Recensione di Tom Clancy’s Rainbow Six: Vegas - Recensione

Recensione di Tom Clancy's Rainbow Six: Vegas di Console Tribe

Il nuovo episodio di Rainbow Six arriva sugli scaffali quasi
nell’anonimato, oscurato dal clamore suscitato da altri titoli che
hanno visto la luce nell’ultimo trimestre del 2006 e dallo smalto perso
dalla serie con’ultimo episodio su Xbox. Nonostante ciò, fin dalle
prime battute di gioco si ha la sensazione di avere tra le mani la vera
rivelazione dell’anno. Rainbow Six Vegas punta deciso a riconquistare
il meritato titolo di shooter tattico di alto livello che tanta gloria
gli aveva dato in passato. Ubisoft Montreal rivoluziona quasi
interamente l’aspetto tecnico e in parte anche il gameplay. L’azione
risulta perfettamente bilanciata e finalmente si trova il giusto
compromesso tra immediatezza e strategia rendendo il titolo appetibile
per tutte le fasce di pubblico. Una grafica ad alto impatto visivo e
una componente multiplayer curatissima completa gli ingredienti per un
vero capolavoro del genere.




STORIA


In Rainbow Six Vegas vestiamo i panni di un caposquadra Swat e
precisamente di Logan Keller, leader del Team Rainbow.  Il caro vecchio
Ding Chavez che ci aveva accompagnato nelle precedenti avventure ha
abbandonato il campo e ora è al comando centrale. Si parte con una
missione in New Mexico che funge per lo più da tutorial, l’azione poi
si sposta in Nevada a Las Vegas, la variopinta capitale americana del
gioco d’azzardo che farà da scenario principale alla nostra avventura.
La città è vittima di un assedio che minaccia di portare il terrorismo
mondiale a livelli incontrollabili. Il futuro della sicurezza globale è
quindi nelle nostre mani e spetterà a noi impedire la devastazione
addentrandoci nelle caotiche strade e negli imponenti edifici della
città del peccato. Gli obiettivi rispecchiano gli standard degli
sparatutto tattici; con il supporto di due agenti speciali sotto il
nostro comando dovremo liberare ostaggi, compiere azioni di hacking
informatico e irrompere attraverso porte col fine di individuare ed
eliminare il nucleo della cellula terroristica comandato da Irena
Morales. In una corsa contro il tempo dovremo fare di tutto per evitare
le più gravi conseguenze, una mossa avventata o una strategia mal
pianificata porterà irrimediabilmente alla morte di innocenti. Tom
Clancy ancora una volta trasporta l’essenza dei sui libri nel mondo dei
videogames confermandosi superbo sceneggiatore videoludico. A
differenza dei precedenti episodi della serie, Rainbow Six Vegas ha una
campagna in singolo che non risulta essere una collezione di missioni
scorrelate senza una precisa storyline ma esiste un filo conduttore.
Nonostante ciò un epilogo poco soddisfacente e una storia troppo
lineare si rivelano i maggiori difetti del titolo, soprattutto se
confrontati con altre realizzazioni dello scrittore. La sensazione è
che anche Ubisoft, come avviene ultimamente da parte di molti
sviluppatori, abbia scelto di dare più rilevanza al fattore multiplayer
a discapito della profondità di gioco offline.




