Recensione di Turok - Recensione

Recensione di Turok di Console Tribe

Eccolo finalmente! Dopo molti anni si ripresenta tra noi in grafica
next-gen, il cacciatore di dinosauri più famoso del mondo videoludico:
Turok.



Il videogioco di Turok (ispirato dall’omonimo fumetto del 1954) nasce nel 1997 come cartuccia per Nintendo64 e viene accolto più che positivamente dall’utenza.

Nel 2002 arriva un nuovo episodio Turok: Evolution, sviluppato per tutte le piattaforme. Il prodotto è discreto, ma non paragonabile al capolavoro che fu il primo. Oggi, The Dinosaurs Hunter, indossa la veste della next gen nel tentativo di rispolverare le glorie degli albori.

Anche questa volta avremo a che fare con un pianeta primordiale,
labirintiche giungle irte di pericoli, feroci e gigantesche creature e
mercenari spietati… Avete preparato l’arsenale?





Storia



Joshep Turok è un neo-acquisto della compagnia Whisky, un commando
militare organizzato per portare a termine missioni ad alto rischio.
Destino vuole che la prima operazione che coinvolge il nostro amico, lo
veda scontrarsi con lo stesso esercito da cui era fuggito dopo essersi
rifiutato di uccidere degli innocenti: il gruppo terroristico Wolfpack,
guidato dallo spietato Roland Kane.

Durante il viaggio, la nave della compagnia viene intercettata e
colpita da un missile, precipitando su un pianeta inospitale che si
rivelerà un vero incubo: non solo Turok dovrà combattere i lucertoloni
affamati e gli insetti giganti che lo popolano, ma anche difendersi dai
mercenari di Kane e guadagnarsi la fiducia dei propri compagni,
sospettosi nei suoi confronti per la sua provenienza.

La missione è cambiata: sopravvivere, è la parola d’ordine.





Gameplay



Turok è uno sparatutto in soggettiva che mischia elementi di
Action e Stealth. L’asernale è abbondante ed abbastanza vario (pistole,
mitragliatrici, fucili vari, lanciafiamme… il solito, insomma). Tra
queste, però, è necessario sottolineare la presenza di due armi
caratteristiche, apparentemente inutili ma in realtà essenziali: l’arco
e il coltello.

La scelta non è casuale, infatti, Joseph, ha origini native-americane e queste sono le armi degli Indiani.

L’arco è micidiale, capace di uccidere con un singolo colpo gran parte
dei nemici. La sua potenza dipende dalla tensione che gli imprimete
prima di scoccare la freccia (maggior tempo terrete premuto il
grilletto del joypad e maggiori saranno i danni causati; attenzione a
non esagerare, se lo farete stancare, Turok, scoccherà la freccia senza
che siate voi a ordinarlo, rilasciando il grilleto). L’arma è parecchio
precisa e totalmente silenziosa, particolarmente adatta per uccidere
dalla distanza senza farsi scoprire. E’ inoltre possibile utilizzare
delle frecce equipaggiate con dell’esplosivo, perfette per gruppi di
nemici o per i “bestioni” più grossi.



Il coltello, invece, è un’arma che richiede una distanza ravvicinata e
che, premendo il tasto per attaccare al momento giusto (una piccola
icona appare per avvisarci) uccide all’istante un nemico, facendoci
assistere ad una cut-scene tanto violenta quanto spettacolare.

Se da un lato è un ottimo strumento stealth, visto che non provoca
rumore quando uccidete, dall’altro è una delle armi più efficaci contro
i dinosauri. In effetti, il sistema di puntamento con le armi
“classiche” è abbastanza scomodo e impreciso, il che rende difficile
mirare i veloci e rapidi lucertoloni, in particolar modo quando si
muovono in mezzo all’erba alta… molto più comodo aspettare la loro
carica, schivarla (per farlo è sufficiente premere il tasto salto
mentre ci si muove lateralmente) e usare il coltello. (so cosa state
pensando, ma fate conto che il gioco non pretende assolutamente di
essere simulativo, siete pur sempre The Dinosaurs Hunter).

Per concludere possiamo dire che il colteoo è uno strumento comodo,
efficace e spettacoloso (non si vede tutti i giorni un uomo che pianta
quindici centimetri di tagliente acciaio in mezzo agli occhi ad un
velociraptor).



Al contrario, quando abbiamo a che fare con degli umani, mitragliatori
e fucili vari restano sempre le armi più adatte; il problema del
sistema di puntamento si sente meno in quanto questi tendono a rimanere
fermi, limitandosi a ripararsi dietro qualcosa e scoprendosi solo per
spararvi.



Per quanto riguarda il lato esplorativo, il gioco riesce a incutere
timore a chi ha il pad in mano, gli ambienti sono sempre ricchi di
nicchie che potrebbero celare una minaccia che oltre a farvi del male
nel gioco, è capace di farvi prendere uno bello spavento nella realtà.
Le zone con ampi piazzali, invece, nascondono spesso qualche “grossa
sorpresa”, non vi anticipo niente, ma so già che avete qualcosa in
mente (e, probabilmente, avete indovinato).



