Il DLC colpisce ancora! - Articoli

Chiamasi DownLoadable Content, o piu' semplicemente DLC, oggetti di gioco che vengono rilasciati con una certa regolarita' dalle software house per ampliare l'esperienza base che un loro titolo e' in grado di offrire. Eccoci ad un nuovo articolo legato ad un argomento che sempre piu' ci interessa, quello dei DLC. Gia' qualche tempo fa se ne era introdotto il tema, parlando di alcuni giochi e delle loro espansioni piu' o meno riuscite, dai prezzi piu' o meno abbordabili. Vediamo di saperne ancora di piu'.

Chiamasi DownLoadable Content, o più semplicemente DLC, oggetti di gioco che vengono rilasciati con una certa regolarità dalle software house per ampliare l’esperienza base che un titolo è in grado di offrire.

Eccoci quindi ad un nuovo articolo legato ad un argomento che sempre più ci interessa, quello dei DLC. Già qualche tempo fa se ne era introdotto il tema, parlando di alcuni giochi e delle loro espansioni più o meno riuscite, dai prezzi più o meno abbordabili.
Da quando quel pezzo è stato pubblicato ne è passata di acqua sotto i ponti: nuovi e meravigliosi giochi sono usciti nei negozi, seguiti a distanza di settimane – o di poche ore, dipende dal titolo in questione – da DLC (per) ricchi, sbarcati su porti virtuali quali il Live e il Network.
Molti di voi si saranno chiesti se quelle espansioni erano oggetti di gioco degni di nota o solo mere trovate commerciali delle sempre più furbe software house.
Le sequenze 12 e 13 di Assassin’s Creed II sono davvero parti di gioco tolte all’ultimo dalla Ubisoft per tirare su qualche euro in più? L’imbalsamatore che Madison Paige affronta nella prima cronaca di Heavy Rain è davvero un’esperienza che vale il prezzo del biglietto? La Selva Oscura che Dante affronta dopo le Crociate merita di essere giocata e salvata dalla marea di DLC mediocri? E come mai sono state rilasciate delle mappe bonus per Lost Planet II dopo nemmeno un giorno dall’uscita del titolo?
A questi ed altri quesiti cercherò di dare una risposta sincera ma critica, non solo nel tentativo di guidare i vostri acquisti e di farvi risparmiare qualche soldo, ma anche nella speranza di convincervi sul perché, purtroppo, non tutto è oro quello che luccica.

Partiamo con l’incredibile e vasto Assassin’s Creed II. Molti di voi avranno vissuto le avventure del fiorentino Ezio Auditore, giovane nobile caduto in disgrazia e diventato poi un temibile assassino. E molti di voi avranno anche scoperto, con un po’ di amarezza e un mucchio di seguenti improperi, che nel gioco si passa dalla sequenza 11 alla 14. Aspettate un attimo… sono sicuro che anche a voi alle elementari hanno insegnato che dopo l’11 ci sono il 12 e il 13! Qualcosa non quadra, questo è certo.

Le possibilità sono due: o in Francia a scuola viene insegnata una matematica differente da quella che si studia in tutto il resto del mondo, o i ragazzi di Ubisoft hanno fatto i furbi, e si sono preparati in anticipo qualche trucchetto per guadagnare facilmente con un minimo di lavoro.
Sebbene infatti questi due episodi pesino più di tanti altri DLC, scongiurando così il rischio di passare per cosiddetti DLC Key, ovvero DLC che servono solo a sbloccare dati già presenti su disco (qualcuno ha menzionato il Versus di Resident Evil 5?), l’idea di far provare al giocatore sequenze che già avrebbero dovuto essere nel titolo base fa mal pensare.
Ma ipotizziamo anche che la Ubisoft sia in buona fede e non abbia voluto fare la furba in alcun modo, cosa che comunque, personalmente, mi risulta un po’ difficile credere. Possibile che dei DLC del valore di circa 4 euro l’uno durino appena un’ora e poco più di gioco ciascuno? Ma stiamo scherzando o cosa? Se confrontiamo il prezzo del gioco intero e quello di entrambi i singoli episodi (che per la cronaca non contengono nemmeno Obiettivi e Trofei) si nota subito la sproporzione nel costo. Un gioco da oltre 20 ore, rigiocabile, enorme e pieno di segreti lo si paga una settantina di euro. I DLC 3,99 euro l’uno.
La qualità dei contenuti offerti non è malvagia, va bene, soprattutto per quanto riguarda Il Falò delle Vanità ma in ogni caso, ripeto, l’idea di dover pagare per avere due sequenze che dovevano essere già presenti su disco fa storcere non poco il naso.

