Recensione Star Fox
di: Marco LicandroDopo l’apparizione di Fox McCloud nel film di Mario Galaxy, e la relativa accoglienza da parte del pubblico, c’era solo da attendere che Nintendo facesse la sua mossa e lanciasse un nuovo titolo della serie Star Fox. Questo annuncio arrivò infatti poco dopo, e con una certa trepidazione, se pensate che è passato un decennio dall’ultima volta che sono usciti nuovi capitoli della saga. Nell’ormai lontano 2016 vi ho parlato di Star Fox Zero e dello spin-off Star Fox Guard, entrambi usciti su quella meravigliosa ma poco apprezzata Wii U, console che ha fatto da ponte tecnologico affinché Nintendo Switch potesse fiorire. Da quel momento non vi è stato più nulla, saltando un’intera generazione, e giungendo oggi nuovamente nelle nostre mani, non come un nuovo titolo, ma come remake dell’originale, chiamato proprio Star Fox.
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Il remake che non ti aspettavi
Il nuovo Star Fox è stato annunciato a sorpresa la sera del 6 maggio di quest’anno. Mi ero appena messo a letto, pronto per farmi una mezz’oretta di Switch 2 prima di dormire, o magari leggere uno degli svariati libri che ho acquistato e lasciato accumulare sul comodino, quando giunse la notifica di Nintendo Today, l’app ormai per eccellenza per rimanere aggiornati sulle notizie della compagnia, che annunciava che avrebbero parlato della celebre saga di lì a 10 minuti.
Abbandonando tutti i piani che avevo, incluso quello di dormire, rimasi ammaliato dall’annuncio di un remake dell’originale, che sfoggiava un comparto grafico di ultima generazione e si avvaleva di uno stile cinematografico per raccontare le gesta iniziali di Fox e del suo team.
Seppure l’aspetto dei personaggi non fosse minimamente simile a quanto Mario Galaxy (il film) ci avesse fatto credere o sperare, la notizia che questo fosse un remake anziché un nuovo titolo della saga ha chiarito ogni dubbio sulla volontà di riproporre il classico Star Fox 64 (a sua volta reboot dell’originale), uscito nel 1997 su Nintendo 64, quando molti dei giocatori attuali non erano probabilmente neppure nati.
Le fattezze dei personaggi antropomorfi saranno estremamente realistiche, rispettando la volontà del team di sviluppo, che voleva far sì che apparissero come fossero pupazzi. Shigeru Miyamoto (non ha bisogno di presentazioni) aveva preso ispirazione dallo show televisivo britannico Thunderbirds, facendo sì che il gioco riflettesse quell’estetica fatta a mano. In questo remake l’effetto sarà molto meno marcato, in quanto il realismo proposto dalle grafiche tridimensionali fa sì che ogni personaggio abbia vita propria, grazie anche a un’ottima illuminazione e alla gestione della peluria dei nostri protagonisti.
Mercenari nello spazio
Nel caso questo fosse il vostro primo titolo della saga, dovreste sapere che Star Fox è uno sparatutto su binari, dove il giocatore piloterà uno dei caccia stellari ad alte prestazioni, chiamati Arwing, come membro di un gruppo mercenario guidato da Fox McCloud. Il gameplay riflette completamente questo percorso lineare e obbligatorio per livelli, sebbene vi siano diversi percorsi segreti e finali multipli, nonché livelli più aperti dove poter pilotare in ogni direzione, che rendono il gioco molto meno lineare di quello che potrebbe sembrare.
Le cutscene altamente cinematografiche, accompagnate da un’epica soundtrack orchestrale che farà sì che il tema principale vi risuoni giornalmente in testa, contribuiscono ad arricchire l’atmosfera e l’identità visiva, che per certi versi ricorda moltissimo la saga di Star Wars, creando la sensazione che vi sia molto da scoprire.
Ogni livello seguirà una struttura abbastanza identica, iniziando con una piccola cinematica per poi gettarci immediatamente nell’azione. Essendo il percorso lineare, quasi come seguisse un binario, i movimenti saranno principalmente legati all’altezza dell’Arwing e allo spostamento laterale, con frecce segnaletiche che ci ricorderanno di rimanere entro i confini qualora ci spostassimo troppo.
Ogni percorso sarà costellato da ostacoli fluttuanti quali detriti e asteroidi qualora ci trovassimo nello spazio, oppure rocce, montagne e strutture in caduta nel caso ci trovassimo su un pianeta. Questo insieme di elementi servirà principalmente a creare una condizione di costante allerta, costringendo il giocatore, oltre a sparare proiettili e missili, a schivare prontamente e scegliere la strada ogni volta che incontra un bivio o una direzione alternativa.
