Recensione di Blazing Angels 2: Secret Missions of WWII - Recensione

Recensione di Blazing Angels 2: Secret Missions of WWII di Console Tribe

Da sempre l’ uomo, (vuoi per puro masochismo o come si dice in questi
casi per non dimenticare) è portato a ricordare eventi storici dolorosi
come la seconda guerra mondiale.
Ovviamente le sfumature con le quali questi eventi possono essere
riportati alla memoria sono molteplici: documentari, film, libri…ne
abbiamo viste, lette o sentite di tutti i colori a tal proposito.
Poteva dunque il mercato emergente per eccellenza dei videogames esimersi da questo trend?
Certo che no!Anche in questo caso potrei elencarvi una miriade di
titoli, che durante gli anni hanno calcato la scena, titoli spesso
troppo simili tra loro, con uno story board non sempre entusiasmante e
in alcuni casi piatto.
Infatti il genere dei giochi in questione è davvero quanto di più semplice si possa immaginare.
Solitamente si impersonifica il soldato semplice (sfigato) di turno che
con un arma munita di pochi proiettili deve uccidere quanti più
“crucchi” possibili per poter vincere la guerra e ottenere una sudata
premiazione.
Una più che valida alternativa ai sopracitati fps, viene offerta dalla software house d’oltralpe Ubisoft, ovvero Blazing Angels 2: Secret Missions of WWII.
Questo gioco, nasce dalle ceneri del suo predecessore, approdato già su xbox, ps2 ed xbox 360 poco più di un anno fa.
In queste righe capiremo invece tutte le migliorie apportate dal team
Ubisoft, che hanno fatto in modo di poter ben diversificare i due
prodotti.

C’era una volta tanto tempo fa un certo Capitano Cristopher Robinson…

La storia inizia con un flashback della nostra controparte digitale, il capitano Cristopher Robinson.
Infatti, non appena avviata la modalità campagna, ci ritroveremo ad un
evento mondano al comando del nostro bell’aereo da parata, pronti per
sbalordire i presenti con innumerevoli acrobazie.
Piccola digressione:Va
specificato che tali acrobazie si potranno eseguire realmente con il
controller, ma quando richiesto (come in occasione della prima
missione) si dovranno raccogliere “gettoni acrobazie” (che alzeranno il
valore dei crediti per missione) sparsi nello scenario di turno nei
posti più impensasabili, come ad esempio sotto l’ arco di trionfo, tra
due pilastri di un ponte, o nel bel mezzo di una serie di palazzi
ravvicinati.

Questa parata è
stata utilizzata intelligentemente, in quanto oltre che per dare un
tocco particolare alla storia, è stata adottata come introduzione al
gioco, per metterci nelle condizioni di prendere obbligatoriamente
parte al tutorial, in modo da poter prendere dimestichezza con la
nostra “macchina volante”.

Appena terminata la parte “tutorial”, i ricordi storici del Capitano
riaffioreranno e ci troveremo nel bel mezzo della seconda guerra
mondiale durante un’esercitazione sfociata in un’attacco nemico.
Da questo punto in avanti dovremo affrontare 18 missioni collocate in
ambientazioni differenti e dalle condizioni climatiche opposte ( come
ad esempio il caldissimo Cairo o la parte più fredda dell’ immensa
Russia).
Il nostro obiettivo principale sarà comunque quello di sventare la
costruzione di una arma ignota, dalla potenza inaudita, partorita dal
cancro dell’ europa conosciuto con il nome di Terzo Reich.
Dovremo allora essere sempre pronti a spuntare dalle nuvole con un
avvitamento e sorprendere i mangiapatate…per poter così aggiungere
un’altra tacca sulla nostra fusoliera.

Check alla strumentazione di bordo…

Il gameplay e la longevità sono certamente i punti di forza maggiori di Blazing Angels 2: Secret Missions of WWII,
titolo di estrazione mista tra simulazione ed arcade. Infatti, pur
avendo completato il gioco, vi sarà impossibile non inserire nuovamente
il dvd dentro la console; non sarà tanto la voglia di rivivere per
l’ennesima volta le gesta di Mr. Robinson a tenervi incollati al vostro
LCD, quanto il desiderio di superare voi stessi in una determinata
missione che magari avevate già portarto a termine senza badare agli
obiettivi secondari.

Proprio tali obiettivi saranno utili per accumulare punti necessari
per poter sbloccare e successivamente acquistare potenziamenti bellici
per i nostri 50 “angeli infuocati” quali “mira assistita”, “struttura
dell’ aereo” e “aerodinamica”.
Ovviamente non poteva mancare il classico editor, che ci metterà nelle
condizioni di poter “aerografare” il nostro velivolo preferito con
colori o loghi e poterli in seguito mostrare ai nostri amici durante le
sfide multiplayer.

