Recensione di Assassin’s Creed 2 - Recensione

Recensione di Assassin's Creed 2 di Console Tribe

Qual è il confine sottile che separa una buona azione che finisce per far del male da una sbagliata che procura del bene?
Ti tormenti l’anima alla ricerca di una semplice risposta. Cerchi dentro di te la soluzione ad un enigma esistenziale, guardi il mondo con occhi speranzosi cercando di capire cosa è giusto e cosa sia sbagliato.
Poi ad un tratto capisci, tutto ti appare più chiaro, i sensi si acuiscono, e tutto appare per quello che è. L’ansia di trovare una risposta scompare, ti guardi e finalmente riconosci chi sei, i tuoi geni si manifestano, la tua anima ha un’indole ben precisa. Ti abbandoni a quello che sei mentre dall’alto scruti la città alla ricerca del tuo prossimo obiettivo.

Questione di cromosomi (assassini)

Ci sono storie in cui tutto ruota intorno all’amore, altre in cui è la libertà che smuove gli animi e le menti delle persone. Ci sono storie, invece, in cui paradossalmente ogni vita è condizionata da una morte. Nessun gran gesto, nessun atto eroico, l’intera struttura narrativa si basa sulle azioni di un uomo che, come un filo invisibile, legherà le vite di tanti uomini rendendoli simili, unendoli nel momento stesso in cui perderanno la vita. A giudicarli, a condannarli, non è un dio ma un assassino.
Un concetto apparentemente semplice: un uomo sbaglia ed un altro lo punisce. Così si potrebbe ridurre l’intero plot narrativo. Quando si parla di vita e morte, tuttavia, si deve sempre tener presente di una serie di fattori esterni, di eventi scatenanti e dei complessi meccanismi che hanno portato un individuo a percorrere un sentiero piuttosto che un altro. Se poi frammentiamo questa storia in due o più capitoli, ampiamente divisi cronologicamente, appare palese quanto questo uccidere indiscriminato non sia cosa semplice da raccontare.
Gli sviluppatori ci avevano lasciato, con relative imprecazioni, con Desmond Miles ancora rinchiuso all’interno dell’Abstergo ed intenzionato a scappare, visto che i padroni di casa sembrano appartenere all’ordine dei templari. Altair invece è riuscito a scoprire la verità sul cosiddetto frutto dell’eden e che la lotta tra templari ed assassini è radicata nella storia più di quanto sembri.
Per riprendere il filo del discorso ci viene mostrato un breve filmato che ricapitola quelli che sono stati i momenti più importanti del prequel, senza un attimo di respiro veniamo inghiottiti dal proseguimento della storia che subito ci vede impegnati insieme a Lucy nel tentativo di scappare dall’Abstergo. Terminata la fuga arriveremo al quartier generale degli assassini, dove oltre a nuovi personaggi troveremo un nuovo Animus da utilizzare.
Abbandonati i panni d’Altair ci ritroviamo a Firenze, verso la fine del 1400, ed impersoneremo Ezio Auditore, figlio di una delle famiglie più importanti della città. Questo nuovo personaggio è totalmente diverso da Altair, mostrandosi molto più preso dalla vita di tutti i giorni che dalla vita d’assassino. Tipico ragazzo nobile dell’epoca, si lascia andare a ragazzate e a divertimenti sfrenati, tuttavia la sua vita subisce poco dopo una svolta del tutto inaspettata, andando a cambiare notevolmente quelle che sono le sue attitudini. Si troverà a diventare un assassino inizialmente per la semplice vendetta, ma poi il corso degli eventi lo costringerà a prendere parte all’antica lotta tra assassini e templari, ed ovviamente a scoprire tutti i segreti che si celano dietro questa faida millenaria.
I protagonisti, così come i personaggi secondari, godono di una notevole caratterizzazione che si nota in ogni discorso: particolarmente apprezzabile la realizzazione del gesticolare nostrano che, pur non offrendo nulla in termini ludici, va ad impreziosire l’esperienza di gioco finale.
Il ritmo della narrazione, per tutta la durata del gioco, procede lento con l’intento di dar respiro al giocatore e farlo appassionare tanto alla storia quanto al gameplay. Come nel predecessore la storia si divide tra il passato fiorentino ed i giorni nostri, e saranno proprio gli intrecci tra le diverse epoche a rendere ancora più interessante la trama studiata dagli sviluppatori. Ogni elemento dell’intreccio narrativo trova una giusta collocazione dando un senso di continuità, piuttosto difficile da avere in produzioni del genere. Tutti gli eventi sembrano susseguirsi per giungere ad una serie di possibili conclusioni ed il giocatore più volte trova a chiedersi quali saranno gli eventi futuri.
Grazie ad una serie di eventi inaspettati la storia riuscirà a stupire e coinvolgere adeguatamente, senza mai scadere nel banale o nel volutamente esagerato.
La cura che gli sviluppatori hanno riservato a quest’aspetto del titolo è notevole, non solo per quanto riguarda il semplice proseguimento degli eventi, ma anche per alcuni aspetti collaterali davvero interessanti. Per prima cosa è impossibile non citare l’enorme lavoro che c’è dietro la ricostruzione storica d’edifici, personaggi e monumenti, che nel complesso aiutano a creare un grado di realismo misto ad immedesimazione unico. Secondariamente, sparsi per le varie città, ci sono dei punti segreti che una volta sbloccati andranno a ricomporre un video criticamente denominato Verità.
Una trama che incollerà il giocatore letteralmente allo schermo senza mai annoiarlo, quasi a costringerlo a scoprire tutta la verità che si cela dietro ai protagonisti e gli eventi del gioco.

