Redout 2 - Recensione

Sono passati circa 6 anni dalla pubblicazione del primo capitolo di Redout, creato dallo studio italiano 34BigThings. Un titolo che, sin da subito, ha attirato l’attenzione di una certa “nicchia” di appassionati, cultori eterni del concetto di arcade. Parliamo degli appassionati dei vari WipeOut e, ancora più indietro, Rollcage e l’indimenticabile POD: dunque, corse folli e “sovraumane”, su piste sempre tendenzialmente futuristiche e dalle dinamiche “imprevedibili”. Ma torniamo all’inizio: nei giorni scorsi, è stato pubblicato, sempre da 34BigThings in collaborazione con Saber Interactive, Redout 2, novello capitolo della saga di corse. E sin da subito, la “nicchia” di cui sopra è entrata in fibrillazione: il gioco è all’altezza del suo passato? E, ancora meglio: riuscirà a far compiere un passo innanzi alla saga? Scopriamolo assieme nella nostra recensione di Redout 2 per PlayStation 5.

Redout 2 è un gioco di corse iper futuristico, in cui ci metteremo alla guida di spericolati mezzi, a metà fra auto e navicelle spaziali, al fine di primeggiare sulla concorrenza nel mentre percorriamo tracciati folli e altamente adrenalici. E diciamolo subito: nonostante il primo capitolo della saga abbia “solo” 6 anni e sia, a tutti gli effetti, ancora modernissimo, il nuovo chapter dello studio italiano introduce una serie di piccoli, grandi cambiamenti utili a stravolgere quel tanto che basta le solide basi della prima iterazione. Naturalmente, nonostante non sia propriamente una prassi “costante”, il titolo avrà una sua specifica ambientazione: in un futuro lontano e post apocalittico, la Terra è divenuta null’altro che una enorme landa selvaggia e desolata, attraversata da folli tracciati in cui mezzi iper-tecnologici sfrecciano a velocità estreme. E, ovviamente, all’interno dei mezzi, vi sono piloti il cui unico scopo è vincere, tutto e su tutti.

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Premesse narrative velleitarie a parte, le quali si tradurranno essenzialmente in corte presentazioni pre-gara dei tanti tracciati di gioco, Redout 2 è un titolo che non “perde tempo”: una volta entrati in gioco, ci appariranno innanzi tutte le possibilità che il team di 34BigThings ha preparato per noi. Il titolo offre tre modalità complessive: Arcade, Carriera e Multiplayer. La modalità Arcade non è null’altro che la classica “Esibizione”, dove i giocatori potranno scegliere qualsiasi formato di gara, personalizzando la difficoltà dell’IA, i giri da percorrere e quanti avversari si vogliono avere in pista. La Carriera, al contrario, è il cuore pulsante dell’esperienza in singolo del gioco: questa modalità, strutturata in modo piuttosto simile al primo capitolo, ci offrirà tutta una serie di attività via via più difficili e pressanti. Nel primo segmento, la carriera ci “obbligherà” ad affrontare tutta una serie di tutorial, i quali non solo ci presenteranno le decine di location diverse in cui sono “depositate” le piste, ma ci darà un netto scorcio delle meccaniche di gioco (come, ad esempio, la prima novità: la possibilità di andare in “boost” perennemente sino a far letteralmente a pezzi la navicella!). E, soprattutto, dell’elevata difficoltà di gioco, innanzitutto legata alla guida con “doppio stick”, la quale potrebbe essere non particolarmente intuitiva per tutti all’inizio. Una difficoltà che, in generale, si dimostrerà tendenzialmente ardua ma accessibile, anche se vi saranno dei picchi tendenzialmente frustranti (come alcune prove a tempo o di velocità, il cui superamento avrà dei requisiti, in alcuni casi, veramente ardui da raggiungere). È bene sottolineare che gli sviluppatori, con una recente patch, sono già intervenuti per calmierare parzialmente la situazione.

