Streets of Rage 4 - Recensione

I videogiochi hanno quel magico potere di riuscire a trasportarci indietro nel tempo con un semplice click, farci respirare virtualmente l’insalubre aria delle fumose sale giochi che furono, oppure rivivere uno dei numerosi pomeriggi trascorsi a prendere a mazzate, digitalmente parlando, orde ed orde di colorati e pixellosi sprite. Sensazioni che non saranno certo nuove per chi, a pochi mesi dall’inizio degli psichedelici anni ’90, aveva in cameretta una console SEGA, e si divertiva a malmenare i criminali che infestavano Wood Oak City, e che non potranno non provare un piacevole brivido nostalgico una volta avviata la loro fidata copia di Streets of Rage 4. La domanda, però, come diceva sempre in quel decennio un celebre giornalista, nasce spontanea: il presente sarà stato in grado di rivaleggiare con le aspettative, ed i ricordi, di questo glorioso passato?

La bella scazzottata di una volta…

Sono passati 10 anni, in termini videoludici, da quando Axel Stone e Blaze Fielding hanno messo fine una volta per tutte ai piani criminali di Mister X, ma la pace non sembra ancora aver trovato casa a Wood Oak City: una nuova minaccia, difatti, incarnata dai figli dello sconfitto boss del Sindacato, incombe sulle strade della metropoli. Inutile dire come toccherà alle nostre due vecchie conoscenze, che potranno contare sull’aiuto di altrettante new entry, sfregare amorevolmente le nocche sugli innocenti faccini della peggior feccia che il mondo abbia mai conosciuto. In realtà, in termini umani, di anni dal capitolo che precede questo Streets of Rage 4, di anni ne sono passati ben 26, ed il genere dei beat’em up a scorrimento ha perso quell’incredibile appeal che ai tempi aveva sulle masse, surclassato dai ben più moderni e dinamici picchiaduro 1vs1. C’è quindi ancora spazio per questo nuovo capitolo, riportato in auge dai ragazzi di Lizardcube e DotEmu? Beh, la risposta non è certo semplice da trovare, e sicuramente non univoca per tutta la platea videoludica, vista la pesante eredità che questo revival si porta sulle spalle. Di sicuro i vecchi fan, coloro che in sala giochi vivevano a pane e Final Fight, non potranno che tornare bambini (o ragazzi) per tutte le circa 3-4 ore necessaria a portare a termine lo Story Mode, rivivendo sensazioni e situazioni che si sono oramai perse nel perennemente in movimento mare dell’intrattenimento digitale. E proprio per questo non potranno che innamorarsi della nuova avventura di Axel e Blaze. Discorso differente per tutte le nuove leve, per coloro che credono che Captain Commando e Double Dragon siano action b-movie di quasi un trentennio fa, e che sicuramente si troveranno spiazzati al cospetto di un gameplay tutto sommato abbastanza rigido, pur al netto di qualche benvenuta concessione alla modernità. Ma andiamo con ordine…

…faceva sorridere la gente…

Giocare a Streets of Rage 4 è come fare un viaggio nel tempo, fino a raggiungere un’era in cui muoversi da sinistra verso destra, menando senza sosta chiunque avesse avuto l’ardire di frapporsi tra noi e l’onnipresente segnale Go!, era il mantra dei videogiocatori di ogni età. Il core gameplay della produzione, difatti, è ancora questo, e ci vedrà utilizzare un pulsante per gli attacchi base (che potranno comunque dare vita ad alcune combo), mentre un altro sarà riservato alle mosse speciali, ancora oggi in grado di consumare parte della nostra energia vitale, ma che adesso potremo recuperare se riusciremo a colpire rapidamente gli avversari. Recuperando dagli stage alcune icone a forma di stella, inoltre, sarà possibile dare vita ad una mossa finale, in grado di spazzare via in un sol colpo i vari minion, oppure infliggere seri danni agli immancabili boss e mid-boss che caratterizzano i 12 livelli di gioco. Tutto qua, puro e semplice, con l’aggiunta di poter malmenare chiunque vorremo in compagnia (fino a 4 giocatori in locale e 2 online), magari riesumando le vecchie sessioni da divano di un tempo che fu. Sotto questi aspetti il lavoro di modernizzazione visto in Streets of Rage 4 è decisamente buono, grazie ad un set di animazioni davvero gradevoli, oltre che a dei controlli reattivi e puntuali, in grado di assecondare senza troppi sbattimenti le velleità belliche del giocatore. Benvenuto anche l’inserimento di un sistema di juggling, che ci permetterà di estendere la durata delle varia combo, così da garantire al gameplay maggiore dinamismo. Un ulteriore accenno di modernità ci viene fornito da un sistema di aiuti che, qualora dovessimo esaurire le vite prima del termine dell’avventura, ci permetterà di proseguire il gioco con alcuni bonus, a scapito del punteggio ottenuto. Condite il tutto con una serie di personaggi sbloccabili (tra cui un gradito ritorno), modalità accessorie che spaziano dal classico Arcade (dovremo finire la storia con unico set di vite), all’Attacco al Boss, giungendo fino al tutti contro tutti all’interno di alcune arene, ed ecco che avrete il quadro completo di quello che Streets of Rage 4 avrà da offrirvi. Un pacchetto che funziona e diverte senza dubbio, grazie anche al fatto di essere rigiocabile in virtù dei vari personaggi utilizzabili, e la possibilità di giocare assieme a degli amici. Però…

