Recensione di Shrek: E Vissero Felici e Contenti - Recensione

Recensione di Shrek: E Vissero Felici e Contenti di Console Tribe

Dopo il recente Toy Story 3, ultimo nato in casa Pixar, è la volta di Shrek: E Vissero Felici e Contenti, quarto ed ultimo capitolo di una delle saghe animate più celebri di sempre nonché ultima fatica made in Dreamworks. E l’orco più illustre del cinema mondiale non poteva che irrompere sulle nostre console con l’ennesima trasposizione videoludica dell’omonimo film che, vi ricordiamo, uscirà nelle sale cinematografiche il prossimo 25 agosto.
Scopriamolo insieme.

Once upon a time…

Chiunque abbia avuto modo di vedere i primi due episodi di Shrek, ricorderà sicuramente ciò che ha reso popolare la saga animata dedicata all’orco verdastro: citazionismo a tutto spiano, gag divertenti e protagonisti egregiamente caratterizzati. Ma se già il terzo capitolo ci fece sentire la mancanza di quell’aria scanzonata e delle indimenticabili e sganasciate risate, la trama del quarto capitolo – a giudicare dal videogioco – è tutto fuorché originale. Insomma, se non fosse per il carisma e l’irriverenza dei protagonisti, ci troveremmo davanti ad un copione tutto da riscrivere.
I primi minuti di gioco vedono Shrek stringere un patto con il malefico nano Tremotino, il quale, intento ad assumere ad ogni costo il controllo di Molto Molto Lontano, riesce ad ingannare Shrek facendogli firmare un contratto apparentemente equilibrato ma che in realtà nasconde delle clausole a dir poco invalidanti. L’orco verde, infatti, finisce suo malgrado in una visionaria realtà alternativa di Molto Molto Lontano, dove gli orchi non sono i benvenuti, Tremotino siede al trono e Fiona non lo conosce nemmeno. Shrek ha solo 24 ore per riparare il malfatto e riconquistare quindi gli amici ed il suo unico amore.

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Il fine giustifica i mezzi

Il gameplay di Shrek: E Vissero Felici e Contenti, considerando il target a cui si rivolge il titolo, non può che essere semplice e alla portata di tutti. Sostanzialmente ci troviamo di fronte ad un platform-action game influenzato da altri generi, e il tutto si traduce in un’avventura lineare in cui l’esplorazione e l’abbattimento dei nemici costituiscono i pilastri portanti di questo tie-in. Uno degli aspetti dominanti, che di fatto spezza la monotonia di fondo dando una scossa al ritmo di gioco, è la possibilità di passare da un mondo all’altro attraverso l’utilizzo dello specchio magico; è proprio in questi frangenti che avremo la libertà di “reinterpretare” il nostro cammino superando diversi ostacoli altrimenti invalicabili. Ma non è tutto, il gioco è infatti ricco di puzzle che, sebbene non vi faranno scervellare più di tanto, richiederanno la meticolosa cooperazione dei quattro protagonisti: Shrek, Fiona, Ciuchino e il Gatto con gli stivali. Sì, avete capito bene, nel gioco vestirete i panni di tutti e quattro i simpatici eroi al fine di venire a capo dei tanti enigmi proposti e portare a compimento l’avventura. Tanto per farvi qualche esempio: impersonando Shrek potremo contare sulla sua forza bruta per spostare pesanti casse di legno o raccogliere altri oggetti, mentre con Ciuchino potremo abbattere cancelli o altri ostacoli semplicemente scalciando; vestendo i panni di Fiona, invece, saremo in grado di dare fuoco a cataste di legna o far esplodere dei barili esplosivi, aprendoci quindi un varco verso l’area successiva; prendendo il controllo del Gatto con gli stivali, infine, potremo raggiungere zone altrimenti inaccessibili sfruttando degli appositi appigli segnalati da orme di gatto luminescenti. Insomma, le possibilità sono molteplici, quantunque la risoluzione dei diversi puzzle sia spesso univoca e lasci poco spazio alla libertà del giocatore.

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Slam, Bam, Ka-blam!

