Eddington
di: Andrea CamprianiPer la cronaca, da inguaribile diversamente ottimista, non metto veramente mai limite al peggio che quindi deve ancora arrivare, ma è altresì vero che i traumi del recente passato tendiamo a rimuoverli. Pensi di aver già scelto per il meglio…
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Non ce n’è co-vitti ‘na Cross
E invece, addirittura di venerdì 17(!) esce Eddington, ultima e attesissima fatica di quel genietto non ancora quarentenne di Ari Aster, artista di punta della ormai di culto casa produttiva indie A24, di nuovo a 2 anni da Beau ha paura ancora con lui, lì.
Protagonista della nostra storia ambientata nel 2020 in piena pandemia e con ulteriori precisi cenni storici (ndr l’omicidio di George Floyd) appunto nella cittadina di Eddington al confine col Nuovo Messico è Joe Cross (Joaquin Phoenix) sceriffo locale, che vive con la moglie Louise (Emma Stone) e la suocera Dawn (Deirdre O’Connell), contrapposto a livello ideologico a Ted Cruz (Pedro Pascal) progressista sindaco in scadenza di mandato di Eddington col quale ci sono delle ruggini anche a livello personale che vanno indietro nel tempo.
Penserete dunque che sia una sorta di thriller politico, ennesimo confronto, ogni tanto anche soporifero, a colpi di retorica tra repubblicano conservatore e democratico riformista. C’è, manco a dirlo, di più, assai di più.
Andrà tutto bene ma non benissimo
Eddington ha una durata considerevole con quasi due ore e mezzo, ma dopo una sorta di prologo, di primo atto in cui ci vengono lentamente presentati i personaggi principali e si comincia a disvelare il loro background, coi loro tanti, a volte immostrabili in pubblico, scheletri nell’armadio, e si vola.
Si procede in un crescendo continuo, complice anche l’ottima colonna sonora dell’ormai collaboratore abituale di Aster, Bobby Krlić stavolta coadiuvato da un suo connazionale britannico. altro grande astro nascente della composizione per audiovisivi, quale Daniel Pemberton. Vi lascio poi immaginare il de-genero.
Pandemiconium
Ecco, vi lascio immaginare, al solito onde non spoilerare, ma è chiaro spero che Eddington sia un film strettamente legato alla più stringente attualità, seppur trattando di eventi di cinque anni fa, perchè la polvere notoriamente non basta spazzarla sotto al tappeto, poi si ripresenta con acari ancor peggiori.
Il film consta di una messa in scena al solito stellare stante ciò cui ci ha abituati Ari Aster, che qui nuovamente firma anzitutto la sceneggiatura a quanto pare già preparata ai tempi del suo esordio horror Hereditary, prima dell’altro gioiello Midsommar usciti entrambi pre-pandemia, ergo qui giuocoforza rimaneggiata.
Un cast pazzesco a partire da Phoenix in stato di grazia, con tanto di magistrale edizione italiana con fuoriclasse quali Fabio Boccanera (Joe), Barbara Castracane (Dawn), Domitilla D’Amico (Louise)… Cospirazionisti, novax incalliti, movimenti come il B.L.M. (Black Lives Matter), lo spettro del suprematismo bianco, i temi direi ontologici della giustizia, della verità, della democrazia…, una commedia nera come la pece dove comunque non mancano ironia, autoironia, satira sociopolitica, di costume, ma anche thriller, quasi un ennesimo horror ma dell’anima verso il finale catartico. Tutto questo e molto altro ancora è Eddington. Fatevi bastare queste mie righe per involarvi al cinema.