Kids With Guns – L’Odissea new-pop di Capitan Artiglio - Comic Recensione

Il mondo ha un dannato bisogno di fumettisti come Capitan Artiglio.

Questo ragazzone torinese, che si fa chiamare come il protagonista di un famoso videogioco degli anni ’90, è al suo primo libro e sta già facendo parlare di se praticamente tutta la stampa del settore. Il libro in questione si chiama Kids With Guns e se siete dei nerd nati a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, beh rallegratevi, perchè il libro del Capitano è un omaggio a tutto quello che avete sempre amato, con cui siete cresciuti e per cui provate nostalgia. E’ infatti una storia di cowboy, fuorilegge, bimbi sperduti, dinosauri e antiche maledizioni, un gigantesco e psichedelico frullatore di cultura e sottocultura pop in cui vi sentirete letteralmente a casa.

Furbescamente, Capitan Artiglio decide di giocare su un suolo a lui congeniale: scrive e disegna quello che più gli piace. Ecco che quindi i protagonisti parlano e si muovono come i personaggi dei western di Sergio Leone (i cui riferimenti sono molteplici nella storia), hanno appesi in casa i poster dei Pokèmon, cavalcano dei sauri con cui entrano in sintonia come facevano i Na’Vi con la fauna di Pandora in Avatar e si muovono in un mondo eterogeneo e diversificato, pieno di mostri e strane razze aliene, una roba per cui George Lucas andrebbe estremamente fiero.

E così la storia dei fuggiaschi fratelli Doolin e della piccola pistolera senza nome ci cattura, un proiettile alla volta, un incantesimo alla volta, un dinosauro alla volta, in maniera del tutto naturale, senza forzatura alcuna e senza mai la presunzione di voler perpetrare chissà quale aulica o impegnativa tematica. E’ intrattenimento puro, una storia scritta prima per sè (e per le proprie passioni) e poi per il pubblico. E probabilmente sarà per questo che molti di voi se ne innamoreranno: per la sua spontaneità e quel sapore squisitamente anni ’90 che ne è la sua anima pulsante, su una scala da zero a Jurassic Park.

Si ma tutto questo baraccone funziona? Funziona e funziona anche molto bene. Perchè i dinosauri piacciono a tutti, le avventure western piacciono a tutti (e a chi non piacciono probabilmente non piace l’avventura, quindi vade retro!) e l’abilità (forse anche la paraculaggine perchè no) di Capitan Artiglio sta nell’essere riuscito a mixare questi elementi all’apparenza agli antipodi e tirarne fuori una storia volutamente classica e piena di clichè, ma che regala ugualmente qualche ottimo spunto, soprattutto in vista di un probabilissimo sequel.

Kids With Guns è un libro che si legge tutto d’un fiato e di cui si apprezza praticamente tutto, dalla prima all’ultima pagina. Perchè? Perchè è un’appassionata dichiarazione d’amore dell’autore verso miti e passioni dei ragazzi della sua generazione che lui, come un novello Tarantino, riesce abilmente a rimescolare, rendendo al tempo stesso tangibili e riconoscibili tutti gli omaggi e le citazioni con cui puntella dialoghi e disegni.

Perchè anche visivamente questa opera prima di Capitan Artiglio riesce a catturare l’attenzione del lettore: al netto di un tratto talvolta ancora un po’ acerbo, va infatti riconosciuto a Julien Cittadino (questo il nome all’anagrafe dell’autore) di avere un gusto invidiabile nella composizione delle tavole, nella colorazione ma soprattutto nell’abilità di disegnare le scene con i dinosauri, indubbiamente il frangente in cui si sente più a suo agio e che, evidentemente, lo ha più divertito durante la lavorazione del libro tanto da essere già diventato il suo marchio di fabbrica.

Insomma, Kids With Guns è sicuramente tra le uscite più interessanti di questa prima metà di 2018, non solo per il già entusiasmante catalogo Bao Publishing, ma proprio dell’intero panorama fumettistico italiano, che forse ha trovato un nuovo talento.

Buona la prima, Capitan Artiglio!

Rispondi

Per rispondere devi entrare o registrarti.