I nemici agiranno da soli o in gruppo, spesso arrivando anche da dietro la telecamera, forzando manovre quali l’iconico Barrel Roll, un avvitamento verticale che permetterà di tornare nuovamente nello stesso punto, così da trovarsi strategicamente dietro le navicelle nemiche, ma anche per raccogliere oggetti e anelli disposti uno sopra l’altro.
I boss saranno leggermente più ostici, ma la difficoltà normale del titolo è tarata parecchio verso il basso, così da permettere di assimilare bene le dinamiche di gioco. Grazie al puntamento, potremo caricare e sparare missili che centreranno certamente il bersaglio, agendo anche a corto raggio e infliggendo danni ingenti ai punti deboli, che non mancheranno di rivelarsi, schivando attentamente le raffiche di laser e proiettili lanciati contro di noi.
La cosa che sorprenderà certamente è quanto breve sia la campagna, arrivando al boss finale nel giro di una manciata di livelli, ma è proprio lì che arriva il bello: la missione non è realmente conclusa e il malvagio di turno è ancora vivo.
Come ovviare alla cosa? Semplicemente riprovando la campagna dall’inizio, ma trovando i segreti presenti nei livelli, che potrebbero far prendere strade totalmente diverse ed offrire così la possibilità di scegliere il prossimo livello. Quest’ultima scelta dipenderà anche dal successo o fallimento della missione (anche quest’ultima valida come opzione), così da vedere vari finali e vivere esperienze alternative, aumentando di gran lunga la longevità del titolo.
Non solo storia
Oltre alla campagna, è presente una sezione multigiocatore, sia in locale che tramite GameChat e GameShare, che vi inviterà a creare il vostro personale squadrone di mercenari e combattere in rete contro un pubblico di persone veramente capaci (e caparbie), che vi daranno senz’altro filo da torcere. Nonostante le difficoltà del gameplay, ho personalmente trovato giocatori incredibilmente bravi e con una mira da cecchino, cosa che mi ricorda di parlarvi delle varie modalità di gioco a disposizione.
In modalità portatile, così come in dock, i Joy-Con 2 o il Controller Pro saranno l’opzione base. Potremo usare gli analogici per mirare e muovere la visuale, nonché due configurazioni distinte di comandi per effettuare Barrel Roll o inversioni a U, ma nessuna voce nel menu permetterà di attivare il giroscopio.
Quest’ultima scelta mi ha lasciato un po’ interdetto, vista la dinamica di gioco e, soprattutto, la precisione del giroscopio nell’effettuare movimenti fini che aiutano con la mira.
D’altronde era uno dei punti di forza di Wii U nell’ultimo Star Fox Zero, cosa che oltre ad aumentare la precisione contribuiva anche al senso d’immersione, in particolar modo in modalità portatile. Per chi ricerca la precisione assoluta e giochi su una scrivania che lo permetta, la modalità Mouse esclusiva di Nintendo Switch 2 è disponibile, permettendo un controllo totale della mira, utilissimo soprattutto nelle battaglie online dove i giocatori faranno di tutto per farvi fuori e assicurarsi gli obiettivi.
Da notare un simpatico gimmick dove, semplicemente giocando, sbloccheremo accessori e personaggi che verranno applicati al nostro volto nel caso attivassimo la telecamera, così da divertirci nelle sessioni online con i nostri amici.
Infine, vi è un’ultima modalità chiamata Sfida, che permette di rigiocare missioni già completate nella campagna principale, aggiungendo però alcuni obiettivi secondari specifici, in una lotta personale verso il record perfetto. Utile soprattutto per aumentare la longevità e per i giocatori che cercano ulteriori sfide, visto che le varie missioni distribuite nel sistema di Lylat proporranno prove di abilità e ricompense esclusive.
In conclusione
Questo remake segna oggi il ritorno di una saga iconica e amata riproponendosi, anche grazie ad un prezzo ridotto, di riconquistare vecchi e nuovi giocatori sfoggiando un’art direction cinematografica di tutto rispetto e riproponendo le avventure dell’originale senza stravolgerne il gameplay. Star Fox torna così a mostrarsi al pubblico dopo un’assenza che sembrava interminabile, ricordandoci quanto questa saga abbia ancora fascino da vendere. Se questo remake servirà a riportare definitivamente Fox McCloud sotto i riflettori o resterà soltanto un omaggio al passato, sarà Nintendo a deciderlo. Da parte nostra, la speranza è che questo sia solo l’inizio.