Mafia II: Definitive Edition - Recensione

Nonostante alti e bassi tra un capitolo e l’altro, la serie Mafia può vantare un nutrito gruppo di appassionati e 2K Games lo sa bene. Proprio per questo motivo arriva su PS4 e Xbox One una raccolta chiamata Mafia: Trilogy che si pone l’obiettivo di rilanciare la serie e far conoscere principalmente i primi due episodi a coloro che si sono limitati a giocare Mafia III in questa generazione. Se per il remake del primo episodio ci toccherà aspettare il mese di Agosto, gli appassionati possono ingannare l’attesa con le Definitive Edition di Mafia II e Mafia III. Per quanto riguarda quest’ultimo gioco non c’è niente da dire essendo già presente su queste pagine la recensione del titolo originale e delle sue tre espansioni. In questa sede ci dedicheremo quindi all’avventura di Vito Scaletta uscita originariamente 10 anni fa su PS3 e Xbox 360.

Definitiva ma non troppo

Se per il primo episodio 2K Games e Hangar 13 hanno optato, giustamente, per un remake completo, per questo Mafia II la scelta è ricaduta su una classica rimasterizzazione affidata a d3t. La scelta è comprensibile: il primo Mafia necessita di una svecchiata non solo tecnica ma soprattutto di gameplay (come ha fatto Capcom con Resident Evil 2 e Resident Evil 3), Mafia II invece regge discretamente il peso degli anni. Oltre all’avventura base di Vito Scaletta, questa Definitive Edition include tutti i DLC, incluse le espansioni della storia. Completare tutto richiederà non meno di venti ore.

Se contenutisticamente ci ritroviamo dinanzi un pacchetto di buon valore, a lasciare con l’amaro in bocca è il lavoro di rimasterizzazione effettuato da d3t. Non tanto per la qualità grafica che migliora quello che era uno dei giochi più belli da vedere nel 2010. Mafia II era infatti avanti sotto diversi aspetti nel campo degli open world a partire dall’illuminazione, modellazione delle auto e dei personaggi. Tutti aspetti questi sono stati migliorati nella Definitive Edition e rendono il gioco molto piacevole da vedere nonostante i suoi 10 anni alle spalle. Se a questo ci aggiungete la distruzione ambientale durante gli scontri con pezzi di muro che saltano sotto gli scroscianti colpi di un Tommy Gun, vi renderete subito conto che Mafia II era molto più avanti di molti open world di quel periodo. I problemi arrivano però quando il frame rate durante le sezioni open world non riesce a mantenere i 30 fps stabili, e per non parlare poi dei numerosi bug e glitch. Difetti a nostro modo di vedere gravissimi per una remastered e che per forza di cose oscurano quello che era un buon lavoro dal punto di vista visivo.

“Il mio nome è Vito Scaletta…”

Mafia II vi porta a Empire Bay a vestire i panni di Vito Scaletta, emigrato nato in Italia e trasferitosi da bambino in America con la sua famiglia. Crescendo Vito imparerà che la vita non è tutta rosa e fiori, e la via del crimine è quella più facile per fare soldi e non vivere nella povertà come il suo vecchio. Le difficoltà però sono dietro l’angolo e non ve le sveliamo per non rovinare la sorpresa a tutti coloro che non hanno avuto la possibilità di giocare questo titolo nella scorsa generazione di console. Quella di Mafia II è una storia appassionante e avvincente che non solo racconta la scalata nel mondo mafioso di Vito, ma è uno specchio della società del tempo mostrando il cambio radicale della società passando dal periodo della Seconda Guerra Mondiale al boom economico dei primi anni ’50. Una storia adulta e cruda che attraverso gli occhi di Vito ci mostra quanto scegliere il percorso criminale possa portare problemi e mille difficoltà nonostante i soldi facili.

Pur essendo un open world, Mafia II è quanto più lontano possa essere dalla definizione odierna di gioco a mondo aperto. Dimenticatevi le mille attività secondarie di un qualsiasi open world di questa generazione, Mafia II è un gioco estremamente lineare che non da nessun motivo di esplorare la città se non quella semplice curiosità di scoprire i suoi numerosi dettagli con i propri occhi. Le attività secondarie si contano sulle dita di mezza mano e servono a poco o nulla. Mafia II fa parte di un modo di fare giochi open world che ci eravamo dimenticati di questi tempi, si concentra sulla storia di Vito Scaletta e non vuole distrarre il giocatore in nessun modo. E in fondo in un momento storico in cui gli open world fanno di tutto per soverchiare il giocatore con così tante attività secondarie da fargli dimenticare la storyline principale, questo modo di fare e di intendere il genere così antico di Mafia II non ci dispiace affatto.

Parlando di gameplay vero e proprio è poi un piacere notare come l’avventura di Vito non sia invecchiata di una virgola con un sistema di copertura e un gunplay che si mantengono al passo coi tempi. E che dire poi del modello di guida che offre la possibilità di scegliere tra un sistema arcade o simulativo. Inutile dire che proprio quest’ultimo riesce a dare il meglio di sé trasmettendo pad alla mano il peso dei veicoli di quel periodo. Persino il sistema di ricercato è un qualcosa di mai visto nel genere costringendo il giocatore a cambiare vestiti e il numero di targa dell’auto per non farsi inseguire dagli sbirri. L’unica vera nota dolente è l’IA che già 10 anni fa non brillava particolarmente.

Commento finale

Rovinare Mafia II con bug e glitch dovrebbe rientrare tra i peccati capitali. 2K Games ha già assicurato i fan di essere al corrente dei problemi e di essere al lavoro per dare giustizia a questa Definitive Edition. Se per un attimo ci dimentichiamo dei problemi tecnici che hanno afflitto questo remastered, dobbiamo ammettere che ritornare a vestire i panni di Vito Scaletta è stata una grande gioia stupendoci positivamente nel notare quanto in fin dei conti Mafia II sia invecchiato molto bene. Se fate parte di quegli incoscienti che durante la scorsa generazione hanno saltato questo gioco ora avete modo di recuperare.

  • La storia adulta e cruda di Vito Scaletta

  • Il gameplay non è invecchiato quasi per niente

  • Qualcuno storcerà il naso sull'eccessiva linearità dell'open world

  • Troppi problemi tecnici per un remastered

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