La città di batman invasa … - Recensione

Chi da piccolo non ha mai sognato di fare il giustiziere? Certo, i mezzi sono quelli che sono, ma per lo meno è un inizio...

Nonostante sia on-line già qualche settimana, i lavori su Gotham City Impostors sembrano essere appena iniziati. L’ambizioso progetto di Warner Bros di trasportare il mondo del celebre uomo pipistrello in quello degli ancora più famosi FPS si è concretizzato in uno sparatutto sì frenetico e a modo suo divertente, tuttavia afflitto da svariati problemi di natura tecnica e povero in termini di contenuti. Con l’arrivo del primo aggiornamento (gratuito), Monolith Production, sembra aver messo una pezza ad alcuni dei problemi sopracitati, rendendo il gioco meno acerbo e più digeribile. Soldi virtuali spesi bene o semplicemente un antipasto da pagare a rate?

Squadra che vince… si cambia?

Saltando a pie’ pari i preamboli riguardanti trama e ambientazione (ampiamente affrontati in fase di hands-on), ciò che avremo tra le mani una volta scaricati i circa 2 GB di gioco non differisce poi molto dalla beta su cui abbiamo avuto la possibilità di farci i denti in questi tempi. Alle due modalità Suffumigazione (re della collina) e Guerra Psicologica (cattura la bandiera) si aggiungono quella dedicata al massacro indiscriminato senza obbiettivi e una dedicata alle sfide da affrontare in solitaria per chi fosse alla ricerca di esperienza facile. Nonostante il numero esiguo di modalità di gioco la loro solidità è tale da coprire le esigenze tanto del giocatore occasionale alla semplice ricerca del maggior numero di Kill, quanto quelle dell’incallito predatore di basi nemiche amante delle strategie di squadra. Ovviamente, vista la natura modulare del gioco, nulla vieta a Monolith di inserire qualche nuova tipologia di scontro in futuro, ma per il momento tocca accontentarsi.

Poco e già visto

Parlando del gioco in sé, invece, ci troviamo davanti a un prodotto riassumibile tranquillamente con il termine “classico”, anche se “inflazionato” sarebbe più corretto.

Con tale accezione si riassumono tutti i punti chiave dettati da quel Call of Duty che tanto ha fatto scuola lungo questa generazione videoludica: arene contenute, interattività ambientale pari a zero, azione molto frenetica e classi liberamente personalizzabili, nonostante a farla da padrone siano sempre le solite due o tre “build” che tanto fanno male al gioco di squadra e alla varietà in generale. Quest’ultimo non sarebbe un problema così annoso se non fosse per l’utente medio avvezzo al genere. Tra le combinazioni più gettonate, infatti, spiccano energumeni alati in grado di eliminare chiunque con un balzo e gli immancabili psicotici clown su rotelle che corrono come disperati in cerca della prossima gola da tagliare, senza dimenticare gli infallibili arcieri da “one shot one kill”. L’idea generale pare essere quella che non tutte le variabili siano state calcolate correttamente (ma forse questo rimane un limite più che altro dettato dal genere). Come si suol dire, fatta la legge, trovata la gabola.
Superato questo primo (e traumatizzante) tentativo di farsi valere nella vecchia Gotham, ci si accorge di come l’editor dei personaggi rappresenti comunque uno degli elementi più riusciti dell’intero pacchetto. Tralasciando le ovvie follie che è possibile compiere a livello estetico, la personalizzazione dell’arsenale e delle abilità del proprio alter ego permette di pasticciare parecchio. Che noia fucili a ripetizione, da cecchino e quant’altro! Meglio un simpatico spara piombini fabbricato (a scotch) in casa, un congelatore che pare rubato a Mr Freeze in persona o la nuovissima e scintillante Katana? La scelta dell’arma, come da tradizione, è ovviamente solo la punta di un iceberg ben più grande, rappresentato come al solito da tutta una serie di perkspiuttosto classiche (vitalità migliorata, incremento della velocità, invisibilità ai radar, potere d’attacco maggiorato, esplosioni più grandi e via discorrendo), bombe e attrezzi secondari e, infine, un bizzarro quanto peculiare gadget a scelta tra rampino, ali, scarpe a molla, doppio salto, invisibilità e pattini. Ognuno dei suddetti oggetti è in grado di caratterizzare in maniera univoca un personaggio e donare particolari vantaggi a seconda della situazione. Immancabili i mirini e i dispositivi secondari per le armi (tra cui spicca senz’altro il divertente quanto inutile rilevatore di odori) e la possibilità di poter scegliere la stazza del proprio impostore. Al di là delle classiche ripercussioni sulla velocità e la resistenza, la corporatura permette di tracciare una scala gerarchica su chi è in grado di accoltellare chi, per cercare di arginare il fenomeno degli squartatori: essere il più grosso della città non è sempre un male. 
Insomma, nonostante tutto sappia di visto e rivisto, Gotham City Impostors riesce comunque nel compito di intrattenere, grazie a una formula più che collaudata e a una mole di contenuti sbloccabili in grado di fare la felicità dei “fragster” più incalliti. Per i più pigri invece c’è sempre la possibilità di poter ricorrere al portafogli se non altro per sbloccare la propria arma preferita o l’abbigliamento dei propri incubi. 

