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di Giovanni "Abari" Pinizzotto
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Leonardo, Donatello, Michelangelo, Raffaello. Quattro nomi, a prima vista abbastanza comuni ma che, letti insieme e associati a dovere, assumono diverse valenze. Per esempio, così si chiamavano quattro artisti italiani che hanno segnato la storia dell’arte mondiale di tutti i tempi, ma a ben ricordare anche quattro tartarughe mutanti, con il merito di essere riuscite, senza dipinti e sculture, ad incollare davanti alla TV un’infinita schiera di ragazzi, pronti a sacrificare parte dei loro pomeriggi a gustar merende e seguirne le vicende cartonose
Direttamente dalla “vecchia” Londra gli sviluppatori del team Curve Studios, con il loro ultimo lavoro, provano a riscrivere le regole di un genere ibrido, a metà tra ilplatform puro e il puzzle game, difficilmente collocabile all’interno di un’unica categoria e che si arricchisce, per l’occasione, della componente stealth, un elemento aggiuntivo che scommettiamo riuscirà ad attirare l’attenzione anche dei giocatori più smaliziati.Il titolo in questione, Stealth Inc.: A clone in the Dark, è stato da poco distribuito sia per PS3 che per Ps Vita, così da poter essere giocato comodamente seduti sul divano di casa o fuori dalle mura domestiche magari, vista la bella stagione, sotto l’ombrellone e a due passi dal mare.
Negli ultimi anni la qualità raggiunta dai videogiochi ha fatto gridare al miracolo. Il solco tra capolavori e titoli appena sufficienti, prima maggiormente percepibile, ha subito un quasi totale azzeramento, rilegato a pochissimi casi sparuti. Le vendite premiano soltanto titoli che riescono a sbalordire e far breccia nel cuore del pubblico giocante. In questo idilliaco quadro per il consumatore, Capcom, tra alti e bassi, ha fatto più volte a pugni con le leggi di mercato e con la severa “regola non scritta” della qualità a tutti i costi, facendosi in talune occasioni quasi beffa delle voci insistenti che cercavano di dirottare i suoi lavori verso una direzione ben precisa e pagando, quando è capitato, anche lo scotto delle proprie scelte. Azzardi e spregiudicatezza, amore e odio dei propri fan e rischio per il nuovo sintetizzano bene il percorso di questa multinazionale dell’intrattenimento. Quasi come se il background passato non contasse nulla, eccola qui a ripetersi, a stupire ed osare, stavolta affidando ad un team di sviluppo francese, sconosciuto al grande pubblico e alla sua prima vera grande esperienza, un progetto ambizioso e di non facile lettura. I Dontnod hanno raccolto di buon grado il guanto di sfida che ha lanciato loro Capcom lavorando alacremente e difendendo ogni singola idea o intuizione, senza cedere a compromessi e quasi seguendo a pieno lo stile del committente fino a giungere allo sviluppo di Remember Me, un gioco che dalla primissima ora vuole rompere il muro degli schemi comuni.
Inutile nascondere le carte in tavola, la delusione dei molti utenti di PS Vita è tanta ed evidente. Ancora oggi, fatta qualche eccezione, non si sono avute adeguate risposte alla crescente richiesta di titoli capaci di destare interesse e spremere per bene le potenzialità del gioiellino di casa Sony.La situazione non è delle migliori, tante promesse fatte, nessuna, o quasi, mantenuta.Lucid Games affronta la questione e lo fa con una scelta di marketing interessante e coraggiosa, che vede la proposta di un puzzle game ben lontano dall’esclusiva su singola piattaforma, ma capace di strizzare l’occhio anche ad altri “ecosistemi” quali iOS e Android. Suddiviso per l’occasione in uscite ad episodi, forte di un prezzo decisamente interessante, rimane da vedere se Jacob Jones e il mistero del Bigfoot sia in grado di placare, o per lo meno alleviare, l’inestinguibile sete di aspettative e novità comune a milioni di videogiocatori, bramosi di rispolverare la loro fidata console portatile.
La conquista di un posto nell’Olimpo degli action shooter non è un affare semplice, la concorrenza è spietata e la scelta di utilizzare un brand che ha fatto registrare in passato giudizi non del tutto unanimi e non univocamente positivi, può essere azzardata. EA, tuttavia, ci riprova con Army of Two: The Devil's Cartel, un titolo controverso che conserva l’unica certezza legata alla serie, ovvero di essere dannatamente divertente nella modalità cooperativa.Determinati e implacabili, con lo stesso armamentario di chi ha deciso di scatenare da solo un conflitto mondiale su scala ridotta, i mercenari del gruppo T.W.O. partono nuovamente in missione.
Prendiamo un gruppo di mercenari, aggiungiamo un arsenale ben fornito, diverse location non troppo estese, ma ricche di ripari, condiamo il tutto con una grafica non eccessivamente definita e con qualche pixel in bella mostra, mescoliamo energicamente gli ingredienti, ed ecco ottenuto Special Forces Team X. Si tratta di uno sparatutto in terza persona privo di fronzoli e spoglio di tutto quello che non serve per avere un divertimento continuo. Un gioco votato esclusivamente al coinvolgimento multigiocatore, con server che svolgono egregiamente il loro lavoro e tempi morti per caricamenti di intermezzi vari del tutto inesistenti.
