Di poche settimane
Non è ancora finito lo sviluppo
Nuova serie di video dietro le quinte
Il paradiso dei glitch
Non c'è bisogno di scaricare un aggiornamento
Migliorie delle performance su PS4
Finalmente Netflix anche in Italia
Inside my Radio è figlio della pletora di rhythm'n game che da Parappa the Rapper, primo esponente di spicco del genere, popolano il mercato videoludico.E i presupposti ci sono tutti per etichettarlo come tale: un stereo a fare da cornice al (seppur semplice) impianto narrativo e tanta musica a dettare il rimo di gioco, che spazia dalla dub a quella elettronica.Eppure, il titolo sviluppato da Seaven Studio, recentemente transitato da PC all'ammiraglia Microsoft non rientra pienamente nella suddetta categoria.Ma vediamo di andare con ordine.
Non è facile abbandonare il brand che ti ha reso universalmente conosciuto e rispettato e lanciarsi in una nuova avventura, sviluppando una IP inedita che, almeno nelle intenzioni, è mossa dalla volontà di portare avanti il lustro inaugurato dal celebre Halo. Eppure, a dispetto di scetticismi più o meno giustificati, Bungie pare proprio aver fatto centro con Destiny. Certo, la partenza non è stata esente da alcuni intoppi, ma se a distanza di un anno siamo ancora a parlare di questo complesso MMOFPS, forse, del buono ce ne è davvero: magari non sarà statisticamente rilevante, ma se dal day one ad oggi non è passato giorno che almeno una paio di persone della mia corposa lista amici non fosse impegnato a scorrazzare in compagnia dei Gurdiani, un motivo ci dovrà pur essere. E quello che andiamo a trattare oggi risponde al nome di Il Re dei Corrotti.
Quando abbiamo ricevuto un codice per partecipare alla closed beta di Rainbow Six: Siege ci siamo fiondati immediatamente a scaricare il client curiosi di provare, a pochi mesi dal lancio del prodotto completo che ricordiamo è fissato al 1° Dicembre, il videogioco che all'E3 2014 fu la bomba di fine conferenza di Ubisoft. Prima di procedere è doveroso fare un piccolo disclaimer: i server di questa closed beta sono tutto tranne che stabili a causa del gran numero di utenti che hanno ottenuto un codice d'accesso. Il risultato quindi è un netcode da rivedere e un matchmaking che ci porta a lunghe attese. Trattandosi di una beta si tratta di problematiche normali che ovviamente speriamo non si presenteranno nel prodotto finale. Nonostante tutto siamo riusciti a giocare un buon numero di partite che ci hanno permesso di farci un'idea di ciò che questo Rainbow Six: Siege ha da offrire.
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