Licenziamenti alla sede di Londra di Square Enix
Maggiore focus sulle esclusiva Xbox
E in futuro ce ne saranno ancora di più
È il gioco di Amazon?
E' ora di creare qualcosa di inedito
Nuovi personaggi e contenuti in arrivo
Nuovi problemi su Xbox Live
Anche per Scholar of the First Sin
Nuove informazioni sul multiplayer
E correzione per il multiplayer
Confermato l'addio del vicepresidente della divisione europea di Xbox
Ma manca ancora una data precisa
Disponibile da oggi
Tempo di rock!
A Maggio nuove informazioni
Scopriamo cosa porta con se Xur in questo weekend
Bene anche Nintendo
Non deve essere così semplice realizzare un racing game dedicato al mondo del motociclismo. Spesso gli appassionati della simulazione usano i volanti per quei prodotti dedicati al mondo delle automobili per avere così un maggior senso di realismo. Questo non può accadere per i giochi motociclistici, controller dedicati non esistono e sicuramente non ci si può portare la moto in casa. Eppure gli sviluppatori milanesi di Milestone col tempo sono diventati i più esperti a sviluppare racing game sulle due ruote realizzando una serie di videogiochi su licenza, tra cui troviamo SBK, MotoGP e MXGP. Milestone però ha deciso di non volersi fermare a questi prodotti su licenza, l'avvento delle console di attuale generazione rappresenta il momento opportuno per lanciare delle nuove IP e gli sviluppatori milanesi non si sono fatti scappare questa occasione. Ecco dunque arrivare nei negozi Ride, racing game il cui obiettivo sembra molto chiaro: essere per le due ruote quello che Gran Turismo è stato per il mondo automobilistico. Ci saranno riusciti i nostri connazionali? La risposta la trovate in questa recensione.
Grazie all'apertura di una nuova area
E il dato non tiene conto della Scholar of the First Sin
Nuovo annuncio in arrivo
I membri del team ricollocati in altri studi
Bloodborne domina ancora le classifiche italiane
Uomo nero, babau, bobo, boogeyman, chiamatelo pure come volete lo spauracchio che, sin da bambini, le mamme di tutto il globo hanno utilizzato per terrorizzare con amore i propri pargoli, accompagnandoli con dolcezza tra le braccia di Morfeo. L’infanzia, si sa, può essere dannatamente triste e bastarda e di certo lo deve essere stata quella di Eric Knudsen, la mente contorta che nel lontano 2009 diede i natali allo Slender Man, divenuto poi il protagonista dell’omonimo videogioco. Gli incubi giovanili però, come ci ricorda il buon IT, sono difficili da sterminare e anche a distanza di anni sono pronti a tormentare le nostre esistenze. Altrimenti non si spiegherebbe l’esistenza di Slender: The Arrival.