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Un'amicizia riformata
Uomo nero, babau, bobo, boogeyman, chiamatelo pure come volete lo spauracchio che, sin da bambini, le mamme di tutto il globo hanno utilizzato per terrorizzare con amore i propri pargoli, accompagnandoli con dolcezza tra le braccia di Morfeo. L’infanzia, si sa, può essere dannatamente triste e bastarda e di certo lo deve essere stata quella di Eric Knudsen, la mente contorta che nel lontano 2009 diede i natali allo Slender Man, divenuto poi il protagonista dell’omonimo videogioco. Gli incubi giovanili però, come ci ricorda il buon IT, sono difficili da sterminare e anche a distanza di anni sono pronti a tormentare le nostre esistenze. Altrimenti non si spiegherebbe l’esistenza di Slender: The Arrival.
Quando arriva un gioco sportivo in redazione mi butto sempre a pesce, qualsiasi esso sia, dal cricket al calcio, passando per le freccette. Figuriamoci in occasione di un gioco dedicato al rugby, sport di cui sono appassionato e di cui, purtroppo, esistono pochissime trasposizioni videoludiche: ecco tra le mie mani Rugby 15, sviluppato da HB Studios, quelli del recente The Golf Club e Rugby World Cup 2011. "Ah, meno male, hanno già esperienza nelle simulazioni di Rugby, questo nuovo videogioco sarà sicuramente una figata!", penserete: possiamo anticiparvi che Rugby 15 è in grado di simulare perfettamente una delle emozioni più forti che si possono provare sul campo, cioè un bella tranvata di un pilone in faccia mentre vi state allacciando una scarpa pensando alla birra del terzo tempo. Momenti che non si dimenticano.
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