Recensioni

Recensione Watch_Dogs

Fin dalla sua prima presentazione, all'E3 di circa 2 anni fa, Watch Dogs ha subito calamitato su di se l'attenzione della stampa mondiale. Quello che vedemmo allo showcase di Los Angeles aveva dell'incredibile, sia a livello visivo (che prometteva una generazione di console spaccamscella a livello tecnico), sia a livello concettuale. L'idea di una metropoli in cui tutto è interconnesso e dove noi abbiamo il controllo su tutta la tecnologia che ci circonda era geniale. E' geniale.
Ubisoft ha lentamente fatto diventare Watch Dogs il gioco di punta della sua line-up. "Hacking is our weapon" è lo sloga del gioco. Basterà uno smartphone a fare un capolavoro?

di: Simone "PulpGuy88" Bravi

Fin dalla sua prima presentazione, all’E3 di circa 2 anni fa, Watch Dogs ha subito calamitato su di se l’attenzione della stampa mondiale. Quello che vedemmo allo showcase di Los Angeles aveva dell’incredibile, sia a livello visivo (che prometteva una generazione di console spaccamscella a livello tecnico), sia a livello concettuale. L’idea di una metropoli in cui tutto è interconnesso e dove noi abbiamo il controllo su tutta la tecnologia che ci circonda era geniale. E’ geniale.
Ubisoft ha lentamente fatto diventare Watch Dogs il gioco di punta della sua line-up. “Hacking is our weapon” è lo sloga del gioco. Basterà uno smartphone a fare un capolavoro?

We are Dedsec and we want freedom

Chicago. In un futuro non troppo lontano le informazioni sono state interamente digitalizzate. Tutta la nostra storia è in rete: informazioni personali, conti correnti, conversazioni, analisi cliniche, avvenimenti passati…Tutto. Ma ovviamente non tutti hanno accesso a queste informazioni, intelligentemente gestite dal CTos. A questa organizzazione si contrappone la Dedsec, gruppo di insurrezionisti cibernetici che combattono per la divulgazione libera dell informazioni. Qualcuno ha detto Juliane Assange? Wikileaks? Esatto, terribilmente verosimile. Il punto di forza della produzione è proprio questa “sottile” critica politica sulla diffusione smodata dei social media e sul controllo che i Governi esercitano su di noi attraverso essi.
In tutto questo troviamo Aiden Pearce, cyber-vigilante che invece combatte a suon di hackeraggi per scoprire chi lo voleva morto e che, fallendo, ha invece provocato la morte della sua nipotina di 6 anni.
Una storia che, sorprendentemente, non cela i complessi approfondimenti di un qualsiasi Assassin’s Creed, per dire. La vicenda del protagonista si srotola in maniera lineare, senza particolari colpi di scena pur non facendo mancare bei momenti o personaggi carismatici. Ci saremmo aspettati di più, magari anche un accenno di crossover con lo stesso Assassin’s Creed. La narrazione invece è piuttosto blanda e latitante di picchi di tensione. Non una catastrofe, sia chiaro, la storia rimane comunque godibile ma da un team come Ubisoft ci saremmo aspettati qualcosa di più. Come dicevamo il fulcro di tutto è il substrato profondamente critico che striscia sullo sfondo delle nostre gesta e che fa riflettere, per davvero.

Ubisoft come Rockstar? Quasi…

Uno degli elementi più attesi di Watch Dogs era certamente la componente free roaming. Era la prima volta per Ubisoft, data la diversa natura di una saga come Assassin’s Creed. Il team, lo diciamo subito, ha fatto un lavoro ottimo, sotto tutti i punti di vista. La mappa di gioco, di dimensioni generosissime (nonostante sia ad anni luce dalla mostruosità di Los Santos) è stracolma di missioni, subquest ed attività secondarie in grado di tenervi incollati allo schermo per ore e ore. Vige ovviamente la regola del “un’altra e poi smetto” tanto cara a noi videogiocatori. Ogni attività è poi ben curata, senza lasciare nulla al caso: dalle missioni nei covi delle gang all’intercettazione dei convogli criminali alle strambissime quest in realtà aumentata (senza parlare di altre ancora più folli denominate “trip digitali”). Watch Dogs offre certamente di che divertirsi mixando sapientemente elementi ripresi da altri titoli Ubisoft e soprattutto sbirciando sul quaderno di Rockstar  che, è proprio il caso di dirlo, fa sempre scuola in materia di sandbox.

