Marvel’s Avengers - Recensione

E alla fine siamo arrivati alla prova del nove, al momento di tirare le somme e vedere se le aspettative sono state rispettate in pieno. Dopo due incontri avvenuti nel corso di quasi un anno, in cui è stato possibile testare in anteprima Marvel’s Avengers, tocca ora vedere se le impressioni fatte registrare a Lucca Comics ed in occasione della beta pubblica (i resoconti li trovate qua e qua), l’ultimo lavoro di Crystal Dynamics è riuscito nel non certo facile compito di rendere giustizia, videoludicamente parlando, al quintetto (più uno) dei Vendicatori della Casa delle Idee.

Il bene non è qualcosa che fa parte di te…

Rispetto a quanto giocato nelle precedenti prove, parlando strettamente della campagna, c’è poco altro da aggiungere a ciò di cui ho scritto in occasione degli altri hands on, pertanto mi limiterò ad un semplice riassuntino veloce. Durante l’annuale A-Day, giorno in cui i fan dei Vendicatori possono incontrare i propri eroi, si verifica un attentato ad opera di Taskmaster, che oltre a mettere letteralmente a soqquadro il Golden Gate, finirà per distruggere la Chimera (la fortezza volante degli Avengers), con la conseguente scomparsa di Capitan America e la diffusione di una nube di Terrigen, il gas che alimentava il reattore del velivolo. L’incidente, oltre a causare un numero consistente di vittime, scatena una serie di mutazioni nei superstiti, che inizieranno ad essere dotati di poteri spesso fuori controllo, dando origine a quelli che verranno chiamati Inumani. Tra questi troveremo la giovane Kamala Khan, la futura Ms. Marvel, che a 5 anni dal disastro e allo smembramento degli Avengers, ci guiderà alla ricerca degli eroi scomparsi, nel tentativo di mettere fine alla minaccia della AIM, una compagnia nata in seguito allo sciagurato A-Day, e che mira a risolvere il problema degli Inumani per mezzo della tecnologia. Una storia di discriminazione e disuguaglianze quella narrata attraverso la campagna di Marvel’s Avengers che, nonostante non si addenti più di tanto all’interno di simili tematiche, se affrontata con il giusto spirito si appresta anche a scatenare qualche piccola riflessione, soprattutto in un periodo storico come quello che stiamo attraversando. Si tratta, comunque, pur sempre di un’avventura videoludica a suon di supereroi, pertanto sarà giustamente l’azione a ricoprire un ruolo predominante nelle circa 10 ore necessarie a giungere alla conclusione. Colpisce comunque, in tal senso, la caratterizzazione dei vari personaggi, con il duo improbabile formato da Kamala e Bruce Banner, che ci accompagnerà nella prima porzione del giocato, che sarà in grado di mettere sul piatto una serie di dinamiche narrative sicuramente accattivanti e ben tratteggiate. Così come intrigante è sicuramente la scelta di presentare quasi tutto dal punto di vista della nuova eroina, il cui ruolo incarna alla perfezione lo stilema del supereroe con superproblemi caro alla Casa delle Idee. Dal punto di vista puramente narrativo, quindi, Marvel’s Avengers regge abbastanza bene il peso delle aspettative, pur scorrendo via senza particolari sussulti o colpi di scena particolari, cedendo il passo in occasione del puro giocato. Se, come scritto nei precedenti hands on, ci sono davvero poche critiche da muovere al gameplay generale del titolo Crystal Dynamics, è in merito alla struttura delle missioni che è più difficile chiudere un occhio, data l’eccessiva ripetitività dei task che ci verranno richiesti. Bene o male, difatti, ci troveremo quasi sempre a menare le mani, per lo più all’interno di stage che fanno del riciclo di asset e strutture un limite davvero ostico da ignorare. Così come paga dazio la non proprio eccelsa varietà di avversari, che si ridurranno per lo più ad una manciata sparuta di automi e qualche soldato della AIM, con i boss più carismatici ed iconici che si riducono a quelli già visti nella beta. Gli stessi eroi, inoltre, godono di un trattamento non certo equilibrato, con alcuni che per esigenze di trama si ritroveranno a rivestire un ruolo giocabile più marcato di altri (se amate Thor, ad esempio, il suo coinvolgimento attivo nella narrazione sarà davvero ridotto all’osso). Ciò nonostante, comunque, arrivare alla sconfitta di M.O.D.O.K. sarà un’esperienza tutto sommato divertente e soddisfacente, anche se visto il peso della squadra coinvolta nell’azione era lecito aspettarsi qualche guizzo in più.

…ma è qualcosa che fai!

