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Recensione Life Is Strange: Reunion

di: Sakura Cantini

Ad ogni nostra azione, come ben sappiamo, c’è sempre una serie di conseguenze legate ad essa, ma questo lo abbiamo imparato più che bene per merito di Life Is Strange che torna grazie a Deck Nine con l’ambizioso obiettivo di chiudere definitivamente l’arco narrativo di Max e Chloe, cercando di dare una giusta conclusione degna alle nostre eroine di Arcadia Bay. Life Is Strange: Reunion un titolo che punta tutto sull’effetto nostalgia, presentandosi come un saluto finale, intimo e malinconico.

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Life Is Strange: Reunion riprende i fili lasciati in sospeso, portando Chloe Price all’Università di Caledon per ricongiungersi con Max. La struttura rimane fedele ai canoni della serie: un’avventura narrativa basata su dialoghi, esplorazione ambientale e scelte morali che influenzano lo sviluppo degli eventi.

Il riavvolgimento temporale torna a essere centrale, integrandosi con le meccaniche di investigazione introdotte nel capitolo precedente per risolvere un nuovo mistero che minaccia la sicurezza del campus.

Il tono è decisamente più maturo e riflessivo, concentrandosi sul peso del passato e sulla difficoltà di ricostruire un legame dopo anni di distanza e traumi.

Avanti e indietro

Concentrandosi sul lato fisico del gioco, le interazioni con gli oggetti sono ridotte al minimo e spesso risultano legnose. Non mancano bug di collisione e glitch grafici minori che rompono occasionalmente l’immersione.

I tempi di caricamento sono ottimi almeno su console di nuova generazione, ma i passaggi tra le scene sono talvolta interrotti da dissolvenze a nero un po’ troppo brusche.

Un saluto da Arcadia Bay

Eccellente è la scelta di colori caldi e autunnali, che cattura perfettamente l’atmosfera “cozy” tipica della serie. I modelli di Max e Chloe sono dettagliati e mostrano un invecchiamento coerente e ben studiato.

Sebbene i protagonisti godano di un buon lavoro sia espressivo che motorio (da sistemare), i personaggi secondari appaiono spesso rigidi e poco espressivi, creando un distacco qualitativo evidente durante i dialoghi.

A prescindere dal finale che le nostre scelte fatte durante il gameplay ci porteranno a concludere questo ultimo capitolo, Life Is Strange: Reunion merita molto. L’ho trovato appassionante, misterioso, e bensì nostalgico. Questo si può considerare un gioco dedicato per certi aspetti ai fan storici: chi ha amato il primo capitolo troverà la chiusura che cercava, mentre i “nuovi arrivati” potrebbero trovare il ritmo eccessivamente lento e la trama troppo dipendente dal passato.