Recensione di Fight Night Champion - Recensione

Recensione di Fight Night Champion di Console Tribe

Due anni dopo aver raggiunto il massimo della maturazione nel genere con lo straordinario Fight Night Round 4, Electronic Arts ci riporta nel ring ancora una volta, stavolta con l’intento di cambiare radicalmente le carte in tavola del proprio prodotto.
Tenete su i guantoni, questo è Fight Night Champion!

Hard Knocks Redemption

La novità più eclatante del titolo è sicuramente l’introduzione di una seconda modalità carriera, scandita da una vera e propria storyline che accompagnerà il giocatore lungo tutto il percorso di gioco: la Champion Mode.
Vestiremo i panni di Andre Bishop, giovane promessa della boxe, vincitore della medaglia d’oro olimpica e adepto di un vecchio ed esperto manager che allenò anche suo padre. Inizieremo la nostra storia da un incontro a mani nude in carcere, senza guantoni, senza tempo, senza regole. Assisteremo all’escalation di Andre e alla sua successiva caduta, scoprendo cosa lo ha portato ad essere incarcerato e cosa lo spingerà a cercare vendetta.
Il plot strizza ovviamente l’occhio ai grandi classici hollywoodiani del genere: da The Hurricane (forse il film che ha ispirato di più la storia imbastita dagli sviluppatori) ad Undisputed, al più recente The Boxer, fino ai veri e propri capolavori come Toro Scatenato e Million Dollar Baby. Non ci si poteva ovviamente esimere dall’inserire numerosi cliché nella trama che, tuttavia, non infastidiscono il giocatore ma, anzi, si dimostrano più elegantemente come “velate citazioni”, andando a costruire una narrazione credibile ed appassionante oltre che molto curata. Sono numerosi infatti gli accorgimenti che renderanno la costruzione della storyline estremamente credibile, come dei veri servizi realizzati in collaborazione con ESPN (con interventi da studio eseguiti da veri presentatori) appositamente per il gioco, l’ottimo doppiaggio in lingua originale e la scorrevolezza dell’intero sistema delle cutscene.

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Nonostante la linearità di fondo della trama, i match che affronteremo nella Champion Mode si riveleranno estremamente dinamici e stimolanti. Ogni incontro infatti sarà caratterizzato da particolari “obiettivi”; ci troveremo, per esempio, ad affrontare avversari che posseggono colpi terrificanti che dovremo evitare a tutti i costi o, ancora, a match in corso verremo a scoprire che un giudice si è venduto così da non permetterci di vincere la contesa ai punti e obbligandoci a sconfiggere l’avversario per knock out.
Si tratta di un efficace “escamotage” in grado di stimolare il giocatore partita dopo partita, evitandogli una monotona sequela di incontri slegati tra loro e permettendogli di godere di una storia appassionante.
Una modalità veramente interessante, con l’unico difetto della totale assenza dei parametri di crescita del personaggio. Ma, come già detto, questa particolare modalità punta tutto sull’immediatezza e sullo sviluppo della storia, lasciando la canonica complessità e completezza delle meccaniche accessorie alla modalità carriera.

Road to the victory

Ad affiancare la Champion Mode troviamo il classico match veloce, affrontabile scegliendo uno tra i più famosi boxer del momento o tra le leggende del passato come Rocky Marciano e Mohammed Alì. Un roster completo come non mai, a ben vedere il più vasto di sempre con oltre 50 personaggi selezionabili.
Parlando del fulcro del titolo, ovvero la Legacy Mode, ci troviamo anche quest’anno a parlare di succose ed interessanti novità, a partire dall’incipit: dopo aver creato il vostro alter-ego attraverso il completissimo editor a disposizione, sarete pronti per la scalata al successo. Non cominceremo la nostra carriera tra i professionisti ma dovremo fare la classica gavetta tra i dilettanti, con tanto di canottiera e caschetto protettivo, come da regolamento. Tra i dilettanti muoverete i vostri primi passi nel mondo della boxe, prendendo parte alle olimpiadi e costruendovi un nome fino al raggiungimento dell’obiettivo più prestigioso: un contratto come professionista.

