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Il DLC colpisce ancora!

Chiamasi DownLoadable Content, o piu' semplicemente DLC, oggetti di gioco che vengono rilasciati con una certa regolarita' dalle software house per ampliare l'esperienza base che un loro titolo e' in grado di offrire. Eccoci ad un nuovo articolo legato ad un argomento che sempre piu' ci interessa, quello dei DLC. Gia' qualche tempo fa se ne era introdotto il tema, parlando di alcuni giochi e delle loro espansioni piu' o meno riuscite, dai prezzi piu' o meno abbordabili. Vediamo di saperne ancora di piu'.

di: Giorgio "Nadim" Catania

“Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura, che la diritta via era smarrita.”
Così comincia il sommo poema fiorentino scritto dall’intramontabile Dante Alighieri, e così scimmiotta nel prologo anche uno dei titoli EA, lo spettacolare Dante’s Inferno.
Gioco che però, nella versione originale, è totalmente privo di qualsivoglia livello anche vagamente simile alla selva oscura descritta nella Commedia. Ma non preoccupatevi, Visceral Games ha rimediato piuttosto in fretta, creando un DLC in poco tempo e pubblicandolo sul Live e sullo Store ad un prezzo tutt’altro che moderato.
4,99 euro per offrire cosa? Un’ambientazione piuttosto anonima, arricchita da enigmi dal dubbio valore, un paio di nemici spacciati per nuovi e poco altro, oltre a presentare al suo interno qualche scelta discutibile. Forse non si dovrebbe nemmeno parlare di aggiunta, se così la si può chiamare, tanto misera per un gioco che avrebbe meritato un trattamento migliore.

I Tormenti di Santa Lucia perlomeno si dimostrano di gran lunga più vari, aggiungendo un personaggio secondario forte di un parco mosse variegato e diversificato da quello del nostro poeta e una modalità co-op sempre ben accetta. Inoltre la possibilità di creare, tramite apposito editor, delle arene in cui sfidare frotte di demoni aumenta la longevità in maniera significativa. Certo, queste arene sono e sempre saranno circolari, stile “Gironi dell’Inferno”, ma almeno la quantità di sfide e la possibilità di ottenere nuovi Trofei compensa questa lacuna.

E pensare che, con l’uscita di questo secondo oggetto di gioco, è stata distribuita nei negozi una versione aggiornata del titolo stesso, contenente entrambi i DLC più i numerosi bonus rilasciati sul Network e sul Live nel corso dei mesi dai Visceral Game. Bonus che, a prezzi letteralmente assurdi, aggiungono pressoché nulla all’esperienza di gioco. Insomma, chiunque non abbia ancora comprato Dante’s Inferno potrebbe fare un pensierino sulla St. Lucia Edition. A tutti gli altri invece un consiglio: “non ragioniam di loro, ma guarda e passa.”.

Per quanto riguarda Lost Planet 2, il discorso è un attimo differente. Qui non si parla tanto della qualità dei DLC di per sé, ma della loro vera utilità. Perché far uscire due, e ribadisco due, mappe per il multiplayer un giorno dopo l’uscita del titolo? Non stiamo parlando di mesi o settimane, ma di poche ore dopo l’arrivo del gioco nei negozi.
Per quel che mi riguarda quelle mappe possono anche essere stupende, a me il gioco piace e posso anche essere ottimista, ma non ci vuole molto per capire che Capcom si è adattata all’atteggiamento delle altre software house copiandone la pessima politica. Perché, anziché impegnarsi per sviluppare nuove mappe da lanciare in contemporanea con il gioco, non si impegnavano di più sullo stesso, o le includevano direttamente? Con questo non voglio dire che il gioco è brutto, anzi. Però mi sembra una cattiveria nei confronti dei fan pubblicare due mappe ad un giorno dal rilascio del titolo. Sembra tanto una presa in giro, ed io onestamente odio le prese in giro.
Che gli costava metterle subito in quel disco e farla finita? Nulla, probabilmente, ma così avrebbero guadagnato qualcosa in meno. È certamente più comodo vendere due mappe separate dal resto del gioco, in modo tale da ottenere qualche entrata extra facile, che dite? E ovviamente, nemmeno il tempo di pubblicare l’articolo, ed ecco spuntare il nuovo pacchetto, con altre mappe. Sembra quasi che lo facciano apposta…

E passiamo ai Car Pack di Forza Motorsport 3. Ecco un ottimo esempio di DLC interessanti sì, ma anche non particolarmente utili o originali. I ragazzi di Turn 10 infatti si sono prefissati l’obiettivo di pubblicare regolarmente pacchetti aggiuntivi di macchine sportive di ogni tipo. È così che si ammirano livree di ogni tipo e natura, che di certo donano un fascino maggiore al titolo. Ma l’utilità dove sta? Abbiamo nuovi bolidi a prezzi tutto sommato modesti, certo, ma come influiscono questi sulla giocabilità/longevità del titolo? Semplice, non influiscono per nulla, o quasi.
Ecco perché Turn 10 dovrebbe mettersi al lavoro su possibili nuovi circuiti su cui correre, piuttosto che su nuovi luccicanti mezzi. Un tracciato aggiuntivo proporrebbe sicuramente maggior varietà, aumenterebbe la longevità del gioco, specialmente in un videogame di corsa, e darebbe nuova vita alle classifiche online.
Insomma, basta auto: dove sono i nostri nuovi circuiti?   