…che la trovava divertente

Sì, c’è sempre l’immancabile però dietro l’angolo, e stavolta è incarnato dalla consueta ripetitività dell’azione, a cui si aggiungono alcuni piccoli passi indietro compiuti in questo quarto episodio della serie, che abbandona i finali multipli e non presenta biforcazioni utili ad alleviare quella sensazione di già visto e picchiato. A voler fare le pulci si potrebbe anche puntare il dito verso una non perfetta leggibilità dell’azione in alcuni frangenti, con momenti di puro caos in cui è davvero difficile capire dove e come colpire (dojo anyone?), a cui si accompagna una non sempre precisissima lettura dell’allineamento dei personaggi, che ci porterà talvolta a fendere inutilmente l’aria. E considerando che non si possono interrompere le animazioni è abbastanza fastidioso, dato che ci lascia in balia delle mosse nemiche. Sono sicuramente aspetti che non spaventeranno i veterani, che forse sotto sotto accoglieranno questo ritorno alle origini con ulteriore entusiasmo, ma che potrebbero invece scoraggiare i novellini. Laddove è davvero difficile muovere critiche a Streets of Rage 4 è per quanto riguarda il comparto tecnico, che può vantare in primis un rinnovato aspetto grafico che, pur rinunciando alla classica pixel art, è riuscita a riproporre in una accattivante chiave moderna le atmosfere originali della serie. Ottimo anche il comparto sonoro, che può vantare il supporto di autori storici del brand, coadiuvati dal sempre eccellente lavoro del grandissimo Olivier Deriviere. Se poi siete proprio dei nostalgici incalliti, vi farà sicuramente piacere sapere che potrete attivare dei filtri video in grado di conferire all’immagine un aspetto decisamente vintage, oltre alla possibilità di beneficiare di una colonna sonora retrò.

Come detto in apertura, giudicare Streets of Rage 4 non è proprio un lavoro facilissimo, vista la duplice natura che caratterizza il lavoro firmato DotEmu e Lizardcube. Se ci fermiamo alla semplice volontà di riproporre in chiave leggermente più moderna, senza apportare radicali cambiamenti, un genere oramai figlio del passato, l’operazione non può che definirsi pienamente riuscita, dato che sensazioni e gameplay dei vecchi rullacartoni sono stati riprodotti fedelmente. È però lecito chiedersi se era possibile osare un pizzico in più, così da rendere Streets of Rage 4 un prodotto decisamente più trasversale, smussandone alcune rigidità figlie dei limiti del tempo che fu, e che non sarebbe stato scandaloso limare. Al netto di ciò, se il vostro desiderio è soltanto quello di lanciarvi per le strade di Wood Oak City e menare ogni criminale nascosto nei suoi meandri, sentitevi pure liberi di aumentare il voto a vostro piacimento. A tutti gli altri non posso che ricordare ancora una volta di valutare attentamente ciò che stanno per acquistare, pro e contro annessi e connessi.

  • È Streets of Rage con tutti i suoi pregi…

  • Graficamente riuscito

  • Il co-op è sempre spassoso

  • …ma anche tutti i difetti di un genere vetusto

  • Qualche rigidità di troppo

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