Recensione di Far Cry 2 - Recensione

Recensione di Far Cry 2 di Console Tribe

Premettiamo una cosa: non sappiamo quanto il cinema attinga dai
videogiochi o viceversa, ma sta di fatto che se avete visto Blood
Diamond, converrete con noi che Far Cry 2 sembra a dir poco una
trasposizione ufficiale.

Il sangue c’è, i diamanti pure, le armi a non finire, l’Africa fa da
cornice in un contesto tanto paradisiaco quanto infernale e il
protagonista … beh, per fortuna i ragazzi di Ubisoft hanno cambiato
almeno quello.

Non che Leonardo di Caprio fosse un cattivo attore, ma come alter-ego
alla “John Rambo” in un contesto video ludico forse sarebbe stato un
“pochino” fuori luogo.

In ogni caso la pellicola hollywoodiana e il nuovo Far Cry hanno tanti
punti in comune, e non solo da un puro punto di vista estetico, ma
anche e soprattutto come “trasmettitori di adrenalina”. Entrambi,
infatti, mettono in luce la disumana brutalità delle guerre locali,
piazzando il giocatore/spettatore sempre in primo piano e facendolo
sentire sempre a poco agio con il contesto bellico generale.

Se avete il fegato per sopportare questa violenza, il caldo asfissiante e alcune malattie parassitarie allora siete i benvenuti.

L’Africa ha aperto le porte, ma sappiate che non sarà facile uscirne.





Diamanti insanguinati




Far Cry 2 è stato sviluppato da Ubisoft di Montreal, o se preferite da
Crytek, lo stesso team che ha diretto l’originale Far Cry o il più
recente Crysis. Ci teniamo a precisare che, nel momento in cui avevamo
saputo della realizzazione di un sequel, ci siamo un po’ innervositi.
Questo è accaduto perché in genere si tende ad aspettare un seguito
come qualcosa di molto simile all’originale, ma spesso lo sviluppo di
un franchising porta a delle idee e dei progetti che si perdono per
strada, e che non hanno più niente a che vedere con la versione
iniziale alla quale eravamo abituati.

Non neghiamo di essere stati un po’ pessimisti, e abbiamo pensato che
saremmo andati incontro all’ennesimo fallimento commerciale.

Ma cogliamo queste considerazioni proprio per precisare che Far Cry 2
non ha niente in comune con il primo capitolo della serie, anzi, come
già detto sembra più ispirato a Blood Diamond piuttosto che al successo
del 2004.

Questa volta non andremo incontro a mutanti o esperimenti genetici di
alcun tipo, e il nostro personaggio è tutt’altro che una persona
qualunque con una storia alle spalle, ma un mercenario convinto con
l’intento di uccidere un trafficante di armi.

Del primo Farcry il sequel eredita in parte l’approccio tattico alle
missioni, la libertà di movimento in relazione all’azione e un certo
fascino immancabile per le giungle.





Non è un FPS, anche se lo è!




Vi preghiamo di venire incontro alla nostra considerazione, anche se
appare paradossale: Far Cry 2 è un FPS, ma in realtà non può essere
marchiato ad occhi chiusi con il bollino di “sparatutto in prima
persona”. Certo, sarà commercializzato come tale su siti web e negozi
di ogni sorta, ma molti fan del genere FPS che si identificano con
questo approccio al gioco si ritroveranno spiazzati.

È anche vero che in Far Cry 2 si vive un mondo virtuale da un punto di
vista soggettivo oltre ad andare in giro a sparare a destra e manca. Ma
ve lo ripetiamo: non è uno sparatutto in prima persona.

Questo accade perché il nuovo titolo Ubisoft si divide in più generi
differenti, alternando fasi in cui bisogna scaricare tutta la scorta di
proiettili in nostro possesso, ad altre in cui potremo superare una
missione solo gestendo con parsimonia le armi, la salute e la strada
che percorriamo. Per alcuni versi potremmo definirlo come una
conversione in prima persona di Metal Gear Solid, in quanto sarà
possibile aggirare il nemico e sorprenderlo senza essere notati
minimamente.

