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Recensione Planet of Lana 2

di: Simone Cantini

È sempre piacevole tornare sul pittoresco globo dove vivono Lana e Mui, visto il modo in cui il primo episodio di questa delicata saga era riuscito a convincermi, pur senza strafare. Per quanto compassata e tutto sommato rilassante, l’esperienza proposta dal debutto degli scandinavi di Wishfully aveva fatto centro, in primis grazie ad un comparto tecnico capace di accompagnare elegantemente le delicate atmosfere di questo racconto a base di ecologia e amicizia. Temi che, come prevedibile, ritornano anche in Planet of Lana 2, che non deve però essere visto come un pigro sequel nato in seguito al successo del lavoro originale, quanto come la vera e propria conclusione (forse), di un viaggio iniziato nel 2023.

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Ritorno al passato

È passato un po’ di tempo da quando Lana e Mui sono riusciti a riportare la pace nel loro villaggio, dopo essere riusciti a sventare la minaccia delle macchine. Sono giorni spensierati quelli che la coppia di amici vive assieme alla piccola Alua, la figlia della sorella della ragazzina, la cui sorte darà il via alle vicende di Planet of Lana 2. Tutto ha inizio quando un misterioso cristallo, abbandonato a poca distanza dalle loro case, finirà per intossicare la bambina che potrà essere salvata soltanto recuperando i tre ingredienti necessari a preparare una speciale medicina. Seguendo le indicazioni del saggio Rakuen, Lana e Mui intraprenderanno un viaggio attraverso 3 distinti biomi, intrecciando la loro ricerca con il passato del tenero animaletto, ma anche con quello degli abitanti umani di questo lussureggiante pianeta.

Delicata, poetica e narrata sempre per mezzo del musicale linguaggio fittizio inventato dal team, la storia alla base di Planet of Lana 2 si inserisce in maniera organica e davvero azzeccata all’interno di quanto costruito nel 2023. Come detto si tratta di un seguito che non appare una posticcia aggiunta, mirata solo a capitalizzare il successo passato, bensì di un racconto capace di unire con eleganza ecologia e avventura in maniera dannatamente efficace. A cavallo tra le atmosfere di Princess Mononoke e le suggestioni di Flashback, il titolo Wishfully ci accompagna per circa 5 ore all’interno in un viaggio all’insegna della scoperta, delineando una vicenda a tratti commovente. Un inno alla speranza e all’unità di intenti dotato di una forza espressiva potente e alquanto peculiare nella sua costruzione e messa in scena. Si arriverà ai titoli di coda con un piccolo groppo in gola, una volta scoperti tutti i segreti che Planet of Lana 2 deciderà di svelare sotto i nostri occhi.

Migliorare le proprie origini

L’eredità del lavoro datato 2023 è estremamente presente e, onestamente, sarebbe stato davvero sciocco pensare il contrario: se avete giocato al precedente lavoro dello studio, potete già avere un’idea definita di quello che è il gameplay di Planet of Lana 2, che non fa altro che rifinire e ampliare le meccaniche già sperimentate. Giusto per rispolverare il tutto, parliamo di un action/adventure a scorrimento orizzontale, che richiama con veemenza l’originale Prince of Persia e il citato Flashback. Si salta, si corre e si risolvono enigmi nel corso dell’avventura, sfruttando la combinazione delle caratteristiche della coppia di protagonisti. Lana e Mui dovranno collaborare per poter superare i vari ostacoli che gli si pareranno dinanzi: la prima potrà contare sulla sua innata agilità e la possibilità di nuotare, mentre il nero animaletto sarà in grado di stordire le macchine nemiche, raggiungere luoghi inaccessibili o strisciare attraverso stretti condotti, magari per attivare interruttori al di fuori della normale portata. Insomma, non si reinventa certo la ruota, ma si prosegue lungo una strada tracciata nel corso dei decenni.