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Italians kill better

Il primo capitolo, pur attestandosi su grandi livelli qualitativi, ha scatenato molte critiche a causa di un gameplay divertente nelle prime ore di gioco ma tristemente monotono con il proseguimento dell’avventura. Gli sviluppatori, consci di quanto fatto in passato, hanno deciso di cambiare rotta senza snaturare il concept originale.
Uccidere è un mestiere duro ma anche immensamente divertente: questo sembra essere il motto seguito dagli sviluppatori per realizzare il gioco. Grazie ad un plot narrativo piuttosto interessante, il giocatore preferirà quasi sempre affrontare le quest principali, dove la gestione di quest’ultime rappresenta la prima novità del titolo. Diversamente dal passato, infatti, queste saranno sempre disponibili senza dover necessariamente svolgere prima qualche lavoretto minore.
Le scopo principale di Ezio, pur prevedendo sempre e comunque l’omicidio dei templari, riesce comunque a non risultare noioso. Ogni obiettivo può essere raggiunto in diversi modi, servendosi di volta in volta di stratagemmi e d’idee diverse. Senza ombra di dubbio il giocatore resta affascinato dalla quantità d’azioni eseguibili e difficilmente avvertirà quel senso di déjà vu tanto presente nel primo capitolo. Le diverse quest sembrano avere vita propria, quasi ad offrire un gioco all’interno del gioco, infatti si avranno missioni in cui è richiesto semplicemente di seguire un obiettivo ed altre in cui far irruzione all’interno di bastioni o roccaforti. Particolarmente riuscite sono alcune sequenze in cui bisogna guidare dei veicoli, da una semplice carrozza fino ad arrivare alla macchina volante costruita da Leonardo. Spettacolare, intensa e divertente questa sessione di gameplay c’è parsa studiata alla perfezione e mostra quell’originalità e diversificazione tanto attesa dai giocatori. Assassin’s Creed II non merita di essere ridotto a queste due semplici sequenze, ma anzi va vissuto in ogni suo componente e va apprezzato per tutte le novità che porta con sé. Quelle stesse novità che apprezzeremo ogni volta che decideremo di usufruire degli strumenti di morte a nostra disposizione oppure delle strategie possibili per raggiungere un determinato obiettivo.
Il credo di un assassino vede sicuramente come perno principale quello di eliminare il bersaglio; sotto questo aspetto il titolo Ubisoft si è mostrato di gran livello già dal primo capitolo, ma è nel seguito che trova la sua giusta consacrazione. Assassin’s Creed II sembra quasi enfatizzare e venerare la morte, in qualunque modo essa avvenga.
Come sempre l’arsenale prevede una spada, una daga e ovviamente la caratteristica lama celata. A queste si aggiungono delle novità, tutte per la lama celata, come dardi avvelenati e colpi d’arma da fuoco. Utilizzando opportunamente queste due “varianti” si potranno creare situazioni di gioco nuove ed inaspettate. Altrettante nuove possibilità sono offerte anche dalle eliminazioni furtive: basta posizionarsi su di una sporgenza per colpire il malcapitato di turno, oppure restare nascosti nel fieno per sfruttare un effetto sorpresa dalle conseguenze letali. In questa fase la lama celata è ancora più importante, difatti grazie alla presenza di due lame nello stesso momento riuscirete ad eliminare più avversari contemporaneamente senza farvi scoprire. A tal proposito la componente stealth del titolo risulta notevolmente migliorata e regalerà grandi soddisfazioni ludiche.
Ezio, a differenza di Altair, non è un lupo solitario ed in molte occasioni si servirà d’aiuti esterni per portare a termine la missione; oltre che aiuti di soldati alleati è possibile assoldare alleati in determinati punti della mappa. Possiamo, infatti, utilizzare ladri e cortigiane per distrarre le guardie ed evitare inutili spargimenti di sangue. In quest’ottica risultano particolarmente utili le bombe fumogene e il lancio dei soldi, che creeranno scompiglio tra la folla lasciandoci ampio spazio d’azione. Tutte queste opzioni sono utilizzabili durante qualunque missione, quindi spetta solo al giocatore decidere quale sistema seguire.
Le fasi di combattimento, in linea di massima, non hanno subito grossi cambiamenti; peccato, perché qualche altro accorgimento sarebbe stato più che gradito. Ancora una volta si baserà sul collaudato sistema di contrattacchi, schivate e prese e come se non bastasse i nemici tornano a mostrare uno spirito di sopravvivenza poco sviluppato. L’intelligenza artificiale non ha subito modificazioni, con avversari che sembrano chiedersi “attacco io o attacchi tu”.
Un sistema che da un lato gratifica per la semplicità e che dall’altro delude per gli esigui cambiamenti apportati.
Nel complesso è proprio il livello di difficoltà che fa rimanere perplessi: gli avversari non offriranno mai una sfida tale da dover riprovare una missione più di una volta. I colpi inflitti, visti anche gli equipaggiamenti disponibili e la possibilità di curarsi all’istante, difficilmente risulteranno problematici da gestire. Ezio sarà anche un grande assassino ma gli si rende anche la vita troppo facile.