Per quanto riguarda il fin troppo criticato Resident Evil 5, Capcom ha però rimediato all’ingiustizia del già citato Versus tramite i due episodi extra, Incubo senza uscita e Fuga disperata. Mentre il primo omaggia a piene mani l’intramontabile origine della serie, con un Chris Redfield e una Jill Valentine rinchiusi in una oscura magione dalle tinte prettamente dark, il secondo affianca all’immancabile Jill il più armato Josh Stone, mentore della sexy Sheva Alomar, in un livello pieno di nemici da distruggere. Il tutto concatenato in maniera per nulla forzata alla trama del gioco originale, con alcune sequenze video originali che non deluderanno gli appassionati.
Certo, la solita durata limitata dei DLC inficia sulla valutazione finale degli stessi, ma nonostante tutto entrambi gli episodi godono di un fattore minimo di rigiocabilità grazie ad alcuni extra graditi. Insomma, almeno questa volta i ragazzi di Capcom si sono impegnati nel proporre qualcosa di più di una Key dalla dubbia qualità. È pur sempre un passo avanti.

Dragon Age: Origins, tra tutti i giochi usciti alla fine dell’anno scorso, rappresenta forse il caso più emblematico tra quelli analizzati in questo articolo. Infatti BioWare continua tuttora a supportare il titolo con nuove espansioni, aumentandone la longevità e la giocabilità, ampliando le possibilità di sviluppo dei personaggi, aggiungendo nemici nuovi ed aree esplorabili inedite.

Però lo fa con DLC dalla qualità alterna. Se infatti i primi tre, Il Picco del Soldato, Il prigioniero di Pietra e Ritorno ad Ostagar aggiungono appena qualche extra, poco per il prezzo a cui vengono venduti, il quarto arricchisce il titolo in maniera indubbiamente significativa. Parliamo di Awakening, uscito pochi mesi fa. Il primo appunto da muovere a questa espansione, però, è sicuramente non positivo: in tutto il mondo infatti Awakening è stato distribuito sia in Digital Delivery sia in versione fisica, ovvero su disco. L’unico continente su cui è stata fatta eccezione, però, indovinate qual è? Esatto, proprio l’Europa. Dalle nostre parti infatti la versione PS3 sarà ottenibile solamente via Store, andando ad occupare preziosi GB del nostro già intasato HDD, scoraggiandone l’acquisto non solo ai più diffidenti verso i servizi digitali, ma anche ai collezionisti, un vero peccato.
Torniamo però a parlare di ciò che viene offerto da questo ricco DLC: tanti nuovi nemici da sconfiggere e alleati da incontrare e arruolare, nuove abilità da apprendere e un aumento del livello di esperienza dei nostri eroi, nonché un’intera regione da scoprire. Ad un prezzo che forse risulta un po’ elevato: 39,99 euro possono infatti sembrare eccessivi per un’espansione, però il contenuto offerto di sicuro soddisferà e aggiungerà parecchie ore di gioco, specialmente ai fan che hanno amato l’avventura principale.
Insomma, questa volta i ragazzi di BioWare si sono rimboccati le maniche e hanno messo un po’ più di impegno nel creare qualcosa di interessante.
Riguardo Le Cronache della Prole Oscura, si possono muovere molti complimenti per quanto riguarda la trama ad esso legato e altrettante critiche per la durata. La storia che ruota attorno all’espansione riprende il tema già riscontrato in numerosi fumetti Marvel, ovvero quello del “What If?”, in cui si narrano avventure alternative a quelle raccontate nel titolo originale, mostrando cosa sarebbe successo se fosse stata la Prole Oscura ad avere la meglio. Per quanto riguarda la longevità però si riscontrano i problemi principali. Infatti l’esperienza non durerà più di un’oretta o due al massimo, cosa che dispiace visto le possibilità narrative di una trama simile. Stessa durata del resto la offre il DLC I Golem di Amgarrak, che sebbene proponga nuovi avversari da affrontare e qualche enigma extra, riduce la trama a qualcosa di troppo scontato per un DLC da cui gli appassionati si aspettavano di più.
E, giusto per non tralasciare nulla, accenniamo anche a Il canro di Leliana. DLC dalla trama sicuramente più profonda, narra le vicende di Leliana e del suo arrivo nel gruppo, ricollegandosi così alla trama. Tutte le scelte che si possono fare durante l’ora e mezza circa di gioco però, seppur in un primo momento sembrino libere da qualsiasi “muro invisibile”, alla lunga si rivelano un po’ inutili, visto che riconducono inevitabilmente alle vicende narrate (e in parte spiegate) nel gioco di base. Un po’ un peccato, visto che questo dettaglio intacca gli altri elementi validi, convincendo all’acquisto principalmente i fan.
Magari Bioware poteva spremersi un po’ di più, visto che ormai in ambito DLC non è più una novellina… attendiamo la Ultimate Edition per ulteriori complimenti o critiche nei suoi confronti.  

