Recensione di Shaun White Skateboarding - Recensione

Recensione di Shaun White Skateboarding di Console Tribe

In un settore dove, tanto per cambiare, EA fa da padrona con il suo Skate e dove anche il leggendario brand Tony Hawk ha dovuto chinare il capo, Ubisoft prova ad fiondarsi nella mischia con Shaun White che, abbandonando momentaneamente lo snowboard, è pronto a farsi valere anche sull’asfalto cittadino.

Conformity is good

La semplice trama che fa da sfondo al titolo ci vede abitanti di Nuova Armonia, cittadina fittizia degli Stati Uniti dove una misteriosa società chiamata Il Ministero lobotomizza gli abitanti prosciugandoli di qualsivoglia vena creativa e rendendoli automi senza fantasia né emozioni. Con l’arresto dell’ultimo ribelle, Shaun White, il Ministero si illude di aver represso ogni insurrezione. Prima di essere incarcerato, però, il simpatico capellone affiderà a noi il suo skateboard, incaricandoci si salvare la città. Una trama alquanto banale, piena di clichè ma con personaggi divertenti e discretamente caratterizzati che, tuttavia, non lasceranno assolutamente il segno durante l’avventura.

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Change the city!

Una volta incontrato Jona, individuo misterioso a capo della nuova resistenza contro il Ministero, cominceremo a prendere confidenza con il gameplay del titolo. La città di Nuova Armonia è spenta, senza colori e con individui apparentemente identici tra loro.
Una volta personalizzato il nostro alter-ego e la nostra tavola attraverso il discreto editor iniziale saremo pronti alla rivoluzione.
Il nostro scopo sarà quello di trasformarla e far rinsavire i suoi abitanti, il tutto semplicemente eseguendo i nostri trick. Ad ogni acrobazia infatti vedremo il territorio circostante al nostro eroe colorarsi all’istante, facendo nuovi elementi da “skateare”, murales sulle pareti e sulle auto e trasformando gli anonimi cittadini in dei ganzi individui pieni d’entusiasmo. A volte però eseguire normali trick non basterà per “liberare” determinate zone e persone e qui entra in gioco la barra del flow, ovvero il flusso. Questa barra avrà tre livelli ed andrà via via riempiendosi con il concatenarsi dei trick. Una trovata a suo modo originale ma estremamente futile dato che non si avrà la ben che minima sensazione di cambiamento fra le acrobazie eseguite con un flow di livello 1 e quello di livello 3 ad esempio. Altra feature estremamente interessante è la possibilità di plasmare alcuni elementi dello scenario: determinate rampe potranno essere modellate per alcuni metri al nostro passaggio, il tutto semplicemente muovendo lo stick analogico sinistro in alto o in basso. Questo tipo di strutture è evidenziato con un colore verde che le rende facilmente distinguibili ed individuabili. Altre parti dello scenario, come alcuni grind ed halfpipe, sono anch’essi “interattivi”: si allungano al nostro passaggio ma in maniera precalcolata, risultando però fondamentali per accedere ad alcune zone altrimenti inarrivabili.
Shaun White Skateboarding è un semplice free roaming. I pochi personaggi che incontreremo ci assegneranno degli incarichi che consisteranno nel liberare parti della città, negozi, persone o altre strutture. Saranno inoltre presenti varie sfide ambientali che ci richiederanno, ad esempio, di eseguire determinati trick o completare un percorso entro un certo limite di tempo. Nonostante un’apparente varietà dei compiti da eseguire, si ha costantemente una netta sensazione di monotonia che purtroppo farà scemare velocemente l’attenzione verso il titolo. Tuttavia il gioco riesce a divertire per qualche ora grazie al gran numero di trick differente e ad una giocabilità tutto sommato semplice che non necessiterà di lunghi tutorial od ore di pratica per essere goduta da subito.