Guida turistica di Gotham

Dopo la personalizzazione dell’avatar, l’elemento più importante in un FPS è senz’altro l’apporto che le mappe sono in grado di offrire al gioco, visto che la maggior parte del tempo sarà impiegato a scorrazzare lungo di esse alla ricerca del prossimo bersaglio. Alle due già ampiamente testate nella beta (Crime Alley Amusement Mile) se ne aggiungono altre tre, più un’ultima in seguito all’aggiornamento gratuito di cui si è parlato in apertura. Strutturate tutte principalmente in zone molto ristrette e per lo più all’aperto, le arene di Gotham City Impostorsfavoriscono un ritmo indiavolato e un’azione aggressiva, lasciando a complesse ed elaborate tattiche di squadra il tempo che trovano. Una volta in campo, infatti, sarà difficile restare fermi anche solo un attimo, soprattutto se si considera la bolgia che sono in grado di scatenare le due squadre (composte da 6 giocatori ciascuno). Ogni singolo livello, poi, risulta letteralmente colmo di elementi strutturali quali trampolini, rampe per i pattini e sfoghi d’aria utili per sfruttare le proprie risorse. Questi, uniti alle continue esplosioni, raffiche e trappole sparse in ogni dove, rendono l’azione nelle mappe più semplici (Crime Alley e Amusement Mile) totalmente imprevedibile e a volte persino illeggibile. La situazione migliora leggermente in quelle mappe come Ace Chemical e Power Plant, le quali permettono tempi d’azione più ragionati e una maggiore complessità ambientale, strutturati su più livelli e con svariate sezioni al chiuso. Docks si configura, invece, come la più completa e interessante del pacchetto; grazie a un’area più vasta rispetto alle altre e alla particolare disposizione dei container lungo il molo, ogni giocatore sarà in grado di scegliere se affrontare i nemici a viso aperto oppure rifugiarsi al chiuso in attesa di qualche malcapitato di passaggio. Chiude la guida turistica 25th Floor. Situata sui grattacieli di Gotham, la mappa offre una planimetria speculare ottima se affrontata in modalità conquista. In generale, seppur poche, le arene possono dirsi discretamente riuscite e in grado di saper attrarre o meno, in base tanto alla modalità selezionata quanto al proprio stile d gioco. Peccato solo per la mancanza di server appositi dedicati che relega la scelta del livello al caso, con la sola possibilità di intervento ridotta al veto sulla mappa in esame e solo se quasi tutti d’accordo. Decisamente più pesante in termini di giudizio è la totale assenza di una modalità dedicata allo split-screen, un piccolo accorgimento che da solo avrebbe potuto risollevare almeno in parte la monotonia generale. Niente da fare.

Una produzione all’insegna della parsimonia

Mappe e modalità non sono gli unici fattori al risparmio in Gotham City Impostors, visto che pure l’intero comparto audio-visivo sembra esser stato sviluppato all’insegna dell’economia. Essendo un titolo acquistabile per l’equivalante di 15 Euro, non ha neanche senso stare li a cavillare sulla pochezza dei modelli poligonali, sulla banalità della texturizzazione generale o sulla mediocrità degli effetti speciali, a maggior ragione se poi si pensa che il titolo è destinato ad esplicito uso e consumo del gioco online. Non rimane allora che consolarsi con il particolare stile “punk-trash-kitsch-acid-trip” in grado di strappare per lo meno qualche risata. Certo, pensare che l’imponente Arkham City sia ambientato nello stesso universo fa uno strano effetto. Volutamente trascurato per favorire l’afflusso dei dati online o semplicemente il risultato di uno sviluppo che ha dovuto pagare pegno alla distribuzione digitale, il comparto tecnico risulta sottotono anche per quanto riguarda l’accompagnamento sonoro, il cui unico ricordo sarà quello legato al martellante rumore delle mitragliatrici e delle varie bocche da fuoco. Aspetti marginali senz’altro, ma allo stesso tempo indici di una scarsa cura per quanta riguarda la produzione in generale.

Call of Duty Low Cost

Considerato alla stregua delle produzioni classiche, Gotham City Impostors uscirebbe con le ossa rotte sotto tutti i punti di vista. Eppure, visto comunque il modico prezzo a cui viene proposto, i contenuti risultano in una qualche maniera adeguati. Anzi, se siete amanti delle sparatorie dove più che il cervello conta il dito sul grilletto, la produzione Monolith potrebbe stregarvi per i prossimi mesi a venire, sopratutto considerando la dose di assuefazione che il sistema di livelli e ricompense è in grado di offrire. Allo stato attuale delle cose i server risultano più che popolati, i giocatori agguerriti, le partite supportate da un netcode (finalmente) stabile e l’apporto degli sviluppatori costante (l’ultima patch introdotta ha finalmente permesso di unirsi alle partiti già in corso). La portata dell’operazione non è senz’altro paragonabile a quella dei più famosi sparatutto Valve (Team Fortress e Counter Strike su tutti), ma per tutti quei giocatori disposti a prendere un Call of Duty l’anno al lancio, Gotham City Imposotrs potrebbe risultare una simpatica quanto valida alternativa. Purchè non siano allo stesso tempo fan di Batman.

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