Ma per alcuni versi è anche un gioco free roaming, una sconfinata area
esplorabile a proprio piacimento e con qualsiasi mezzo, che sia di
aria, terra o acqua.



La storia di Far Cry 2 vi piazza nel bel mezzo di una guerra locale
africana, in cui due fazioni lottano per un motivo che oramai è
sfuggito persino al loro controllo. Il vostro obiettivo in questo
inferno sarà quello di uccidere un criminale conosciuto con il nome di
The Jackal (Lo Sciacallo) che rifornisce di armi entrambe le fazioni.
Una trama molto risicata e povera di pathos, ma ad ogni modo credibile
e verosimile.

Inizialmente vi troverete spaesati e spiazzati senza alcuna arma, con
la malaria da debellare e completamente da soli. Ma basterà poco perché
vi rendiate conto di quanto sia facile farsi degli amici, e di
conseguenza, dei numerosissimi nemici.





Un pizzico di GDR




Uno degli aspetti positivi di Far Cry 2, caratteristica che tra l’altro
aveva reso celebre il primo capitolo, è la possibilità di esplorare in
piena libertà un mondo ampio 50 chilometri quadrati.

Ragazzi, ve lo riscriviamo un’altra volta perché sia chiaro che non
stiamo scherzando: 50 chilometri quadrati. In pratica come andare da
Milano a Novara in auto (!).

Il titolo Ubisoft è difatti l’unico tra gli FPS in commercio a godere
di questa totale spazialità, che si rivela non solo uno strumento di
divertimento, o se preferite “passatempo”, ma soprattutto un ottimo
metodo per affrontare le missioni sempre in modo insolito, personale e
diverso anche ricaricando da un ultimo salvataggio.

Non a caso l’integrità del titolo è strutturata come un classico gioco
di ruolo, non tanto per quel che concerne le abilità/qualità del nostro
personaggio, ma per la suddivisione delle missioni, vere e proprie
“quest” piazzate in varie location della gigante mappa e quindi
attivabili solo nel momento in cui le avremo raggiunte fisicamente.



I primi momenti si riveleranno molto ripetitivi e simili tra loro, in
quanto per la maggior parte delle volte andrete incontro alla solita
routine: prendi un’arma, ruba un veicolo, recati in un posto ben
preciso e uccidi il tale nemico. Ma cercate di non demordere e di avere
un briciolo di pazienza, perché una volta entrati nel meccanismo di Far
Cry 2 non riuscirete più a farne a meno.

Il merito va senza dubbio attribuito ad una profondità non indifferente
che, come abbiamo accennato poc’anzi, prende spunto dai più corposi GDR
e lo rimodella in chiave sparatutto.



Le armi in vostro possesso si divideranno in quattro categorie,
assegnate ognuna su un tasto direzionale, rispettivamente arma pesante,
arma leggera, arma bianca e arma speciale. Questo vuol dire che nel
vostro carico personale potrete portare un massimo di quattro
“gingilli” per volta, e conseguire le missioni decidendo con rigore
cosa escludere o privilegiare prima di affrontare una sparatoria.

Per esempio potrete alternare la pistola automatica all’AK, il
lanciafiamme al machete da macellaio, ma se decidete di imbracciare il
fucile a pompa dovrete rinunciare alla mitragliatrice di turno.



Il team Ubisoft si rivelato un centro di balistica: gli strumenti di
morte e devastazione sono circa una trentina, un numero esaustivo e
completo soprattutto se consideriamo che abbiamo a che fare con
complete e fedeli riproduzioni reali. Tutte sono molto credibili e
funzionali, e la loro varietà contribuirà spesso alla riuscita delle
missioni.

Inizialmente potrete godere di una minima parte delle armi, e quelle
che troverete in giro il più delle volte si incepperanno proprio nel
bel mezzo di uno scontro a fuoco, in quanto vecchie ed usurate dal
tempo . Ma se guadagnerete abbastanza soldi, o meglio dire “diamanti”
(l’unica moneta d’interesse locale), potrete persino comprarvi delle
casse speciali e fare rifornimento di munizioni e armi nuove di zecca
quando ne avrete voglia o necessità.