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Arrivati a questo punto, ci renderemo conto di quanto sia migliorata la qualità di tale modalità. La crescita del nostro personaggio sarà molto più sensibile e saremo liberi di intraprendere gli allenamenti in modo tale da caratterizzare il nostro boxer con uno stile ben preciso, valorizzando gli attributi più funzionali a tale scopo.
Il tutto avverrà attraverso i classici allenamenti o, similmente a quanto visto in UFC Undisputed e recentemente in EA Sports MMA, investendo i nostri soldi per partecipare ai vari Training Camp in giro per il mondo, ognuno dei quali ci darà la possibilità di imparare determinati colpi ed incrementare le nostre abilità in determinati campi, come resistenza, forza, agilità e così via.
Ogni match inoltre ci consentirà di guadagnare punti esperienza utili ad “upgradare” le nostre skill che vanno dalle combinazioni alle schivate, passando per il gioco di gambe e la potenza di ogni singolo colpo. Raggiunto un determinato livello di potenziamento di questi ultimi parametri, sbloccheremo automaticamente delle abilità speciali come il knock-out istantaneo, il cui nome è tutto un programma.
Dovremo inoltre tener conto della fatica accumulata durante i camp e gli allenamenti, concedendo al nostro pugile il giusto riposo per permettergli di arrivare al match successivo nella giusta condizione di forma, piuttosto che affrontare l’incontro debilitati e con la barra della stamina sensibilmente ridotta.
Da non tralasciare ovviamente la parte dedicata ai promoter e ai relativi sponsor. Maggiori saranno i vostri successi nel ring e maggiori saranno le possibilità di ricevere proposte per match più remunerativi e prestigiosi, oltre che guadagnarsi contratti milionari da parte degli sponsor.
EA sembra aver decisamente ascoltato i feedback dei fan e abbia organizzato una Legacy Mode finalmente ineccepibile (come se fosse una prerogativa) sotto ogni punto di vista, che si dimostra appagante come non mai nel background del personaggio, e ovviamente divertentissima, come sempre, nel gameplay vero e proprio.

!==PB==!
Always on top

Come già accennato, Fight Night Champion è leggermente diverso dal suo predecessore. Ma partiamo dalla novità più evidente, ovvero la possibilità di abbandonare il perfetto ma complesso total punch control per sostituirlo con i normali tasti frontali per portare i colpi. Feature che era stata già introdotta, a qualche mese dall’uscita, in Fight Night Round 4 e che qui invece troviamo disponibile fin da subito ed implementata contemporaneamente nella mappatura dei comandi, dandoci la possibilità (semmai ce ne fosse bisogno) di “switchare” dall’una all’altra configurazione in tempo reale.
Leggermente ridimensionato anche il sistema di counter e relative haymaker moves (i colpi più potenti a nostra disposizione). A differenza dello scorso anno il sistema di schivata è stato reso meno penalizzante in caso si venga elusi nel tentativo di portare il colpo: la frazione di tempo in cui si è vulnerabili dopo aver sbagliato un colpo è stata lievemente ridotta, costringendoci a calcolare tempestivamente il timing per sferrare l’immediato contrattacco ma anche di avere qualche possibilità in più di sopravvivere dopo un grave errore. Anche l’I.A. nemica è stata resa meno punitiva del capitolo precedente (almeno a livello di difficoltà intermedio), dove ogni errore del giocatore era impietosamente ricambiato con haymaker moves in grado di causare istantanei e frustranti knock-out. Le haymaker moves sono anch’esse meno flagellanti se portate così “dal nulla”, dovremo quindi dosare la preziosa stamina del nostro pugile e sferrarle soltanto quando si sarà certi di mandare a segno il colpo.
Anche il sistema di parata è stato rivisto: il blocco dei colpi al volto e al corpo avverrà automaticamente tenendo premuto l’apposito tasto senza dover per forza accompagnare l’operazione con il movimento dello stick analogico. Una serie di cambiamenti apparentemente ininfluenti ma che “silenziosamente” vanno a modificare di quel tanto il gameplay fino a renderlo meno spigoloso e più accessibile ai giocatori, nonostante mantenga una profondità e complessità ancora importanti, tanto da indurre il giocatore a dedicarsi per molto tempo al gioco prima di padroneggiare con disinvoltura le varie capacità del proprio atleta o dei personaggi predefiniti. Alla fine della fiera quelle che potevano essere considerate delle innovazioni penalizzanti, si sono rivelate veri e propri miglioramenti che vanno ad impreziosire un sistema di gioco sì divertente ma forse eccessivamente arduo da apprendere con la precedente configurazione.

