Console-Tribe Awards 2011 - CTA

Il 2011 volge al termine e come ogni anno è giunto il momento dei CTA, Console Tribe Awards. Scopri insieme a noi, attraverso le puntate di questo speciale, i giochi che hanno contraddistinto questo anno videoludico. Il percorso è lungo e ricco di sorprese e giungeremo infine a scoprire qual è Il Golden Game di questo 2011.

Puntuale e inesorabile una nuova annata si chiude alle nostre spalle, un anno stracolmo di grandissimi giochi ma vissuto con quella consapevolezza, mista a speranza, di essere alle porte di una nuova generazione che ad ogni nuovo rumour sembra spingersi sempre più in là senza lasciare nulla di veramente concreto. E con questo animo forse ci siamo un po’ trascinati, probabilmente senza gustare appieno la magia offerta dalle nostre fedeli console impegnate nel disperato tentativo di dimostrare il loro valore fino all’ultimo respiro. Ma forse siamo troppo cinici, frettolosi di chiudere in un archivio le straordinarie esperienze vissute in questa generazione per far posto a qualcosa di nuovo, qualcosa di stravolgente che sappia ancora stupirci. Un po’ come in questi giorni di tavole imbandite a festa, all’entusiasmo dell’attesa prenatalizia viene a sovrapporsi l’incertezza di quanto il nuovo anno andrà a proporci e la magia pian piano svanisce per far posto alle aspettative per il futuro. Bisogna fermarsi un attimo e pensare, prima di mettere il sigillo sul 2011.

Ripercorrere con la mente gli ultimi 12 mesi mentre si realizza che forse tutto è passato in fretta, troppo in fretta, e tirare le somme della stagione videoludica non è così facile. I titoli giocati, le emozioni vissute, quel titolo che ci è sfuggito per un soffio e che ci siamo ripromessi di giocare consapevoli che non lo faremo mai, magari per mancanza di tempo oppure perchè il mercato è ormai così strabordante da non permetterci di metter mano a ogni titolo in uscita né tantomeno di gustarlo con la calma e la passione che meriterebbero. E allora ci sentiamo come rincorsi da uno schiacciasassi mentre la critica premia un videogioco dietro l’altro. Non sappiamo se essere felici di tanta qualità e quantità, o se chiederci quanto effettivamente tanta magnificenza sia specchio evolutivo del videogioco in quanto tale o solo ostentazione di uno standard qualitativo raggiunto ormai da tempo e incapace di superarsi. Allora nel guardarci indietro non possiamo che constatare come gran parte dei titoli siano seguiti di brand affermatisi proprio in questa generazione e non percepiamo la volontà di spingersi oltre, come a voler conservare le idee migliori per il futuro che verrà. In questo clima di incertezza e speranza abbiamo fatto del nostro meglio per guidare le vostre scelte con i nostri articoli e le nostre recensioni, consigliandovi, interagendo e rispondendo ai vostri quesiti.

Ora ci troviamo a scegliere il meglio di questo 2011 ma non si tratta solo di raccogliere i frutti di quanto costruito sulle pagine di Console-Tribe. Bisogna rimescolare le carte, condividere le proprie esperienze ed evitare di far prendere il sopravvento ai numeri, quei numeri che possono simboleggiare un voto, fedele alla realtà giusto il tempo di una lettura, ma che in fin dei conti è solo il riflesso delle proprie attitudini e dei propri gusti ma che non può mai avere un significato assoluto e senza tempo. Oppure il risultato di un sondaggio in cui pensieri e argomentazioni si intrecciano a quella linea temporale che nell’ultimo anno ha visto la nostra console ingurgitare diversi giochi, non veramente tutti ma solo quelli che desideravamo ardentemente, spesso a prescindere da qualsiasi recensione o consiglio ma solo perchè evoluzione naturale della nostra personalissima storia videoludica. Con questo spirito noi di Console-Tribe affrontiamo da sempre gli awards consapevoli che non potranno mai soddisfare tutti ma che in fin dei conti, al di là di voti e considerazioni di sorta, rispondono all’unica domanda che ha veramente senso: per quali giochi ricorderemo questo 2011? Scopriamolo insieme.

157 Commenti a “Console-Tribe Awards 2011”

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  1. Coin-op on

    Pubblicati anche gli award redazionali. Buona lettura :D.

    Il signore degli anelli IMHO è pure più buggato di Skyrim, perchè se va benino in singolo è realmente inutilizzabile in due sulla stessa console. ;(

    Addio vita sociale è fighissimo! Ma viva la prosperità lo batte! 😀

    Halo Anniversary è tanto facile?