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Non chiamatele missioni secondarie

Come già accennato, Assassin’s Creed II non è solo un continuo realizzare omicidi, ma offre diverse esperienze ludiche. Prima tra tutte, e parte integrante del gameplay, è l’agilità nonché la capacità di scalare di Ezio. Da qualche tempo a questa parte dinamiche simili vengono paragonate al parkour, sport molto in voga ormai da qualche anno. Ezio è atleta almeno quanto assassino e difficilmente troverà un edificio non scalabile. Ogni ostacolo non rappresenta un impedimento ma piuttosto una nuova strada da seguire. Se le abilità del protagonista sono rimaste invariate, a cambiare è stato il paesaggio, non semplicemente dal punto di vista artistico ma anche funzionalmente. Le scalate richiedono ora più impegno e spesso impiegherete qualche minuto prima di riuscire a trovare l’appiglio giusto per proseguire. L’intero concept dei punti d’osservazione è meno invasivo che in passato, in quanto non sempre è richiesta la sincronizzazione per il proseguimento del gioco. Non solo scalate ma anche missioni secondarie si alternano alla carneficina quotidiana; sparse per tutte le ambientazioni e segnalate sulla mappa ci sono numerose quest come lavori di consegna, corse, pestaggi e contratti d’assassino. Quest’ultimi particolarmente riusciti per la loro componente stealth. Missioni piacevoli e divertenti che spezzano ancora di più il ritmo di gioco serrato e vanno ad aumentare la longevità del titolo. Superando le missioni si otterranno soldi extra da sfruttare in vari modi. La gestione del denaro offre numerose alternative in termini di gameplay: i fiorini ottenuti possono essere usati per acquistare nuovi equipaggiamenti, oggetti curativi e abiti. La gestione del protagonista è ora più ricca e matura ed i parametri difensivi e offensivi dipenderanno direttamente dagli oggetti in possesso.
I soldi non verranno impiegati unicamente per Ezio, anzi la generosità di messer Auditore è tale che lo riporterà a ricostruire la villa di famiglia. Utilizzando i fiorini potremo dare nuova linfa ad un intero borgo costruendo negozi e attività, inoltre è possibile apportare modifiche estetiche alla casa acquistando quadri e oggetti d’arte. I fondi acquisiti con il proseguimento delle missioni risultano essere utili e la loro gestione è coinvolgente ed appassionante.