Ora le missioni principali. Watch Dogs è un riuscitissimo mix tra stealth e azione. Le abilità d’infiltrazione di Aiden e del suo uber-smartphone ci permetteranno di controllare le telecamera e tramite queste di arrivare a controllare altri dispositivi fuori dalla nostra portata visiva in un continuo flusso di hacking (che spesso sfocia in veri e propri puzzle ambientali). Potremo così alzare dei copricavi per procurarci una copertura improvvisata, far esplodere un generatore vicino a un nemico, aprire valvole per sprigionare vapore bollente e tanto altro. A dire il vero il nostro eroe dispone di una strumentazione quasi eccessiva che, la maggior parte delle volte, non lascerà scampo ai nemici. Prima delle bocche da fuoco, infatti, imparate ad usare l’ambienta a vostro vantaggio. Le mappe sono infarcite di elementi interattivi capaci di far variare il vostro approccio dallo stealth puro all’azione sfrenata. In questo, Watch Dogs, è un titolo dannatamente divertente nonostante il piccolo sbilanciamento causato dai gadget tecnologici di cui sopra.

Aiden però è in grado di effettuare gli hacking anche a bordo dei veicoli (ma non può sparare). Può manomettere semafori, squarcia-ruote, paletti elettrici, cancelli, saracinesche e fabbricare disturbatori per elicotteri e ricetrasmittenti della polizia. Anche qui potrebbe sembrare che la strumentazione faccia la differenza e che seminare sbirri e altri inseguitori possa essere un gioco da ragazzi. Niente di più sbagliato. Se non imparerete ad attivare i dispositivi al momento esatto questi non avranno effetto su chi vi insegue, trasformando una fuga apparentemente facile in un vero inferno. Le forze dell’ordine e criminali vi resteranno alle calcagna, sfruttando percorsi alternativi per tagliarvi la strada e coordinandosi per stanarvi in caso vogliate sfruttare vicoli e parcheggi.

In questo va fatto un plauso a Ubisoft: l’I.A. nemica è sveglia e reattiva sia a piedi che in macchina. Gli scontri a fuoco, a proposito, non potranno sempre essere affrontati con il classico corri e spara: i nemici hanno buona mira, cambiano spesso copertura e formano piccoli gruppi di perlustrazione (nonostante rimangano troppo facilmente abbindolabili dai rumori causati di proposito). Per questo il gioco spinge sempre per utilizzare un approccio furtivo (con diverse meccaniche degli ultimi due Splinter Cell abilmente riproposte), a meno che la missione non richieda l’uso forzato delle maniere forti (con i comandi classici di qualsiasi shooter).

Siamo rimasti soddisfatti anche dal modello di guida: i numerosi veicoli sono stati differenziati efficacemente e trasmettono diversi tipi di aderenza, potenza e peso che faranno la differenza durante gli inseguimenti.
Progressione del personaggio. Aiden dispone di un albero dei potenziamenti basico ma funzionale. Gli upgrade si differenziano in Hackeraggio, Combattimento, Guida e Crafting. Il problema è che i vari poteri acquistabili costano relativamente poco e non faticheremo chissà quanto per ritrovarci un super-hacker tra le mani. Insulso, tra l’altro, il sistema di moralità che non modificherà di una virgola l’andamento della storia.
In definitiva un’avventura pregna di cose da fare (la quantità di cose da fare è davvero impressionante), caratterizzata da qualche ingenuità nel gameplay che, se evitata, avrebbe potuto fruttare a Watch Dogs addirittura la leadership nel campo dei free roaming, ancora saldamente in mano a GTAV…per ora.