    Simpatica classifica. 😀

  2. Dr_ Kerneg on

    Miglior limited killzone 3? Ma il drago di skyrim con tanto di artbook rilegato in formato gigante? O la nano edition con artbook miniatura e ZAINO formato da 17 pollici? Asd sento odore di dj hero…

  3. Coin-op on

    Miglior limited killzone 3? Ma il drago di skyrim con tanto di artbook rilegato in formato gigante? O la nano edition con artbook miniatura e ZAINO formato da 17 pollici? Asd sento odore di dj hero…

    Per non parlare della limited (davvero limited poi, non solo di nome) di Sonic Generations. Non per essere monotono ma a livello "otaku" credo la battaglia della best of 2011 sia solo fra quella di SG e quella di Uncharted 3. SG infatti oltre al mero fattore gadget, che alla fine lascia anche un po' il tempo che trova, ha del materiale "storico" dentro che rappresenta un valore, videoludicamente parlando, quasi inestimabile.

    Le statuine poi ormai iniziano a diventare davvero invadenti, una o due ok, ma a esporre tutte le limited, legendary, collector's ci sarebbe quasi da uscir di casa. E' anche vero però che il materiale "storico" se lo possono permettere solo poche serie, non certo un Uncharted o un Killzone qualsiasi… 😎

  4. Manux_85 on

    Per non parlare della limited (davvero limited poi, non solo di nome) di Sonic Generations. Non per essere monotono ma a livello "otaku" credo la battaglia della best of 2011 sia solo fra quella di SG e quella di Uncharted 3. SG infatti oltre al mero fattore gadget, che alla fine lascia anche un po' il tempo che trova, ha del materiale "storico" dentro che rappresenta un valore, videoludicamente parlando, quasi inestimabile.

    Le statuine poi ormai iniziano a diventare davvero invadenti, una o due ok, ma a esporre tutte le limited, legendary, collector's ci sarebbe quasi da uscir di casa. E' anche vero però che il materiale "storico" se lo possono permettere solo poche serie, non certo un Uncharted o un Killzone qualsiasi… 😎

    :asd:

  5. F.B.8. on

    Sul parere di altri giocatori (ovviamente rigorosamente selezionati in base ad assonanza di gusti e sensazioni, altrimenti non vale un tubo) non parlo di commentini o sparate semitroll su un forum, ma proprio di descrizioni, racconti e consigli da parte di utenti particolarmente appassionati a un dato game/genere. A quei particolari casi mi riferisco. 😉

    tutto ciò si chiama proprio recensione eh :asd:

  6. F.B.8. on

    eh?

    non so, cos'è per te una recensione? una specie di benchmark per i processori? non esistono parametri oggettivi per valutare ogni cosa, è ovvio che ogni redattore metterà del suo in una recensione, a volte di meno a volte di più. e i redattori sono sicuramente delle persone appassionate al genere di game che recensiscono (almeno quelli di questo sito), visto che non ci paga nessuno e quello che facciamo lo facciamo proprio per passione. quindi quello di cui tu parli è proprio di una recensione, poi se te la fa un tuo amico con due parole o un redattore con due pagine il succo è quello

  7. Tyler Durden on

    non so, cos'è per te una recensione? una specie di benchmark per i processori? non esistono parametri oggettivi per valutare ogni cosa, è ovvio che ogni redattore metterà del suo in una recensione, a volte di meno a volte di più. e i redattori sono sicuramente delle persone appassionate al genere di game che recensiscono (almeno quelli di questo sito), visto che non ci paga nessuno e quello che facciamo lo facciamo proprio per passione. quindi quello di cui tu parli è proprio di una recensione, poi se te la fa un tuo amico con due parole o un redattore con due pagine il succo è quello

    La differenza sta che l'amico può dirti che un gioco gli piace è figo, anche se nel complesso è programmato di merda. (Come la gente che ama PES). Mentre un Redattore no.

  8. Coin-op on

    non so, cos'è per te una recensione? una specie di benchmark per i processori? non esistono parametri oggettivi per valutare ogni cosa

    Guarda se leggi i vecchi post è un sunto di quello su cui sono già intervenuto, quindi è discussione chiusa per quanto mi riguarda. 😉

  9. Coin-op on

    La differenza sta che l'amico può dirti che un gioco gli piace è figo, anche se nel complesso è programmato di merda. (Come la gente che ama PES). Mentre un Redattore no.

    Non ho parlato di amici, tanto per esser chiari. Non è un problema di rapporto personale (dovessi basarmi sui gusti di miei amici veri, starei fresco XD ). Il punto è che spesso, se proprio vogliamo riaprire il subtopic, un redattore si autolimita mettendosi in panni troppo "impostati" e forzatamente neutrali (sulla base però della sua inevitabile soggettività) descrivendo spesso benissimo il gioco nelle sue meccaniche (grafica, gameplay, storia, sonoro, vicende collaterali) tutte cose ottime e, per specificare, doverose e indispensabili, ma non di rado dimenticandosi (almeno per quel che vedo) di far capire da appassionato ad appassionato, quanto quel gioco particolare, di quel genere particolare, faccia realmente venire un brivido di goduria a livello proprio empatico. Non so se mi spiego bene, il che rende il motivo per cui ciò di cui parlo non accade di frequente.

