Wrc 9 - Recensione

Il Rally è uno sport impietoso, in cui anche il più grande dei campioni viene punito severamente al minimo errore. Se questo sport viene trasposto in un videogioco cercando di raggiungere quanto più possibile un livello di simulazione vicino alla realtà è evidente fin da subito che non è un gioco che è rivolto alla massa. Questo è Wrc 9: il titolo di Kylotonn Racing prende uno sport di nicchia e lo rivolge a un pubblico limitato di appassionati, che non hanno paura di affrontare un gioco in cui non è permesso sbagliare e in cui il controllo del mezzo è totalmente affidato alle loro capacità e sensibilità, senza alcun tipo o quasi di aiuto. Sfruttando le licenze ufficiali del campionato mondiale rally Wrc 9 ci immerge in questo sport motoristico in maniera completa, ma non priva di sbavature, ricca di contenuti presenti e futuri sia per chi vuole giocare da solo, sia per chi vuole farlo in compagnia. Dall’asfalto al fango, dalla terra alla neve, passando per condizioni atmosferiche di ogni tipo tuffiamoci in questo titolo cercando di capire se il suo voler essere simulativo deve essere visto solo come un pregio o anche come un difetto.

SIMULAZIONE NON ALLA PORTATA DI TUTTI 

Prima di andare a fare le pulci al gioco a livello contenutistico mi preme parlare di quello che, secondo me, è il punto cardine del titolo, che ha attirato pareri contrastanti tra critica e pubblico per ragioni che vedremo tra poco: il gameplay. Ho giocato a Wrc 9 sia con il pad che con il volante proprio per poter capire il motivo che portava alcuni a criticare aspramente questo aspetto del gioco e altri ad elogiarlo. La mia prima (e ultima ora di gioco)  fatta col pad è servita a rendermi conto che un titolo del genere non può essere giocato in questa maniera. Qualsiasi sia il livello di difficoltà che si sceglie bisogna dosare per bene freno e acceleratore, per non bloccare le ruote o finire in testacoda, ed è necessario effettuare continue correzioni di direzione per tenere l’auto dritta, cose che con il pad è veramente arduo effettuare. D’altra parte questo aspetto è stato sempre un punto cardine della serie quindi non c’è da meravigliarsi, ma comunque è un elemento che chi pensa di comprare il titolo deve sapere per non incappare in brutte sorprese.

L’esperienza di gioco è un misto di soddisfazioni e imprecazioni: l’assenza di minimappa e l’hub ridotto al minimo costringono il giocatore a stare concentrato per tutto il tempo, con il copilota che diventa di vitale importanza: dovremo affidarci a lui ciecamente e seguire alla lettera le sue indicazioni. Per fortuna è doppiato in italiano e si può decidere nelle opzioni se fargli anticipare ulteriormente i tempi in cui ci da le indicazioni. Le informazioni fornite sono abbreviate, ma estremamente dettagliate. Il suo unico difetto, se così lo si può definire, è che a volte vi inonda di informazioni confondendovi, ma questo dipende dalla pista e non ci si può fare nulla. L’unica possibilità di rimediare a un errore, a patto di non aver fatto danni troppo ingenti, è rappresentato dal poter rimettersi subito sul tracciato, ma al costo di una penalità in secondi. Non esiste la possibilità di riavvolgere il tempo e anche la più piccola imprecisione sarà pagata a caro prezzo. Una pietra a bordo pista, una curva presa troppo larga in un punto senza protezioni e la nostra tappa sarà pesantemente condizionata. Evento che sarà la norma, soprattutto all’inizio dell’esperienza: infatti Wrc 9 è uno di quei titoli che richiede pratica e dedizione per iniziare a vedere dei risultati concreti.

La fisica del gioco è altalenante e presenta aspetti molto positivi alternati a imprecisioni che fanno storcere molto il naso. Le auto si muovono in maniera molto realistica, se ne sente la pesantezza e la potenza del motore. Anche i diversi terreni e le diverse condizioni atmosferiche influenzano il gameplay in maniera corretta: ad esempio una pozzanghera subito prima di una curva inficierà la nostra frenata costringendoci a modificare approccio. Però è nella fisica delle collisioni che il gioco tende a sbandare: paletti di legno con la consistenza di una trave di cemento oppure piccole pietre a bordo strada che fanno letteralmente decollare l’auto. Purtroppo sono aspetti che disturbano l’esperienza di gioco in quanto si traducono in danni e penalizzazioni di tempo superiori a quelli che realmente avremmo dovuto avere.