Non mancheranno anche dei punti di controllo e di salvataggio, qui
rappresentati attraverso delle postazioni fisiche a mo’ di capanne o
baracche, in cui avrete la possibilità di farvi una dormita su una
sudicia brandina e far scorrere velocemente il tempo. Sì, perché in Far
Cry 2 è presente un ciclo giornaliero di 24 ore (ovviamente non in
tempo reale), con tanto di alternanza tra giorno e notte, pioggia e
sereno.

Anche questo aspetto non è solo un mero sfizio “estetico”, ma ha
notevoli ripercussioni sul gameplay, in quanto sarà possibile
affrontare le missioni alla luce del sole o completamente nascosi nel
buio della notte.





Quanto tempo mi costi




Ricordiamoci che Far Cry 2 nasce come sparatutto, per quanto atipico
possa essere, e quindi come tale bisogna valutarlo anche sul piano
dell’azione pura.

Le meccaniche sull’utilizzo delle armi, dei veicoli e dell’interazione
con l’ambiente sono ben oliate, pur se a volte lasciano perplessi se
utilizzate contemporaneamente. Il concetto è questo: se sparate con
qualsiasi arma il gioco fila liscio, se guidate un veicolo tutto
procede bene, ma se fate le cose insieme vi renderete conto che
qualcosa non va come dovrebbe.

La colpa va imputata ad un utilizzo troppo distaccato delle due
componenti, che risultano poco amalgamate tra di loro in termini di
giocabilità e divertimento. Ci viene in mente l’intramontabile Halo,
non necessariamente l’ultimo capitolo della serie, che invece disponeva
di un sistema di guida dei veicoli e di azione in prima persona
talmente ben implementati tra di loro da non far sentire la minima
differenza di gioco, e quindi lasciando scorrere fluido il divertimento.



I nemici che affronterete saranno belli tosti, anche se a dirla tutta
ci sono sembrati stranamente “invulnerabili” persino nei confronti di
massicce ondate di proiettili, e invece poco intelligenti per
rispondere ai nostri attacchi. In sostanza l’intelligenza del nemico si
traduce più nella spropositata resistenza piuttosto che nalla bravura
in termini di mira e di potenza di fuoco.

La presenza di avversari è sporadica e il più delle volte si
concentrerà in zone urbanizzate, ma non aspettatevi di combattere
contro interi eserciti.

Per stanarli, o anche semplicemente per aggirarli, vi converrà dare un
continuo sguardo al vostro GPS di fiducia, rigorosamente collocato sul
cruscotto di ogni veicolo a disposizione o attraverso una mappa
cartacea ingrandibile e riducibile a proprio piacimento.

In questo modo sarete sempre a conoscenza delle strade da percorrere,
della presenza di ostacoli da evitare o, perché no, di interi fiumi da
attraversare.



Il bello di viaggiare per effettivi 50 chilometri quadrati vi mette
nella condizione tale di essere “onnipotenti” nei confronti del gioco,
cioè di sentirvi “padroni” e liberi di andare dove vi pare, ma al
contempo si rivela un’arma a doppio taglio. Proprio a causa
dell’abnorme livello messo nelle vostre mani, vi sentirete in parte dei
piccoli e insignificanti esserini: pur di portare a termine una
semplice missione dovrete esclusivamente viaggiare per lunghi ed
estenuanti minuti per raggiungere una meta.

Per ricorrere a questo inconveniente gli sviluppatori hanno pensato di
implementare una sorta di circuito di mezzi pubblici (dei bus
diroccati) che vi trasporteranno in punti ben precisi della mappa, a
prescindere dalla distanza e dal tempo necessario. A dirla tutta, però,
questo si rivela un espediente alquanto inutile, dato che sarà più
complesso raggiungere una stazione degli autobus per poi recarsi a
destinazione, piuttosto che andarci di persona anche impiegandoci
qualche minuto in più.



Il fattore longevità è di certo elevato, ma parliamoci chiaro: ad
essere onesti il tempo impiegato per NON fare qualcosa come esplorare,
viaggiare, andare gironzolando e scovare posti nuovi, sarà nettamente
inferiore all’effettivo compimento di missioni, sparatorie e azione in
generale.

