Hitman: Absolution, quando la lama celata non serve - Recensione

Sei lunghissimi anni di inattività. Tanti, troppi per assassino professionista. Soprattutto se sei il migliore in circolazione e molte persone sono disposte a pagare milioni per i tuoi servigi. IO Interactive ci permette finalmente di tornare a vestire i panni di 47 e, sinceramente, non aspettavamo altro!

Sei lunghissimi anni di inattività. Tanti, troppi per assassino professionista. Soprattutto se sei il migliore in circolazione e molte persone sono disposte a pagare milioni per i tuoi servigi. IO Interactive ci permette finalmente di tornare a vestire i panni di 47 e, sinceramente, non aspettavamo altro!

Il ritorno della leggenda

47 l’avevamo lasciato in Giappone, subito dopo essere sfuggito all’attentato organizzato dalla sua stessa agenzia. Ora lo ritroviamo nuovamente negli Stati Uniti e ancora al soldo dell’Agenzia che ha ora una nuova struttura dirigenziale. Il primo incarico di 47 non suona proprio come un bentornato: uccidere Diana Burnwood, colei che ha tradito l’organizzazione. La persona che più si avvicinava ad un’amica per 47 e anche la donna che gli ha salvato la vita. E’ un contratto come un altro ed il lavoro è lavoro. Però…c’è sempre un però! A volte i i soldi non sono tutto…
L’incipit di Hitman: Absolution è epico, emotivamente molto provante per chi ha seguito la saga dagli albori. Il plot narrativo procede poi con linearità e senza mai andare sopra le righe pur concedendosi qualche azzeccato colpo di scena. A tratti il ritmo narrativo sembra soffrire di un’eccessiva lentezza ma ci pensa il carisma dei personaggi e del protagonista a mantenere alto l’interesse per una storia comunque intrigante e raccontata attraverso cutscene dalla regia impeccabile.

Non mi occorre una lama celata

Chiunque abbia mai giocato un capitolo della serie Hitman saprà che il titolo in questione si presenta come uno stealth game puro ma fortemente alternativo. La caratteristica principale di 47 è sempre stata infatti l’arte di camuffarsi. Il protagonista potrà rubare i vestiti delle sue vittime e infiltrarsi tra le fila nemiche passando pressochè inosservato per arrivare al bersaglio principale. InHitman: Absolution l’impronta base del gameplay è rimasta la stessa ma l’intelligente level-up eseguito sull’I.A. nemica ha fatto sì che le cose siano cambiate leggermente. Rubando i vestiti ad un dato personaggio infatti, tutti gli altri PNG del suo stesso livello non tarderanno a smascherarvi mentre le guardie o gli individui di “rango” diverso non faranno caso a voi. La questione però è questa: il level design farà di tutto per mettervi in difficoltà, riempiendo le aree di sentinelle di ogni tipo, rendendovi la vita veramente dura. Per questo in Absolution sarà spesso più consigliabile sgattaiolare nelle retrovie e rendersi totalmente invisibili (strategia resa molto più accessibile grazie all’introduzione di un praticissimo sistema di copertura) piuttosto che cambiare spesso travestimento, nonostante questo rimanga fondamentale in diverse situazioni.
Le missioni sono lunghe e complesse, dovremo spendere molto tempo ad esaminare i vari livelli, memorizzare le ronde delle guardie ed i percorsi alternativi per evitare le zone calde. Inutile dire come l’approccio puramente stealth sia il più consigliato ed ovviamente il più efficace visto il gran numero di nemici che dovremo affrontare in caso venissimo scoperti. Cruciale sarà, come sempre, l’occultamento dei cadaveri ed optare per delle uccisioni pulite e silenziose. Infatti, per la prima volta, le guardie noteranno le macchie di sangue, pertanto anche l’uso delle nostre fedeli Silverballer silenziate dovrà essere attentamente ponderato per non lasciare tracce del nostro macabro passaggio. Fortunatamente sarete sempre accompagnati dalla vostra fida corda di pianoforte.
Se però la serie ci ha insegnato qualcosa è che è possibile eliminare un bersaglio in tantissimi modi diversi: inscenare un incidente, attirare il bersaglio per tendergli un agguato sfruttando l’ambiente circostante ci garantirà sempre un’uccisione pulita e al di sopra di ogni sospetto. In questo sarà fondamentale utilizzare i numerosi oggetti sparsi per gli scenari per distrarre le guardie, lanciando ad esempio un mattone contro un muro per fare rumore. Interessante l’introduzione del lancio degli oggetti per eseguire uccisioni, siano essi coltelli o cacciaviti o chiavi inglesi o ancora tubi d’acciaio: tutto sarà utile per tramortire i nemici.
Altra novità per la serie sono i potenziamenti personali: sbloccabili dopo ogni missione e solo raggiungendo una valutazione molto alta otterremo delle migliorie per il nostro 47 che migliorerà la sua capacità di sparare con due armi impugnate, di lanciare oggetti, la resistenza ai danni ecc ecc.

