni, di solito ci troviamo al cospetto di due distinte impostazioni ludiche: o si scappa e basta o ci troviamo a controllare un protagonista anche in grado di reagire. Se guardiamo all’anno in corso, un
Rincorrendo un trend ultimamente sempre più frequente, ci stiamo imbattendo sempre più spesso in videogiochi mai visti prima, con meccaniche di esplorazione dove l’ambientazione è la sola protagonista. Parliamo delle Liminal Spaces. Se avete qualche social e siete soliti guardare video brevi nelle vostre giornate uggiose e non, saprete già
Nel fitto sottobosco delle produzioni indipendenti, il richiamo della nostalgia per l’era a 16 bit è una sirena a cui molti sviluppatori faticano a resistere, trasformando spesso il mercato in un enorme album dei ricordi dove è difficile distinguere l’omaggio sincero dal mero opportunismo commerciale. Quando Monster Theater e Eastasiasoft
Il mondo degli shoot ‘em up a scorrimento orizzontale è quanto mai vasto e ricco di esponenti di spicco. Personalmente, quando ripenso ai miei trascorsi a bordo delle navicelle più disparate, mi viene difficile non far correre la mente a Uridium, Project X o Attack of the Mutant Camels. Titoli
A dispetto delle nuove IP che Bandai Namco riesce a tirare fuori dal cilindro con regolare continuità (basta pensare a Scarlet Nexus o a Code Vein), la casa nipponica può vantare, all’interno del suo sconfinato portfolio, una delle saghe JRPG più amate ed apprezzate di sempre. Inutile dire come il
Per un figlio dell’invasione robotica animata della fine degli anni ’70, era impossibile non trascorrere almeno un’oretta al giorno davanti alla TV, magari proprio per gustarsi con aria rapita le avventure di quegli sfavillanti samurai di metallo. Eroi capaci di ritagliarsi uno spazio importante nel cuore di ognuno, anche della
Dopo aver giocato Myst in tutte le sue versioni, inclusa l’ultima uscita in VR, Cyan Worlds torna alla carica con un remake completo di Riven, il sequel originale di Myst, per un colpo al cuore dei nostalgici, e anche per coloro che non hanno mai provato la sensazione di trovarsi
Quando Myst venne pubblicato per la prima volta, nell’oramai remotissimo 1993, onestamente non ci fu modo di incrociare il mouse con il suo affascinante mondo. Vuoi perché il Macintosh (piattaforma di debutto) era davvero poco diffuso in ambito gaming, vuoi perché in quel periodo, almeno per il sottoscritto, i punta
Prima di avventurarmi in OPUS: Prism Peak, ignoravo la serie nata da SIGONO e presente su varie piattaforme, tra cui anche mobile. Questa avventura in terza persona mischia vari elementi di gameplay, creando un mix tra graphic novel, avventura lineare e puzzle game, portandoci in un mondo nostalgico ispirato agli
I videogiochi ci permettono di vivere vite impossibili, esplorare mondi irraggiungibili e diventare ciò che nella realtà possiamo solo immaginare. Possiamo essere eroi, esploratori, piloti, guerrieri o semplicemente persone totalmente differenti da ciò che siamo nella vita reale, vivendo emozioni ed esperienze che superano i limiti della quotidianità. È questa
Che strano percorso quello che ci ha portato a Forza Horizon 6. Nato come spin-off da una costola di Forza Motorsport, la serie racing arcade sviluppata da Playground Games è riuscita, nel corso degli anni, a diventare una vera e propria icona Xbox, arrivando persino a oscurare il simulatore di Turn 10 Studios, il
Vabbè dai, ancora una poi vado a letto. Se dovessi riassumere l’ultimo weekend videoludico, sicuramente non potrei fare altro che utilizzare questa frase, dato che nascondendosi dietro queste innocenti parole, Drop Duchy: Complete Edition è stato in grado di farmi accumulare una quindicina di ore come se niente fosse. Sarà
C’è voluto un bel po’, decisamente qualche anno in più rispetto alla solita scadenza fissata in circa 12 mesi a cui Supermassive ci aveva abituato con gli altri episodi di The Dark Pictures Anthology. L’ultimo incontro con il capitolo conclusivo della prima stagione della serie videoludica in questione, difatti, risale
Quando si parla di Housemarque, il pensiero corre immediatamente a quella capacità quasi sovrannaturale di trasformare il caos primordiale dei vecchi arcade in esperienze “sensoriali” di una modernità stringente unita ad una ciclicità filosofica che in pochi hanno saputo eguagliare. Lo studio finlandese ha percorso una strada in “salita”, passando
Confesso che stavolta sono davvero in difficoltà nell’aprire la recensione di The Shore: Enhanced Edition. Non avessi dovuto affrontare, solo qualche settimana fa, l’ennesima trasposizione videoludica della mitologia lovecraftiana, sicuramente avrei riciclato l’incipit di Cthulhu: The Cosmic Abyss, parlandovi della mia curiosità relativa alla reazione dello sfortunato scrittore di Providence