Se durante le vostre “scampagnate” vi fate sorprendere da un dinosauro
che riesce a sbattervi a terra saltandovi addosso, non temete, la
vostra è una situazione scomoda ma risolvibile: apparirà una
combinazione di tasti da premere ripetutamente e velocemente per
permettere al nostro amico indiano di liberarsi dalle grinfie del
lucertolone, evitando di diventare il suo pasto.



L’intelligenza artificiale, in generale, è buona ma una caratteristica
molto apprezzabile che tengo a sottolineare riguarda l’atteggiamento
dei dinosauri: essi non sono vostri nemici, sono solo degli animali che
seguono il loro istinto di caccia e non fanno distinzioni (la carne è
carne), pertanto non mancherete di vedere i soldati di Kane alle prese
con queste bestie. Nulla vi vieta di non intervenire, godervi lo
spettacolo della battaglia e premiare il vincitore con una bella
freccia alla testa.




Non per i deboli di cuore… però…



Ambientazioni oscure, luoghi chiusi, musiche basse e mostri nascosti
che sbucano improvvisamente da ogni angolo possibile… eh sì, qualche
salto dal divano, questo gioco, ve lo farà fare sicuramente.

Inoltre non mancano le scene crude: basti pensare alla fontana di
sangue che sgorga dal collo di un Dilophosauro dopo che lo avete
sgozzato o a come si tinteggiano di rosso le pareti quando sparate un
colpo di fucile a pompa ai Raptor. Provate a sparare o ad accoltellare
un uomo, però, e non vedrete spargersi neanche una goccia di sangue…
evidentemente qualcuno ha detto “No.”… ciò non inficia assolutamente il
gameplay, quindi non varia il valore del prodotto, ma sono sicuro di
non essere l’unico a trovare la cosa abbastanza assurda e un pizzico
contraddittoria.




Grafica



Buone Texture e ottimi modelli caratterizzano il gioco. Notevole anche
la cura che è stata prestata alla vegetazione e l’interagibilità che i
personaggi hanno con la stessa (se vedete dell’erba alta che si muove,
state pur certi che un raptor o qualche altro animale ci si sta
muovendo all’interno). Le ambientazioni sono ampie, varie e curate, tra
caverne, basi segrete e giungle, difficilmente troverete luoghi uguali.


Da segnalare anche la ottima realizzazione delle animazioni, sia dei dinosauri che dei personaggi.

Nonostante qualche punta di aliasing su qualche scena, il gioco non
presenta i vari difetti grafici ai quali ci sta abituando questa
generazione videoludica.




Audio



Le musiche di sottofondo si alternano tra basse e frenetiche in base
alla situazione. Quelle basse sono volute per mettere in risalto gli
effetti sonori, molto ben realizzati (specialmente quando vi troverete
in mezzo al verde) e per aggiungere un pizzico di ansia mentre vi
muovete con la paura di un attacco improvviso da parte di qualche
lucertolone.

Gli effetti audio sono talmente ben realizzati che spesso, nella
vegetazione fitta, risulterà molto più utile rizzare le orecchie
piuttosto che affidarsi alla vista: ogni rumore sospetto vi potrebbe
aiutare a individuare la posizione di un eventuale dinosauro nascosto
che attende una vostra mossa per attaccarvi.

Il ritmo di musica frenetico, invece, vi esalterà mentre riempite di
piombo grandi quantita di nemici, ma a questo siamo già stati abituati
da altri giochi.



Il doppiaggio è totalmente in italiano e le voci risultano abbastanza adatte al personaggio a cui appartengono.




Longevità



Ecco una grossa pecca: il gioco si completa in meno di una decina di
ore e si hanno pochi incentivi a rincominciarlo, se non in modalità
co-op (anche via Live) con qualche amico.

E’ presente anche una modalità multiplayer Versus, peccato solo che
siano pochi gli Italiani (ma pochi gli utenti in generale) che giocano
a Turok via Live… In ogni caso, non possiamo che apprezzare il
tentativo.





Conclusioni




Turok è un gioco di poche pretese: non ha grossi pregi e non ha grossi
difetti, risultando un titolo mediocre. Anche se è assolutamente
imparagonarlabile al suo predecessore “old-gen” che tanto ha deliziato
gli utenti del N64, possiamo dire che gli appassionati del genere
potranno trascorrere qualche ora di divertimento, tra lo sgozzare
dinosauri e sparare a soldati, magari in co-op con qualche amico. Se
invece siete stufi o non gradite gli spratutto in prima persona, forse
è meglio che guardiate altrove.




PRO

  • Sgozzare dinosauri è davvero divertente
  • E’ capace di farvi prendere qualche spavento
  • Buona immersione di gioco


CONTRO

  • Tutto già visto, tutto già provato
  • Poco longevo
  • Storia molto magra e scontata
  • Sistema di puntamento veramente scomodo