GAMEPLAY


In un gioco con siffatte caratteristiche è di grande importanza
l’intelligenza artificiale dei nemici e dei compagni di squadra che
andremo a gestire. Sotto questo aspetto, unitamente alla sublime
giocabilità, Rainbow Six risulta il migliore titolo attualmente sul
mercato. La struttura di gioco privilegia la ricerca delle postazioni
giuste per ripararsi dal fuoco nemico a cui affiancare lo studio di una
tattica di squadra, solo così sarà possibile avanzare in parallelo su
più fronti creando diversivi per cogliere il nemico impreparato. Avere
una immediata interazione con la squadra è fondamentale e l’intuitivo
sistema di controllo assolve egregiamente al suo scopo. Con un pratico
puntatore potremo decidere la posizione degli agenti di supporto
assegnando loro le azioni da intraprendere tramite il D-pad, queste
sono sensibili al contesto e ciò conferisce versatilità al controllo
facendo si che le azioni non risultino mai ripetitive e alla lunga
noiose. I membri che fanno parte del nostro team acquisiscono con
disinvoltura i nostri comandi, carpendo le nostre reali intenzioni
anche se non siamo molto precisi. Questo fattore è importantissimo in
un gioco di questo genere perché evita di affiancare un approccio
troppo macchinoso alla natura tattica del gioco a tutto vantaggio della
fluidità dell’azione. Come naturale conseguenza  Rainbow Six Vegas
risulta coinvolgente e divertente per la frenesia dei combattimenti
conservando l’enfasi sullo studio strategico delle situazioni. Stesso
discorso vale anche per i nemici, l’intelligenza artificiale è davvero
ben bilanciata, a volte sembra che anche loro studino una strategia per
non andare avventatamente allo scoperto; tuttavia il fatto che i
soldati nelle stanze adiacenti siano insensibili alle violente
sparatorie in atto a pochi metri di distanza, costituisce un calo di
tono inaspettato per il livello di realismo a cui mira il gioco. A una
fine strategia bisogna affiancare una buona dose di tempismo e in tal
senso l’immediatezza del sistema di controllo, come da tradizione dei
titoli firmati Tom Clancy, ancora una volta stupisce. A primo impatto
la gestione del personaggio può sembrare complessa ma dopo pochi minuti
con estrema naturalezza acquisirete la piena padronanza dei controlli.
Le inquadrature di gioco risultano davvero ben fatte, il nostro cauto
incedere sarà supportato da una visuale in prima persona ma nel
metterci al riparo uno zoom in uscita ci porterà alla visuale in terza
persona, da qui potremo sporgerci in tutte le direzioni per perlustrare
la zona e scovare il nemico nascosto. Avremo la possibilità di
organizzare entrate in scena come in un vero film di spionaggio e tutto
in tempo reale, non con filmati che spezzettano l’azione. Potremo
irrompere nelle stanze da punti diversi, calarci con delle funi
all’esterno dei palazzi, infrangere le finestre, creare cortine di fumo
per attaccare il nemico alle spalle e raccogliere le armi dei nemici
appena eliminati. Interessante è la modalità con cui si gestiscono le
situazioni delicate, sarà possibile perlustrare le stanze da sotto le
porte grazie a una Snake Cam in stile Splinter Cell al fine di
pianificare l’intervento con i compagni. Individuati i nemici sarà
possibile specificare la priorità d’intervento su di essi in base alla
loro pericolosità, per cui un terrorista che punta la pistola sugli
ostaggi sarà da classificare obiettivo primario rispetto a un altro
semplicemente di guardia nella stanza. La cosa davvero impressionante
di questo titolo è la libertà di azione, non tanto intesa come vastità
della zona perlustrabile ma proprio come quantità di alternative con
cui è possibile andare avanti. I confini ci sono ma non ci si sente mai
limitati da questi, anzi a volte si può rimanere sorpresi da vie
percorribili che a prima vista si erano battezzate come inaccessibili.
Nonostante l’avanzare è liberamente lasciato alla nostra fantasia
restano delineati i binari che ci portano all’obiettivo grazie a una
mappa richiamabile facilmente e a varie indicazioni a video, queste
tuttavia possono essere disabilitate per chi ama un approccio
totalmente improntato alla realtà. Da tutto ciò deriva un gameplay
altamente personalizzabile che risulta essere il fattore di maggiore
peso nella valutazione offline della longevità di gioco. Far tesoro
dell’esperienza acquisita costituisce una buona leva per ripercorrere
la storia con un diverso approccio tattico, magari al livello di
difficoltà maggiore definito “realistico” in cui è sufficiente subire
pochi colpi per soccombere al fuoco nemico. Anche l’approccio “prova e
sbaglia” non è mai stato così soddisfacente. Veder campeggiare la
scritta “Missione Fallita” non porta mai a frustrazione ma invoglia a
cercare soluzioni alternative e più efficaci. A contorno dell’azione
avremo tutto l’arsenale del perfetto agente speciale; le armi si
differenziano tutte per comportamento e funzionalità, queste sono
davvero precise e non faremo fatica a individuare presto la nostra
preferita in base al nostro stile di gioco. Grazie a dei contenitori
sparsi nelle mappe potremo sostituire la nostra arma o ricaricarla
oltre a rifornire il nostro arsenale di fumogeni, granate e
microcamere. Anche la personalizzazione estetica dei personaggi è stata
molto curata, oltre a poter editare i tratti salienti del volto,
potremo vestire il nostro personaggio dalla testa ai piedi aggiungendo
protezioni per le varie parti del corpo. Questo fattore non è puramente
visivo ma si ripercuote sul piano del gioco, maggiori protezioni vi
renderanno più resistenti al fuoco nemico ma anche più lenti nei
movimenti.