Quindi Far Cry 2 si presenta come un gioco talmente aperto da risultare
a volte fin troppo dispersivo e che ai meno pazienti o comunque ai
giocatori che preferiscono semplicemente “spaccare tutto” potrà
infastidire già dopo una decina di ore.

Gli altri, invece, troveranno pane per i propri denti, anzi li renderà
felici sapere che il totale di tempo impiegato per spulciare il titolo
al 100% raggiunge un ammontare di ben cinquanta ore.





Multiplayditor




Quei “bravi ragazzi” di Ubisoft ci regalano la bellezza di uno
strumento che permette la realizzazione di intere mappe personalizzate
da condividere con amici come luogo dei nostri scontri online.

Plasmare a proprio piacimento un mondo non è mai stato così divertente
e dettagliato: avrete a disposizione tutto il necessario per generare
terreni, agenti atmosferici, strutture, veicoli, armi e regole come
meglio credete, con una realizzazione finale che accontenterà anche i
più esigenti.

Tempo fa gli sviluppatori mostrarono attraverso un video le
caratteristiche di questo editor, mettendone in luce le potenzialità
creative che riserba: è stato possibile, per esempio, costruire
interamente le tre piramidi egiziane, con tanto di vegetazione tipica
circostante e deserto sconfinato nei paraggi.



Se invece non vi sentite molto creativi e volete dedicarvi subito
all’azione l’onine propone comunque alcune modalità di scontro diretto,
dal classico Deathmatch, passando per Cattura il Diamante (altro non è
che il popolare “cattura la bandiera”) e Uprising, in cui bisognerà
scortare un “vip” dall’assalto di truppe nemiche.



Forse ci si poteva impegnare di più, almeno per quel che concerne la
realizzazione di più modalità, magari fuoriuscendo dalla semplice
categoria “sparatutto”, e implementando alcune sfide alternative come
per esempio gare tra veicoli dello stesso tipo.

In ogni caso, qui l’editor rientra a fagiolo, e infatti compensa questa
mancanza mettendo a disposizione dell’utente “le armi” per
personalizzare il proprio modo di giocare, qualunque esso sia.





Chi ha detto che nel deserto non c’è niente da vedere?




Nel mondo dei PC, qualche anno fa il binomio Far Cry/grafica da urlo
era divenuto una sorta di dogma per un cultore di videogiochi. Nel
primo capitolo, infatti, gli sviluppatori proprietari di un motore
chiamato in occasione Cry Engine erano riusciti a lasciare a bocca
aperta l’intero panorama videoludico mondiale soddisfacendo tutta
quell’utenza di giocatori che dedicava vita, tempo e denaro
all’acquisto e montaggio di nuove schede video, memorie ram e
processori all’ultimo grido.

In poche parole, quando si parlava di “grafica” su PC il metro di
giudizio estremo partiva sempre dal titolo Ubisoft, considerato
all’epoca una sorta di “dio dei poligoni e delle texture”.

Il motore del gioco di Far Cry 2 è stato quasi completamente
ridisegnato, diremmo che solo il due o il tre percento del codice
generale è rimasto invariato nel nuovo engine proprietario chiamato per
l’occasione Dunia(a quanto pare dovremmo aspettarci un motore chiamato
“Snowy” nel caso di un prossimo Far Cry innevato).

Rispetto ai colori accesi e paradisiaci del precedente capitolo, questa
volta andrete incontro a intere aree deserte, altre più rigogliose, ma
comunque con colori caldi e aridi tipici della flora africana.

Lo stesso team di sviluppo è andato personalmente nel continente nero
per documentare coi propri occhi la conformazione territoriale e
geografica dei luoghi, ritornandosene poi a casa con una caterva di
materiale eccellente per una corretta e fedele riproduzione.

Non possiamo negarlo: il lavoro svolto è encomiabile, la resa grafica è
paragonabile alla realtà e nel complesso si ha la sensazione di
trovarsi sotto un sole che picchia a quaranta gradi in compagnia del
rumore assordante delle cicale. Per non parlare delle zone litorali, o
comunque nei pressi di fiumi dall’acqua apparentemente “sporca” a causa
di un fondale formato da terra scura, e la vegetazione che si perde a
vista d’occhio tra uno scoglio e l’altro.

