Sempre di fretta, sempre di corsa, coerentemente in linea con la società attuale, che ci vuole perennemente in movimento, pronti a produrre e produrre ancora ed ancora. Una vita forsennata e scandita da ritmi ed orari precisi, che tendono ad incastrarsi e sovrapporsi come non mai, in un loop infinito
Giunge sempre, per un team di sviluppo, il momento di dimostrare di essere divenuto “grande”, l’occasione per far vedere alla platea videoludica di essere riusciti ad andare oltre i propri limiti, così da abbandonare una volta per tutte l’etichetta di novellini. Giusto per citare qualche nome recente, mi viene in
Dimenticatevi delle grandi epopee narrative: Shadow of the Orient fa quello che tanti platform 2D hanno fatto prima di lui, ovvero usare la trama come scusa per farci saltellare da una piattaforma all’altra. C’è il solito cattivone con i suoi tirapiedi, ci sono dei bambini da salvare e c’è Xiaolang,
L’orrore ha molte forme, capaci di spaziare dal marcatamente manifesto all’evanescente fuggevolezza del sottinteso. E tutto, se ben calibrato, riesce a spaventare, sia che al centro dei sussulti ci sia un oggetto, una persona, un luogo. O anche un regime politico, come la storia ci ha tristemente insegnato durante lo
Nonostante il manierismo la faccia quasi integralmente da padrone, ogni tanto il mondo dello sviluppo indipendente ci propone, tra coraggio e “follia”, prodotti di un indubbio valore sperimentale, concettuale ed anche meccanico. Ed è il caso di 33 Immortals, titolo action che strizza l’occhio agli mmorpg senza esserlo completamente, al
Non è difficile immaginare da dove Hazelight Studios abbia preso spunto per la loro ultima creazione collaborativa. Considerando la situazione odierna dove la IA fa man bassa di contenuto originale e lo rigenera senza il minimo sforzo, è semplice capire come siano arrivati a narrare una storia dove una grande
Quale modo migliore di testare un gioco, per vedere se vale davvero l’esborso richiesto, se non con una bella e succosa demo? Può capitare, però, che la scelta della porzione giocabile di simili prove sia quanto di più sbagliato ci possa essere e che, invece di invogliare all’acquisto compulsivo, possa
Koei Tecmo oramai ci ha davvero preso gusto, e come darle torto visto che in ballo ci sono tanti bei soldini. Già, perché l’essere riusciti ad attirare nuovi giocatori attorno ad alcuni dei suoi storici franchise squisitamente di nicchia, indubbiamente ha fatto molta gola alla casa nipponica. I risultati fatti
Ecco, sono davvero in difficoltà nell’aprire la recensione di Rendering Ranger: R2 [Rewind], perché farlo vuol dire tirare fuori per l’ennesima volta il mio amore e la mia stima incondizionata nei confronti di Manfred Trenz. Ve lo avrò già detto millemila volte come il mio io videoludico sia estremamente legato
“Finalmente!” Una parola che ho ripetuto più volte durante la campagna marketing di Assassin’s Creed Shadows. “Finalmente!” quando Ubisoft ha annunciato un capitolo ambientato in Giappone, all’epoca noto come Codename RED. “Finalmente!” quando il reveal ufficiale ha svelato il titolo definitivo, e “finalmente!” quando, meno di dieci giorni fa, ho
Era il 1991 quando il programmatore Sid Meier lanciò il primo capitolo di Civilization, rivoluzionando il genere dei videogiochi strategici a turni con il suo modello 4X, sigla che rappresenta le quattro “X” delle parole eXplore, eXpand, eXploit, eXterminate, ovvero esplora, espandi, sfrutta, stermina. Quando si parla di Civilization, si
Ma ve la ricordate la serie di Motorstorm, quella figata mostruosa nata ai tempi di PS3 ad opera dei tristemente scomparsi Evolution Studios? Dai, quel trittico (vabbè, c’erano anche gli episodi per le portatili Sony) di racing smaccatamente arcade, in cui velocità e derapate erano la chiave per tagliare per