    Invece un semplice utente di forum molto appassionato a un genere, a più generi, a varie IP, non avendo il peso della responsabilità di dover scrivere una recensione "ufficiale" riesce imho più spesso a trasmettere certe sensazioni che poi, parlo sempre del MIO caso, convice fisicamente a prendere o non prendere un game. Le recensioni invece spesso, sempre imho, si limitano più a confermare o meno quello che bene o male già si sa, già "è nell'aria". E questo "essere nell'aria" ci riporta a bomba al discorso (evidentemente un po' equivocato?) del "come è accolto da fan e critica" dell'inizio. 🙂

    Sul gioco figo ma programmato di merda poi, proprio io (quindi un filo-next-gen per definizione) ti devo ricordare che non di rado i giochi che sopravvivono agli anni e che passano alla storia non sono sempre quelli meglio realizzati tecnicamente. Alla fine se un gioco sfrutta la console solo al 45% e se ha qualche bug (MINORE, mai invalidante) ma è un gran giocone che vale la pena spararsi a vita, perchè un redattore non dovrebbe potergli dare un giudizio validissimo? Vedi è questo di cui parlo quando dico dei limiti autoimposti dal ruolo di critico "ufficiale e composto".

    Poi a latere c'è pure il target della recensione su cui volendo si potrebbe parlare. Personalmente ad esempio non so quanto abbia senso continuare a farne di generaliste, sempre considerando un gamer "neutrale" come target. Forse sbaglio eh, per carità, ma io le recensioni di giochi che m'interessano poco o nulla neppure le guardo, vado a leggere solo quando un titolo o un genere mi attira particolarmente. Quindi scrivere in modo "asettico/neutrale" per il lettore generico, sempre IMHO, ha senso fino a un certo punto. Dare giudizi su un gioco facendo finta di essere un gamer-medio-neutrale, ha senso fino a un certo punto. Da sempre e ovunque (quindi non è una questione di tribe) mi tocca leggere di giochi particolari, facciamo l'esempio di tie-in, valutati da persona "qualsiasi". Cosa che trovo inutile, perchè è ovvio che un gioco su Harry Potter o Star Wars sarà comprato solo da relativi appassionati e non da chi schifa o schiva quei brand. Quindi, per me, non ha senso il discorso classico del "valido se si è appassionati ma da evitare per gli altri quindi—-> 6.5". Perchè così non rendi l'idea né per l'uno (lo schivatore per cui Harry Potter il 6.5 non lo vale neppure) che per l'altro (il fan per cui invece varrebbe anche 8).

    E poi non dite che serve il limitatore di caratteri, se mi stimolate…. 😛

  10. The_WLF on

    CUT

    Sul discorso emotività legato ai giochi recensiti, se ci hai fatto caso, il voto globale non rispecchia mai la media dei singoli comparti analizzati, questo perchè il voto complessivo tiene proprio conto anche di tutti i fattori non misurabili, ma percebili unicamente a pelle. Poi, sempre riguardo l'analisi di un VG, come per un film, un quadro o una composizione musicale, ci sono dei canoni di bellezza assolutamente oggettivi che, piaccia o no, devono essere presi come riferimento. Altrimenti non sarebbero più recensioni, ma semplici pareri personali…

    Ad esempio a me Mario fa cagare in tutte le sue molteplici declinazioni, ma se mi ritrovassi mai a dover recensirne un titolo è ovvio che non potrei bollarlo come Gagata Astrale solo perchè a me non trasmette niente…  almeno per il Tribe, come ti hanno già scritto, in fase di assegnazione di un titolo da testare, si tiene sempre conto del background ludico di un recensore, proprio per conciliare i 2 aspetti, sia quello più asettico che quello empatico. 🙂

  11. Tyler Durden on

    Se leggi tra le righe – almeno per quanto mi riguarda – riesco sempre ad aggiungere quel fattore più che contraddistingue un gioco. L'anima di cui parli, i sentimenti e quant'altro, sono importanti e per tanto vanno comunque aggiunti all'articolo. Un titolo può essere divertente e prendere un voto in base a ciò, ma allo stesso tempo può restarti dentro e prendere un voto anche in base a questo. L'abilità del Redattore sta anche in questo. La linea tra capolavoro e gioco sviluppato bene è davvero sottile e non tutti riescono a capirla.