In conclusione ritengo che il gameplay di Wrc 9 sia molto buono, ma al contempo altrettanto difficile. Anche utilizzando uno sterzo bisogna giocare un po’ prima di prendere le misure. I giocatori alle prime armi si troveranno spesso a lottare con una macchina che dondola o che non gira alle curve perché ha le ruote bloccate: non è un difetto del gioco, ma un errore del giocatore che il software si limita a non correggere e punire. Questo purtroppo va a minare l’accessibilità riducendo la fascia di pubblico che può approcciarsi a questo titolo, ma è una direzione precisa scelta dallo sviluppatore e va rispettata.

ABBONDANZA DI CONTENUTI

La grande novità di questo capitolo è la modalità Club. Si tratta di un vero e proprio hub per organizzarsi per gare multiplayer, cosa che normalmente in questi titoli bisogna fare con applicazioni esterne. Si crea un proprio club o si entra in uno già creato su invito o liberamente, a seconda delle decisioni del creatore. A quel punto i partecipanti seguiranno la serie di gare e le regole imposte dal creatore con un tempo limite con il quale stabilire il proprio tempo su ogni tracciato e con classifica, penalizzazioni, danni e quant’altro direttamente gestiti dal gioco. Onestamente non ho utilizzato più di tanto questa modalità, ma ritengo che sia uno standard che dovrebbero aggiungere in tutti i giochi con modalità online: ci si organizza meglio tra amici, se ne trovano velocemente di nuovi facendoci anche distinguere tra chi gioca occasionalmente e chi regolarmente (a tal proposito c’è anche un sistema di livelli che aumentano giocando online, in base ai risultati ottenuti), gestisce praticamente tutto il gioco e si accorciano i tempi del matchmaking.

Online ci si può anche organizzare nelle classiche stanze, in cui il proprietario decide la gara e la classe di auto e avvia la partita a proprio piacimento oppure partecipare alle sfide evento in cui sarà il gioco a proporci dei tracciati con prove a tempo classiche o con tempo prestabilito in cui bisogna percorrere più chilometri possibile e, in maniera asincrona, i giocatori registrano i propri risultati entrando in classifica. Sono previste anche altre modalità in futuro, come la possibilità di giocare in due sulla stessa auto con uno dei due giocatori che fa da navigatore, ma non si sanno ancora le tempistiche di questi aggiornamenti.