Denpa Men: They Came by Wave è un perfetto miscuglio di tematiche orientali sapientemente miscelate per essere digeribili al gusto occidentale, sostenuto dall’impiego intelligente della realtà aumentata, tanto da riuscire ad insaporire l’esperienza di gioco e a catturare l’attenzione del giocatore alla ricerca di innovazione. Il tutto con la comodità del Digital Delivery.
Dopo i diversi successi inanellati dalle varie stagioni televisive, il creatore principale della serie, Mr. MacFarlane, ha voluto spingersi oltre. I Griffin: Ritorno al Multiverso, catapulta questo strano quadretto familiare all’interno di un’avventura “cartoonosa” interamente giocabile su console, vestendo gli abiti di uno sparatutto in terza persona, decisamente sopra le righe, che ha spinto gli sceneggiatori a conservare gli elementi fondamentali della serie, adattandoli al nuovo contesto. Il risultato? Scopriamolo insieme...
Un bel modo per festeggiare i cinquant’anni dalla creazione di uno dei personaggi di fantasia meglio riusciuti. Il fascino e l’irriverenza della spia britannica più famosa di tutti i tempi rivivono in questo tributo videoludico.
Vagare per mare è stato il sogno di molti avventurieri che hanno affidato il loro cuore alle onde, navigando senza meta per le insole disseminate nell'immenso blu, affrontando pericoli, commerciando a bordo di imponenti mercantili, veleggiando su eleganti galeoni e battagliando su agili fregate. Quello di cui si parla, anche in termini videoludici, ha rappresentato un mix perfetto che ha trovato, giá nel 2004, la sua dimensione naturale lontano dalle console casalinghe, per poi rivolgersi ad esse, dopo ben otto anni, con un ambizioso progetto che prende il nome di Port Royale 3 - Pirates & Merchants.Riuscirà il difficile lavoro di Kalypso Media a conquistare gli impavidi marinai da salotto?
Un’idea dei primissimi anni ottanta che non sembra avvertire lo scarto generazionale con la nuova "era" videoludica. Riesce ancora a divertire e ad impegnare - non poco - chiunque tenga in mano un joypad, giovane, o meno giovane, che sia.
Kinect Star Wars catapulta il giocatore all’interno del fantastico universo partorito dalla geniale mente di George Lucas. Il teatro di Guerre Stellari rivive e, per l’ennesima volta, si mostra negli schermi da salotto, complice il rivoluzionario sistema di controllo che prevede la completa gestione dei comandi di gioco attraverso il Kinect. Utilizzando i movimenti del proprio corpo non rimane altro che scegliere la strada da seguire. Jedi integerrimo o Sith incline al lato oscuro? Che sia la Forza a deciderlo…
È la moda del momento e non si parla d’altro in palestre e centri estetici. Zumba, così si chiama il modo più efficace per divertirsi e bruciare grassi modellando il proprio fisico senza l’aiuto di estenuanti e noiose sedute di pesi in sala attrezzi. Visto il successo di questa disciplina, non poteva mancare la controparte videoludica, aiutata dai nuovi ed efficaci sensori di movimento delle moderne console casalinghe, che spingono l’esperienza di gioco ad un coinvolgimento corporeo senza precedenti. Dopo un primo tentativo, arriva sul mercato Zumba Fitness Rush, secondo titolo della serie, notevolmente migliorato e ancora più divertente e coinvolgente del predecessore.
Negli ultimi anni gli sparatutto sono riusciti a conquistare una fetta importante di mercato, confermando delle pietre miliari tali da adombrare qualsiasi concorrente, lasciando poco spazio a nuove vedute e imponendo dei sistemi di gioco che hanno fatto breccia nel cuore di milioni di appassionati. In una categoria così inflazionata, ma tanto amata dai giocatori di tutto il mondo, arriva un titolo che strizza l’occhio al passato, capace di irrompere con prepotenza in un ecosistema chiuso tanto da sconvolgerne i canoni e riportare il genere alle origini. Quello che occorre è il minimalismo, ciò che si ricerca la frenesia, l’indispensabile è sopravvivere e sterminare. Questo è Nexuiz.
Uno tra i brand che si è imposto sul mercato negli ultimi anni è indubbiamente quello legato alla saga ideata da Satoshi Tajiri. Immancabile, quindi, l’ennesimo capitolo della serie sviluppato, stavolta, per la nuova “piccola console” tridimensionale della grande N: diamo un'occhiata a Super Pokemon Rumble!
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Il vero nome di colui come colui che rende possibile l'impossibile e' ancora avvolto da una fitta nube di mistero. Nonostante questo, il suo nome in codice e' uno dei piu' celebri di sempre: stiamo parlando, ovviamente, di Solid Snake.
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