Per non scoraggiare i novizi davanti ad una, a dir poco, impegnativa struttura di gameplay, IO Interactive ha introdotto la modalità “Istinto”. Questo sistema si palesa attraverso una barra di energia che si caricherà attraverso le uccisioni o il raggiungimento degli obiettivi e permetterà di evidenziare i percorsi di ronda delle sentinelle, i punti di interesse e qualsiasi altra informazione utile per progredire nel livello. L’istinto sarà inoltre fondamentale per mimetizzarsi tra le guardie per un breve periodo in caso sospettassero del vostro travestimento. Altra abilità data dall’istinto è il tiro rapido: questa capacità funziona in maniera identica alla marcatura dei bersagli vista in Splinter Cell: Conviction, permettendoci di eliminare diversi nemici in un’ unica azione.
Il sistema funziona ovviamente alla perfezione ma i puristi della serie non apprezzeranno l’eccessivo aiuto che questo apporterà durante le missioni, togliendo gran parte del gusto dato dalla fondamentale pianificazione delle nostre mosse prima di agire.
Tornerà il famoso sistema di valutazione che, alla fine di ogni missione, ci indicherà il livello della nostra perfomance, il cui grado più alto sarà, come sempre, quello di Assassino Silenzioso. Novità per la serie invece saranno le sfide, una serie di compiti speciali da eseguire durante ogni missione, non tutte riuscitissime o divertenti ma dei validi espedienti per offrire un ventaglio sempre più ampio di possibilità di gioco.
Tornando sull’I.A. nemica non possiamo che elogiare il lavoro di IO Interactive. Le sentinelle sono alquanto sveglie sia nel riconoscere i nostri travestimenti che nel notare azioni sospette; sono altresì dotate di un ottimo udito e si allerteranno se vi sentiranno strangolare un loro compagno nelle vicinanze o se farete troppo rumore nel muovervi. Le fasi di allerta non sono situazioni facili da cui evadere: se verrete scoperti potrete sempre nascondervi o cambiare travestimento ma sul campo arriveranno i rinforzi e i percorsi delle guardie cambieranno nel tentativo di stanarvi.
Il tutto si rivela estremamente divertente e stimolante, come da tradizione della serie. Non mancano però alcune sbavature come le zone in cui non è possibile accedere con un determinato travestimento, del tutto non segnalate dall’interfaccia. Ci è infatti capitato più volte di venire scoperti poichè ignari di attraversare una zona no-limits. Non molto credibili poi alcuni comportamenti delle guardie, che tenderanno a individuarci anche da distanze lunghissime mentre siamo travestiti, quando negli altri Hitman avevamo per lo meno un margine di comportamento entro il quale potevamo passare inosservati.
Tutta la campagna però si mantiene su livelli altissimi sia per qualità e varietà delle missioni che come livello di sfida. La longevità ci ha lasciati pienamente soddisfatti: circa 12 ore per completare il gioco a livello standard, con checkpoint ed istinto attivato mentre tra le 15 e le 20 ore alle difficoltà più elevate.

Chi è l’Assassino migliore del mondo?

Per la prima volta nella serie è stata introdotta una sorta di modalità multiplayer, denominata “Contratti”. Questa divertente modalità permette di giocare una missione qualsiasi del gioco e creare istantaneamente i nostri personali obiettivi. Una volta in gioco infatti potremo scegliere con quale costume iniziare la missione, marcare in tempo reale i bersagli da eliminare (che non dovranno per forza essere gli stessi richiesti dalla missione affrontata in singleplayer) e la via di fuga finale. La cosa divertente è che potremo condividere il nostro contratto in rete e gli utenti che lo giocheranno dovranno tentare di battere il vostro punteggio, cercando oltretutto di eliminare i bersagli nello stesso modo, indossando lo stesso travestimento ed usando la stessa arma che avete utilizzato voi in fase di creazione del contratto.
Il meccanismo è semplice ma funziona e diverte, dandoci anche la possibilità di creare degli eventi a tempo, sfidando un gruppo di amici a battere il vostro punteggio in un determinato contratto entro un tot di giorni. Con i soldi guadagnati dai contratti completati sarà possibile acquistare nuovi travestimenti, nuove armi e nuovi potenziamenti per queste ultime. Non mancheranno ovviamente classifiche e statistiche sempre aggiornate, ordinate per nazioni, per punteggio e per quantità di denaro guadagnato.

Un motore glaciale

Tecnicamente Hitman: Absolution si rivela davvero imponente. Il nuovo motore Glacier 2.0 ha permesso agli sviluppatori di ricreare ambienti ultra-dettagliati e ricchissimi di personaggi in movimento. I modelli poligonali non sono molto vari ma godono di una texturizzazione e di un livello di dettaglio invidiabile. Menzione d’onore per gli ottimi shader e per il level design, da sempre punto forte della serie. Le missioni si svolgono in stage ampissimi, strutturati su più livelli e dall’architettura complessa e credibile. Buone anche se non eccezionali in certi frangenti le animazioni, mentre possiamo ritenerci più che soddisfatti del comparto audio, con un doppiaggio in italiano ottimo (ed è un evento) e una soundtrack da brivido.

Back in business

IO Interactive ha confezionato l’ennesimo, grandioso stealth game. Hitman: Absolution incarna ed espande lo spirito stealth che ha sempre caratterizzato la serie. L’altissimo livello di difficoltà e la necessità di intraprendere sempre e comunque un approccio furtivo lo rendono uno degli ultimi esponenti di una tipologia di gioco che sta lentamente scomparendo. Intelligente la volontà di rendere il titolo accessibile anche ai meno esperti attraverso la modalità istinto e di voler “osare” quel tanto che basta nel multigiocatore con l’originale modalità “Contratti”.
In definitiva un titolo che non potete assolutamente farvi scappare, un concentrato di tensione e strategia unito da un gameplay del tutto unico nel suo genere. Bentornato 47, ci sei mancato!