GRAFICA E SONORO


Rainbow Six Vegas utilizza l’Unreal Engine 3.0 il che lo rende uno dei
prodotti graficamente migliori in commercio. Pur non sfruttando il
motore al 100 % è evidente la gestione della grafica da parte di una
tecnologia di nuova generazione, sia per il sorprendente numero di
poligoni presenti su schermo sia per le eccezionali animazioni le cui
riproduzioni sono state realizzate direttamente da un esperto di
Hollywood. Ubisoft dimostra ancora una volta l’eccellente feeling
raggiunto nel trattare la piattaforma Microsoft, la realizzazione
tecnica raggiunge livelli di primissimo ordine nel dettaglio dei
modelli poligonali e dell’ambientazione che risulta curata nei minimi
particolari con numerosi effetti che arricchiscono l’atmosfera. Non
siamo davanti a una perfetta riproduzione della città ma è intuibile
che questa sia una scelta dettata dalla necessità di non creare
paralleli troppo forti con il mondo reale visto il genere di gioco,
nonostante ciò le luci di Las Vegas incantano come non mai in un
videogame. Da segnalare la possibilità di imprimere i propri lineamenti
sul modello poligonale del personaggio grazie al supporto della Live
Vision Camera, il risultato è degno di nota ma utilizzando questa
funzionalità non potrete avvalervi delle protezioni facciali ma solo
dei caschi di sicurezza. Sebbene il motore di gioco risulti ancorato
sui 30 fotogrammi al secondo, vista la natura tattica e il conseguente
ritmo di gioco la scelta non limita in alcun modo l’esperienza e tutto
è molto fluido. Anche il comparto audio si avvale di un ottimo lavoro
da parte dei tecnici Ubisoft. A supporto dell’azione c’è una colonna
sonora davvero di rilievo che enfatizza adeguatamente le varie
situazioni che andremo ad affrontare. Si passa dai curiosi e
orecchiabili motivetti messicani che accompagnano la prime missione, ai
ritmi decisamente più trascinanti che in crescendo si legano alle
azioni più serrate di gioco, con basi audio in chiave rock davvero ad
alto tasso adrenalinico. A completare il quadro vi sono effetti sonori
che contribuiscono in maniera determinante al realismo dell’azione e al
conseguente coinvolgimento del giocatore.