Giocare alla versione completa di Marvel’s Avengers mi ha finalmente permesso di mettere mano al completo skill tree di ciascun personaggio, così da poter toccare con mano nella sua interezza il sistema di crescita dei vari eroi. Bisogna dire che, in questo senso, i ragazzi di Crystal Dynamics hanno compiuto davvero un buonissimo lavoro, grazie ad una serie i percorsi di crescita liberamente accessibili che, a ciascun passaggio di livello, ci permetteranno di andare ad intervenire sulle varie abilità in possesso degli Avengers, così da potenziare senza problemi quelle più adatte al nostro stile di gioco. Tra attacchi leggeri e pesanti, a distanza, oltre alle tre skill uniche di ciascun personaggio, c’è davvero di che sbizzarrirsi, così da essere sempre pronti ad affrontare le varie minacce nel modo a noi più congeniale. Oltre a ciò, però, il team ha visto bene di metterci a disposizione quattro slot di equipaggiamento, a cui se ne affiancano tre dedicati agli artefatti: tutti funzionano in modo analogo a quanto visto in Destiny o The Division, con la potenza determinata dal livello di rarità (indicato dai consueti colori), a cui si accompagnano skill passive che si sbloccheranno attraverso il loro upgrade. Peccato però che, a differenza di quanto ci hanno insegnato gli altri game as a service, questi non andranno ad impattare sull’estetica dei personaggi, rendendo al contempo meno interessante il loro reperimento. Questo è dovuto al particolare sistema di personalizzazione previsto da Marvel’s Avengers, che sfrutta gli oramai classici step previsti dai conosciuto battle pass, che possono essere sbloccati tramite il pagamento di denaro reale, oppure tramite il superamento delle sfide giornaliere e settimanali. Oltre alle skin, tale sistema ci permetterà di mettere le mani su emote, finisher e targhe con cui personalizzare la nostra scheda giocatore, che ci accompagnerà in occasione delle attività multiplayer. È qua che i limiti già identificati nella campagna riemergono con prepotenza, tanto nelle missioni secondarie dello story mode che nell’endgame vero e proprio. A dispetto di archi narrativi dedicati a ciascun personaggio, oltre a side quest composte da una serie di step multipli, la ripetitività sarà all’ordine del giorno, con il riciclo delle mappe di gioco e di situazioni che si farà sin troppo marcato già dopo pochissime ore: insomma, se siete riusciti a giocare alla beta del titolo, avete già visto tutto quello che Marvel’s Avengers ha da offrire in termini di varietà. La speranza, pertanto, è quella che il team sappia rinvigorire la proposta ludica, magari in occasione del lancio dei vari personaggi aggiuntivi (gratuiti) previsti dalla roadmap, dato che allo stato attuale le possibilità di rimanere coinvolti sul lungo periodo sono davvero poche. Da rivedere, inoltre, anche il matchmaking, che sembra aver inspiegabilmente fatto passi indietro rispetto alle ottime performance della prova pubblica: durante i miei test ho riscontrato una lentezza imbarazzante nel reperire giocatori (non ho mai trovato più di un umano in grado di affiancare me e gli altri due bot), oltre ad un netcode non proprio stabilissimo.

Vendicatori in difficoltà

Pure sul fronte tecnico si registrano alcuni piccoli intoppi che meriterebbero una sistemata, anche se a giorni dal lancio la situazione sembra leggermente migliorata: non mancano, difatti, alcuni glitch e bug vari, come nemici che non si attivano o quest che non si sbloccano, che in certi casi mi hanno costretto a riavviare la partita, costringendomi a subire gli eterni caricamenti, che affliggono anche il respawn in seguito alla morte. Problemi anche per quanto riguarda l’audio, con la traccia italiana che presenta parti non localizzate (parte la linea in inglese) oppure priva di doppiaggio: un qualcosa davvero inspiegabile per un titolo di questa portata. Fortunatamente a limitare i danni ci pensa un colpo d’occhio davvero pregevole, con una pulizia visiva di prim’ordine ed un motore che regge complessivamente bene anche nelle scene più caotiche (e non mancheranno, fidatevi). Ovviamente la parte del leone la fanno gli Avengers che, una volta scesi a compromessi con una caratterizzazione che non ricalca le controparti cinematografiche, restituirà degli eroi credibili ed in linea con i personaggi originali.

Le aspettative nei confronti di Marvel’s Avengers erano davvero tante, visto anche il peso specifico della licenza che il titolo Crystal Dynamics era chiamato ad onorare. E purtroppo, a dispetto di due incontri preliminari tutto sommato soddisfacenti, mi trovo costretto a dire che l’occasione non è stata sfruttata pienamente. Ad un gameplay action sicuramente valido, oltre che forte di un combat system variegato ed unico per ciascun personaggio, si accompagna una progressione ludica sicuramente non linea, fiaccata da una ripetitività sin troppo marcata. Se è vero che questa è meno evidente nella campagna, tutto sommato pregevole e ben scritta, è nelle attività secondarie e nell’endgame che emergono tutti i limiti strutturali della produzione Square Enix. I ragazzi di Crystal Dynamics avevano in mano una potenziale bomba, ma la deflagrazione è stata indubbiamente inferiore alle aspettative. A questo punto non resta che attendere lo sviluppo della roadmap per capire se, come era lecito aspettarsi, Marvel’s Avengers riuscirà a ritagliarsi il proprio spazio nell’affollato ed esigente mercato dei GAAS.

  • Gameplay divertente e combat system ben diversificato

  • Campagna interessante

  • Estremamente ripetitivo

  • Endgame non all’altezza delle aspettative

Rispondi

Per rispondere devi entrare o registrarti.