L’aspetto secondario più riuscito è sicuramente la presenza di tombe d’assassini da esplorare. In queste fasi di gioco il gameplay si reinventa, si trasforma. Assassin’s Creed II cambia faccia, e in sei sequenze riesce a spaziare in diversi generi videoludici, esattamente in pochi minuti.
Durante l’esplorazione di queste catacombe si alterneranno sequenze stealth, inseguimenti, schemi di gioco platform e persino la risoluzione di piccoli puzzle ambientali. Ezio riesce a diventare principe ed esploratore di tombe con estrema naturalezza, ed il risultato finale è davvero eccellente.
Prima si era accennato alla presenza di glifi nascosti sparsi per le città; scovando questi punti segreti si ha accesso ad una serie di puzzle ben studiati che talvolta richiederanno ingegno e colpo d’occhio: in genere ci verranno mostrate delle figure in cui carpire particolari oppure riordinare dei quadri o figure. In poche parole un altro sistema aggiuntivo con cui intrattenersi.
Assassin’s Creed II si presenta quindi, in termini di gameplay, ricco sia per quanto riguarda il proseguimento principale dell’avventura sia per tutti quegli aspetti accessori, che nel complesso fanno davvero la felicità dell’acquirente.

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Rinascita videoludica

Il Rinascimento è un’epoca di cambiamento, di riscoperta, di trasformazione e soprattutto di un gusto estetico raffinato. Riscoperta che troviamo perfettamente integrata negli algoritmi che compongono il codice di Assassin’s Creed II.
Il motore grafico che muove il titolo è appunto trasformato, e usando le basi del precedente capitolo si riscopre in una nuova sfavillante veste. L’impatto visivo relativo alle location italiane è notevole, ogni elemento è ricreato alla perfezione. La cura per i dettagli storici ha dell’incredibile e va ad interessare ogni pixel dello schermo. Percorrendo le strade si ha la sensazione di tornare indietro nel tempo, di vivere la città, di assaporarne tutte le sfaccettature. Gli edifici sono ricreati in ogni minimo particolare e la componente estetica non è inficiata da quella funzionale: ogni struttura è tanto bella quanto indispensabile ai fini ludici. L’intera componente artistica riesce a creare pathos ed immedesimazione nel giocatore, che viene trasportato in un mondo antico ma che appare tremendamente vivo grazie alle console di nuova generazione.
Non solo qualità ma anche tanta quantità. Gli scorci paesaggistici sono tanti, si passa dalla ridente Firenze a Forlì, passando per delle strade di montagna sugli Appennini e giungere poi tra i canali di Venezia.
Di notevole impatto emotivo è la visione di grandi piazze e opere ancora presenti oggigiorno, grazie ad una realizzazione tecnica di grande spessore.
Se le ambientazioni rasentano la perfezione non si può dire lo stesso per i modelli poligonali dei personaggi. Nonostante il livello non sia del tutto scadente, la differenza tra le due componenti grafiche è piuttosto evidente: contorni imprecisi, colori poco vivaci e volti realizzati con poca cura. Queste sono alcune delle imperfezioni che si riscontrano osservando i personaggi del gioco.
Ottime invece le animazioni e l’espressività dei personaggi, ogni movimento è creato alla perfezione ed appare realistico anche nelle fasi più spettacolari e scenografiche.
Il motore grafico gestisce piuttosto bene la popolazione e la quantità di elementi su schermo, tuttavia sono presenti piccoli bug come compenetrazione di oggetti e sporadici cali di framerate.
Le musiche non reggono sicuramente il confronto con il comparto visivo, ma riescono a creare il giusto climax e sono appropriate per l’epoca. Gli arrangiamenti risultano ben studiati ma forse poco incisivi. Discorso diverso per il doppiaggio davvero eccezionale, salvo qualche difetto per quanto riguarda la sincronizzazione labiale.

