Recensione di Dead Space 2 - Recensione

Recensione di Dead Space 2 di Console Tribe

Nel lungo e buio corridoio regna il silenzio, nulla si muove. Una lampada di tanto in tanto si accende, per poi spegnersi pochi istanti dopo. Un corpo esanime e insanguinato viene illuminato in quei brevi attimi dal debole fascio di luce, mostrando evidenti segni di lotta e lacerazioni profonde. Poco più avanti si può sentire il tanfo di un altro cadavere in decomposizione, gli arti superiori tranciati di netto, nel petto un arpione ben conficcato. Sulle pareti si vedono numerosi fori di proiettili, probabilmente sparati con poca precisione da una mitragliatrice, e indecifrabili frasi scritte da chissà chi. Una vetrata, che si affaccia sul resto della Sprawl, mostra le decine di palazzi vuoti, tetri, ormai abbandonati a loro stessi. Ha una piccola crepa, pronta ad ingrandirsi da un momento all’altro.
Ad un certo punto una strana e dolce melodia squarcia la quiete del corridoio, e improvvisamente uno dei due corpi comincia a muoversi debolmente. Uno strano e oscuro verso copre l’amabile motivo. La vetrata inaspettatamente si disintegra, e tutto quello che è nel corridoio viene risucchiato per sempre nel vuoto. Torna a regnare improvvisamente un silenzio ancora più inquietante.
Isaac Clarke è passato di qui.

Esplorando ancora una volta lo spazio morto…

Dopo il primo, terrificante Dead Space come potevano gli abili ragazzi di Visceral Games non cimentarsi nella creazione di un degno seguito, capace ancora una volta di far spiccare numerosi balzi di paura ai fan sparsi per tutto il globo? Ecco quindi che, ad un paio di anni dall’uscita del capostipite, giunge nei negozi Dead Space 2, nuovo e terrorizzante capitolo che narra le gesta dello sfortunato ingegnere spaziale Isaac Clarke.
Unico sopravvissuto ai tragici eventi che hanno colpito la USG Ishimura, Isaac si troverà ancora una volta a fare i conti con gli abominevoli necromorfi, nell’impresa di impedire ad un’agenzia senza scrupoli di utilizzare il Marchio per i propri insani scopi.
Questa volta però il nostro eroe non sarà tanto impreparato alla battaglia quanto in precedenza, ed armato meglio che sulla USG Ishimura cercherà in tutti i modi di fermare la proliferazione dei necromorfi, tentando al contempo di portare in salvo i superstiti nascosti in giro per la Sprawl, una colonia costruita su Titano, la luna più grande di Saturno. La storia, se di per sé può sembrare alquanto semplice così raccontata, evolverà in maniera sempre più interessante mano a mano che si procederà nel gioco, tra documenti scritti e registrati da scovare nei luoghi visitati e scene di intermezzo ben recitate. Scene di intermezzo in cui, tra l’altro, reciterà pure il nostro ingegnere, al contrario di quanto aveva fatto in Dead Space. E sebbene gli altri personaggi si rivelino caratterizzati in maniera ottima e ricoprano ruoli importanti, questa volta il vero protagonista sarà sempre e solo Isaac. In questo episodio dovrà lottare tanto contro i necromorfi quanto contro terribili allucinazioni e incubi dovuti al contatto con il misterioso Marchio e a tutto quello che ha vissuto in passato.
Come biasimarlo, dopotutto?

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Terrore fisico e psicologico

