Lo avevo scritto qualche giorno fa, in occasione della recensione del primo numero di Shin Zero, di come i giapponesi abbiano passioni e manie alquanto particolari per noi occidentali. E tra queste, indubbiamente, rientra l’estrema fascinazione che hanno per i treni. Un amore viscerale, che si manifesta in giganteschi cabinati
Spiegare l’impatto che Lovecraft ha avuto sull’immaginario horror moderno è cosa complicata, se non impossibile. Con The Mound: Omen of Cthulhu, lo studio cileno ACE Team e il publisher Nacon, hanno provato a rendere omaggio proprio agli oscuri racconti dell’immortale romanziere statunitense con una oscura avventura nel cuore di una
Dopo l’apparizione di Fox McCloud nel film di Mario Galaxy, e la relativa accoglienza da parte del pubblico, c’era solo da attendere che Nintendo facesse la sua mossa e lanciasse un nuovo titolo della serie Star Fox. Questo annuncio arrivò infatti poco dopo, e con una certa trepidazione, se pensate
Il mercato degli sparatutto in prima persona, negli ultimi anni, è diventato un terreno di scontro spietato, sì, ma anche piuttosto prevedibile. Tendenzialmente, l’originalità viene costantemente sacrificata sull’altare della formula sicura (perché, di solito, son sicuri i guadagni). Tra sparatutto competitivi “cod like” o spam incontrollato di looter shooter e
La saga di Sword Art Online può vantare svariati media, partendo dalla novella originale, passando per l’anime e arrivando, ovviamente, ai videogiochi che abbiamo trattato più volte su queste pagine. Il viaggio di Kazuto, meglio conosciuto come Kirito, è seguito e amato da milioni di persone, giustificando le altrettante copie
Ben prima dell’annuncio di Assassin’s Creed Black Flag Resynced, la domanda che circolava tra gli appassionati di videogiochi era una sola: “C’è davvero bisogno di questo remake?” A un primo sguardo, la risposta sembrerebbe essere un secco no. Eppure, scavando sotto la superficie, emergono diverse ragioni che hanno spinto Ubisoft
C’è qualcosa di affascinante nei giochi che ti chiedono di essere sempre sulla corda, come se ogni azione fosse un piccolo debito da ripagare. Hyperwired parte esattamente da qui: un roguelike twin-stick che ci lega letteralmente a un cavo, a una rete di prese, a un ecosistema di risorse che
EA Sports UFC 5 ha rappresentato, per certi versi, una vera e propria rivoluzione per i videogiochi su licenza ufficiale Ultimate Fighting Championship. Sebbene il gameplay fosse ancora fortemente ancorato al passato, il passaggio al Frostbite Engine ha saputo infondere nuova linfa alla serie, donandole una rinnovata identità visiva e
Il genere Visual Novel non indica necessariamente un genere cozy e rilassante, in particolar modo quando non solo la storia e le vicende, ma anche gli stessi temi trattati toccano argomenti profondi, sfociando nell’esistenzialismo. Non era proprio ciò che immaginavo dover trattare quando mi fu assegnata la recensione di Schrödinger’s
Mentre giocavo a Deathbulge: Battle of the Bands, non ho potuto fare a meno di pensare costantemente a quel folle di Jack Black. Un po’ perché il titolo del gioco richiama in modo smaccato il concorso alla base delle vicende di School of Rock, un po’ anche per l’impossibilità di
Quando nel mondo videoludico si parla di picchiaduro storici, il confronto è inevitabile: da una parte ci sono colossi come Street Fighter, con il suo approccio quasi “sportivo” all’arte del combattimento, dall’altra Tekken, che ha costruito la sua reputazione su una narrazione familiare più intricata di una soap opera giapponese,
Se c’è un gioco oramai inflazionatissimo, a livello di puro citazionismo, quando si parla di action/platform a scorrimento orizzontale, quello non può che essere Limbo. A dispetto della sua giovane età, in relazione all’effettiva longevità del medium videoludico, è innegabile come l’iconico lavoro firmato Playdead sia riuscito a contaminare in