Tutto è lecito e nulla è reale

Questo è stato il nostro viaggio temporale servendoci dell’Animus.
Giunti di nuovo nella nostra realtà ci rendiamo conto che il tempo trascorso è stato proficuo e piacevole. Gli sviluppatori sembrano aver capito quali siano stati gli errori commessi in passato ed hanno tentato di porvi rimedio. Il gameplay ha perso quasi del tutto la sensazione di monotonia che si portava dietro, grazie a missioni sempre diverse ed eterogenee tra di loro. L’avventura principale richiederà quasi venti ore per essere portata a termine, ma la longevità aumenta grazie a numerose quest secondarie che in alcuni casi si rivelano essere importanti quasi come quelle principali.
Tecnicamente parlando si sfiora la perfezione con ambientazioni sfarzose e ricche di dettagli; i ragazzi di Ubisoft sono stati capaci di ricreare le città di fine 1400 con grande perizia. Grazie all’insieme di questi fattori e ad una sceneggiatura interessante, il giocatore si ritroverà suo malgrado letteralmente incollato allo schermo.
Assassin’s Creed II abbatte gli errori fatti in passato risultando un titolo completo.
Indossate bene il cappuccio e affilate le vostre armi: è tornato il momento di uccidere.

 

!==PB==!
Recensione – La Battaglia di Forlì – DLC

Assassin’s Creed II verrà ricordato senza dubbio negli annali dei migliori videogame per una serie di fattori che lo hanno posto, già, come indiscutibile protagonista della stagione 2009. Un nuovo personaggio, Ezio Auditore, ottimamente caratterizzato nella sua evoluzione caratteriale nel lasso di tempo in cui si svolge l’avventura: ricordiamo le sue giovanili scappatelle al fianco dello sfortunato fratello e la sua tempra matura al termine delle tragiche vicende. Una realizzazione tecnica stupefacente grazie ad una ricostruzione architettonica assolutamente impressionante condita da texture ricche di dettagli e ad una colonna sonora da premio oscar. Una nuova concezione della matematica: dopo il numero 11 viene il numero 14. Il rifermento è, ovviamente, alla sequenza dei capitoli: forse, chi non è molto informato, ignora questo particolare ma è bene sottolineare come in Assassin’s Creed II si passi dal capitolo 11 direttamente al 14. Inspiegabile fino ad un lustro or sono ma non oggi, un’epoca in cui patch e DLC la fanno da padroni. E in effetti non si è trattato di una svista del team di sviluppo ma di un programma ben delineato dei contenuti scaricabili destinati a completare i ricordi di Ezio.
Il primo è la sequenza 12, “La Battaglia di Forlì”, collocato cronologicamente dopo il primo duro scontro con Borgia, con la conseguente conquista della cappa veneziana, e la prossima espansione denominata “Il Falò delle Vanità”, uscita di recente. Dal punto di vista narrativo possiamo subito anticipare che “La battaglia di Forlì” non aggiunge nessun elemento di rilievo al plot principale: al fianco di Machiavelli e di una “scosciatissima” Caterina Sforza, Ezio si troverà a difendere prima la città dai prepotenti fratelli Orsi e dai loro sgherri, poi a proteggere un piccolo frammento dell’Eden dall’attacco di monaci che, successivamente, si riveleranno essere Templari. Una piccola parentesi è rappresentata dalla possibilità di sorvolare la Romagna e Forlì grazie alla macchina volante progettata dal nostra amico Leonardo da Vinci: assolutamente inutile ai fini del gioco vero e proprio ma interessante per coloro che vogliono dare un’occhiata dall’alto allo splendido lavoro fatto sulle architetture circostanti.
Senza rivelare troppi dettagli sulla trama, con il pericolo di rovinarvi i colpi di scena, possiamo comunque anticipare che “La battaglia di Forlì” aggiunge un’oretta scarsa di gioco per sei ricordi totali e che non prevede nessun tipo di obiettivo e trofeo, a differenza di tutte le altre sequenze di Assassin’s Creed II. Strana scelta da parte di Ubisoft e sicuramente molto poco commerciale, specie vista l’importanza che il videogiocatore moderno dà a tali “traguardi”; va considerato tutto sommato il prezzo al pubblico piuttosto modesto, soprattutto se confrontato ai listini prezzi relativi a sfondi, immagini, costumi e tanti altri futili gadget: poco meno di 4 euro per passare un’oretta aggiuntiva con uno dei migliori giochi rilasciati negli ultimi anni. Per chi considera, invece, che tale espansione sarebbe dovuta essere già parte integrante dell’avventura originaria, beh, non possiamo che essere d’accordo.

a cura di Giovanni ‘hartman1975’ Manca