I veicoli, le armi, le zone urbane e tutti gli oggetti sono realizzati
con una cura molto dettagliata, così come le animazioni dei personaggi
e le loro fattezze, molto credibili e ben amalgamate tra di loro e al
comparto tecnico complessivo.

Una menzione d’onore va data all’utilizzo di un sistema dinamico di
luci/ombre che riesce a riprodurre fedelmente i colori delle varie ore
della giornata, regalando al giocatore l’emozione di panorami
mozzafiato che si perdono all’orizzonte sotto la luce di caldi
tramonti, albe, tempeste e notti stellate che lasciano letteralmente
senza parole. L’erba è vera, è palpabile così come gli alberi e alcuni
animali che incontrerete nel caso in cui il vostro obiettivo sia quello
di passare un “safari” in solitudine, o al massimo in compagnia del
vostro lanciafiamme di fiducia.



E a proposito di fuoco, anche qui il team Ubisoft ci sorprende con
effetti speciali: le fiamme divampano e si fanno strada tra gli arbusti
rinsecchiti, andando a propagarsi spontaneamente e con movimenti
casuali bruciando la vegetazione circostante come mai nessun gioco ha
saputo fare. I rami degli alberi si spezzano allo sparo di qualche
proiettile e la fisica generale degli ambienti reagisce alla perfezione
come nella realtà.



Anche se abbiamo cosparso Far Cry 2 di elogi di qualsiasi tipo dobbiamo
però asserire che non riesce a stupire come invece ci riuscì il primo
episodio su PC ben quattro anni fa. Sarà che frattanto ci siamo
abituati “troppo” a una grafica elaborata e fotorealistica, o che non
riusciamo quasi più ad avere un metro di giudizio distaccato, ma il
comparto tecnico del nuovo titolo Ubisoft è sicuramente perfettibile,
ma non perfetto.



Riguardo l’audio, ci troviamo di fronte a un lavoro tutto sommato ben
riuscito, con un parlato in italiano scandito e recitato sempre con
enfasi e credibilità. La colonna sonora, invece, non è propriamente il
massimo, anche se tuttavia non stona con il resto e riesce ad ogni modo
nell’impresa di immergere il giocatore nell’azione, momento in cui
proprio la musica prende maggior ritmo.

I suoni e gli effetti audio, invece, meritano un’ulteriore
“sviolinata”: sono quanto di più credibile si sia sentito in
circolazione: spari, sgommate, esplosioni, temporali e tutto un intero
mondo è stato arricchito con suoni perfetti e sensazionali.

Se provate a chiudere gli occhi alzando il volume della vostra tv, capirete lo stupore alla quale siamo andati incontro.

Riapriteli però, perché è probabile che qualcuno vi stia già sparando.





Il dubbio




Arrivati alle conclusioni, molti di voi si domanderanno se il nuovo Far
Cry sia riuscito nell’impresa di conquistarsi il podio come miglior
sparatutto “d’effetto” di sempre.

Benché siano moltissimi i pregi riscontrati, il titolo Ubisoft riserba
anche alcuni difetti, forse non propriamente da un punto di vista
tecnico, ma per quanto concerne la giocabilità.

La grossa pecca di Far Cry 2, infatti, è proprio quella di offrire al
giocatore tanta, anzi tantissima carne a cuocere, per poi invece
ridurgliela drasticamente nel momento in cui si parla di azione allo
stato puro.

Senza dubbio abbiamo a che fare con un gioco divertente, ma con una
lentezza che potrebbe annoiare chi, invece, concepisce lo sparatutto in
modo tradizionale.

Consigliato a chi ama le zebre, il caldo dell’estate, lunghi fiumi
dall’acqua incontaminata e tonnellate di armi per devastare quanto
detto.

Buona gita a tutti.

PRO

  • Un documentario audiovisivo sull’Africa;
  • Ottima longevità e libertà di movimento;
  • Armi e veicoli vari e ben realizzati;
  • Editor di mappe molto divertente.

CONTRO

  • Multiplayer online un po’ troppo vecchio stile;
  • Alcune titubanze nell’intelligenza artificiale;
  • Grafica e musiche a volte un po’ piatte.