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Recensione Velocità e inseguimenti con Need for Speed: Most Wanted

Dopo l'ottimo successo riscosso con il reboot di Need for Speed: Hot Pursuit, gli sviluppatori di Criterion Games ci riprovano ancora una volta tentando di dare lustro ad uno dei migliori capitoli della serie Need for Speed. Stiamo parlando di quel Most Wanted che ben sette anni fa propose su schermo un mix ben riuscito di gare clandestine e rocambolesche fughe dalla polizia.
Il titolo che ci apprestiamo ad analizzare, tuttavia, a nostro modo di vedere non può essere considerato né un reboot in senso stretto né un vero e proprio sequel ma piuttosto il seguito “in pectore” di Burnout Paradise, cui è stata aggiunta la presenza della polizia ed un parco auto su licenza.
Mettetevi comodi, è ora di scoprire se vale la pena farsi un giro per le strade di Fairhaven.

di: Santi "Sp4Zio" Giuffrida

Dopo l’ottimo successo riscosso con il reboot di Need for Speed: Hot Pursuit, gli sviluppatori di Criterion Games ci riprovano ancora una volta tentando di dare lustro ad uno dei migliori capitoli della serie Need for Speed. Stiamo parlando di quel Most Wanted che ben sette anni fa propose su schermo un mix ben riuscito di gare clandestine e rocambolesche fughe dalla polizia.
Il titolo che ci apprestiamo ad analizzare, tuttavia, a nostro modo di vedere non può essere considerato né un reboot in senso stretto né un vero e proprio sequel ma piuttosto il seguito “in pectore” di Burnout Paradise, cui è stata aggiunta la presenza della polizia ed un parco auto su licenza.
Mettetevi comodi, è ora di scoprire se vale la pena farsi un giro per le strade di Fairhaven.

Il codice della strada è solo un’invenzione!

