Splinter Cell: Blacklist - Recensione

Quando circa due anni fa, Ubisoft annunciò di essere al lavoro su un nuovo Splinter Cell, le reazioni dei fan furono contrastanti. Da una parte i detrattori del controversoConviction che non avevano apprezzato i radicali cambiamenti che aveva apportato al gameplay originale, dall’altra chi non aveva mai smesso di supportare le avventure dell’agente segreto più famoso del mondo videoludico nonostante un profondo ma giustificato mutamento nelle meccaniche di gioco.

Quando circa due anni fa, Ubisoft annunciò di essere al lavoro su un nuovo Splinter Cell, le reazioni dei fan furono contrastanti. Da una parte i detrattori del controversoConviction che non avevano apprezzato i radicali cambiamenti che aveva apportato al gameplay originale, dall’altra chi non aveva mai smesso di supportare le avventure dell’agente segreto più famoso del mondo videoludico nonostante un profondo ma giustificato mutamento nelle meccaniche di gioco.

Ubisoft ha cercato di accontentare entrambe le fazioni, proponendo un titolo che vuole mescolare qualsiasi stile di gioco, sia esso lo stealth puro, l’assalto a viso aperto o addirittura un mix dei due approcci.

Meglio indossare il nostro visore migliore e vedere se i francesi hanno mantenuto le promesse.

Blacklist: il countdown è partito

La vecchia agenzia si Sam Fisher, la Third Echelon è stata ormai smantellata. Ora il comando delle operazioni segrete degli Stati Uniti è totalmente in mano al Presidente, che ha affidato a Sam il comando dell’unità Fourth Echelon.

Sarà proprio la neonata agenzia a dover fermare la minaccia della Blacklist, organizzazione terroristica costituita da un gruppo di paesi che non tollerano più la presenza di truppe americane nel loro territorio e che minacciano di colpire, uno dopo l’altro, tutti gli obiettivi di interesse americano sul pianeta.

Vista così potrebbe sembrare la solita trama fantapolitica alla Tom Clancy ma chiunque abbia giocato un capitolo di Splinter Cell capirà che dietro ad ogni capitolo della saga c’è molto di più.
La complessità e lo spaventoso, plausibile realismo degli avvenimenti narrati incollerà lo spettatore allo schermo, anche e soprattutto grazie al carisma del protagonista (di nuovo dotato della sua voce storica) e al ritmo forsennato con cui la storia ci trasporta per tutta la sua durata. Una vicenda epica ed esaltante che vi appassionerà sin dai primissimi istanti di gioco.

Scompari, aggredisci, assalta!

Diciamolo subito: Ubisoft ha mantenuto la promessa, andando anche oltre se vogliamo dirla tutta. Non solo gli sviluppatori sono riusciti a mescolare sapientemente due stili diversissimi di gioco ma hanno fatto in modo di integrare l’approccio scelto dal giocatore all’interno dell’economia del gioco stesso.

A seconda delle nostre prestazioni sul campo verremo valutati e alla fine dell’analisi delle statistiche (che terranno in considerazione uccisioni, nemici elusi furtivamente, obiettivi secondari e molto altro) riceveremo un encomio: Fantasma, in caso avremmo optato per un approccio invisibile e non letale, Pantera se avremmo deciso di essere silenziosamente spietati oppure Assalto in caso ci saremmo lasciati andare all’approccio più action, affrontando il nemico ad armi spianate.

L’impressionante vastità di armi, equipaggiamenti e gadget (con relative personalizzazioni) da sbloccare ma soprattutto l’eccezionale level design renderanno ugualmente soddisfacenti tutti e tre gli approcci. Questa è la forza di Blacklist: il saper essere il miglior stealthgame della generazione e al contempo un validissimo TPS.

Ovviamente il gioco incoraggerà un approccio furtivo, sfruttando l’oscurità per eludere i nemici e prediligendo abbattimenti non letali per ricevere bonus monetari più consistenti (che serviranno per acquistare equipaggiamenti o potenziare la nostra base volante (il che ci fornirà importanti vantaggi tattici durante le missioni).

Tutto questo però non significa che la nostra vita sul campo di battaglia sarà facile, anzi. Se è vero che Sam disporrà di una serie interminabile di apparecchiature tecnologiche che spazieranno dal celeberrimo visore/sonar, a microcamere e audio-diversivi arrivando al nuovo drone trirotore in grado di marcare e stordire i bersagli (del tutto simile a quello visto in Ghost Recon Future Soldier), non sarà affatto facile eludere i nemici. Questi infatti sono dotati di una I.A. estremamente raffinata che permetterà loro di sentire ogni piccolo rumore, organizzare ronde di perlustrazione, accorgersi dell’eventuale sparizione di un compagno o addirittura di servirsi del fiuto dei cani da guardia per stanarci. Starà all’abilità del giocatore trovare il percorso più congegnale tra i tantissimi messi a disposizione nei vari livelli. Un ritorno alle origini, accompagnato dalle innovazioni introdotte da Conviction, come l’esecuzione istantanea o alcune nuove aggiunte come la corsa acrobatica, che permetterà a Sam di superare automaticamente gli ostacoli per attraversare velocemente alcune sezioni.
Un difetto congenito che la saga si porta dietro da anni però sono gli allarmi circoscritti: una volta allertate le guardie di una data area verrete ricercati soltanto in quel determinato punto, passando ad un area successiva infatti la situazione sarà calma e tranquilla come se niente fosse

Altro appunto che possiamo muovere alla produzione è l’aver proposto una serie di missioni forse troppo simili a Conviction come impostazione. Di fatto la complessità e la lunga durata degli incarichi della prima trilogia e anche di Double Agent è ancora insuperata, seppur qui ci sia una maggiore varietà e dinamicità nelle situazioni di gioco.