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I trick disponibili, più di 80, si eseguiranno combinando le due leve analogiche con i trigger dorsali, risultando sempre abbastanza facili da eseguire, se non fosse per una risposta ai comandi a volte imprecisa che rende alcuni di essi piuttosto ostici da padroneggiare. Man mano che si completeranno le missioni accumuleremo punti esperienza spendibili nell’apposito negozio per acquistare nuovi trick, vestiti e parti di ricambio per lo skateboard. Peccato che, a parte i trick, i pezzi per lo skateboard non trasmetteranno assolutamente una sensazione di “crescita” del personaggio ma rappresenteranno puramente un riempitivo estetico.
Un gameplay che vorrebbe essere profondo e simulativo ma che quasi scade nell’arcade. Non che sia un difetto, sia chiaro, ma attualmente questo genere ha subito così tante innovazioni dal titano Skate targato EA che era lecito aspettarsi almeno un degno rivale a livello di gameplay dalla controparte Ubisoft. Shaun White ne esce come un prodotto sì accessibile ai più ma purtroppo abbastanza banale e scontato, salvato soltanto dalle simpatiche feature ambientali di cui si parlava in precedenza.
Impossibile stimare una longevità per la campagna a giocatore singolo, unica modalità insieme al multiplayer, in quando dipenderà esclusivamente da quanto tempo passerete esplorando e liberando le varie parti della città, eseguendo le missioni secondarie ed accumulando punti esperienza per sbloccare i nuovi trick.

!==PB==!
Stylish…or not?

Anche tecnicamente Shaun White Skateboarding non stupisce. Se la palette cromatica risulta piacevole e stimolante, i modelli poligonali si presentano sciatti e poverissimi di qualsivoglia dettaglio. Il level design, a tratti ben realizzato, risulta totalmente fuori di testa, e non è un complimento. Alcune strutture sono posizionate talmente male che non sarà raro vedere il protagonista incastrarsi tra l’una e l’altra o addirittura finire dietro ad una rampa che inspiegabilmente lascia mezzo metro di spazio tra questa ed il muro. Addirittura si rischierà di avere pochissimo spazio disponibile per prendere la giusta rincorsa per saltare, rendendo l’azione estremamente frustrante quando il gioco ci richiederà di eseguire un determinato trick. Se poi aggiungiamo delle sezioni in cui il level design è talmente astruso e complesso da non permettere un buon flusso d’azione, si può comprendere quanta poca cura sia stata profusa nella realizzazione del titolo. Unico superstite che strappa una sufficienza è il comparto audio, caratterizzato da una simpatica colonna sonora punk-rock e da un doppiaggio in italiano discreto ma assolutamente non eccezionale.

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Customize the world with friends

Il titolo ci mette a disposizione un multiplayer sia online (per 8 giocatori) che in locale a schermo condiviso (per 4 giocatori). Le modalità disponibili sono Segui il flow, che vi richiederà di mantenere la vostra barra di flow maggiore di quella degli avversari fino allo scadere del tempo; Ministero vs Rinascita, una sorta di cattura la bandiera dove bisognerà “influenzare” le zone avversarie a colpi di trick, e Battaglia di deformazione, simile alla modalità precedente ma vi vedrà impegnati tutti contro tutti anziché in squadra. Purtroppo soltanto 4 mappe faranno da sfondo alle partite, tutte ispirate ovviamente alle location della campagna principale. Data la desolazione dei server ci è stato possibile testare pochissime partite che si sono svolte in maniera accettabile pur con qualche problema di lag. In definitiva, un divertente espediente per sopperire alle mancanze del singleplayer in compagnia dei propri amici, nonostante la quantità limitatissima di modalità e mappe.

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You’re gonna fall

Shaun White Skateboarding è un titolo mediocre, sotto quasi tutti i punti di vista. Se si esclude lo scarno multiplayer, abbiamo una sola modalità di gioco che non riesce a catturare l’attenzione del giocatore nonostante qualche buona trovata, come le rampe modellabili. Per il resto il titolo Ubisoft si presenta come una simulazione mancata, troppo semplificato e superficiale per poter essere considerato un degno esponente del genere. Se si pensa che anche tecnicamente il gioco soffre di grandi pecche e che i caricamenti risultano quasi eterni, si può facilmente sconsigliare il titolo a chi volesse approcciarsi per la prima volta al genere. Consigliato esclusivamente ai maniaci dello skateboard, ma anche loro lo abbandoneranno presto. Occasione sprecata.