Digger
di: Andrea CamprianiDopo la re-visione finalmente in sala in questi giorni, caldeggiate entrambe come non mai di un gioiello per non dire capolavoro di genere quale Train to Busan, a mio modesto avviso nel meglio del meglio non solo recente a tema infetti (ndr roba che un film divertente come l’ultimo Resident Evil scompare) e soprattutto Naza che ahinoi ci racconta l’orrore vero che viviamo quotidianamente, noi per fortuna a distanza, necessito fisiologicamente di finzione scem… scenica.
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Alzati presto
Questo è l’incipit di una delle prime e più ad effetto battute pronunciate all’inizio dall’omonimo personaggio protagonista di Digger, appunto Digger Rockwell, per gli “amici” Curtis Markson (Tom Cruise), magnate americano del petrolio che si trova da subito congelato.
Non lui, quanto come si suol dire i suoi giacimenti, le strutture, che si sono spinte troppo oltre in Alaska nello specifico, dove il distacco di un iceberg gargantuesco minaccia anzitutto l’Europa, innestando una reazione a catena di un cataclisma destinato a sconvolgere per sempre la terra tutta alla fine, anche senza scomodare alcunché di biblico, c’è la politica di mezzo perchè il nostro lobbista manco a dirlo è in affari anzitutto col Presidente degli Stati Uniti Compson (John Goodman) che tentano se non di scongiurare la catastrofe dopo aver esaminato tutti i possibili scenari grazie al Prof. Doc Ganesh (Riz Ahmed), quantomeno di salvare il salvabile, i loro interessi in primis. Riusciranno i nostri er… ehm spregiudicati uomini di malaffar…?
Lavora sodo
Digger segna il ritorno alla regia di Alejandro González Iñárritu talentuoso cineasta messicano che non è nuovo a rotture. Di quarte pareti anzitutto, con autocitazione dichiarata qui anzitutto al suo Birdman per chi ha presente.
Il personaggio di Digger a un certo punto in dialogo con l’oltremodo malconcio Presidente Compson, si svela e disvela per quel che veramente è.
Trova il petrolio
Digger è un film ipertrofico, ad alto budget, con una messinscena sontuosa, recitazione oltremodo sopra le righe a partire da Cruise, manco a dirlo, non fraintendetemi: ma ha anche dei difetti.
Scrivo così perchè Cruise che è giocoforza chi è più ini scena per tutte le 2 ore di durata del film, si scatena e probabilmente, con tutte le riserve per l’attore e parte della sua carriera anche recente, non ci sarebbe potuto essere un can… ehm attore migliore nel ruolo di Digger. C’è una potente critica sociale e non solo agli Stati Uniti, quantomeno all’occidente tutto, a la Don’t look up di Adam McKay che questo a mio avviso se lo divora per non parlare delle recenti prove di un genietto quale Wes Anderson, se proprio vogliamo. Buone prove dei singoli, tra cui si segnala un sempre bravissimo Jesse Plemons nel ruolo di Kenny; comparto visivo sugli scudi come anticipato,e nessun animale è stato maltrattato durante le riprese. Film consigliato, ma o bene bene o male male.