Ancora di più sono le possibilità giocando in locale. Partendo dalle più basilari c’è la possibilità di allenarsi, fare una gara rapida scegliendo tracciato e auto, giocare in splitscreen con un secondo giocatore e le due modalità cardine del gioco: stagione e carriera. La modalità Stagione permette di partecipare ai campionati ufficiali gestendo le impostazioni della macchina e gareggiando: semplicemente si sceglie categoria e auto e si viene fiondati nelle gare. La modalità Carriera invece è ben più complessa e va spiegata con calma: gestiremo l’intero team, dallo staff al calendario, e avremo la possibilità di essere ingaggiati da team di categoria maggiore o di essere licenziati. Lo scopo è quello di arrivare a partecipare al campionato Wrc partendo dalle categorie minori e evolvendo la propria squadra fino a portarla a competere ai massimi livelli. La prima cosa da imparare a gestire sono lo staff e il calendario, che va impostato in funzione dei primi per farli rendere al meglio. Questi infatti si stancano in funzione del proprio livello, degli eventi a cui hanno partecipato e delle capacità del fisioterapista del team. Bisognerà quindi regolare il calendario in modo tale da alternare allenamenti, prove speciali e rally a giornate di riposo, in modo da avere la squadra sempre al meglio delle proprie capacità. La squadra può essere modificata ingaggiando o sbloccando nuovi membri di capacità sempre maggiori. I rally sono già calendarizzati, mentre il resto delle giornate può essere impiegato in allenamenti di vario genere, gare conzioni estreme in cui dovremo percorrere più strada possibile in situazioni proibitive come auto rotta, notte, temporali e quant’altro, gare storiche in cui avremo la possibilità di guidare le auto iconiche della storia dei rally e prove costruttori che sono gare in cui un costruttore diverso dal nostro ci metterà a disposizione una propria auto e attraverso le quali potremo farci conoscere al di fuori del nostro team. Il rally vero e proprio è suddiviso in giornate composte da due o più prove speciali intervallate da un periodo dedicato alle riparazioni del veicolo. Prima di iniziare una giornata potremo decidere quali gomme usare, basandoci sul tipo di superficie che compone il tracciato e sul meteo, e mettere a punto l’auto. Non potremo più far modifiche fino alla fine della giornata, momento in cui potremo anche provvedere alle riparazioni del veicolo. Queste hanno un tempo prestabilito per essere portate a termine e dipenderà dai danni causati in gara e dalla capacità del nostro meccanico se nella giornata successiva avremo una macchina al top o con qualche danno pregresso. Si può decidere sia di far gestire in automatico al gioco le riparazioni sia gestire una per una le riparazioni singole delle varie parti. Qualsiasi sia il tipo di evento a cui abbiamo preso parte avremo, oltre a un premio in denaro, dei punti esperienza con i quali aumentare il livello del nostro pilota, dei punti morale e dei punti costruttore che fungono come una sorta di termometro delle condizioni del nostro pilota e dei rapporti con la squadra. Ad ogni livello ci vengono assegnati punti abilità con cui aumentare le capacità del team e le prestazioni dell’auto attraverso un albero a quattro rami, di cui però all’inizio sono sbloccati solo due. Infine ci sono degli obiettivi secondari, a breve o lungo termine, che se rispettati ci permettono di guadagnare soldi extra e esperienza. I soldi guadagnati vengono impiegati per pagare gli stipendi dello staff e saldare i conti delle riparazioni effettuate durante i rally.

I tracciati sono vari e scenografici: si va dai tornati innevati di Monaco, agli strapiombi della Nuova Zelanda, dai boschi di abeti della Finlandia allo sterrato della Sardegna. Ogni gara ci dona sensazioni diverse dalla precedente, con l’aggiunta che al variare del meteo anche lo stesso percorso ci sembrerà completamente differente.

Concludendo questa lunga lista di modalità è sufficiente dire che Wrc 9 presenta una quantità di possibilità di gioco tale da soddisfare qualsiasi palato e dare varietà e longevità al titolo. A questo si aggiunga la promessa del team di sviluppo di aggiornamenti continui e si può affermare senza ombra di dubbio che siamo di fronte a un titolo ottimo sotto questo punto di vista.

QUALCHE SBAVATURA DI TROPPO 

Andando ad analizzare l’aspetto tecnico del gioco si trovano la maggior parte delle sbavature, alcune superciali altre pesanti da digerire. La versione testata (Ps4 pro) gira in 4k e 30 fps senza mai avere alcun tipo di calo, ma sinceramente parlando in questo tipo di corse sarebbe un bene raggiungere i 60 fps. Queste prestazioni, oltre che su pc, saranno raggiunte, come promesso dal team di sviluppo, su Series X e Ps5: è infatti prevista una versione del gioco anche per le console di nuova generazione, ma non è ancora stato specificato se gli attuali possessori del titolo potranno passare gratuitamente alla nuova versione e se la transizione sarà a pagamento. I modelli delle auto e il tracciato sono molto realistici, meno gli orpelli a bordo pista: pubblico, alberi, rocce, recinzioni non hanno ricevuto la stessa cura e se giocando ci si rende conto poco della cosa, se ci fermiamo per un incidente o un testacoda questa differenza diventa talmente evidente da strapparci quasi un sorriso. Probabilmente si tratta di un escamotage per mantere fluide le prestazioni della console, bisogna valutare il titolo su pc o sulle console di nuova generazione prima di puntare il dito contro gli sviluppatori.