    I tempi sono cambiati Coin. Vedi hai fatto un discorso sensato dicendo: essere già nell'aria. Perché è così, oggi di un gioco si sa già quasi vita morte e miracoli prima che esca, proprio perché gli sviluppatori – tendendo all'assalto mediatico – ci bombardano di aspettative rispetto tale gioco. Si parla di capolavori annunciati. Quindi la Recensione sta appunto in questo, spiegare ai fan/curiosi/probabili acquirenti se quello che "era nell'aria" conferma o meno le aspettative e, ovviamente, in che misura le conferma. Quello che dici tu andava bene tempo fa, quando dei giochi non si sapeva nulla, quando i video gameplay erano solo un sogno e le anteprime erano centellinate per pochi giochi di cui c'erano altrettanti pochi screenshots. Il punto è anche questo, la Critica bisogna adattarsi ai tempi, al mercato ai prodotti che ci vengono proposti. Un Redattore sa come gira il mercato e per tanto fa il suo mestiere in base a questo. Siamo tutti figli dei nostri tempi, è inevitabile.

    Quello che dici sul tie-in è vero in parte. Il target che dici tu, il gioco lo compra a prescindere, sa che probabilmente fa cagare ma non gli importa. A lui una Recensione, scritta con gli occhi miopi di un fan o scritta con l'occhio imparziale di un Redattore, lascia il tempo che trova. Il target siamo tutti. Non puoi scrivere Recensione ad personam, non siamo mica come il resto della stampa italiana! Però vedi, tu parli di voti, ma evidentemente ti sfuggono le considerazioni dell'articolo. Spesso questo breve discorso lo facciamo in fase conclusiva della recensione, dove spieghiamo al lettore che obiettivamente il gioco vale il voto che ha ricevuto ma che, se si fa parte di quella categoria di fan sfegatati, si può considerare ideologicamente il voto un tantino più alto.

  12. F.B.8. on

    La differenza sta che l'amico può dirti che un gioco gli piace è figo, anche se nel complesso è programmato di merda. (Come la gente che ama PES). Mentre un Redattore no.

    Sul discorso emotività legato ai giochi recensiti, se ci hai fatto caso, il voto globale non rispecchia mai la media dei singoli comparti analizzati, questo perchè il voto complessivo tiene proprio conto anche di tutti i fattori non misurabili, ma percebili unicamente a pelle. Poi, sempre riguardo l'analisi di un VG, come per un film, un quadro o una composizione musicale, ci sono dei canoni di bellezza assolutamente oggettivi che, piaccia o no, devono essere presi come riferimento. Altrimenti non sarebbero più recensioni, ma semplici pareri personali…

    Ad esempio a me Mario fa cagare in tutte le sue molteplici declinazioni, ma se mi ritrovassi mai a dover recensirne un titolo è ovvio che non potrei bollarlo come Gagata Astrale solo perchè a me non trasmette niente…  almeno per il Tribe, come ti hanno già scritto, in fase di assegnazione di un titolo da testare, si tiene sempre conto del background ludico di un recensore, proprio per conciliare i 2 aspetti, sia quello più asettico che quello empatico. 🙂

    appunto, intendevo proprio questo

  13. K_for_Vendetta on

    devo dire che su qualcosa non sono d'accordo, come era prevedibile.

    sugli fps devo dire che quelli di quest'anno dimostrano un genere in forte crisi qualitativa e in questo contesto sicuramente killzone 3 era il migliore anche se nella sua componente single player dovrebbe essere maggiormente sviluppato.

    poi una cosa, noto che trovo arkham city discretamente sotto arkham asylum….ma come si fa a dire che il combat system di AA era deficitario???

  14. Ciccio8 on

    Credo che la grandezza di un titolo come Skyrim sia fedelmente riassunta dagli awards redazionali, e precisamente nelle due categorie "Non siamo beta-tester" e "Addio vita sociale", che mostrano al contempo i troppi difetti di un titolo fin troppo immenso a livello di possibilità e libertà di azione, contento anche per la categoria "Lampo di genio", dove è stato premiato un titolo che sicuramente non piacerà a tutti, ma che trovo molto valido sotto tanti aspetti 😉

  15. +AleUfo+ on

    Questo è il mio primo anno sul tribe e gli awards sono fantastici e fatti con cura e passione,complimenti alla redazione.

    Riguardo al discorso tra tyler e coin io ho capito cosa vuole dire coin.

    Il fatto è che coin vorrebbe premiare i videogiochi in base a quello che si sente dentro e non in base a semplici numeri tecnici.

    Secondo me però quello che dice coin è una cosa impossibile da fare,il fatto è che se dovessero dare gli awards in base alle emozioni personali bisognerebbero fare 20 awards per genere perchè ognuno sentirebbe qualcosa di diverso ad esempio a me sonic non trasmette nulla perchè non mi sono mai appassionato al genere platform e la serie sonic non mi è mai piaciuta per diversi motivi che non sto a dire.

    Quindi secondo me gli awards DEVONO essere dati in base a delle caratteristiche oggettive sia tecniche che artistiche.

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