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Recensione Watchmen: The End Is Nigh

di: Redazione
Ci sono supereroi e supereroi. Alti, muscolosi, immortali, potenti. E poi ci sono i Watchmen, persone che hanno “il potere” di decostruire l’archetipo del supereroe convenzionale. Il bello di questi eroi, poco “super” a dir la verità, è che si avvicinano al quotidiano più di quanto non lo facciano già le casalinghe della serie Desperate Housewife. I Watchmen, fumetti partoriti nel 1986 dalla penna del britannico Alan Moore e disegnati dal suo connazionale Dave Gibbons, hanno quindi spezzato quella vecchia iconografia del “supereroe modello”, intaccabile e invincibile, per presentarsi invece al pubblico con i propri difetti, i propri limiti e le proprie paure.
E adesso, dopo lunghi anni di silenzio, come si ripresentano? Ecco come…In ottima forma, diremmo. Sbucato quasi in sordina nel Marketplace Xbox e nel Playstation Network, Watchmen La Fine è Vicina racconta una trama che si discosta dal vecchio incipit della graphic-novel originale, pur traendone comunque spunto. Il bello dei videogiochi, infatti, è che possono allontanarsi dai binari narrativi da cui sono normalmente tratti, per interpretare un prologo, piuttosto che un sequel, o una storia che si muove su una strada opposta. Questo fa sì che anche il giocatore più lontano alla serie possa in qualche modo immedesimarsi e non sentirsi totalmente estraneo alle vicende. Ma la vera bella notizia è che, nonostante sia stato girato un film omonimo, il gioco sui Watchmen è tutto fuorché l’ennesima versione ludica mediocre su licenza. Anzi,
diremmo che è uno di quei pochi casi in cui la licenza in questione è persino “il valore aggiunto” di un gioco di per sé divertente. Crediamo sia stata saggia anche la mossa di distribuire il titolo attraverso il sistema online, piuttosto che metterlo sugli scaffali dei negozi a prezzo normale. Invece potrete scaricarlo al costo di circa 20 euro (o 1600 Microsoft Points), una somma comunque accettabile per quello che il gioco, in definitiva, propone. A patto che abbiate l’ultimo gigabyte libero nel vostro povero hard-disk.

Finalmente ci si picchia di nuovo

Negli anni ’90 i beat’em up avevano globalmente “massacrato” i botteghini di tutte le sale-giochi. Tradotto da noi come “picchiaduro a scorrimento”, il genere si era fatto strada attraverso piccoli grandi capolavori del divertimento da bar: basta citare vecchie glorie Capcom come Final Fight o Cadillacs & Dinosaurs, oppure i mitici Double Dragon e Golden Axe (non l’ultimo “falsamente” next-gen, per carità!) per rendersi conto che in quegli anni di botte virtuali se ne davano davvero tante. Per fortuna questo “sano” passatempo è perdurato negli anni, e l’alone di spensieratezza che lo circondava è rimasto del tutto incolume. Watchmen La Fine è Vicina, infatti, ricalca lo spirito genuino dei giochi di una volta, offrendo un gameplay semplice ma con la capacità, nel suo piccolo, di intrappolare il giocatore in un vortice di spasso, tenendolo incollato allo schermo. Soprattutto se è giocato insieme a un amico in co-op, come vuole la cara vecchia tradizione del genere.I personaggi presenti all’appello, direttamente dal menù iniziale, purtroppo si riducono a soli due. “Purtroppo” perché il gruppo complessivo dei Watchmen è in realtà molto affollato, e in più di un Giga di gioco ci si aspettava almeno l’ingresso di qualche membro extra. Dovremo quindi accontentarci dell’enigmatico Rorschach e l’agile Nite Owl. Personaggi comunque molto caratterizzati e davvero unici. I due hanno delle caretteristiche somatiche molto diverse tra loro: il primo è un eroe tenebroso, con un cappotto da investigatore noire e un’inquietante maschera dall’aspetto cangiante, il secondo invece indossa una tutina che ricorda il ben più popolare Wolverine. Qualunque sia il vostro preferito, entrambi i Watchmen sapranno assicurarvi botte da orbi, e i nemici che spunteranno davanti ai vostri occhi (come funghi) resteranno ignari di quello che andrà a capitargli.

Che impersoniate l’uno o l’altro personaggio scoprirete quanto sarà divertente sferrare pugni e calci con pochi e intuitivi comandi. Si va da mosse inizialmente molto facili a combo più architettate, ma nulla di così complesso che possa distogliervi dal divertimento che è alla base del titolo.

Inizialmente, almeno nella prima mezzoretta di gioco, avrete l’impressione di ripetere più o meno le stesse mosse, ma più avanti i personaggi vi faranno vedere di cosa sono realmente capaci. Così come i vecchi beat’em up prima citati, anche in Watchmen è possibile sfruttare l’ambiente per trarne vantaggio, e così sferrare attacchi pirotecnici e dinamici. Il sapiente uso delle telecamere saprà come enfatizzare questi momenti d’azione, magari stringendo la visuale su un dettaglio o vibrando a un determinato pugno inferto. In ogni caso, il numero copioso dei nemici vi terrà un bel po’ occupati: di certo non abbiamo a che fare con un’intelligenza artificiale di primo livello, e forse neanche di secondo, ma l’abbondanza di tali “cattivi” si farà sentire parecchio e difficilmente vi lascerà trastullare.

Ci ha colpito in particolare la tecnica con cui i due personaggi si liberano dei nemici lanciandoli in aria, questi sbatteranno addosso a un muro, si schianteranno al piano sottostante o nel più divertente dei casi andranno a impattare contro altri compagni, così facendoli cadere come birilli. Oppure è molto elettrizzante disarmare un nemico per poi usare l’arma prelevata contro di lui, ovviamente eseguendo la mossa con un corretto tempismo.
Ma in definitiva quello che ci ha colpito è il “gradito ritorno” ai vecchi ricordi, quando non c’era bisogno di particolari stratagemmi videoludici per garantire ore di spensierato e spassoso divertimento.

L’effetto dei colpi, o se preferite delle “pestate”, è davvero molto convincente: si ha l’impressione di essere in un’arena aperta in cui ogni cosa è a disposizione delle vostre mani. I movimenti dei cazzotti sono gestiti con animazioni di tutto rispetto, persino nei confronti di titoli più “massicci”.
Il fatto che Watchmen sia venduto tramite un servizio online trae, infatti, in inganno: noi ci siamo stupiti un bel po’ sia dell’aspetto video-ludico che video-grafico. A differenza di altri titoli che ricalcano “falsamente” lo stesso genere, qui ci hanno colpito l’atmosfera delle ambientazioni e la loro resa generale. Si respira un’aria rarefatta, piovosa, scura, ma allo stesso tempo surreale e fumettosa, come è giusto che sia.

Porgi l’altra guancia

In linea di massima, però, Watchmen è un titolo per chi “sa accontentarsi”. Il basso prezzo lascia intuire i limiti di un prodotto che, per quanto possa essere divertente, è a conti fatti un mezzo-gioco. Il semplice fatto di avere solo due personaggi (e tra l’altro non molto diversi nel loro carnet di mosse), o che la durata complessiva per ultimare la storia sia molto risicata, fa riflettere sulla spesa da affrontare per acquistarlo.
Tutti i fan della serie, invece, si troveranno più che soddisfatti: rivivranno le vignette che hanno letto e sfogliato, anzi le “giocheranno”, e questo basterà loro per tenerli a bada. Ovviamente prima che si lancino all’impazzata su un gruppo di poveri nemici. Per loro, la fine è veramente vicina.