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Dunque, nonostante il suo animo arcade, Redout 2 non sarà particolarmente “digeribile” per giocatori casuali: al contrario, il gioco si rivelerà probabilmente “esplosivo” per coloro alla ricerca di un titolo di guida da “dominare” nel tempo. Appena il “guinzaglio” dei tutorial si slaccerà, avremo finalmente accesso al gioco vero e proprio, che schiuderà innanzi ai nostri occhi tutte le sue novità. La prima è che non vi sarà più un vasto “parco auto” come nell’originale capitolo: al contrario, ogni concorrente inizierà con una navicella basica che, man mano, verrà potenziata sbloccando tutta una serie di equipaggiamenti e potenziamenti specifici ottenuti primeggiando in una vasta gamma di sfide e tracciati. L’esperienza in singola ci vedrà risalire la china in cinque diversi campionati, da affrontare in ordine di “difficoltà crescente”Anche in questo frangente, il livello di sfida sarà tendenzialmente alto e abbassare il livello di difficoltà generale non sarà sempre una soluzione fattibile, specialmente, ad esempio, nelle prove a tempo. La carriera sarà piuttosto vasta e colma di tante ambientazioni diverse anche se, fisiologicamente, la varietà di gare sarà limitata a sole 6 diverse. Gli sviluppatori hanno comunque profuso un lavoro quantitativo notevole: saranno tanti i “pezzi” da poter montare sul nostro velivolo (a differenza del passato, dove v’erano solo due componenti installabili), tra parti meccaniche ed estetiche. Velivolo selezionabile tra i 12 totali disponibili e che, al contempo, sfreccerà in tutta la sua bellezza hi-tech in ben 36 tracciati diversi. Vi saranno però degli “inciampi”: ad esempio, non avremo la libertà di scegliere sin da subito quali potenziamenti sbloccare ma, specialmente all’inizio, saremo “imprigionati” nel cursus di sblocco prestabilito dagli sviluppatori. Solo molto più in avanti la carriera, avremo facoltà di personalizzare a fondo la nostra navicella, sviluppando una nostra personale interpretazione della sfida.

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Ultima ma non tale, la modalità multiplayer: essa ci vedrà sfidare altri utenti da tutto il mondo e si rivelerà, ben presto, probabilmente la migliore “palestra” per conoscere piste e assimilare il modello di guida, visto che gli utenti non saranno spesso “piloti perfetti” a differenza degli avversari controllati dall’intelligenza artificiale che difficilmente cadranno in errore. Al momento, sarà possibile solo competere in corse casuali, ma ben presto il comparto sarà espanso con campionati e classifiche ad hoc: una mancanza al “day one” che si sente e non poco, ma non dovremo ancora aspettar molto. E il modello di guida? Ebbene, nonostante l’animo del titolo sia completamente arcade, dominare le vetture futuristiche di Redout 2 sarà tutt’altro che una passeggiata, persino per chi è abituato a fare i conti con sistemi più realistici e complessi. Il gioco avrà una fisica specifica “differente” da ciò che un utente medio appassionato di corse ha ben “stampato” in mente: la velocità media sarà elevatissima, le piste tortuose e con “cambi di regime” folli e non basterà unicamente accelerare e frenare, ma dovremo diventare dei “santoni” della derapata. Quest’ultima sarà essenziale, perché molte curve saranno lunghe e spesso segmentate da cambi improvvisi di direzione: ciò richiederà di dominare la derapata, appunto, per evitare lunghe “strisciate” sul bordo pista e, con essa, un podio impossibile. In nostro soccorso, comunque sia, verrà l’ottimo lavoro di stampo tecnico profuso dagli sviluppatori, con comandi responsivi e dalla latenza zero, unito a delle performance generali su PlayStation 5 di altissimo livello, le quali non cadranno praticamente mai in “intoppi” o rallentamenti eccessivi. Un spettacolarità tecnica che si rifletterà a piè pari anche da un punto di vista più squisitamente estetico: le ambientazioni di gioco sono spettacolari e curate in modo ineccepibile, aumentando e di molto l’immersività complessiva di gioco. Ottimi anche i modelli dei velivoli, seppur probabilmente un gradino più in basso rispetto al livello generale delle location dei tracciati. Infine, è da sottolineare il pregevole lavoro profuso nel comparto audio, tra effetti hi-tech e “fomentanti” musiche elettroniche.

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Redout 2 è sicuramente uno dei migliori titoli di corse arcade attualmente sul mercato: rispetto al passato, gli sviluppatori hanno introdotto tante piccole grandi novità in grado di cambiare l’esperienza di gioco. Esperienza che, così come in passato, ha il piede ben impresso sull’acceleratore: il gioco è estremamente dinamico e adrenalinico, al contempo offrendo un livello di sfida piuttosto elevato. Caratteristica che farà la gioia dei veterani ma, probabilmente, non dei giocatori casuali, che avranno non poche difficoltà di accesso. Il lavoro svolto, in generale, è ottimo: tante le piste, in buon numero i velivoli, tutti personalizzabili con tante componenti. Probabilmente, non tantissime le tipologie di gare e le modalità di gioco generali, specialmente per quanto concerne l’online, momentaneamente acerbo.

  • Uno dei migliori titoli arcade di corse sul mercato

  • Campagna in singolo vasta

  • Una sfida ardua attende i veterani…

  • … e ancor più ardua per i giocatori casuali

  • Poche tipologie di gare

  • Multiplayer limitato