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Recensione Final Fantasy VII Remake

di: Marco Licandro

Cos’è tutto questo parlare sui socials riguardo Final Fantasy VII Remake?

Che l’originale fosse uno dei favoriti dei fans era chiaro, ma è giustificato tutto questo interesse per un remake dell’originale? Si può ricreare un gioco, 23 anni dopo, senza rovinarne il ricordo? Potranno dei personaggi creati nel 1997 avere presa sul pubblico attuale?

Le risposte dopo il salto.

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(Abbiamo volutamente inserito un trailer meno recente in quanto l’ultimo contiene grandi spoilers sulla trama)

Ri-Creazione

Quando Final Fantasy VII uscì nella lontana PS1, il salto generazionale fu grande.

Passammo da uno stile bidimensionale fatto di pixels, al top della grafica 3D dei tempi, meravigliando i giocatori con modelli poligonali e per la prima volta delle cutscenes con grafica prerenderizzata, caratterizzate da transizioni invisibili tra video e gameplay. Le ambientazioni fantasy tipiche della serie presero una strada più dark e reale, con personaggi complessi e di diverse razze, esperimenti umani, sacrifici e violenza, senza dimenticare il fatto che il gioco abbia sfoggiato una delle trame più belle e toccanti dell’epoca, riuscendo per la prima volta a commuovere i giocatori. La colonna sonora, creata da Nobuo Uematsu, è diventata una icona del videogioco, con le sue melodie maestose ed originali, portando la serie a nuovi, altissimi livelli. L’unica pecca fu probabilmente la mancanza di una localizzazione all’infuori dell’Inglese, rendendo il titolo fuori portata per un vasto numero di giocatori, costretti a giocare senza capire esattamente la storia e le sue numerose sfaccettature o costringendoli a passare oltre e non giocarlo affatto.

Per questo motivo, fino ad oggi, non molti possono vantarsi di aver giocato il titolo ed averlo compreso a fondo. In questi numerosi anni, nonostante le richieste dei fans, Square-Enix non ha mai dato speranze di poter ricreare da zero l’amato titolo, limitandosi a rilasciarlo su più piattaforme. Noi fans, io incluso, siamo rimasti profondamente delusi quando, durante svariate conventions, annunciarono l’ennesima release dello stesso gioco rilasciato nel 1997. In particolare, dopo aver fatto un forte teasing ai tempi di PS3 e mostrando una demo tecnica per illustrare la potenza della console, replicando l’amatissimo intro di Final Fantasy VII, terminarono in un boato di applausi di gioia seguito da pianti di tristezza quando si scoprì che il titolo non era effettivamente in sviluppo.
Per questo motivo, fino ad oggi, non molti possono vantarsi di aver giocato il titolo e averlo compreso a fondo
Passarono gli anni, ne passarono altri, e arrivammo tutti al punto di credere che questo remake non avrebbe mai visto la luce, specie visto il livello di dettaglio delle attuali console che rispetto a 23 anni fa è avanzato senza mai fermarsi, oltre ad avere adesso giocatori sempre più esperti ed esigenti che non guardano in faccia quasi nulla che non sia 4K e 60FPS o giù di li, in quanto significherebbe ricreare un mondo estremamente vasto ed incredibilmente ricco di dettagli in una scala molto più vasta di quello che era l’originale. I filmati prerenderizzati sono stati sviluppati agli inizi della grafica tridimensionale, e le animazioni all’epoca erano ancora rudimentali e talvolta messe in piedi tramite trucchi della telecamera così da rendersi credibili. Non vi era ancora una risoluzione sufficiente per poter sfoggiare animazioni facciali, dovendo quindi esagerare quelle del corpo per trasmettere le emozioni.

Le varie inquadrature erano sempre fisse, in quanto il gioco si svolgeva su sfondi 2D con varie tecniche per far sembrare gli ambienti tridimensionali. Ciò significa che fare un remake al giorno d’oggi significherebbe ripetere tutto da zero, ma non solo: vi è anche una fase di creazione, in quanto tutto quello che mancava nell’originale deve essere presente oggi in fatto di motion capture, espressioni, ambienti, creando appunto qualcosa che l’originale neppure aveva. E fu per questi e molti altri motivi che l’annuncio di Final Fantasy VII Remake ci colpì come una bomba, generando molti sentimenti, ma anche molte domande. Finalmente, dopo tantissima attesa, abbiamo potuto mettervi mano, giocarlo, consumarlo, concluderlo. Che tipo di reazione avremo avuto?