Come non parlare poi di LittleBigPlanet, che ad anni dalla sua uscita continua a rinnovarsi quasi ad ogni settimana? Non sto parlando solo dei costumi per i simpatici SackBoy, che per quanto colorati sono totalmente inutili, ma anche delle espansioni più interessanti. Un esempio? Quella legata al mondo di Metal Gear Solid, che ha dato nuova linfa al titolo, introducendo la Paintinator, pistola capace di sparare grumi di vernice, e consentendo così un nuovo tipo di gameplay, quello shooter, all’interno del gioco stesso. Oppure potremmo soffermarci sul DLC dei Pirati dei Caraibi, che ha aggiunto un nuovo elemento naturale: l’acqua. Sembra una cosa da poco, ma in realtà non lo è. Infatti l’acqua ha portato con sé un nuovo tipo di fisica, capace di influenzare totalmente il mondo di gioco, permettendo la creazione di livelli subacquei e puzzle ad essa legati. Per non parlare del recentissimo pacchetto per creare veicoli meccanici funzionanti, che rinnova per l’ennesima volta il gameplay di un titolo, senza però stravolgerlo totalmente.

Ecco, questi DLC dovrebbero essere di esempio e modello per quelli di tutti i giochi.

Prima di chiudere questo articolo, però, vanno analizzati i DLC di almeno un ultimo gioco. E sono certo che avrete anche intuito quale intenda. Esatto, proprio quello, uno dei più discussi nonché il più venduto di sempre. Mi riferisco ad un signor FPS, l’unico che in pochissimi giorni dall’uscita ha venduto oltre dieci milioni di copie, per un totale ad oggi di quasi il triplo di copie totali date via, facendo arricchire oltremodo la software house che lo ha sviluppato. Per chi ancora non lo avesse capito, si sta parlando di Modern Warfare 2, dello Stimolous Pack e del Resurgence Pack.

Il primo, uscito a inizio Aprile per il Live e i primi di Maggio per il Network, viene venduto a 13,99 euro, ed offre cinque mappe per il multiplayer. Tre totalmente inedite, due invece sono remake di un paio già viste in Call of Duty 4. Stessa cosa dicasi per il secondo DLC, uscito i primi di Giugno sul Live e qualche tempo dopo sul Network: tre arene nuove e due remake, proposti sempre allo stesso prezzo.

Sebbene le mappe siano tutte strutturate bene e aumentino la già infinita longevità del titolo, pagarle circa tre euro l’una però non è forse un po’ troppo? A maggior ragione considerando che solo sei di queste sono davvero nuove, per chiunque abbia già giocato il primo Modern Warfare.
Che Activision calchi troppo la mano, sfruttando senza problemi l’onda del successo del suo titolo più importante? Per quanto Modern Warfare possa piacere, non è forse un po’ esagerata una cifra simile per qualche arena in più?
A quanto pare la risposta non sembrerebbe così scontata, visto che i download del primo pack nella sola prima settimana hanno raggiunto record mai realizzati da altri titoli, mandando addirittura in tilt lo Store della Sony…

Si potrebbe continuare a scrivere di numerosi altri giochi, dal tenebroso Bioshock 2 e i suoi pack all’originale Borderlands, con i suoi DLC ricchi di opzioni, nemici e aree aggiuntive, magari passando per Mass Effect 2 o Uncharted 2. O si potrebbe discettare sulla scelta, piuttosto discutibile, di vendere i costumi di Super Street Fighter IV sotto forma di contenuti aggiuntivi, quando in realtà sono già su disco. Non sono tanto gli argomenti a mancare, quindi, quanto il tempo e lo spazio concessoci, quindi per questa volta mi fermo qui.
Se per caso mi fossi dimenticato di citare qualche titolo che vi sta particolarmente a cuore, o se credete che mi possa sbagliare su qualcosa, segnalatelo senza problemi sul forum, attendo con curiosità le vostre opinioni.

Per concludere, come avrete avuto modo di leggere, i DLC che offrono qualcosa di particolarmente buono ad un prezzo onesto sono davvero rari. Le software house hanno imparato fin troppo in fretta che vendere oggetti di gioco a prezzi relativamente alti rende più di quanto ci si possa aspettare, e quindi perché affaticarsi tanto quando basta tagliare qualche sezione del gioco per ottenere buoni risultati?
Perché bisogna tornare a programmare nuovamente i codici dello stesso titolo dopo mesi quando lo si può fare prima dell’uscita dello stesso e spacciare poi tutto per nuovo?
E la longevità dei DLC stessi è l’elemento che maggiormente ne risente da queste mere operazioni commerciali. Spesso brevi, capaci di elargire poche emozioni, perlopiù rivisitazioni di elementi già ampiamente gustati nelle versioni base del gioco.
Probabilmente molte software house considerano alcuni loro titoli delle galline dalle uova d’oro, e cercano di sfruttarli e spremerli fino all’ultimo bit per ottenere guadagni facili. Eppure, come detto all’inizio del pezzo, non tutto è oro quello che luccica. Anzi, a quanto pare qui di oro ce n’è appunto ben poco, mentre tutto il resto è bigiotteria di bassa qualità.

 

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