Se Dead Space era riuscito senza ombra di dubbio in qualcosa, questa era la capacità di tenere il giocatore sulle spine per buona parte del tempo. La tensione rappresentava di per sé un elemento proprio del gameplay, e spesso si giocavano sessioni intere sapendo che in qualsiasi momento sarebbe potuto comparire qualche necromorfo pronto a massacrare il povero Isaac senza alcuna pietà. E Dead Space 2 di certo non tradisce quello stesso spirito di cui risulta ancora una volta portatore. Sin dal più che concitato inizio si affronteranno così tante situazioni disperate che ne perderete il conto. E il povero Isaac ogni volta dovrà lottare per sopravvivere a qualsiasi cosa in cui si imbatterà: da assalti organizzati di decine di mostri, ad esplosioni improvvise e mortali, per passare a letali passeggiate nello spazio. Non manca alcun ingrediente in questa ricetta, e bisogna ammettere che tutti quanti sono più che indovinati. L’avventura strano a dirsi con tutti questi cadaveri, non soffrirà nemmeno un singolo momento morto…
Il tutto è accompagnato da un’atmosfera perfetta: saranno numerose le occasioni in cui, mentre camminerete per un corridoio buio o una sala desolata, il vostro sesto senso vi avvertirà di un pericolo imminente. Ma nonostante ciò quando ci sarà il temuto – ma anche atteso – colpo di scena sarete comunque impreparati e vi verrà un colpo, statene pur certi. E anche nei momenti di tranquillità vi capiterà di assistere a improvvise e terrificanti allucinazioni che avvelenano la mente di Isaac. Allucinazioni che, oltre ad aumentare l’ansia nel giocatore, esplorano ulteriormente la psiche provata del nostro eroe, che rischia di crollare da un momento all’altro. Riuscirà Isaac a rimanere lucido durante tutto il gioco?
Insomma, tra incubi ricorrenti e necromorfi affamati non c’è di che lamentarsi. Per fortuna che Isaac sarà armato di tutto punto, e almeno i mostri reali potrà affrontarli faccia a faccia.

Quando un’arma non basta…

Se all’inizio Isaac Clarke non disporrà di alcuna arma, e si vedrà costretto a correre veloce come il vento per non lasciarci la pelle, in breve tempo otterrà o comprerà dai negozi virtuali sparsi per la Sprawl numerosi strumenti di morte. Si va dalla normalissima lama al plasma alla mitragliatrice, passando per il lanciafiamme… insomma, si maneggeranno ancora una volta gli attrezzi già adoperati nel primo Dead Space, ma faranno la comparsa anche alcuni giocattoli nuovi, che di certo faranno la gioia di tutti i giocatori. Tra arpioni che trafiggeranno i nemici e granate adesive con tanto di sensori di vicinanza, ci sarà certamente da divertirsi. Non vi sveliamo oltre per non rovinarvi la sorpresa, ma bisogna ammettere che i ragazzi di Visceral Games si sono dati da fare e hanno ingrandito l’inventario con alcune trovate davvero adatte ad un gioco come questo, capaci anche di risvolti tattici non indifferenti. D’altronde per sopravvivere a tutto ciò che vi si parerà di fronte, ogni aiuto sarà gradito, non siete d’accordo? Perciò la possibilità di potenziare anche in questo seguito le armi – nonché le armature, ognuna dotata di caratteristiche proprie, e la stasi – utilizzando i nodi energetici per aumentarne capacità, potenza e altre utili caratteristiche, sarà sicuramente apprezzata.

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E ancora una volta la filosofia dello smembramento risulterà quella vincente: sparare a casaccio contro i necromorfi si rivelerà ben poco utile, se non addirittura folle, mentre mirare con precisione chirurgica agli arti per tranciarli via sarà la chiave per la sopravvivenza. Ecco quindi che braccia uncinate, gambe o teste salteranno in aria come coriandoli ad una festa. Sfruttando inoltre il potere della telecinesi, presente anche in questo episodio della saga, potrete addirittura sfruttare gli arti amputati come armi di fortuna, nel caso aveste terminato le munizioni. D’altronde le situazioni in cui sarete a corto di colpi, soprattutto ai livelli di difficoltà più alti, saranno tante, quindi perché non approfittare di ogni oggetto presente nelle ambientazioni per trasformarlo in un’arma letale? L’idea dello smembramento verrà poi enfatizzata ancora di più durante gli scontri con i bestioni di grandi dimensioni, quelli che con un colpo fanno a pezzi muri e intere navette, a cui bisognerà mirare contro delle escrescenze giallastre sugli arti per infliggere gravi danni.
Insomma le armi non mancheranno, così come i nemici, come avrete intuito leggendo quanto scritto. Anche qui ci saranno delle spaventose novità, con necromorfi mai visti ma tanto temibili quanto quelli noti. Appariranno delle bestie dalle dimensioni di bambini, che attaccheranno in folti gruppi il povero Isaac nel tentativo di strappargli via la testa, o altri che cercheranno di sputargli addosso sostanze capaci di corroderne l’armatura. Ci saranno pure dei punti in cui, con uno stile simile a quello di Left 4 Dead, si dovranno affrontare orde di nemici che vi caricheranno senza pietà, pronti a farvi come sempre a pezzi. Ognuno di questi non resisterà a lungo ai colpi dei vostri giocattoli, ma molti di questi risulteranno più deboli ai proiettili di alcuni che a quelli di altri, quindi se possibile sarà meglio studiare le varie reazioni per trovare le soluzioni più adatte per eliminare ogni avversario.
Sia che siate con i piedi per terra o che stiate fluttuando in aree a gravità zero.

