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Recensione Fast & Furious: Showdown

Veloci e furiose. Pronte a darsi battaglia lungo ogni rettilineo, dietro ogni angolo, derapando ad ogni curva. Accelerando, frenando, saltando, sbandando o addirittura urtandosi. Queste sono le macchine guidate da Dominic Toretto e Brian O’Conner, i due protagonisti principali di Fast & Furious. Una saga cinematografica che ha avuto un grande successo, soprattutto con gli episodi più recenti, e da cui era lecito aspettarsi l’uscita di un tie-inTie-in che è giunto in contemporanea con il lancio dell’ultima pellicola della serie. Ecco quindi Fast & Furious: Showdown, titolo di corse che pone il giocatore nei panni dei personaggi - eroi e non solo - visti nei vari film, con il solo scopo di far rivivere i momenti più emozionanti ammirati al cinema, folli rincorse e gare micidiali comprese.
Il risultato? Beh... continuate a leggere per scoprirlo!

di: Giorgio "Nadim" Catania

Veloci e furiose. Pronte a darsi battaglia lungo ogni rettilineo, dietro ogni angolo, derapando ad ogni curva. Accelerando, frenando, saltando, sbandando o addirittura urtandosi. Queste sono le macchine guidate da Dominic Toretto e Brian O’Conner, i due protagonisti principali di Fast & Furious. Una saga cinematografica che ha avuto un grande successo, soprattutto con gli episodi più recenti, e da cui era lecito aspettarsi l’uscita di un tie-inTie-in che è giunto in contemporanea con il lancio dell’ultima pellicola della serie. Ecco quindi Fast & Furious: Showdown, titolo di corse che pone il giocatore nei panni dei personaggi – eroi e non solo – visti nei vari film, con il solo scopo di far rivivere i momenti più emozionanti ammirati al cinema, folli rincorse e gare micidiali comprese.
Il risultato? Beh… continuate a leggere per scoprirlo!

Schianti frontali multipli!

La campagna principale di Fast & Furious: Showdown, basata su missioni collocate in luoghi e archi temporali differenti, getta immediatamente il giocatore nella mischia. Il tempo di vedere un breve filmato introduttivo, in cui ci si collega alla trama che ruota dietro all’ultima pellicola, e di selezionare il personaggio da usare e si comincia! Eccoci in Russia, nei panni del cattivo di turno pronto a sfidare la polizia e mettere a segno un colpo. Introduzione piuttosto intrigante, seppur non perfetta, accompagnata da una buona musica iniziale, che fa sperare per il meglio.
Poi, dopo il caricamento, ecco il frontale più inatteso di sempre: la prima schermata in-game! Una grafica che definire datata è un complimento, un doppiaggio privo di qualsiasi passione e impegno, effetti sonori dolci come delle unghie su una lavagna… questo è quanto il gioco propone nei primi due o tre secondi di ogni missione. Il giocatore più paziente potrebbe anche chiudere un occhio su tutto questo, sperando in un gameplay di tutto rispetto. Ed ecco qui il secondo frontale, che distrugge ogni speranza sopravvissuta al precedente impatto: una volta preso il controllo del mezzo su cui il protagonista – o meglio, l’antagonista – è a bordo, dopo un breve conto alla rovescia, si comincia a guidare per le strade poco trafficate di una Mosca mai così brutta, e si comprende subito che il veicolo che si sta guidando è in realtà un tir travestito da macchina da corsa. Accelerazione ridicola, velocità che non restituisce quasi alcuna emozione, capacità di curvare pressoché inesistente. Insomma, il peggio del peggio, il tutto camuffato con comandi del tutto simili a quelli dei giochi di corse arcade.
Ma la cosa terribile è che la lista di difetti non è ancora finita. Una volta che ci si immette nel traffico cittadino, infatti, si scopre che urtare le vetture altrui è una cosa ridicola, al limite della parodia: mezzi da qualche tonnellata che rimbalzano come fossero sfere di basket, macchine della polizia a tratti indistruttibili e a tratti delicate come grissini, elementi dello scenario che al minimo tocco si disintegrano come un petardo durante il suo scoppio. Inutile parlare della presenza del turbo, attivabile con un tasto dopo aver passato minuti interi a ricaricarlo con acrobazie folli, che si svuota dopo un secondo o due; o dei compagni di supporto, veloci come delle lumache e intelligenti come delfini morti; del sistema di esperienza, che assegna punti in maniera quasi casuale e incomprensibile e che premia con extra totalmente inutili; o di quelle fasi action in cui si dovrebbe sparare agli altri mezzi che, diamine, non sono nemmeno degne di tale nome! Fast & Furious: Showdown è un titolo indifendibile, pecca in ogni aspetto.