MULTIPLAYER


A bilanciare una componente offline si curata, ma che anche i meno
esperti potranno terminare in non più di dieci ore di gioco, Rainbow
Six presenta una parte multiplayer che vanta un considerevole numero di
modalità sia in “versus” che in cooperativa. La possibilità di poter
affrontare l’intera campagna in quattro giocatori, conservando
l’impatto grafico della parte offline e soprattutto non limitando le
abilità del personaggio controllato, è decisamente un passo avanti
nello sviluppo dell’esperienza online. Nella campagna multiplayer sarà
possibile, grazie al supporto di cuffia e microfono, dare vita a veri e
propri piani d’azione organizzati con la collaborazione di ben altri 3
giocatori, uno in più quindi rispetto alla versione offline della
campagna. Durante le conversazioni via Communicator sarà addirittura
possibile vedere in tempo reale il movimento della bocca dei propri
compagni. Certo organizzarsi “dal vivo” è molto più intrigante che
impartire ordini alla squadra tramite un puntatore, tuttavia non è
detto che sia più efficiente. Se si vuole gustare anche in multiplayer
la natura tattica del gioco bisognerà organizzarsi e mettersi d’accordo
a dovere e in breve tempo, cosa non scontata quando in gioco ci sono
quattro teste pensanti e non una CPU a cui impartire ordini.
L’opportunità di una campagna completa in quattro non è da
sottovalutare e sarebbe un peccato rovinare una simile esperienza
avanzando in maniera avventata e ognuno per conto proprio. Raggiungere
l’affiatamento della squadra e suddividere via via i ruoli non è cosa
facile ma è sicuramente più appagante dato che rispecchia la vera
natura del gioco. Un altro capitolo della coop è rappresentato dalla
modalità “caccia ai terroristi” in cui un manipolo di giocatori umani
dovrà sgominare una banda di terroristi asserragliati in una delle
tante location del gioco. In questo frangente si nota
contemporaneamente la frenesia dell’azione pura associata a una ricerca
tattica capillare, visto che si dovranno affrontare decine di nemici
armati di tutto punto. La parte multiplayer in versus non è da meno,
fino a 16 giocatori potranno affrontarsi scegliendo tra le classiche
modalità di gioco deathmatch, team deathmatch ma anche altre
maggiormente legate alla natura tattica del titolo. Queste che vi
vedranno alle prese con missioni di difesa o conquista di avamposti,
recupero di valigette e liberazione di ostaggi.

Le mappe sono varie e ben realizzate sia per “l’intelligenza” della
struttura sia per la grafica solo leggermente inferiore alla parte
offline; alcune sono estrapolate direttamente dagli scenari della
campagna principale, altre sono state disegnate ad hoc. Le
ambientazioni si sviluppano sia all’interno che all’esterno di edifici
e abitazioni e assicurano un elevato e vario numero di percorsi
alternativi, postazioni tattiche e ripari. In tutte le modalità
proposte il divertimento è garantito. I potenziamenti e gli armamenti
sbloccati durante la campagna in singolo sono utilizzabili anche online
e man mano che acquisirete esperienza potrete sbloccare nuovi gadgets e
veder salire il vostro grado in perfetto stile militare.



CONCLUSIONI

Che siate fan o meno del genere, Tom Clancy’s Rainbow Six Vegas è un
“must have” per Xbox 360. La campagna in singolo è la migliore della
serie e la possibilità di giocarla online con i propri amici rende
unica l’esperienza. Tuttavia sarà la modalità competitiva a tenervi
incollati al gioco più a lungo, sicuramente sotto questo aspetto è
quanto di meglio c’è nel parco giochi per la 360.  Solo chi non ha una
connessione internet può permettersi di tergiversare nell’acquisto. Il
Team Rainbow Six finalmente ha fatto il suo trionfante ritorno
sorprendendoci e superando le più rosee aspettative. Non è il solito
sequel, rispetto ai precedenti episodi gli sviluppatori sono stati in
grado di realizzare un titolo per tutti, i giocatori che si affacciano
per la prima volta al genere potranno scoprire delle innovazioni che
mai avrebbero pensato far parte del mondo fps, dall’altro lato i
puristi troveranno terreno fertile per far valere la propria esperienza
tattica.


PRO

  • Realizzazione tecnica e atmosfera eccellenti;
  • Intelligenza artificiale e sistema di controllo ottimali;
  • Grafica realistica e sonoro coinvolgente;
  • Impressionante varietà di modalità multiplayer cooperativa e competitiva.

CONTRO

  • Modalità campagna offline troppo lineare e finale insoddisfacente.