Il mondo di Final Fantasy VII

Il gioco è esclusiva temporale per PS4. Ciò significa che gli utenti Xbox dovranno attendere probabilmente un anno prima di potervi mettere le mani sopra, e ci dispiace molto in quanto il remake è andato fortemente oltre ogni aspettativa. Due dischi, nel caso prendiate l’edizione fisica, uno di installazione, ed uno di gioco. Il lavoro di Square-Enix è stato grande, monumentale, e si nota immediatamente come abbiano inserito numerosi dettagli così da rimanere fedeli all’avventura originale, strizzando l’occhio ai fan storici, ma al contempo iniziando i nuovi giocatori al mondo di gioco, cambiando leggermente anche il fatidico intro iniziale, e aggiungendo una varietà di piccole informazioni attinenti alla lore ed ai personaggi, seppur lasciando quasi invariata la sequenza. Ci ritroviamo quasi a piangere per la felicità e per la qualità complessiva del titolo. Se avete giocato la demo probabilmente ne sarete rimasti impressi per il dettaglio grafico ed il gameplay, ma la versione completa riserva comunque alcune sorprese.
Ci ritroviamo quasi a piangere per la felicità e per la qualità complessiva del titolo.
Final Fantasy VII ha il suo universo e la sua trama completamente separati da quelli degli altri della stessa serie, così come vuole la tradizione, ma il rimake ne sfiora solo la superficie. Faremo infatti conoscenza di Midgar, una città nel mezzo di un deserto, avanzatissima e sviluppata grazie alle ricerche tecnologiche della compagnia energetica Shinra, la quale scoprì come utilizzare l’energia Mako proveniente dall’entroterra per trasformarla nei bisogni di ogni giorno, e garantendo una vita comoda agli abitanti della città. Quest’ultima è disegnata in maniera circolare e divisa in settori, uno per ogni reattore Mako, oltre ad essere divisa su due piani. Tutto sembra procedere bene, ma ad un occhio attento notiamo che a risentire dell’estrazione Mako ne è lo stesso pianeta, il quale secondo un gruppo chiamato Avalanche sta morendo, in quanto Shinra ne estrae l’energia vitale.

Per questa motivazione, assieme all’aiuto di un mercenario ex-Soldier, un soldato estremamente addestrato dalla stessa Shinra, inizieranno un’impresa che vedrebbe la distruzione dei vari reattori così da porre fine al dominio della compagnia energetica, ma che porterà anche alla morte di numerosissime persone. Colti dal rimorso, ma senza perdere di vista l’obiettivo, Avalanche continuerà così la loro missione, scoprendo nuovi e terribili dettagli sulla stessa Shinra, su un nemico molto più grande, su persone che abitarono la terra sin dagli albori, e sulla fine del mondo. Troppa carne al fuoco? Non direi, ma sicuramente il contenuto è incredibilmente vasto per stare in un singolo titolo, ed è per questo che, come non tutti sanno, Final Fantasy VII Remake non conterrà l’intera trama, e sarà infatti il primo titolo di una serie composta da ancora non si sa quanti episodi. Al momento non vi è ancora nessuna informazione o data di uscita per Final Fantasy VII Remake Part 2, o qualunque sarà il titolo che verrà deciso da Square-Enix, ma al momento non possiamo che dedicare corpo e anima a questo, che vi assicuriamo ne vale la pena.

L’evoluzione della serie

Vi sono molte cose che si possono dire sui Final Fantasy, ma non possiamo negare la grande cura posta nei dettagli ed il tentativo del team di rivoluzionare la serie aggiungendo sempre qualcosa di nuovo in termini di trama e gameplay, pur mantenendone il suo stile distintivo. Se Final Fantasy VII ha cambiato tutto inserendo il 3D su sfondi bidimensionali, da Final Fantasy XII troviamo invece ambienti completamente tridimensionali ed un gameplay più attivo, seguito da Final Fantasy XIII con i suoi spin-off ed infine Final Fantasy XV, che ha conquistato vecchi e nuovi giocatori per il suo stile fresco ed action, ma che ha fatto storcere il naso ai fan dei classici turni, essendo esso nessuna delle due categorie.
Una gioia per gli occhi, grazie agli effetti visivi belli come fuochi d’artificio
Final Fantasy VII Remake ha perfezionato il gameplay, ed offre una soluzione ad ogni esigenza permettendo combattimenti a turni, così come nell’originale, o in stile action, più difficile pur rimanendo strategico grazie ad una barra per le magie ed abilità speciali che si riempie con il tempo e con gli attacchi, rallentando il tempo quasi fino a bloccarlo così da poter riflettere sulla strategia. Quest’ultima è estremamente richiesta o verrete messi KO quando meno ve l’aspettate.