La prima cosa che si nota iniziando a giocare è l’aliasing, vero neo tecnico del titolo: sempre presente e a livelli da inizio generazione a me è risultato particolarmente fastidioso e condizionante. Altro difetto che dovrebbe sparire nelle versioni per le console di nuova generazione è il pop in: un terzo dello schermo, la parte più distante da noi, non viene caricata completamente fin da subito e, andando piano, si notano ciuffi d’erba, pietre e altri oggetti apparire man mano che si avanza. Effetto questo che non si nota praticamente più all’aumentare della velocità di gioco. Probabilmente un difetto legato più ai limiti della console che a problemi di sviluppo.

Per quanto riguarda l’ambiente sono state riprodotte alla perfezione condizioni atmosferiche molto diverse tra loro e i loro effetti sul tracciato: chi sia fango, una pozza d’acqua, della neve o altro il tutto risulta sempre molto realistico, sia a livello grafico che per come influenza la guida. Purtroppo va segnalato che l’effetto degli schizzi d’acqua non è proprio il massimo, ma è un dettaglio praticamente ininfluente.

Nel complesso a livello visivo il gioco ha un aspetto più che sufficiente, ma  sicuramente necessita di maggiore potenza delle attuali console per poter rendere al meglio. È un aspetto che andrà rivalutato più avanti, ma già ora il risultato ottenuto è soddisfacente. I difetti ci sono, ma nel momento in cui si gioca, tra concentrazione e velocità, non si notano quasi più.

A livello sonoro è stato fatto un lavoro fantastico, si possono solo fare elogi. I rombi delle auto sono perfetti: profondi e rumorosi come nella realtà. Anche gli effetti sonori del terreno, degli impatti e delle pozzanghere sono praticamente impeccabili. Il navigatore parla in italiano e scandisce molto bene, ma a volte, per esigenze di percorso, parla talmente in fretta da non farvi capire la frase per intero. Il resto del doppiaggio in italiano del gioco è ottimo, ma trattandosi solo delle spiegazioni del tutorial sarebbe stato strano sentire diversamente. La musica di accompagnamento dei menù non si contraddistingue per bellezza, ma fa ottimamente da sottofondo amalgamandosi col gioco senza far venir voglia di andarla a disattivare, come spesso mi succede in altri titoli.

CONCLUSIONI

Wrc 9 è un titolo il cui acquisto va ponderato: se a livello contenutistico merita assolutamente è nel gameplay che si trovano gli ostacoli per molti giocatori. Realismo e alto livello di difficoltà rendono il gioco poco accessibile alla massa e lo espongono a critiche negative degli utenti. Per me questo è un difetto, per quanto voluto dagli sviluppatori: secondo me, e qui sono certo che molti non saranno d’accordo, bisogna sempre dare una scalabilità a propri titoli in modo tale che tutti o quasi possano goderne. La mia non è una critica vera e propria, sono consapevole che quando si parla di simulatori parlare ad esempio di pad è un’eresia, ma mi sono sempre chiesto perché escludere a priori una fetta di utenza che invece potrebbe tranquillamente godere del titolo attraverso delle semplici impostazioni. Penso al recente F1 2020, che passa dalla simulazione totale al gioco per tutti grazie alla sua scalabilità e con cui mi sto attualmente divertendo sia giocando col pad che con lo sterzo. I difetti grafici non sono e non devono essere un deterrente all’acquisto, dato che da un lato sono ignorabili e dall’altro il titolo punta al gameplay e ai contenuti. Se decidete di acquistarlo ribadisco di tenere conto che si tratta di una simulazione e che avere uno sterzo non è solo consigliato, ma a mio avviso un requisito minimo. Al di là di queste considerazioni è un titolo appagante, impegnativo, longevo e giocabile sia da soli che in compagnia quindi, se amate i giochi di guida simulativi, se amate la disciplina e se non vi spaventano i giochi che richiedono massima immersione e concentrazione potete buttarvi ad occhi chiusi su questo titolo. 

  • Gameplay simulativo

  • Ricco di modalità e licenze ufficiali

  • Varietà dei percorsi

  • Non accessibile a tutti

  • Graficamente non al top

  • Troppo punitivo

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