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Death Stranding 2, Kojima spiega perché ha riscritto la storia dopo la pandemia di Covid

di: Luca Saati

In occasione dell’annuncio di Death Stranding 2 ai The Game Awards 2022, Kojima ha svelato sul palco di aver riscritto la storia del gioco da cima a fondo a causa del pandemia.

L’originale Death Stranding, ovviamente, si è rivelato essere una visione stranamente accurata dello stato del mondo negli ultimi due anni, con la sua attenzione a temi come l’isolamento e l’importanza delle connessioni umane. Per il sequel invece Kojima sentiva che la storia pianificata originariamente non avesse più senso in un mondo post-pandemia.

Il celebre game director ne ha parlato in un’intervista a IGN:

“È stato lo stesso con 9/11 (l’attentato alle Torri Gemelle, ndr) e Metal Gear Solid 2. La narrativa cambia quando accade qualcosa di così grande. Quando accade qualcosa che nessuno pensava fosse possibile, le opere di narrativa scritte prima diventano meno efficaci come intrattenimento.

Ecco perché ho riscritto completamente DS2 anche dai temi in su . Non puoi fingere che qualcosa di così grande non sia mai successo. Sebbene i giochi stessi siano basati su personaggi che non sono vincolati dalla nostra realtà, i giocatori stessi hanno attraversato la pandemia e una storia scritta prima di quell’esperienza non risuonerebbe con loro allo stesso modo, sia che si trattasse di una storia fantasy o uno di fantascienza.

Death Stranding era una storia che collegava due luoghi distanti, A e B. Come Internet, giusto? Potrei fare una videochiamata con l’America e i nostri due punti si collegherebbero solo per quel periodo. Di per sé non è qualcosa di negativo, ma la verità è che gli esseri umani non sono animali fissi. Ci muoviamo e in questo processo incontriamo persone inaspettate, vediamo cose nuove o addirittura cadiamo a volte. Penso che ciò che ci fa evolvere come esseri umani sia l’accumulo di questo tipo di esperienze imprevedibili e casuali. Ecco perché penso che sia un po’ fuorviante precipitarsi a casaccio nel metaverso solo perché è successo il Covid.

Creare connessioni era la cosa giusta da fare in Death Stranding e ci sono molte persone isolate che sono riuscite a sopravvivere grazie alle connessioni una volta che la pandemia si è verificata davvero. Mi chiedo solo se dovremmo farlo solo tramite Internet.”