Sin dalla sequenza introduttiva, il succo del gameplay è chiaro: diventare il “most wanted” di Fairhaven. Un obiettivo non certo semplicissimo, per riuscirci infatti dovremo battere i dieci piloti più ricercati della città. Affrontarli vuol dire accumulare punti vincendo le gare che si svolgono in ogni angolo della metropoli virtuale senza trascurare al tempo stesso diverse attività collaterali. Per dirla breve, prima di batterli tutti dovremo sudare le proverbiali sette camicie inanellando vittorie e compiendo acrobazie al volante. Non ci sarà una strada predefinita, potremo quindi dedicarci a tempo pieno a tutti gli eventi disponibili oppure continuare a girovagare in città alla ricerca di rampe, cancelli e cartelloni da sfondare e autovelox da far scattare, sfuggendo alle zelanti pattuglie della polizia. Una struttura completamente libera, benché subordinata da un’irrinunciabile ricerca delle autovetture. A tal proposito, una volta addentratici nell’intricata ragnatela di strade urbane ed extraurbane, sopraelevate, autostrade e scorciatoie, non tarderemo a capire che il parco auto, per la prima volta nella serie, è a nostra completa disposizione sin da subito, a patto di trovarle tutte. Sparsi per la città ben 123 “punti di scambio” ci consentiranno di cambiare auto in pochi secondi, accedendo così ai relativi eventi. Questi saranno infatti suddivisi per autovettura ed elargiranno, in base alla difficoltà, svariati potenziamenti, dalla nitro ai copertoni pensati per lo sterrato così come gomme autogonfianti utili per contrastare le strisce chiodate seminate dalla polizia. Basterà poi pochissimo per accedere all’interfaccia EasyDrive, una sorta di navigatore satellitare, e modificare la nostra auto scegliendo la configurazione più compatibile con la competizione in corso: maggiore velocità di punta o una migliore resistenza agli urti? A voi la scelta.
Tutto e subito, sembra questa la filosofia abbracciata dai ragazzi di Criterion, e abbiamo ragione di credere che non mancherà di scontentare i piloti virtuali più temerari o coloro che avrebbero meglio gradito una personalizzazione estetica e meccanica della propria auto più completa o quantomeno fedele a quanto i vecchi Need for Speed ci hanno abituato.
Parlando degli eventi, sebbene non si raggiunga la varietà e la quantità di Forza HorizonNeed for Speed: Most Wanted sarà comunque capace di dire la sua: gare a checkpoint da un punto all’altro della città o intorno ad un tracciato, gare di velocità, inseguimenti e Takedown. Dopo aver macinato chilometri su chilometri e guadagnato fama e gloria attraverso lo smodato accumulo di Speed Points, vedremo quindi sbloccarsi delle competizioni avanzate in cui dovremo vedercela coi dieci piloti più ricercati di Fairhaven che, come avrete già intuito, da veri ossi duri del volante, ci daranno diverso filo da torcere lungo percorsi pieni zeppi di polizia. L’obiettivo? Batterli ed eliminarli a suon di Takedown, lasciandoli così a piedi.
Niente di eclatante o del tutto inedito ma, nonostante tutto, l’impianto di gioco di Need for Speed: Most Wanted è galvanizzante come pochi, merito di una struttura open world davvero ben concepita e sempre piacevole. Con molta probabilità ciò che caratterizza l’ultima fatica di Criterion è la casualità che in buona parte condiziona il risultato finale delle competizioni: ripetendo più volte la stessa gara, il traffico sarà un’insidia sempre nuova poiché non troverete mai le stesse vetture nello stesso medesimo punto; chiaramente questo aspetto si ripercuote sia sulla vostra performance che su quella degli avversari. Vi accorgerete ben presto di quanto utili siano le sportellate o le maliziose toccatine al fianco posteriore dell’auto avversaria. Potrete mandare fuori strada chiunque provi a mettervi i bastoni fra le ruote, anche per il solo gusto di farlo. Sfogatevi pure, non solo si vive una volta sola ma qui i punti della patente non ve li toglie nessuno!
Immaginate poi di avere la pula alle calcagna e l’acceleratore a fondo corsa, con l’adrenalina che scorre a fiumi ed i tempi di reazione quasi completamente azzerati, e capirete da soli come un semplice ammiccamento delle vostre palpebre possa causare un incidente tanto spettacolare quanto decisivo per l’esito finale della gara. Può succedere di tutto fino all’ultimo centimetro, non datevi mai per vinti e date un senso al nitrossido auto-ricaricante che avete sotto il sedere!
Ma occhi aperti, gli sbirri diventano più seccanti ed aggressivi a seconda del livello di allerta e la situazione potrebbe complicarsi e sfuggirvi di mano quando sarete tallonati dalle volanti da autostrada (in pieno stile Cobra 11!), speronati dai SUV corazzati o quando saranno predisposti i blocchi stradali con tanto di strisce chiodate. Fate perdere le vostre tracce e guadagnerete una montagna di Speed Points; fatevi costringere in un angolo e verrete arrestati.

Multiplayer no-stop

Grazie all’Autolog 2.0Need for Speed: Most Wanted è anche e soprattutto un “social racing game“: statistiche e raccomandazioni saranno sempre aggiornate in tempo reale ed integrate nel mondo di gioco, plasmando di fatto una competizione “asimmetrica” sempre aperta capace di smantellare il confine che separa le sfide single player da quelle multiplayer. Si farà quindi richiamo al miglior tempo o velocità di punta fatti registrare dagli amici attraverso appositi indicatori a schermo che vi inciteranno a batterli. Nulla che non si sia già visto ma dobbiamo ammettere che tale sistema funziona alla perfezione ed aumenta sensibilmente il fattore rigiocabilità senza costringere il giocatore a rifugiarsi anzitempo nelle modalità multiplayer classiche, quantunque queste siano presenti ed accessibili attraverso l’apposito menu dell’EasyDrive. In questo caso ci troveremo immersi in sessioni di free-roaming online alle quali potranno unirsi amici e sconosciuti. Ad intervalli regolari, poi, il sistema darà il via ad una speedlist, ovvero un insieme di cinque eventi che metteranno in diretta competizione i piloti. Ad ogni modo potrete voi stessi creare e personalizzare in ogni momento una qualsiasi sessione di gioco, privata o pubblica che sia. Ovviamente le sfide si rifanno a quanto sperimentato nel single player, con l’aggiunta di variabili dettate dalla presenza umana; verrete ad esempio trascinati in folli gare di abilità, di drift, di salto o gare tradizionali, sia a squadre che in singolo. Quel che non cambia è che saranno sempre tirate allo spasimo e il traffico sarà sempre lì, pronto a cambiarne le sorti. A fine gara, come prevedibile, vince chi ha conquistato il miglior piazzamento o il maggior numero di punti.
Inevitabilmente il multiplayer di Need for Speed: Most Wanted pone l’accento su una guida spericolata, scorretta ed aggressiva ed è per questo motivo che va lodato il sistema di collisioni, sempre all’altezza della situazione e funzionale al gameplay, senza peraltro mostrare il fianco ad invalidanti fenomeni di lag. Chapeau!
Tra incidenti multipli, lamiere contorte, vittorie al fotofinish e derapate infuocate sarà veramente dura staccarsi dallo schermo.