Comandante, che fine ha fatto il radar di bordo?

Per quanto riguarda il comparto puramente visivo, chi ha potuto testare
con mano il prequel noterà certamente una maggiore cura per il
dettaglio.

Sfido chiunque a
non rimanere impressionato dalla realizzazione tecnica sopratutto per
quanto riguarda le riproduzioni fedeli di centri urbani, flora,
monumenti storici e tutto il resto che compone una delle città
“visitabili”, tanto da poter portare il giocatore alla distrazione ed
alla probabile “autodistruzione” a causa di uno schianto.


A proposito di schianti, dobbiamo notare che pure le esplosioni di
gioco sono fatte in maniera egregia, ma comunque nulla di nuovo o non
già visto.

Va sottolineato che ognuna delle componenti sopra citate è frutto di
uno sviluppo dedicato, infatti ogni particolare può vantare texture
proprie.

Anche i velivoli, dal canto loro, sono stati realizzati con una cura
quasi “certosina”: tutti e 50 gli aeroplani sbloccabili durante il
gioco, sono identici nei dettagli alle rispettive “controparti reali”.

Purtroppo (probabilmente) per non appesantire il medesimo engine
grafico del capitolo precedente, possiamo notare la mancanza di
antialiasing (scalettature nei contorni poligonali) v-sync (divisione
dello schermo durante cambi di visuale come durante una virata) e
anisotropic filter(effetto granuloso delle nubi).

Altra pecca grafica è rappresentata nella collocazione dei sottotitoli
durante i filmati, infatti i testi spesso vengono accavallati con
immagini dal colore molto forte, che ne confondono la comprensibilità
anche su un pannello HD 32″ come il mio.

Per restare in tema di pecche (se così vogliamo definirle) dobbiamo
annotare l’ impossibilità di poter controllare manualmente la
telecamera; infatti in più momenti del gioco, durante una virata (anche
con il bersaglio agganciato) è possibile perdere la rotta e dover
impiegare qualche secondo per rimettersi sulle tracce del nemico.



Aces High



L’ audio del gioco è una cosa che ritengo molto soggettiva.
Tralasciando le belle musiche che fanno da sottofondo alle nostra gesta
aeree, avrei preferito udire il sano rombo dei motori sovrastare ogni
rumore presente nei dintorni, magari accompagnato con qualche tuono
fuoriuscito da bocche di fuoco di una certa portata..

Nonostante la piccola considerazione personale si può archiviare la
pratica audio con un voto largamente al di sopra della sufficienza,
sopratutto se accompagnato da un degno impianto sonoro.





Gimme Live!



Un’altra modalità di gioco che vi terrà incollati alla poltrona con il pad in mano è quella live.

A tal proposito la Ubisoft, si è sbizzarrita, ed ha inserito un discreto numero di modalità che andremo subito a scopire.



Modalità squadriglia: Questa modalità se paragonata con un
classico fps è quella normalmente denominata deathmach a squadre, in
cui “l’ ignoranza tattica” è sovrana, infatti non dovremo fare altro
che abbattere il maggiur numero di nemici, per poter così raggiungere
prima della squadra rivale il target di uccisioni prestabilito.


Modalità Assalto: Anche
in questo caso saremo divisi in squadre, e dovremo attaccare (e
possibilmente distruggere) con un pò più di malizia la base nemica


Modalità Kamikaze: Come
indica chiaramente il nome stesso, in questa modalità dovremo emulare
le gesta dei giapponesi di Pearl Harbour e chiaramente distruggere la
base nemica.


Modalità battaglia epica: l’obbiettivo di questa modalità è quella di sorvolare le basi nemiche e quindi conquistarle.
Ultima ma non in ordine di importanza è la Modalità Conquista la
bandiera: Poteva mancare una delle modalità di gioco più in voga di
sempre?Certo che no!Chiaramente lo scopo è il medesimo apparso nei
tanti fps, catturate la bandiera e portatela alla base prima che
veniate crivellati di proiettili.




Ovviamente oltre alla modalità mltiplayer online, è possibile sfidare
un amico in locale tramite split screen mentre per poter sfidare altri
due giocatori, sarà necessario utilizzare un altra console e collegarla
via system link.



The happy ending…



Obiettivamente possiamo considerare Blazing Angels 2: Secret Missions of WWII
un discreto titolo, non di certo un mostro sacro o una futura pietra
miliare del mercato videoludico, ma di certo un titolo godibile
sopratutto ricco di extra, con una buona giocabilità sia offline che
online.