I nemici affrontati non saranno mai banali, e ognuno avrà i suoi vantaggi e punti deboli, rendendo ogni singola battaglia una sfida per il giocatore, oltre ad essere una gioia per gli occhi, grazie agli effetti visivi belli come fuochi d’artificio, nonché una gioia per l’udito per via di effetti sonori di prima classe ed una colonna sonora orchestrata e ri-interpretata che raggiunge dei livelli altissimi, tra i più alti fra tutte le colonne sonore di videogiochi. Non utilizzeremo solo un personaggio, ma potremo saltare da uno all’altro a seconda di chi abbiamo nel team, permettendo così più varietà di gameplay, più strategia, ed altissima rigiocabilità spingendoci a sperimentare e diventare esperti con tutti così da massimizzare i vantaggi nelle battaglie.
Vi sono alcune scelte che cambieranno in maniera leggera lo svolgersi degli eventi, permettendoci di avere scene extra con alcuni personaggi, dialoghi, nonché oggetti estetici
Questo risulta particolarmente vincente nelle battaglie contro i boss, sempre difficili ed interessanti, che andranno studiate sperimentando diversi attacchi e magie fino a scoprire i punti deboli dell’avversario. La qualità dei dialoghi e delle animazioni sono quanto di più bello abbiamo visto in un titolo della serie, rendendo i personaggi vivi, articolati, con una crescita psicologica presente durante i vari capitoli, regalandoci vari momenti di tristezza e felicità solo grazie alla recitazione ed il doppiaggio. Nelle quaranta ore necessarie per completare la trama principale e svariate missioni secondarie, ho personalmente sbloccato solo il 51% dei trofei. Questo dice molto sulla struttura del titolo che non è possibile vedere nella sua interezza in una sola partita, e per questo motivo a terminare il gioco verrà sbloccata l’abilità di rigiocare tutti i capitoli a piacimento, permettendoci di trovare i vari segreti nascosti, evolvere i personaggi, e soprattutto provare nuovi dialoghi e scoprire quindi diverse cutscenes a seconda delle nostre risposte. Esattamente: vi sono alcune scelte che cambieranno in maniera leggera lo svolgersi degli eventi, permettendoci di avere scene extra con alcuni personaggi, dialoghi, nonché oggetti estetici. La struttura di gioco rimane lineare, nonostante sia possibile girovagare per grandi spazi dandoci l’idea di un open world più che delle aree predefinite da visitare, mentre la suddivisione in capitoli regala un senso di progressione ed uno stacco rispetto agli eventi del capitolo precedente.

In conclusione

Final Fantasy VII Remake è un’opera maestra, che innalza la serie a nuovi livelli, eccellendo in termini di storia, narrazione, gameplay, musiche, ed effetti visivi e sonori. Il lavoro svolto da Square-Enix nel pensare e rielaborare un classico della serie è impressionante, riuscendo non solo a rimanere fedele alla storia originale ma riuscendo persino ad evolverla, espanderla, arricchirla di dettagli e nuovi eventi attinenti al mondo di gioco. Il lavoro di caratterizzazione dei personaggi è probabilmente uno dei punti più forti, in particolare di quelli che nell’originale non sfoggiavano per carisma, regalando personalità ed un background emozionale ad ognuno di essi, rendendoli quasi tangibili, reali. Il level design è talmente elaborato da lasciarci a bocca aperta, garantendo un livello di realismo e profondità come pochi titoli sono riusciti a fare, nonostante qualche pecca qua e la su alcune animazioni o textures a bassa risoluzione, facilmente trascurabili grazie alla qualità generale del titolo e minuzia per i dettagli. Un must-have, per vecchi e nuovi fans, e probabilmente il miglior episodio di Final Fantasy mai uscito. Case videoludiche, prendete nota: è così che si fa un remake.