Abbandonando l’esplorazione e volgendo lo sguardo all’azione pura, non possiamo non parlare del sistema di combattimento messo a punto dagli sviluppatori. Anche in questo caso entra in gioco inevitabilmente quello che potremmo definire “fattore target”, ovvero l’esigenza di garantire anche ai più piccoli un’esperienza di gioco intuitiva e ben lungi dall’essere definita complessa come invece potrebbe accadere in un videogioco destinato esclusivamente ad un pubblico maturo. Proprio per questo motivo, infatti, avere la meglio sui nemici non è poi così difficile, tutt’altro. Vi basti immaginare che ciascuno dei quattro personaggi dispone soltanto di un attacco semplice e di un’abilità speciale. A questi, tuttavia, si aggiunge pure l’utilizzo di alcuni power-up: attacchi potenziati, bombe ad orologeria, strobosfere ipnotizzanti e altre diavolerie aventi sempre a che fare col pazzo mondo di Molto Molto Lontano. I power-up, così come i cuori ripristina-salute e le monete, vengono rilasciati sul terreno di gioco dai nemici messi a tappetto; per utilizzarli, quindi, è necessario prima raccoglierli e premere poi il rispettivo tasto. Le monete collezionate, invece, possono essere spese presso il negozio situato al centro dell’accampamento orchesco: acquistando determinati oggetti possiamo in un certo senso sviluppare le potenzialità dei nostri eroi, migliorandone ad esempio le capacità difensive, la forza, la salute o gli effetti dei vari power-up.
Laddove gli attacchi semplici mirano a stendere l’avversario a suon di pugni o colpi di spada, gli attacchi speciali ci permettono invece di “imbambolare” l’avversario col canto di Fiona o di Ciuchino oppure ancora di spaventare lo sfortunato di turno col ruggito di Shrek. Come potete immaginare, quindi, gli attacchi speciali costituiscono a conti fatti una sorta di “diversivo”, una mossa offensiva-difensiva capace di riportare equilibrio negli scontri più accesi. Tornando invece agli attacchi semplici e al loro utilizzo, non aspettatevi assolutamente delle combo articolate o di difficile esecuzione: per mettere a segno la combo più “devastante” sarà sufficiente premere cinque volte il tasto A/X. Semplice, no? Fin troppo, direte voi… come darvi torto! Ma del resto i motivi li sapete già.

!==PB==!
L’unione fa la forza!

Shrek: E Vissero Felici e Contenti deve molto alla cooperazione tra i quattro protagonisti e, senza peli sulla lingua, possiamo affermare che si tratta della punta di diamante dell’intera produzione. Per tale ragione, gli sviluppatori hanno pensato bene di includere il multiplayer locale consentendo a quattro giocatori di impugnare il pad e giocare simultaneamente a pieno schermo, senza alcuna suddivisone dell’area di gioco o infelici sistemi a turni. E come se non bastasse ogni partecipante è libero di entrare ed uscire dalla sessione di gioco a piacimento, senza intralciare o interrompere il cammino dei giocatori rimanenti. Da questo punto di vista la cooperativa funziona molto bene e raggiunge pienamente l’obiettivo di coinvolgere tutta la famiglia, permettendo di interpretare il personaggio al quale ci si sente magari più legati.

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Buona visione

Tecnicamente parlando il titolo Activision si difende più che bene, sfoggiando una sgargiante palette cromatica tipica della controparte cinematografica ed un level design ben studiato perfettamente capace di restituirci in chiave videoludica l’atmosfera di Molto Molto Lontano, esaltandone peraltro la natura duale relativa all’esplorazione dei due mondi paralleli. L’uso dello specchio magico, infatti, impreziosisce non poco l’appeal estetico del gioco, variegandone non solo le percezioni visive ma anche l’esperienza ludica.
Di buona fattura anche la gestione delle fonti luminose, così come la modellazione poligonale dei personaggi che, nonostante non faccia gridare al miracolo, riesce nell’intento di avvicinarsi quanto più possibile alle sensazioni legate alla visione della pellicola. Ottimo il framerate, stabile e sempre all’altezza della situazione anche con numerosi nemici contemporaneamente su schermo.
Il comparto sonoro supera ampiamente la soglia della sufficienza grazie ad un accompagnamento musicale e un doppiaggio di tutto rispetto. I fan di Shrek apprezzeranno inoltre la presenza dei brani originali della saga, riprodotti casualmente in occasione delle battaglie più efferate.

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E vissero felici e contenti

Tenendo a mente il target a cui si rivolge, Shrek: E Vissero Felici e Contenti si rivela un platform-action game senza troppe pretese che fa della cooperazione il suo punto di forza, e qualora siate disposti a chiudere un occhio sull’estrema semplicità e ripetitività degli enigmi proposti nonché sulla ridotta longevità, potreste ritrovare pad alla mano la stessa atmosfera goliardica e spensierata della pellicola cinematografica. Consigliato dunque a tutti i fan dell’ormai celebre orco verde e ai giocatori meno stagionati. Se invece vi ritenete degli hardcore gamer, fareste meglio a volgere lo sguardo altrove, a meno che non dobbiate trascorrere un pomeriggio in compagnia del vostro fratellino…
Vi ricordiamo che il gioco sarà disponibile nei negozi nostrani a partire dal prossimo 27 agosto.