!==PB==!
Angelo della morte

In varie circostanze Isaac si vedrà costretto a sfruttare gli accessori delle sue nuove armature per poter fluttuare nelle zone prive di gravità, risolvendo semplici enigmi – basati tutti perlopiù sull’utilizzo della stasi e della telecinesi – o combattendo contro mostruosità provenienti letteralmente da ogni direzione. Queste sessioni, seppur non si rivelino delle vere e proprie novità, risultano una naturale evoluzione di quelle presenti nel primo Dead Space. Mentre in passato infatti si poteva saltare da una zona all’altra utilizzando le capacità magnetiche degli scarponi per aderire alle pareti metalliche, qui si potrà letteralmente volare dove si vorrà. E la cosa risulterà naturale e semplice, rendendo questi intervalli certamente graditi. Oltretutto alcune fasi di volo si riveleranno entusiasmanti, complici eventi scriptati cinematografici, rendendo un’escursione spaziale una vera e propria esperienza. Questi momenti non saranno però gli unici a godere di elevati tassi di spettacolarità: infatti il gioco, seppur si riveli molto lineare, beneficia di un’ottima regia capace di offrire al giocatore sempre l’inquadratura migliore, mostrando tutto quello che avverrà nello schermo dall’angolatura migliore. Navicelle che precipitano in silenzio nello spazio aperto, treni lanciati a folli velocità pronti a deragliare da un momento all’altro, vetrate infrante che cercheranno di risucchiare nello spazio profondo tutto ciò che non è legato a qualcosa di solido… insomma, in certi casi sembrerà proprio di essere in un film interattivo, e le ore di gioco voleranno via, fino alla conclusione, che verrà circa dopo una decina di ore. E una volta conclusa la campagna, ci sarà sempre l’inedita modalità online ad attendervi.

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Morire in compagnia è meglio che morire soli?

Altra novità di questo Dead Space 2 è la modalità online, che permetterà al giocatore di partecipare a concitate partite dalle meccaniche tanto cooperative quanto competitive. In match da otto giocatori, verranno formate due squadre da quattro elementi. I giocatori di una impersoneranno gli umani intenti a portare a termine determinati obiettivi, gli altri invece rivestiranno il ruolo di necromorfi, il cui scopo principale sarà quello di uccidere spietatamente gli umani. Ovviamente al secondo turno della partita i ruoli verranno invertiti, e chi prima era preda diverrà così predatore.
Ma quali sono le differenze tra i due gruppi?
Gli umani potranno utilizzare le armi già apprezzate nella modalità singleplayer – da sbloccare mano a mano che si salirà di livello, come in quasi tutti i giochi multiplayer recenti -, nonché i poteri della stasi e preziosissimi medikit, recuperati uccidendo i nemici e necessari per ripristinare la salute persa. Il loro numero sarà però sempre limitato solo ai componenti del gruppo, quindi saranno al massimo quattro, e ci si dovrà aiutare a vicenda per sperare di vincere il match.
Chi giocherà nei panni dei necromorfi invece sarà penalizzato da una resistenza fisica di gran lunga minore, nonché da una forza limitata. Ma avrà la possibilità di scegliere tra quattro tipi di mostri, ognuno con i propri attacchi e capacità – ma tutti capaci di vedere gli umani attraverso i muri -, e sarà affiancato anche da una manciata di bot, che aiuteranno la squadra rendendo gli assalti più furiosi e difficili da respingere. Inoltre chi controllerà un necromorfo potrà decidere in che punto della mappa rinascere una volta morto, elemento tattico non indifferente. E anche in questo caso, con l’ottenimento di esperienza grazie alle uccisioni effettuate e l’innalzamento del livello, si guadagneranno potenziamenti atti a rendere gli attacchi più efficaci.
Insomma, le idee ci sono, ma alla pratica questa modalità risulta un po’ troppo ripetitiva, con partite che si trasformano spesso in enormi carneficine, in cui gli umani devono correre da una parte all’altra dello schermo per portare a compimento le missioni assegnate e i necromorfi che li inseguiranno per quasi tutto il tempo, fino a che non verrà ingaggiata battaglia. Oltretutto le mappe, seppur di indubbio fascino, godono di troppi spazi stretti e chiusi, rendendo talvolta i numerosi corridoi dei veri e propri punti di guerra, in cui prevale spesso un caos generale e si perde di vista talvolta il vero obiettivo.
Dopo una manciata di ore difficilmente continuerete a giocare, visto che alla fin fine non si fa altro che uccidere prima di venire, inevitabilmente, massacrati. Magari con qualche ulteriore spunto e una manciata di mappe in più, il tutto sarebbe potuto rivelarsi più divertente. E alcune disconnessioni improvvise, che faranno perdere i punti ottenuti, di certo renderanno il tutto più frustrante.
Da segnalare inoltre la necessità di possedere il pass presente nella confezione del titolo per poter godere del multiplayer: ciò di per sé obbliga chiunque abbia intenzione di acquistare il titolo come usato di dover spendere una cifra ulteriore per poter ottenere il “permesso” di giocare online, cosa di per sé altamente discutibile.

