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Recensione Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition

di: Luca Saati

Definire un disastro Wii U non rende davvero l’idea di quanto quella console abbia rappresentato un periodo complicato per Nintendo. Eppure, nonostante le difficoltà di marketing e le vendite deludenti di quella generazione, la piattaforma può vantare alcune pietre miliari di notevole spessore.

Xenoblade Chronicles X, uscito nel 2015, è una di quelle vette di eccellenza che sarebbe stato un peccato mortale lasciare dimenticata su una console tanto sfortunata. Per fortuna, Nintendo ha proseguito nella sua politica di rivalorizzare i titoli del catalogo Wii U, portandoli su piattaforme più accessibili come Nintendo Switch.

Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition è arrivato a marzo 2025 su Nintendo Switch e, undici mesi dopo, ha fatto il suo debutto anche su Nintendo Switch 2, confermando la volontà della casa di Kyoto di dare una seconda vita ai suoi capolavori.

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Da Wii U a Switch 2, passando per Switch

Parto col precisare che Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition, nella sua versione base per Nintendo Switch, è perfettamente giocabile anche su Switch 2. Tuttavia, senza lo sblocco, ovviamente a pagamento, dell’upgrade, non è possibile godere delle migliorie grafiche pensate per la nuova generazione della console Nintendo.

Se su Nintendo Switch il gioco gira a 30 fps con una risoluzione di 720p in modalità portatile e 1080p dinamici in docked, su Switch 2 troviamo i 60 fps stabili e una risoluzione di 1080p in portatilità e 4K dinamici in docked. Il framerate rappresenta, a conti fatti, il vero punto di forza della versione Switch 2, perché sul fronte della qualità d’immagine qualcosa è andato storto.

Si notano problemi di upscaling che, in movimento, rendono l’immagine impastata, con distorsioni nei dettagli interni e aliasing evidente. Inoltre, elementi sottili dello scenario, come cavi e linee elettriche, risultano irregolari e sfocati, perdendo definizione. A ciò si aggiunge un fastidioso effetto di pop-in e pop-up degli elementi in lontananza. Problematiche tali da aver spinto Nintendo a offrire un rimborso dell’upgrade a pagamento agli utenti insoddisfatti.

La speranza è che un aggiornamento post-lancio riesca a risolvere questi problemi di upscaling, restituendo al titolo un comparto visivo all’altezza dell’opera di Monolith Soft.

Al momento, quindi, la scelta di spendere questi cinque euro per l’upgrade risulta quantomeno discutibile. Se i 60 fps rappresentano un must-have, allora non ci sono alternative, a patto però di accettare i limiti visivi dell’esperienza. In generale, non posso dire di essere un grande fan di questa politica di upgrade a pagamento da parte di Nintendo: ci sono team e titoli che hanno fatto decisamente meglio, offrendo miglioramenti grafici gratuiti, mentre qui ci si trova di fronte a un aggiornamento di qualità ben lontana dall’eccellenza.

Un pianeta ancora selvaggio

Nonostante i problemi tecnici del porting su Switch 2, che, ribadisco, spero vengano risolti con una patch quanto prima, Xenoblade Chronicles X resta ancora oggi un JRPG sci-fi di grandissima qualità. La storia, della durata di non meno di 60 ore, continua a intrattenere anche nel 2026, una volta superata la fase iniziale ricca di spiegoni pensati per introdurre il vasto mondo di gioco (un classico delle produzioni giapponesi).

Il merito va tutto al mondo di Mira, che con le sue cinque immense regioni sprona il giocatore a esplorare ogni angolo: tra archi di pietra ricoperti di vegetazionedeserti ventosi punteggiati da rovine aliene e foreste luminose, il tutto mentre giganti extraterrestri sfiorano il nostro minuscolo avatar.

L’esplorazione del pianeta è strettamente legata alla ricostruzione di Neo Los Angeles, ultimo baluardo della civiltà umana, poiché uno degli obiettivi principali è piazzare sonde in giro per Mira per mappare il territorioraccogliere risorse e monitorare la fauna locale.

Poi arriva quel momento tanto atteso: quando finalmente si sale a bordo del proprio mech, o Skell, come vengono chiamati nel gioco, e cambia completamente la percezione dell’intero mondo. Un attimo prima il protagonista è un minuscolo essere in un pianeta di giganti minacciosi, un attimo dopo è lui a diventare la forza dominante: il mondo si rimpicciolisce, gli alieni appaiono vulnerabili, e persino la colonna sonora muta, virando su note elettroniche.

Sono queste le due anime di Xenoblade Chronicles X che convivono e si bilanciano, rendendo l’esperienza esaltante, dinamica e profondamente immersiva.

Cosa c’è di nuovo sotto la scocca?

Questa Definitive Edition, disponibile su Nintendo Switch e Switch 2, introduce diverse migliorie al gameplay, rendendolo più snello e intuitivo in vari aspetti. Alcuni incarichi risultano ora più chiari grazie al nuovo sistema GPS, è possibile modificare la formazione del gruppo direttamente dal menù, invece di dover cercare fisicamente ogni compagno in giro per Neo Los Angeles, e ogni personaggio guadagna esperienza anche se non partecipa ai combattimenti, con un level cap fissato a 99.

Sono stati rimossi i Blade Level e i Division Points, semplificando la progressione che ora risulta più lineare e immediata, senza la necessità di districarsi tra le diverse divisioni. Inoltre, è finalmente possibile modificare l’orario di gioco direttamente dal menù, senza dover ricorrere alle apposite postazioni.

L’eliminazione di queste spigolosità del passato ha reso l’esperienza di gioco complessivamente più fluida e piacevole. Ma questa Definitive Edition va anche oltre, poiché non solo include tutti i DLC usciti su Wii U, ma aggiunge anche contenuti inediti: quattro nuovi personaggi reclutabili, due nuovi Skell, e ulteriori opzioni di personalizzazione ispirate agli altri capitoli della saga di Xenoblade.

Tuttavia, l’elemento che più di ogni altro invoglierà i veterani a tornare su Mira è sicuramente il nuovo Capitolo 13, accessibile solo dopo aver completato la campagna principale. Questo contenuto, diviso in tre atti, prosegue direttamente la storia introducendo un nuovo antagonista e approfondendo diversi aspetti della già ricca e appassionante trama originale.

Bello come un tempo, ma…

Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition resta un’opera ambiziosa, affascinante e in grado di emozionare anche a distanza di più di dieci anni dal suo debutto originale. Mira continua a essere un pianeta vivo, misterioso e magnifico, che invita all’esplorazione e offre una libertà ancora oggi rara nel panorama dei JRPG. Le migliorie alla qualità della vita e le aggiunte di contenuti extra rendono questa edizione più accessibile e completa, mentre il nuovo Capitolo 13 dona ai fan un motivo concreto per tornare a immergersi nel mondo creato da Monolith Soft.

Peccato solo per i problemi tecnici che affliggono la versione Switch 2 e per una politica di upgrade a pagamento che stona con l’approccio più generoso visto altrove. Al netto di questi difetti (esclusivi della versione Switch 2 e non presenti su Switch), resta un gioiello di design e immaginazione, un viaggio che ogni amante dei JRPG dovrebbe compiere almeno una volta.