Un altro titolo che di recente ha contribuito parecchio all’espansione del PlayStation Store, dopo aver ingrandito il Live mesi fa, è Grand Theft Auto IV. Rockstar da questo punto di vista si dimostra infatti la più attenta alle esigenze dei suoi clienti. Come poter criticare Lost and Damned e The Ballad of Gay Tony? Due espansioni che, ad un prezzo di 35 euro in digital delivery e di 45 euro su disco, offrono due avventure nuove di zecca, piena di missioni principali e secondarie da affrontare, minigiochi divertentissimi, storie articolate ed interessanti, modalità multiplayer aggiuntive ed altre chicche. L’ambientazione rimane la stessa, la tanto amata Liberty City, ma le nuove possibilità offerte sono tante, che elevano ulteriormente la serie nel panorama dei free-roaming.

Che dite, chi merita di più tra i due, Dragon Age: Awakening o Grand Theft Auto IV: Episodes from Liberty City? A voi l’ardua sentenza.

Quando invece ho provato per la prima volta l’episodio aggiuntivo di Heavy Rain, devo ammettere di essere rimasto piacevolmente colpito in un primo momento. Seppure molto breve, L’imbalsamatore offre al giocatore un concentrato di emozioni uniche, capaci di rapirlo per un quarto d’ora circa. Però ci sono circa cinque critiche da muovere anche a questo DLC. La prima è che dura, appunto, davvero troppo poco. Non impiegherete nemmeno una ventina di minuti per concluderlo al primo giro, cinque o sei al massimo a quelli successivi. E il prezzo, la seconda nota dolente, anche in questo caso si rivela elevato, secondo un rapporto quantità/prezzo. Fosse stato venduto ad 1 euro, magari la transazione si sarebbe rivelata equa, ma 3,99 euro sono troppi. E poi, diciamocelo, il DLC in questione è totalmente slegato, o quasi, dal contesto del gioco; ha un piccolo legame, ma si vede che è stato tirato su più come una demo, che come una vera e propria espansione. Quindi perché volerlo per forza vendere a parte, e non inserirlo direttamente nel titolo, magari come bonus? E qui la terza nota, perlopiù ironica: chi ha comprato all’epoca Heavy Rain in edizione limitata, allo stesso prezzo della normale, lo ha trovato direttamente nella confezione. Sembra quasi paradossale la cosa, non trovate?

Quarto appunto: visto la natura “alternativa” di questa mini-espansione, forte di vari finali differenti, perché non aggiungere almeno una manciata di Trofei, giusto per premiare i più costanti e rendere il tutto più accattivante? La nota critica finale riguarda invece il progetto Heavy Rain Chronicles, una serie di episodi come questo che la Quantic Dream avrebbe dovuto gradualmente rilasciare. Se fino a qualche giorno fa ancora in molti attendevano l’arrivo degli altri DLC, adesso si è saputo che non ne verranno rilasciati più: Sony ha preferito che Quantic Dream si mettesse all’opera su una patch sul Move, piuttosto che su nuovi capitoli del gioco. E noi giocatori che li aspettavamo con ansia cosa dovremmo dire? Per carità, l’implementazione del Move al titolo non dispiace certamente, ma risulta comunque triste vedere la chiusura del progetto Heavy Rain Chronicles, che aveva delle potenzialità…

Peccato, anche Sony e Quantic Dream si sono giocate un po’ della nostra fiducia.