Recensione Wreck Runners
di: Donato MarchisielloIl mercato dei titoli cooperativi moderni è una giungla spietata. La stragrande maggioranza delle produzioni nasce e muore in poche settimane, incapace di distinguersi dalla folla, ormai, informe o quasi e di rispondere ad una domanda semplice: è divertente giocarci? È proprio in questo specifico segmento ludico che si inserisce Wreck Runners, il gioco d’azione ed estrazione ordito da Disruptive Games, che punta ad un’esperienza incentrata sulla condivisione di obiettivi e la stretta cooperazione. Sarà gustoso farlo? Scopriamolo con la recensione della versione Xbox Series X!
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Wreck Runners è un gioco d’azione in terza persona, con forti elementi esplorativi, di piattaforma e sparatutto, incorniciati da classiche meccaniche da gioco d’estrazione. Insieme a un massimo di altri tre compagni, interpreteremo una sgangherata ciurma di esploratori marittimi di frontiera, ahimè dislocato in un triangolo della Bermuda post-apocalittico e avvolto da una pericolosa nebbia, il cui unico scopo è recuperare oggetti appartenenti ad una civiltà perduta e installazioni scientifiche in rovina. La narrazione è quasi interamente ambientale: storie di scienziati impazziti e anomalie soprannaturali emergono dai detriti e dai resti di edifici e relitti. Niente spiegoni lunghi: si scopre esplorando. Dunque, per chi fosse alla ricerca di ambientazioni intricate, narrative profondo et similia, sicuramente Wreck Runners non offrirà quanto cercato.
Il loop di gioco è semplice nell’idea e diabolico nella pratica. Verremo dislocati in una mappa parzialmente procedurale e con un fidato quanto fondamentale mezzo di trasporto al nostro fianco (di cui parleremo in seguito). Grazie ad una serie di attrezzature, tra cui un fucile gravitazionale chiamato Scrapjack in grado di spostare/lanciare oggetti, muoveremo ed useremo casse pesanti, rottami e artefatti che saremo poi chiamati a caricare sul succitato mezzo (chiamato ORCA) o che, addirittura, useremo per abbattere i nemici che saranno generati dalla succitata nebbia. Al centro dell’esperienza di Wreck Runners c’è la fisica, che governa “tirannicamente” tutto: i carichi più ingombranti richiedono argani, strumenti di sollevamento o lo sforzo combinato di due o più giocatori. Ogni trasporto diventa un piccolo miracolo di coordinazione o, più spesso, una sequenza di errori in cui basta un passo falso, un attacco nemico o una disattenzione per far precipitare il bottino in un burrone, danneggiarlo (abbassandone il valore) o incastrare il veicolo tra le rocce. L’obiettivo è, naturalmente, raggiungere una quota in dollari specifica prima di poter estrarre quanto recuperato.
Un loop semplice, addirittura scarno per certi versi (non vi sarà nessun “inghippo” ruolistico o astrusi alberi di abilità da studiare, ad esempio), ma che funziona più che egregiamente in cooperativa. Un loop che però, almeno nelle fasi iniziali, non sarà immediatamente chiarissimo, complice anche un tutorial sicuramente divertente (impostato come una sorta di orientamento aziendale) ma non proprio prodigo di informazioni dettagliate.
Il vero protagonista è l’ORCA, un veicolo polivalente che si muove sulla terraferma, si immerge o si trasforma in elicottero a comando. La transizione tra le modalità è fluida e regala una libertà esplorativa rara nel genere. La progressione di Wreck Runners ruota sostanzialmente attorno al potenziamento del mezzo, che potrà esser dotato di motori migliori, scudi, sonar avanzati e moduli di carico più capienti ecc, o nuovi strumenti personali che ci garantiranno una più lunga sopravvivenza. Il tutto sarà acquistabile da un (non troppo comodo) negozio sito nell’hub principale di gioco. La gestione della progressione e la tensione rischio-ricompensa creano una certa dipendenza, anche se dopo un po’ la ripetitività si farà nettamente sentire. Più tempo si rimarrà sul campo, più il mondo diverrà molto meno ospitale: la nebbia si addenserà, con creature sempre più aggressive che inizieranno a darci la caccia. L’endgame punta proprio su questo, con contratti ad alto rischio/alta ricompensa che richiedono una build dell’ORCA solida e una sinergia di squadra quasi perfetta.
Se, nonostante una certa basicità di fondo, Wreck Runners risulti piuttosto divertente in cooperativa, il velo si squarcia però in solitaria. Il gioco include una modalità single player, che però appare quasi come una aggiunta dell’ultimo minuto. Wreck Runners è concepito per il multiplayer cooperativo. Da soli il trasporto dei materiali diventa lento e macchinoso, fatto di una infinità di viaggi di andata e ritorno, di oggetti che spesso non potremo trasportare (soprattutto nelle fasi iniziali) e di un quantitativo di nemici oneroso sin dai primissimi istanti di gioco. Il bilanciamento della difficoltà è tarato verso l’alto e pensato per gruppi affiatati in comunicazione vocale. Tentare le missioni avanzate da soli equivale a un suicidio ludico programmato.
Tecnicamente, su Xbox Series X il lavoro di Disruptive Games è solido nell’estetica ma mostra i tipici limiti di una produzione indipendente. Il motore fisico, centrale nel gameplay, a tratti fa le bizze: carichi che si incastrano di tanto in tanto nello scenario o iniziano a vibrare per collisioni imprecise, costringendo a manovre assurde per sbloccarsi. La fluidità tiene i 60 fps per la maggior parte del tempo, ma cede ogni tanto nelle situazioni più caotiche, soprattutto in estrazione quando si accumulano nebbia volumetrica, effetti particellari e nemici. Esteticamente, il prodotto è di buon livello se rapportato all’esiguo prezzo di vendita, ma sprizza “indie” da tutti i pori. Di tutt’altro livello è il comparto sonoro, uno dei punti di forza del titolo. Il metallo dell’ORCA che scricchiola sotto pressione, il rumore ovattato dei motori sott’acqua e i versi lontani delle creature che squarciano il silenzio della nebbia sono realizzati con cura. L’audio posizionale è preciso al punto da diventare uno strumento di gameplay, utile per individuare le minacce prima che entrino nel campo visivo.
In conclusione, Wreck Runners è un’esperienza cooperativa di alto livello: basica ma spassosa nel modo in cui può intrattiene un gruppo di amici. I limiti tecnici legati alle collisioni, i cali di frame nelle fasi più intense e una certa ripetitività strutturale delle missioni. Se avete una ciurma con cui condividere i fallimenti, l’acquisto è praticamente obbligatorio (anche per il prezzo davvero esiguo). Se cercate un’esperienza in singolo, probabilmente Wreck Runners non è l’opzione, al momento, migliore sul mercato.