Astenersi deboli di cuore

L’asso nella manica di Need for Speed: Most Wanted è il modello di guida o, meglio, le sensazioni che il titolo riesce a trasmettere pad alla mano. Da questo punto di vista gli aficionados di Burnout Paradise si sentiranno subito a casa, messi a proprio agio da un sistema di controllo semplice ed intuitivo come solo i Criterion sono capaci di offrire. Ciò che ne scaturisce è un’esperienza di guida divertente e soprattutto senza nessun orpello simulativo che, non soltanto ne avrebbe limitato la fruibilità, ma ne avrebbe snaturato anche l’appeal.
Per domare i bolidi vi basteranno due sole dita: nessuna parzializzazione di freno e gas, in Most Wanted la vita scorre a 300 km/h. Ad ogni modo se pensate che divorare l’asfalto con la nitro spalancata, affrontare i curvoni veloci in derapata controllata e appoggiarsi alle vetture avversarie sia banale, vi sbagliate di grosso. Il sistema di guida messo a punto dai Criterion è talmente ben tarato da essere profondo e allo stesso tempo accessibile. Unico neo la presenza di due sole visuali: quella da dietro la vettura, che userete praticamente dall’inizio alla fine, e quella dal paraurti, scomoda e tutt’altro che utile. Niente cockpit, dunque.

Colori e suoni di Fairhaven

Need for Speed: Most Wanted colpisce anche per una bontà tecnica fuori discussione. La modellazione delle autovetture è convincente al punto giusto, così come il mondo di gioco, di buona fattura nonostante non si raggiunga la pulizia visiva del recente Forza Horizon, compromesso dettato dalla complessità architettonica della città e dalla distruttibilità di alcuni elementi dello scenario. Nulla da invidiare, invece, per quanto riguarda gli effetti particellari e la gestione delle luci, il tutto senza pregiudicare la fluidità di gioco, merito di un frame rate tutto sommato stabile, colpevole solo di perdere qualche colpo nelle situazioni più concitate o durante il salvataggio automatico. Buono il modello di danni (estetici), supportato da una fisica e un sistema di collisioni eccellenti, ben al di sopra della media messa a segno dal diretto concorrente.
Il comparto sonoro sfoggia campionature di buona fattura nonché una tridimensionalità del suono di alto livello. Al canto delle auto si affianca una soundtrack che vanta alcuni tra i nomi più altisonanti della musica internazionale: Muse, Black Eyed Peas, Green Day, Skrillex, Chemical Brothers e tanti altri, mescolando sonorità rock ad altre tipicamente pop in grado di soddisfare tutti i palati e pompare ancor più adrenalina nelle vene.

Di nome ma non di fatto

Pur essendo figlio di alcune scelte concettuali discutibili e non certo esente da difetti, Need for Speed: Most Wanted è un titolo accattivante, divertente e dichiaratamente destinato agli amanti dei racing game di stampo arcade. Di sicuro non ci troviamo di fronte ad un capolavoro ma l’intelaiatura è di quelle buone: un sistema di controllo semplice ed immediato, una città da esplorare a rotta di collo ed una modalità single player variegata che si affaccia in rete scardinando il confine tra gioco in solitaria e multiplayer.
Ciò che impedisce all’ultima fatica di Criterion Games di conquistare la vetta dei racing game è forse l’incapacità di apportare incisive innovazioni al genere, riprendendo sostanzialmente la formula di gioco di Burnout Paradise. Paradossalmente risulta altresì penalizzato dallo stesso nome che porta: chi si aspettava il sequel di uno dei migliori Need for Speed di sempre dovrà invece “accontentarsi” del seguito spirituale di Burnout Paradise.
I fanatici di Need for Speed ci riflettano e ponderino con attenzione l’acquisto; i seguaci di Criterion non perdano altro tempo e corrano in negozio.