Recensione Splatoon Raiders
di: Marco LicandroSplatoon Raiders ha raggiunto uno dei voti più alti dati dagli utenti, ma perché?
Come può un titolo venduto al prezzo budget di 49,99 surclassare, non solamente svariati tripla A, ma anche gli stessi titoli della serie? E voi, dovreste provarlo? Tutte le risposte di seguito.
In breve, cos’è Splatoon Raiders?
Iniziamo dalle basi. Molto rapidamente, Splatoon Raiders è uno sparatutto PVE con elementi GDR, che arricchisce le meccaniche classiche della serie, aggiungendo elementi di personalizzazione ad armi e congegni, permettendo di adattarsi perfettamente al vostro stile di gioco.
La differenza principale con la serie di Splatoon è il fatto che il titolo sia giocabile totalmente in single player, e non vi è competizione tra giocatori ma collaborazione. Se avete già giocato Splatoon 3, è (in maniera semplicistica) la modalità Splatoon Run e la campagna insieme, ma meglio.
Chi sono i protagonisti?
La trama sarà portata avanti da VOI, il macchinista, colui che porterà a caccia di tesori il nientepopodimeno Trio Triglio, formato da Pinnuccia, Morena, e Mantaleo. Durante un’avventura, i movimenti tettonici faranno sì che si formino delle leggendarie isole nel mare, chiamate Isole Spirhalite, causando un forte vortice che ci farà schiantare e naufragare su una base galleggiante, la quale diventerà poi la nostra base operativa.
Reduci dal tornare a Splatville a mani vuote, il trio adesso quartetto deciderà collaborare e andare a caccia di leggendari tesori, esplorando le varie isole e scacciando i fastidiosi Salmonoidi che infestano le terre. Ma sarà tutto oro ciò che luccica?
Come funziona il gioco?
La base operativa farà da hub centrale per gestire il nostro equipaggiamento, mentre il robot centrale ci permetterà di visitare i vari livelli e affrontarli uno dopo l’altro, ottenendo tesori, frammenti di spirhalite, nuove armi, e tanto altro.
Avremo a disposizione armi di diverso genere, ognuna con un suo tipo di utilizzo, gittata, potenza e utilizzo d’inchiostro. Ogni arma va da 1 a 5 stelle, a seconda della rarità e dei perks (i vantaggi che danno dei bonus).
Tre serbatoi disponibili, ognuno dei quali potrà equipaggiare un congegno: un tipo di abilità speciale che ci permetterà di attaccare i Salmonoidi utilizzandolo, e che ha bisogno di un tempo di ricarica prima di essere utilizzato. Sono l’anima del gioco, e mischiandoli e aggiornandoli, aggiungendo componenti che ne cambiano l’utilizzo, creeremo il nostro equipaggiamento definitivo che si adatta meglio al nostro stile.
Ogni livello consisterà in una o più zone di gioco, a seconda se questo si svolga in superficie o sottoterra, dove lo scopo sarà far fuori i Salmonoidi e raccogliere il tesoro. Alcuni, molto lineari, ci potranno attraversare l’intera zona affrontando i nemici di volta in volta, e trivellando cristalli di Spirhalite fino a completarli tutti. Altri consisteranno in multipli livelli sotterranei con un boss che ci attende alla fine, o ancora un unico livello che funge da raid, sopravvivendo abbastanza da farmare un numero predefinito di uova di pesce, ottenute splattando la moltitudine di nemici.
Tutti, rigorosamente, possiedono un numero definito di vite a disposizione, nonché un timer entro il quale occorre terminarlo, altrimenti è game over e torneremo nuovamente alla base, ma tenendo i livelli e tesori ottenuti.
Infine, vi sono livelli sfida, nel vero senso della parola, molto più in linea con la campagna di Splatoon 3, dove il congegno e le armi saranno definite dal tipo di sfida, e dovremo cercare di completare il tutto nel tempo limite.
Perché è così irresistibile?
Nulla, dai trailer di gioco alle spiegazioni appena citate, potrà farvi capire quanto sia assuefacente giocare Splatoon Raiders. È solamente provandolo con mano al controller che vi renderete conto di quanto sia soddisfacente trovarsi totalmente circondati dai nemici e farli fuori in massa, in un flash di effetti, luci, esplosioni e uova di pesce in ogni dove.
