Less is more ma anche abundare est melius quam deficere hanno ballato nella mia testa per tutto il tempo che ho trascorso assieme alla versione PS5 di Crimson Desert. Due modi di vedere le cose diametralmente opposti, assolutamente inconciliabili, ma che si sono rincorsi per un sacco di ore mentre
Sono una brutta persona, perché mi piacciono parecchio i polipi, soprattutto se belli croccanti e magari serviti su di una crema di patate aromatizzata alla perfezione. Sono davvero una brutta persona, visto che non disdegno neppure i nigiri con una bella fettina scrocchierella del cefalopode in questione, magari intinta in
Il genere degli action RPG isometrici vive di cicli di entusiasmo e momenti di fisiologica stanchezza, spesso schiacciato dall’ombra ingombrante dei giganti del settore che dettano le regole del mercato, ormai, da decenni. Tuttavia, quando Eko Software e Nacon hanno annunciato Dragonkin: The Banished, l’interesse si è acceso non tanto
Quando Ubisoft rilasciò il videogioco ufficiale di Scott Pilgrim vs. The World nel 2010, non avremmo mai immaginato che, sedici anni dopo, saremmo tornati a parlare di una vera e propria febbre da beat ’em up. Non che quel titolo fosse di scarso valore, tutt’altro, ma, con la scomparsa delle sale giochi, il genere aveva perso quella
Il mio rapporto con lo Screamer originale del 1995 è abbastanza conflittuale, nato da una sliding doors che mi tormenta ancora oggi: ingolosito dalle recensioni più che positive del lavoro Graffiti (l’attuale Milestone), risparmiai faticosamente per poterlo acquistare, ingolosito anche da un concorso che prevedeva un gioco omaggio qualora nella
Sviluppare un titolo come Marathon in un clima di incertezza e continui rimescolamenti e sconvolgimenti avrebbe potuto portare a un disastro annunciato, eppure Bungie si lanciata lo stesso in un’esperienza videoludica coerente con la moda del momento: gli sparatutto ad estrazione. Non siamo di fronte a un clone di Escape
Non è semplice trovare il proprio posto nel mondo, riuscire a sentirsi davvero in pace con sé stessi, mentre si tenta disperatamente anche di accontentare le pretese delle persone con cui, giocoforza, siamo costretti quotidianamente ad interagire. Inadeguatezza, pessimismo e un’opprimente sensazione di inutilità non possono che condizionare la nostra
Quando pensiamo a John Carpenter, la mente corre immediatamente a sintetizzatori ipnotici, antieroi riluttanti e quell’estetica anni ’80 che ha ridefinito il cinema di genere. Vedere il nome del “Maestro” impresso sulla confezione di un videogioco suscita sempre un misto di eccitazione e sacro timore referenziale, specialmente quando a svilupparlo
Il franchise di Starship Troopers ha vissuto una storia videoludica altalenante, passando per strategici in tempo reale di discreto successo e sparatutto cooperativi che hanno tentato di catturare l’essenza della satira fantascientifica di Paul Verhoeven, probabilmente non riuscendoci del tutto. In un mercato che oggi sembra riscoprire con forza il
Kain è idolatrato! Lo ricordo come se fosse oggi l’incipit indimenticabile di Soul Reaver, che ci rimase incollato addosso sin dal primo avvio del classico uscito in origine su PS1. Una frase iconica e indimenticabile, capace di delineare in un attimo quel mondo oscuro e spietato che risponde al nome
Nel panorama dei survival horror esistono titoli che hanno segnato un’epoca e altri che, pur senza rivoluzionare il genere, sono riusciti a lasciare un segno profondo grazie alla loro atmosfera e alla forza della loro narrazione. Tra questi rientra senza dubbio Fatal Frame II: Crimson Butterfly, pubblicato originariamente nel 2003
Si giocava meglio quando si giocava peggio e, forse, eravamo davvero più felici quando non sapevamo di esserlo. Il perché di questa ventata di ottimismo? Beh, durante la prova di Super Bomberman Collection non ho potuto fare a meno di ripensare a quando, circa a metà degli anni ’90, mi