Il controllo di Lana sarà direttamente nelle mani del giocatore, mentre per quanto riguarda Mui si potrà utilizzare un puntatore per direzionare i suoi movimenti, oltre ai pulsanti frontali per farlo interagire con gli oggetti. Questa combinazione ha permesso al team di ideare una serie di puzzle invero mai troppo complessi da sviscerare, come nel precedente titolo, ma che in questo nuovo capitolo hanno ampliato la portata della loro risoluzione: adesso sarà possibile interagire con degli animaletti (pesci o palle rotolanti simili ai LocoRoco), sfruttare attivamente i robot storditi, oppure utilizzare dei particolari blocchi scorrevoli. Le variabili messe sul piatto da Wishfully sono indubbiamente numerose e riescono a restituire un senso di sfida appagante al punto giusto, senza mai risultare inutilmente frustrante.

Meraviglia visiva

Il punto di forza di Planet of Lana 2, considerando come il suo gameplay sia soltanto una versione rifinita e migliorata di quanto già visto, risiede pertanto nei nuovi biomi esplorabili, che vanteranno una zona innevata, una prettamente marina (con annessa sezione subacquea) ed una boschiva. Il tutto sarà intervallato da sezioni più tecnologiche, utili a fare luce sul passato degli abitanti del pianeta. Il mix di elementi funziona sempre e garantisce un colpo d’occhio dall’elevatissima qualità visiva, al punto che si potrebbe anche solo desiderare di continuare a giocare solo per vedere cosa gli artisti di Wishfully abbiano in serbo per noi. L’ispirazione figlia delle suggestioni dello Studio Ghibli sono evidentissime, ma declinate in maniera estremamente personale, al punto che non si arriva mai a parlare di becero plagio. L’esplorazione, inoltre, non sarà mai fine a sé stessa, nonostante la geografia non certo intricata delle mappe di gioco, dato che deviare dal percorso più prevedibile potrebbe ricompensarci con alcuni ologrammi segreti, che se raccolti andranno a completare un documento bonus: poca roba, sia chiaro, ma stimola un poco la rigiocabilità in caso si manchi qualcosa.

Da queste parole si evince chiaramente come, a livello puramente stilistico, Planet of Lana 2 non possa assolutamente lasciare indifferenti, vista la bontà di ciò che si muove sullo schermo. Il successo della produzione, però, risiede anche nelle animazioni che gestiscono questo coloratissimo e affascinante mondo, che sono risultate tutte estremamente curate e ricche di piccoli dettagli in grado di rendere la recitazione digitale più vera e credibile. Tanto, in tal senso, ci viene anche dal citato voice over (che figura anche voci nostrane come il granitico Mario Scarabelli, che interpreta Rakuen), che per quanto sfrutti un linguaggio inventato, riesce a veicolare in maniera puntuale e comprensibilissima le emozioni e le decisioni dei personaggi. Maggiormente sottotraccia, invece, si muove la colonna sonora ancora una volta affidata all’estro di Takeshi Furukawa, che preferisce limitare al minimo la presenza sulle scene, ma che quando lo fa sa perfettamente quali corde colpire.

Planet of Lana 2 è la conferma che Wishfully non aveva bisogno di rivoluzionare nulla per dare un senso compiuto al viaggio iniziato nel 2023: bastava ascoltare con attenzione ciò che quel mondo aveva ancora da raccontare. Il risultato è un seguito misurato ma intenso, che preferisce ampliare invece che stravolgere, e che trova nella cura estetica e nella delicatezza del suo racconto la propria forza più autentica. Non è un titolo che punta a stupire con colpi di scena o meccaniche roboanti, bensì un’esperienza che si prende il tempo di respirare, di osservare e di farci osservare. E quando arrivano i titoli di coda, ciò che rimane non è solo la soddisfazione per un’avventura ben costruita, ma la sensazione di aver condiviso un frammento di vita con due protagonisti che, ancora una volta, riescono a parlare al cuore prima che alla mente. Un epilogo semplice, sincero e necessario, che chiude il cerchio con una grazia rara nel panorama contemporaneo.