La colonna sonora è veramente strana, e inizialmente ci farete caso per via di suoni dissonanti, trombe sconcertanti, accompagnate dalle grida dei Salmonoidi che erutteranno dal sottosuolo pronti a spadellarvi per bene. Tuttavia, dopo un po’ vi renderete conto che riflette totalmente le situazioni caotiche di gioco, contribuendo a quella sensazione di mischia e follia alle quali vi abituerete (si spera) presto.
Giocare in singolo è eccellente per farvi un’idea dei comandi e familiarizzare con l’ambiente, ma è inutile a dirsi che il divertimento impenna una volta che giocherete con amici e sconosciuti. I livelli permetteranno infatti di offrire e chiedere aiuto, facendo sì che il matchmaking vi associ a giocatori in attesa di giocare, collaborando insieme contro difficili livelli di gioco che offrono fino a tre difficoltà: normale, piccante, super piccante, per sfide fuori dal normale, oltre che per garantire estrema rigiocabilità.
È possibile anche creare stanze dove i vostri amici possono entrare. Questo, assieme alla game chat, è in assoluto l’esperienza multigiocatore più completa che Nintendo abbia mai avuto, permettendovi di collaborare, gridare ed esultare insieme dopo aver affrontato per la 30ª volta il livello e finalmente essere riusciti a completarlo.
La varietà dei livelli, la possibilità di espandere la base, personalizzare l’equipaggiamento, smontare armi e creare congegni e componenti, nonché un post-end-game di tutto rispetto, creando una componente videoludica di prim’ordine che farà sì che una partita tiri l’altra.
È fin troppo facile dire “ok facciamo l’ultima” e ripeterlo per altre quattro o cinque partite, per poi dire “abbiamo perso quindi non conta” e farne un’altra. La rapidità dei livelli funge anche da scusa perfetta per dedicare anche venti minuti al gioco, riuscendo in ciò che molti titoli si sognano, ossia riuscire a dare una vera scappatoia dalla routine e saltare immediatamente nel pieno dell’azione da qui al minuto.
Non ho mai giocato alla serie di Splatoon. Dovrei prenderlo?
Splatoon Raiders condivide l’anima e le meccaniche ad inchiostro del gioco. Continua ad avere controlli misti tra analogici e giroscopio, le dinamiche di nuoto nell’inchiostro e recupero vita rimangono, e condivide anche tutte le armi e i nemici già visti seppur con qualche variante, ma in fin dei conti è un gioco a sé, totalmente separato dalla saga principale.
Se avete avuto modo di provare i controlli di Splatoon, ma non siete mai riusciti a padroneggiarli, Raiders è perfetto per voi, per via di livelli tutorial perfettamente semplici e ben strutturati, che faranno sì che prendiate la mano in men che non si dica sia con i controlli che con le modalità di gioco, andando da 0 a 100 nel giro di meno di un’ora, pur mantenendo la possibilità di migliorarvi costantemente.
Altra cosa che lo fa prevalere rispetto alla serie principale è la componente PVE, che al contrario del PVP si basa sulla collaborazione. Ciò significa che non entrerete in un matchmaking folle e senza senso (guardo te, Splatoon 3) dove per le prime cinquanta partite sarete usati come sacco da boxe dai veterani della serie. Anzi, giocare assieme a sconosciuti è ottimo per farvi aiutare nel caso abbiate problemi a familiarizzare con il titolo, oltre a permettervi di guardare e imparare le tecniche e le combinazioni di altri giocatori, così da aiutarvi a trovare la vostra.

TL;DR, vieni al dunque!
Splatoon Raiders è diventato a sorpresa il mio personale GOTY, grazie a dinamiche di gameplay estremamente ben strutturate che puntano allo scopo finale di qualsiasi videogioco: divertire il giocatore. Ed è proprio in questo che Raiders riesce nel suo fine, intrattenendoci per ore e ore senza che ce ne rendiamo conto, raggiungendo vette altissime di giocabilità, regalando azione frenetica ed estrema personalizzazione, oltre a garantire un livello di sfida sempre adeguato.
Consigliato caldamente per chi abbia voglia di passare ore senza pensieri, e infine concludere la partita con un sorriso.