C’era una volta Pro Evolution Soccer, per gli amici PES. Era il 2021 quando Konami decise di tagliare definitivamente i ponti non solo con un nome a cui i fan erano legati da ben due generazioni, ma anche con un modello distributivo che iniziava a mostrare i suoi limiti, complice il dominio
Con un annuncio a sorpresa, Square Enix ha preso alla sprovvista tutti mostrando una nuova IP chiamata The Adventures of Elliot: The Millennium Tales, un 2.5D-like (possiamo coniarlo ormai come termine?) d’azione, dove ci avventureremo nei panni dell’omonimo eroe, cercando di impedire che un poderoso nemico cambi il corso del
Da qualche anno a questa parte, l’universo delle simulazioni sportive digitali vive una sorta di dorata ma soffocante stagnazione, dove l’assoluto monopolio commerciale di pochi brand ha finito per trasformare i campi da gioco virtuali in gigantesche, iper-realistiche macchine da fatturato. Tra menù complessi che ricordano fogli di calcolo aziendali,
Coffee Talk è ormai una saga ben piazzata e apprezzata dal suo pubblico, grazie al suo unico mix di generi tra Graphic Novel e Coffee Brewing Sim, creando un miscuglio lo-fi che lo rende particolarmente unico e rilassante. Il suo target: uno specifico tipo di giocatore che, stanco dell’azione e
Nell’era videoludica contemporanea, dove i giochi di ruolo sembrano fare a gara a chi prende più per mano il giocatore, tra mappe ultra-precise e lineette gialle che ti conducono “dritto per dritto” all’obiettivo della missione, c’è qualcosa di profondamente romantico, e quasi concettualmente sovversivo, nel guardare indietro. Ad un tempo,
Da fan inguaribile quale sono del più celebre survival horror di casa Konami, ho la presunzione di ritenere l’arrivo dei primi due capitoli di Silent Hill come lo spartiacque più importante del genere. Quel modo di mettere in scena la paura così originale e particolare, i cui semi gettati in
Quando vi dico le parole “mostri collezionabili”, qual è il primo titolo che vi viene in mente? Era una domanda ovvia, in quanto sappiamo perfettamente quanto Pokémon abbia influenzato totalmente intere generazioni, ma non per questo smettono di uscire allo scoperto nuovi giochi ispirati (chi più, chi meno) alla sempre
Generalmente il numero due di un franchise è quello della svolta, in un senso o in un altro. Se nel caso delle pellicole cinematografiche talvolta rappresenti una delusione per i fan, per quanto permangano sempre piacevoli eccezioni (Ghostbusters 2, L’Impero Colpisce Ancora), quando si parla di videogiochi la situazione cambia
Dai, almeno questa volta ve la risparmio tutta la pappardella relativa all’introduzione all’ennesimo titolo di stampo lovecraftiano. Sarà perché ho già dato negli ultimi mesi, oppure perché non saprei nemmeno da dove partire questa volta (non oso pensare a cosa mi potrei inventare nel caso mi dovessi occupare anche The
Dopo aver dato alla luce il walking simulator Hitchhiker – A Mystery Game, lo studio berlinese Mad About Pandas cambia leggermente registro, restando sì nel territorio dell’avventura narrativa in prima persona, ma introducendo una svolta grazie alla natura puzzle/platform dell’esperienza. Il risultato è Yerba Buena. Il potere dell’Oscillatore C’era un tempo Yerba Buena,
Quando si tratta di horror, vista la piega che ha preso il genere negli ultimi anni, di solito ci troviamo al cospetto di due distinte impostazioni ludiche: o si scappa e basta o ci troviamo a controllare un protagonista anche in grado di reagire. Se guardiamo all’anno in corso, un
Rincorrendo un trend ultimamente sempre più frequente, ci stiamo imbattendo sempre più spesso in videogiochi mai visti prima, con meccaniche di esplorazione dove l’ambientazione è la sola protagonista. Parliamo delle Liminal Spaces. Se avete qualche social e siete soliti guardare video brevi nelle vostre giornate uggiose e non, saprete già