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Un orrore… stupefacente!

Dead Space 2 si rivela certamente un prodotto di alto livello, non solo per la trama ricca di colpi di scena o per il gameplay immediato e profondo, ma grazie anche ad un comparto tecnico ottimo. La grafica risulta di qualità, ricca modelli poligonali davvero ben realizzati e di effetti speciali ricercati. Tra un Isaac perfettamente animato ed espressivo, decine di necromorfi di vario aspetto – ma tutti terrificanti -, ambienti dettagliati e di gran lunga più vari rispetto al primo episodio, texture definite, una fisica di qualità e realistica, effetti di illuminazione che si sposano magnificamente con un gioco horror come questo… insomma, tutto quanto è stato curato fin nei minimi dettagli. Ed è certo che in più di un’occasione, se ne avrete modo, vi fermerete per qualche istante, anche solo per osservare i meravigliosi e terribili panorami offerti dal gioco, che si alternano in maniera ineccepibile con i tetri e bui corridoi della Sprawl. A ciò si accosta un sonoro davvero eccezionale, che gode di un degno doppiaggio italiano e di effetti sonori spaventosi, oltre che di sottofondi musicali sempre indovinati, in cui si alternano pezzi lenti ma macabri durante le esplorazioni ad altri frenetici e adrenalinici per i combattimenti.
Insomma, il risultato finale è certamente più che apprezzabile, e nonostante qualche piccolo difetto trascurabile, rimarrete spesso a bocca aperta per la qualità dell’opera.

Un nuovo incubo ha inizio…

Dead Space 2 è un ottimo survival horror, degno erede del suo predecessore, da cui prende tutte le qualità e le migliora, aggiungendo abbastanza novità per rendere l’esperienza fresca e godibile. La regia inoltre è stata perfezionata, e raggiunge picchi che solo nelle produzioni hollywoodiane si riscontrano. La modalità singleplayer non deluderà quindi alcun fan, ne siamo certi. Peccato che ad essa venga accostata una modalità multiplayer divertente sì, ma per nulla priva di difetti e che stona in linea generale con l’atmosfera della produzione.
Nonostante ciò la nuova avventura di Isaac vi emozionerà, dall’inizio fino all’epilogo. Tra centinaia di necromorfi da massacrare e viaggi a gravità zero ricchi di enigmi e azione, scene di puro terrore e altre gonfie di adrenalina, personaggi che difficilmente vi scorderete e situazioni degne di una produzione hollywoodiana, questo viaggio sarà in grado di stupirvi e spaventarvi.
Lasciatevi quindi trasportare in questo incubo, non ve ne pentirete.