Guarda come ti hackero

Il comparto multigiocatore di Watch Dogs è davvero innovativo per concezione e sviluppo. In qualsiasi momento potrete entrare, nei panni di un passante, nella partita di un altro giocatore connesso ai server (e gli altri potranno entrare nella vostra ovviamente) ed hackerare il suo sistema, fingendovi poi un npc fino ad hacking avvenuto senza farci intercettare. Lo scopo è riuscire a installare una backdoor sul dispositivo avversario, in caso di attacco attivo oppure di smascherare e neutralizzare l’hacker in un certo raggio d’azione in caso si venisse attaccati. In questo dovremmo sfruttare il sistema di scansione del nostro smarthpone che fornisce in tempo reale informazioni dettagliate su ogni passante, questo per tutto il gioco, non solo in queste occasioni.

In palio, oltre all’onore, preziosi punti esperienza con cui acquistare skill che vi avvantaggeranno nella altre modalità come il CTF, le corse automobilistiche oppure gli inseguimenti tra guardie e ladri in cui un giocatore scappa e l’altro deve scagliarli contro efficacemente le forze di polizia per fermarlo.
In questo svolge un ruolo interessantissimo anche la companion-app disponibile per smartphone che, oltre ad aggiornare le classifiche online e le vostre statistiche, permette di seguire in real-time (dall’alto) questi inseguimenti, attivando con un tocco i vari ostacoli (semafori ecc) per tentare di fermare l’avversario.
Un sistema davvero interessante per portare il mondo del multiplayer ad un livello successivo. Magari non attirerà una grande schiera di appassionati ma è sicuramente da apprezzare lo sforzo di Ubisoft nel voler offrire qualcosa di diverso e soprattutto completo sotto ogni punto di vista. Peccato che in questi giorni i server uPlay non funzionino come dovrebbero.

Galeotta fu L.A. e la sua dimostrazione

Abbiamo provato il gioco sia su current che su old-gen (nello specifico PS4 e PS3) e possiamo tranquillamente consigliarvi di non fidarvi mai di quanto viene a mostrato all’E3. Spezzoni di gioco in pre-alpha probabilmente datti girare da dei super-pc che non rispecchieranno mai l’effettivo valore tecnico del titolo. Intendiamoci. Watch Dogsgraficamente è solidissimo ma non il prodigio che tutti si aspettavano. Ci sono ottimi modelli poligonali e shader di un certo livello ma non manca qualche texture sottotono e qualche momento in cui la città sembra effettivamente spoglia di dettagli, sensazione rincarata da una quantità di pedoni e automobili nettamente inferiore a quanto ci abituato Rockstar in questi anni. Il team evidentemente deve ancora lavorare sul nuovo engine dopo il (momentaneo?) abbandono dell’Anvil.
Eccezionale invece il sonoro con una colonna sonora varia e corposa ed un doppiaggio in italiano davvero impeccabile. Anche a livello di campionamenti traspare un lavoro certosino che innalza il valore tecnico del titolo.

Il futuro inizia ora?

Watch Dogs è un titolo difficile da valutare. L’hype che ha generato in questi anni ha prodotto delle aspettative magari eccessive e forse un pizzico ingenerose verso un titolo che rappresenta, ricordiamolo, un nuovo brand. Una merce più unica che rara in questa infame epoca di remake, reboot e inutili sequel. Il lavoro di Ubisoft va apprezzato a priori, nonostante le numerose imperfezioni che impediscono alla produzione di raggiungere l’eccellenza. Ci troviamo davanti ad un titolo contenutisticamente enorme che pecca a livello narrativo ma diverte molto pad alla mano (nonostante qualche ingenuità).
In redazione, discutendo, su Watch Dogs, siamo arrivati ad una conclusione: il capolavoro che stavolta è stato mancato arriverà, magari nel secondo capitolo. Ubisoft, negli anni, ha dimostrato di avere le spalle abbastanza larghe da portare avanti una saga migliorandola costantemente. Non vediamo perchè un gioco innovativo come Watch Dogsdebba rappresentare l’eccezione.