Tutto questo però non influisce sulla qualità o la longevità del titolo: la nuova avventura di Sam Fisher, composta da 12 missioni in totale, potrà tranquillamente impegnarvi per 10-12 ore. Tutto dipenderà dal vostro stile di gioco ovviamente. Altissimo il fattore rigiocabilità, che vi spingerà a provare e riprovare le varie missioni nel tentativo di raggiungere la valutazione perfetta o semplicemente per sperimentare approcci o percorsi alternativi.

Spie vs Mercenari: la caccia è aperta

La magnifica campagna in singolo di Blacklist è accompagnata da quello che, probabilmente, è il reparto multigiocatore più consistente e meglio organizzato che si sia mai visto negli ultimi anni (se si escludono mostri sacri come Call of Duty, Battlefield ed Halo (che tra l’altro puntano quasi esclusivamente su quello).
Cominciamo con le missioni in cooperativa, accessibili in qualsiasi momento dal menù della campagna a giocatore singolo. Come nel precedente capitolo ci saranno missioni pensate ad hoc per la cooperativa e che vedranno protagonisti Sam e il suo nuovo compagno Briggs. Il divertimento ed il tatticismo già sperimentati in Convictiontornano più appassionanti che mai, proponendo un gameplay profondo e fortemente votato alla collaborazione tra i due compagni.

Fiore all’occhiello della produzione però è il ritorno della modalità Spie vs Mercenari, che fece il suo esordio nel magnifico secondo capitolo della serie, Pandora Tomorrow.

Questa insolita tipologia di gioco vede affrontarsi due squadre: le spie, che hanno il compito di hackerare dei terminali per ottenere infomazioni e i mercenari, armati fino ai denti che dovranno sorvegliare gli obiettivi impedendone la violazione.

La caratteristica di gioco principale è che le spie giocheranno in terza persona, come nella campagna principale, cercando di risultare totalmente invisibili ai mercenari, che dal canto loro giocheranno in prima persona, disponendo di una notevole potenza di fuoco e saranno in grado di abbattere le spie con pochissimi colpi.
Il tutto sfocia in sessioni di gioco veramente epiche, caratterizzate da un fortissimo senso di tatticismo e cooperazione dei due team, che si troveranno ad agire con strumentazioni e risorse totalmente diverse.
Non è finita però, ogni squadra disporrà di ben tre classi di agente (tutte personalizzabili con migliaia di combinazioni diverse) che sul campo avranno un determinato compito, andando ad arricchire ancora di più la profondità dell’esperienza di gioco.

Generoso anche il numero delle mappe, caratterizzate da un level design ispirato quanto quello della campagna a giocatore singolo, che offre contemporaneamente decine di percorsi possibili per le spie e posizioni strategiche per la difesa delle posizioni dei mercenari.
Nulla da dire sul netcode; le partite si svolgono in maniera molto fluida e senza particolari intoppi. Anche il matchmaking non ha mostrato particolari problemi, soltanto una lieve lentezza nel reperire giocatori ma plausibilmente dovuta ai primi giorni di lancio del titolo.

Unica nota stonata la rimozione di quelle sottomodalità cooperative del capitolo precedente che rappresentavano un piacevole diversivo alle missioni vere e proprie. L’aggiunta della modalità competitiva però non ne farà sicuramente sentire la mancanza.

Night and Day

La maggiore presenza di livelli ambientati in diurno ha permesso agli sviluppatori di mettere meglio in risalto le doti tecniche di Blacklist. Il propone una veste grafica di tutto rispetto: il livello di dettaglio delle ambientazioni è altissimo e gli effetti di luce dinamica e di ombra sono resi in maniera splendida. Peccato per una certa ripetitività nei modelli poligonali dei nemici e per un pò di tearing che ogni tanto fa capolino nelle cut-scene.
Ovviamente trattamento di riguardo per il nostro Sam che gode di una texturizzazione di altissimo livello e di un comparto animazioni davvero splendido, soprattutto per quanto riguarda le nuove tecniche corpo a corpo.
Audio strepitoso sia sul lato campionamenti che sul doppiaggio, vero fiore all’occhiello della produzione. Non nascondiamo che il ritorno di Luca Ward come voce di Sam Fisher ci ha fatto “leggerissimamente” emozionare ma sappiamo tutti che Sam è nato con la sua voce e nessuno meglio di lui sa rendere in maniera così impeccabile il carisma del personaggio.

Fate largo a Sam Fisher

Splinter Cell: Blacklist è, con tutta probabilità, il più grande capitolo della saga. Attenzione, non stiamo dicendo che è il miglior gioco della serie, ma è il titolo con l’offerta videoludica più ricca che potessimo chiedere. Ad una campagna epica ed esaltante si affianca un comparto multigiocatore completo e rifinito nei minimi particolari dove ce n’è davvero per tutti i gusti: dalla cooperativa alla fantastica spie vs mercs.

Con BlacklistUbisoft è riuscita a fare quello che due anni fa gli era riuscito soltanto in parte: innovare il genere stealth senza snaturarlo ma, anzi, arricchendolo con nuove e divertenti possibilità di gioco.

Sam Fisher è tornato e vi consigliamo di non perdervi la sua ultima avventura.
Ancora una volta il buio è il nostro miglior alleato!