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Unexpected improvement

Francamente ci sembrava quasi impossibile immaginare un miglioramento così marcato a livello tecnico dopo un solo anno di sviluppo, eppure Fight Night Champion si presenta con una veste grafica rinnovata e strabiliante.
I modelli poligonali degli atleti sono così dettagliati da sfiorare il fotorealismo, mentre le texture hanno subito un restyling pressoché totale. La pelle dei pugili appare molto più realistica e l’effetto è dovuto anche alla straordinaria resa dell’illuminazione dinamica mixata agli shader utilizzati per il sudore. Il risultato è un realismo visivo impressionante, enfatizzato dalle animazioni che rappresentano attualmente l’apice in ambito videoludico. Vedere ogni singolo muscolo flettersi e rilassarsi dopo ogni colpo, è sempre uno spettacolo per gli occhi, così come le espressioni dei pugili dopo ogni attacco sferrato, subito o andato a vuoto. Ancora una volta iper-realistiche anche le tumefazioni facciali che compariranno sul volto dei pugili, ovviamente in tempo reale.
Risolti inoltre i problemi relativi alle compenetrazioni poligonali tra i due atleti, mentre la gestione delle collisioni risulta praticamente perfetta, ripulita dalle piccole imperfezioni che affliggevano il capitolo precedente.
Un po’ spento il contorno, con un pubblico messo quasi in ombra rispetto alla magnificenza globale ammirata al centro dell’azione, ma tuttavia realizzato in maniera dignitosa, anni luce avanti a quello della maggior parte dei titoli sportivi in circolazione.
Anche il versante audio si attesta su livelli ottimi, con campionamenti degli effetti precisi e credibili (malgrado il pubblico non sottolinei sempre degnamente le fasi più concitate degli scontri) e una telecronaca in lingua originale abbastanza curata e varia, nonostante qualche ripetizione di troppo in alcuni frangenti degli incontri.
Da segnalare infine l’introduzione di una nuova telecamera virtuale, denominata “champion camera”, che andrà a seguire l’azione in maniera più televisiva, con inquadrature d’effetto e sempre consone al ritmo dell’azione.
Una soluzione altamente spettacolare ma talvolta rovinata dalla pessima I.A. dell’arbitro che andrà sistematicamente a piazzarsi davanti alla telecamera, costringendoci dopo pochi minuti ad utilizzarne un’altra.

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Let’s do it!

Torna più in forma che mai anche l’ottima componente multiplayer del titolo che, oltre a confermare un’invidiabile stabilità nel netcode, permettendo quindi di disputare match assolutamente privi di lag, offre qualche nuova opportunità per quanto riguarda le modalità disponibili. Oltre ai classici match veloci, classificati e ai campionati divisi per categorie di peso, troviamo le sfide tra palestre. Sarà infatti possibile creare una propria “scuola”, o aderire ad una già creata, ed iniziare delle vere e proprie faide contro le palestre rivali, organizzando incontri istantanei e tornei. Ancora una volta completissime le statistiche e le classifiche in tempo reale, mentre è praticamente inesistente qualsiasi tipo di downgrade grafico.
Un comparto multigiocatore solido e completo che vale senza dubbio il prezzo del biglietto.

Ring the bell!

Ci risiamo. EA sembra avere il vizio di migliorarsi fino al limite della maniacalità in ogni singolo gioco sportivo che produce. Non fa eccezione Fight Night Champion che si riconferma la simulazione pugilistica per eccellenza, nonché uno dei giochi più belli e divertenti attualmente in circolazione.
L’introduzione dell’inedita e divertente Champion Mode, il perfezionamento della modalità carriera e il maggiore risalto dato alla componente multiplayer, fanno di questo titolo un must assoluto per tutti gli appassionati del genere ma non solo. Grazie allo smussamento di alcuni aspetti di gameplay che avrebbero potuto scoraggiare molti utenti data la loro complessità, il gioco riesce a dimostrarsi ancora più divertente e fruibile, rimanendo al tempo stesso una simulazione pura, magari un po’ meno “severa”.
Un titolo minato da pochissimi (e quasi insignificanti) difetti, talmente solido e completo da poter meritare l’acquisto ad occhi chiusi. Un gioco da non lasciarsi scappare!