Chi non ha mai sognato, almeno una volta, di avere a disposizione un piccolo aiutante, a cui rivolgersi ogni qual volta ci sia da svolgere un compito di cui proprio non vogliamo saperne? Personalmente avrei sempre desiderato un amico come Doraemon (certo, non proprio di dimensioni ridotte), vuoi per la
A dispetto del volere comune che ritiene il gaming digitale un passatempo strettamente sedentario, sono moltissimi i rhythm game in salsa virtuale che ribaltano una simile visione e che ci costringono a muoverci senza sosta (e sudare) come non ci fosse un domani. Ho perso il conto delle produzioni che
Cosa c’è dopo la morte? Silenzio e pace eterne oppure un limbo senza fine in cui scontare i peccati commessi da vivi, un non luogo in cui rimorsi e situazioni lasciate in sospeso quando ancora il cuore batteva nel petto ci tormenteranno in eterno? Una risposta definitiva, piaccia o no,
È sempre piacevole tornare sul pittoresco globo dove vivono Lana e Mui, visto il modo in cui il primo episodio di questa delicata saga era riuscito a convincermi, pur senza strafare. Per quanto compassata e tutto sommato rilassante, l’esperienza proposta dal debutto degli scandinavi di Wishfully aveva fatto centro, in
Divorato. Così posso definire sinteticamente il mio rapporto con Resident Evil Requiem, che mi si è insinuato addosso come se fosse il famigerato T-Virus. Un rapporto morboso, a tratti simbiotico quello che si è instaurato dopo aver ricevuto il codice review nella mattinata di venerdì scorso: pochi attimi sono stati
Definire un disastro Wii U non rende davvero l’idea di quanto quella console abbia rappresentato un periodo complicato per Nintendo. Eppure, nonostante le difficoltà di marketing e le vendite deludenti di quella generazione, la piattaforma può vantare alcune pietre miliari di notevole spessore. Xenoblade Chronicles X, uscito nel 2015, è una di quelle vette di eccellenza che sarebbe
Chi ha vissuto la generazione PS2 ricorderà sicuramente, nel 2006, quel Tourist Trophy creato da Polyphony Digital, il team della più celebre serie Gran Turismo. Purtroppo quel videogioco non ebbe più un seguito, lasciando orfani tutti gli appassionati delle due ruote che non potevano contare su un vero e proprio “Gran Turismo delle moto“. Questo fino
Parlando di Ryo Saeba mi viene davvero difficile non pensare al mio amico Andrea, che da sempre nutre un’autentica ammirazione nei confronti dell’iconico personaggio creato da Tsukasa Hojo. Il baldo responsabile dell’area cinema e TV del Tribe, difatti, non potrà mai scollarsi di dosso quella volta in cui, in occasione
Ci avevo girato intorno con i primi due capitoli usciti su PS2, ma il mio incontro definitivo e fatale con Kiryu è avvenuto proprio in occasione dell’uscita del discusso terzo episodio delle sue avventure. A dispetto del suo essere il frammento più discusso e meno amato del franchise SEGA, quanto
Se volessimo scomodare dei paragoni illustri, potremmo definire la saga di Rune Factory come il connubio ideale tra la spensieratezza agricola di un Harvest Moon e la progressione ruolistica tipica di un Diablo-like. Dopo un quinto capitolo che aveva diviso la critica e i giocatori, soprattutto a causa di un
Potrei iniziare la recensione di Death Howl parlandomi per l’ennesima volta del mio sconfinato amore per i giochi di carte collezionabili, iniziato a metà degli anni novanta grazie a Mutant Chronicles (Magic chi?). Oppure potrei snocciolarvi i numerosi motivi che si celano dietro il mio interesse smodato nei confronti dei
Era nell’aria, visto che della sua presunta esistenza se ne parlava oramai da quasi un anno, ma lo shadow drop di God of War: Sons of Sparta al temine dell’ultimo State of Play ha stupito davvero tutti. E a vedere la reazione del pubblico del web, non certo in positivo.