Correre e distruggere è uno spasso. D’altronde non capita spesso di potersi mettere alla guida di un veicolo con il solo obiettivo di fare più danni possibili, accartocciando i mezzi altrui con spinte, tamponamenti e urti di ogni tipo.Ma in DiRT: Showdown tutto questo è realtà: a bordo di differenti vetture da corsa, da macchine d’antiquariato a bolidi ben più moderni e resistenti, il giocatore dovrà per prima cosa cercare di far fuori gli avversari, nei modi più fantasiosi e violenti possibili. Gareggiando in tracciati che, più che piste da percorrere a folli velocità, sembrano arene preparate per affrontare con il massimo della grinta duelli violenti e acrobazie spericolate.
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Alta personalizzabilità degli strumenti di morte.
C'è il bisogno di "crescere"
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Presentata all'evento pre GamesCom 2012
Chiariamoci subito: questa volta ho scelto, di proposito, di spogliarmi dei panni del freddo recensore, di abbandonare la veste di colui demandato, non si sa né da chi né perché, ad elencare freddamente i pregi ed i difetti del titolo di turno. No, stavolta non ho proprio voglia di scrivere la classica ammucchiata di parole: Sound Shapes non se lo merita. Affatto. Un prodotto come la creatura di Queasy Games merita più di una semplice cronaca, un’asettica analisi incapace di rendere giustizia ad un gioco semplice (sia nell’aspetto che nelle intenzioni), ma capace di sollevarsi dal mare di quell’anonimato che oramai da anni spadroneggia tra le roboanti produzioni tripla A. Perché spesso le grandi idee sono anche le più immediate e, molto più spesso, non hanno bisogno di budget a dieci zeri per risultare tali.
Un mattoncino per costruirli tutti...
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