Macerie, miseria e morte…

Si supera la prima missione, seppur a fatica – non per la difficoltà, ma per la quasi totale mancanza di volontà nel farlo. Ecco quindi la seconda, tratta dal quinto capitolo della saga: si deve correre per le strade di Rio de Janeiro nei panni di Brian, durante l’epica ed esagerata fuga con la cassaforte. Scordatevi quanto di spettacolare visto nel film, visto che in questo gioco il tutto è ripresentato con una povertà di idee, di dettagli e di situazioni davvero allarmante. L’obiettivo? Correre trainando la cassaforte con una fune, aiutati da un compagno che fa altrettanto. Il colmo però è che non è la cassaforte a fare da zavorra, poiché è in grado di saltare veloce come un grillo, ma l’alleato che dovrebbe dare una mano! Fisica pari a zero, quindi. Se si pensa che nel frattempo si è inseguiti dalla polizia, che disturba solo il giocatore, e che in caso di sosta prolungata si fallisce, si può intuire quanto il tutto risulti oltremodo frustrante. Ma si supera con coraggio anche questa purga.
Finalmente giunge la terza missione, una bella gara clandestina notturna! Chissà che magari non sia venuto fuori qualcosa di buono, a questo giro… no, ecco, come non detto. Guidare una macchina da corsa che non curva e che al minimo tocco va in testacoda è qualcosa di allucinante. Specie quando gli avversari, stranamente, corrono veloci come dei dannati, distanziando il mezzo guidato al minimo errore.
Forse è l’ora di fare una pausa e giocare a qualcosa di serio, che è meglio…

Perché? Perché?!?

Esatto: perché? Perché sviluppare un gioco tanto brutto? Perché proporlo in una veste grafica che sfigura perfino di fronte a molti titoli della scorsa generazione di console, ora che siamo ad un passo dalla prossima? Perché offrire un gameplay che fa acqua da tutte le parti, che cerca di ispirarsi ai migliori esponenti del genere fallendo in una maniera tanto misera da sfiorare l’assurdo? Perché condire la campagna principale, orrida di suo, con una modalità a base di sfide frustranti e mal progettate, o con la possibilità di giocare con un amico, peggiorando così la già drammatica situazione? Perché rovinare la colonna sonora introduttiva con motivi fastidiosi ed effetti sonori mal registrati? Perché sviluppare un’intelligenza artificiale… no, ecco, già la domanda a questo punto ha perso di significato. Intelligenza artificiale? Dove? Quando? Forse è rimasta due incroci più indietro, forse.
Senza perderci in altre chiacchiere: perché? Perché sviluppare Fast & Furious: Showdown? Cosa ha fatto l’industria dei videogiochi di sbagliato per meritarsi questo prodotto? Si sa che i tie-in spesso nascono con il solo scopo di lucrare sfruttando un nome famoso, ma qui il concetto viene elevato all’ennesima potenza! Perché a conti fatti Fast & Furious: Showdown è un videogioco – sfortunatamente per una serie di dettagli tecnici rientra in questa categoria – pessimo. Orrendo. Terribile. Meglio fermarsi qui. Anzi, no. Per farvi capire, questo titolo può concorrere al “premio” di peggior videogioco di questa generazione di console. Se non peggio… gran bella consolazione per chi lo ha creato, meno per chi lo ha comprato!
Fatevi un favore, se volete comprare un gioco di corse: andate al vostro negozio preferito e fate vostro un Need for Speed a caso, o magari un Gran Turismo, un Forza Motorsport, un Burnout o un Motorstorm qualunque. Ma se vedete Fast & Furious: Showdown tirate avanti. Meglio, tornate indietro e nascondetelo dietro a qualche titolo più meritevole: potreste salvare un altro giocatore impedendogli di acquistarlo! Preservando al tempo stesso la dignità dell’industria dei videogiochi, che di certo non ha bisogno di prodotti così brutti. Inutili.

Voto finale? Variabile, da 10 a 30 (su 100) in pochi secondi. In base a quanto si voglia essere cattivi… o forse magnanimi?