La celebre saga di casa Capcom non ha certo bisogno di presentazioni. A meno che non abbiate vissuto in una grotta per gli ultimi 20 anni, avrete sicuramente provato o almeno visto un gameplay di Monster Hunter, titoli celebri nonché redditizi, sui quali il mondo sembra esserne ossessionato. Questa recensione
Dopo un anno di pausa, PGA Tour 2K25 torna sui fairway, riportando i giocatori nei campi più iconici del mondo per riprendere la loro carriera golfistica. Con Tiger Woods ancora una volta in copertina, questo nuovo capitolo si propone di migliorare l’esperienza di gioco sia per i veterani che per
Se c’è un merito (o demerito, a seconda dei gusti) che si può tributare a PS1, è quello di aver definitivamente sdoganato presso il grande pubblico quel vasto mondo che risponde al nome di JRPG. Inutile sottolineare come gran parte del lavoro sia stato svolto da quel rullo compressore che
Quello di Daniel Vávra è forse una personalità che non tutti i videogiocatori conoscono, eppure il suo nome è associato indissolubilmente a un videogioco di culto dei primi anni 2000: il primo capitolo della serie Mafia. Se tutti noi ci siamo appassionati alla storia di Tommy Angelo, il merito è
Two Point Studios torna con Two Point Museum, il terzo capitolo della sua serie di gestionali. Dopo averci portato nel mondo degli ospedali con Two Point Hospital e nelle università con Two Point Campus, questa volta lo studio ci invita a costruire e gestire il nostro museo dei sogni. E,
Non c’è dubbio che Tomb Raider sia stato un fenomeno ai suoi esordi, e l’enorme successo dei primi episodi ha spinto Core Design a produrre una nuova avventura di Lara Croft ogni anno. Ma, come talvolta accade, i grandi successi non durano per sempre, soprattutto se reiterati con regolarità e
Nell’esistenza di ognuno di noi c’è sempre stata (o forse ci sarà) un’estate indimenticabile, una di quelle in grado di segnare per sempre, in maniera indelebile, la vita di coloro che avranno avuto la fortuna (o la sfiga, a seconda dei casi) di sperimentarla in prima persona. Un luogo neppure
Un mese dopo circa che Koei Tecmo ha rilasciato Dynasty Warriors Origins, il publisher nipponico, in partnerhisp con Omega Force, ha presentato in pieno stile fulmine a ciel sereno Warriors: Abyss, durante i recenti State of Play. Un titolo “ninja” (è il caso di dirlo) che, seppur sia ovviamente memore
Sono un gamer semplice: vedo comparire il logo di Rainbow Arts sullo schermo e subito mi sciolgo in un mare di lacrime. Ai tre omini colorati di teutonica provenienza, difatti, sono legati alcuni dei più belli e felici ricordi videoludici della mia adolescenza, quando anche solo intravedere quel familiare terzetto
SUPERHOT è in assoluto uno dei miei indie preferiti, e non vi nascondo che uno dei motivi principali per cui ho acquistato un Meta Quest 3 è stata la sua versione VR, capace di regalarmi ore di puro divertimento. Per chi non lo conoscesse, si tratta di uno sparatutto in
La nostalgia, si sa, è un po’ canaglia (e un po’ dispensatrice di cattivi consigli). E specialmente negli ultimi anni, con il progressivo ed irreversibile irrobustimento degli effetti collaterali della endemica stanchezza concettual-meccanica che attanaglia l’industria tutta, annegare nella malinconia sembra una delle poche soluzioni con, ancora, un senso logico
Chi lo ha detto che nei videogiochi moderni debbano sempre esserci obiettivi importanti e nobili? In fondo il videogaming è nato senza tutti questi orpelli, un mero agglomerato di bit in salsa 0 e 1, con l’unico obiettivo dichiarato che era quello di divertire i giocatori. E allora ben vengano