Un altro giro con LittleBigPlanet Karting - Recensione

Quando uscì il secondo capitolo di LittleBigPlanetMedia Molecule ci tenne subito a sottolineare come il motore di gioco realizzato per gestire il tutto fosse molto versatile e che, grazie all’editor integrato, fosse possibile dare vita ad ogni tipo di esperienza ludica: oggi, a dimostrazione della veridicità di simili parole, ecco giungere nei negozi LittleBigPlanet Karting, la più lampante dimostrazione di come sia possibile trasportare in pista il cuore della saga.

Quando uscì il secondo capitolo di LittleBigPlanetMedia Molecule ci tenne subito a sottolineare come il motore di gioco realizzato per gestire il tutto fosse molto versatile e che, grazie all’editor integrato, fosse possibile dare vita ad ogni tipo di esperienza ludica: oggi, a dimostrazione della veridicità di simili parole, ecco giungere nei negozi LittleBigPlanet Karting, la più lampante dimostrazione di come sia possibile trasportare in pista il cuore della saga.

C’era una volta… bla bla bla…

L’Orda è arrivata e con lei i temibili Arraffatori, pronti a saccheggiare i magici reami ospitati all’interno dell’Immagisfera. Ecco che allora toccherà al solito Sackboy riportare, per l’ennesima volta, l’ordine in questo bizzarro universo. Stavolta però non lo farà saltellando qua e là, bensì a bordo di uno scattante kart: tra una sportellata, un missile a ricerca ed una ardita derapata, l’Orda troverà pane per i suoi denti. Questo è il sin troppo semplice canovaccio imbastito da United Front per giustificare la modalità in singolo presente in LittleBigPlanet Karting, un debole e sconclusionato filo conduttore che porterà il nostro simpatico pupazzo di pezza a vagare lungo sette differenti pianeti, molti dei quali ricorderanno da vicino esperienze già vissute nelle precedenti incarnazioni platform della saga.
Prendere confidenza con il proprio mezzo è quanto mai semplice ed intuitivo, complice un modello di guida smaccatamente arcade che, pur nella sua linearità, non manca certo di divertire: un tasto per accelerare, uno per frenare ed uno per derapare (e beneficiare così di un breve boost) e sarete pronti per mordere l’asfalto. Ovviamente non mancherà un nutrito arsenale di strumenti di offesa che sarà possibile recuperare lungo i tracciati, armi il cui design e le cui funzioni non risultano invero assai ispirate. Tra missili termici, mine e acceleratori tutto sembra terribilmente già visto e abusato: sotto questo punto di vista aveva sicuramente osato di più il precedente brand corsistico di United Front (Modnation Racers) con il suo sistema di item upgradabili, pertanto spiace notare come un simile espediente non sia stato ripreso anche in questa occasione. Luci ed ombre affliggono anche il level design dei tracciati, spesso sin troppo lineari e poco ispirati e, stranamente, avidi di scorciatoie e bivi. Certo, non mancano punte anche notevoli di estro, ma il bilanciamento tra tracciati anonimi e altri ben più articolati tende a favorire i primi. A non mostrare il fianco a simili critiche, invece, è il comparto di modalità aggiuntive che esulano dalle semplici corse contro altri avversari. Molte, difatti, sono state le variazioni sul tema che il team di programmatori ha introdotto nella sua creatura: a spezzare il canonico ritmo caro ai giochi di kart interviene infatti tutta una serie di attività collaterali, alcune anche di stampo non prettamente corsistico. Non mancheranno sfide all’ultimo missile in arene chiuse, corse a tempo, fasi platform e persino un circuito di F1 da godere in prima persona. Sotto questo punto di vista è impossibile muovere anche solo una critica a LittleBigPlanet Karting.

Questo lo metto qua… questo lo metto là…

Ma che avventura può mai essere degna di Sackboy se vengono meno le infinite possibilità di personalizzazione che da sempre hanno fatto la fortuna della saga? Se è inutile spendere anche solo una parola in merito alla customizzazione estetica del nostro tenero pupazzetto, è invece doveroso soffermarsi sulle modifiche che è possibile apportare al suo mezzo di locomozione: a differenza di altri esponenti del genere, infatti, apportare cambiamenti alla struttura del kart non ha soltanto una valenza puramente estetica, ma va anche ad impattare lievemente su aspetti più tecnici quali la tenuta di strada e la resistenza agli urti. Niente di trascendentale o chissà quanto profondo, ma è pur sempre un qualcosa in più che di certo non guasta.
Potente, complesso ma anche estremamente versatile. Di cosa stiamo parlando? Ovviamente dell’editor di tracciati, immancabile presenza all’interno della saga. Bastano pochi istanti per dare vita al nostro tracciato ideale, mentre un po’ più di pratica è richiesta per rifinirlo in tutti i suoi particolari. Fortunatamente sono a nostra disposizione numerosi tutorial, sempre chiari e precisi nell’illustrare tutte le funzionalità di questo poliedrico strumento. Con un po’ di pazienza sarà possibile dare forma ad ogni nostra idea, sia essa un circuito, un elemento architettonico (sia statico che animato), una cut-scene, un minigioco od un’arma. L’imperativo Gioca, Crea, Condividi anche questa volta è stato ampiamente soddisfatto.

Devi farne di strada, bimbo

Ovviamente se siete tra coloro che non amano perdersi in mille e più menu ma desiderano semplicemente scendere in pista, è possibile apprezzare le doti dell’editor direttamente accedendo al virtualmente infinito catalogo di tracciati user generated: è sufficiente un semplice click per essere catapultati in pista, pronti a gareggiare contro altri avversari, da soli o assieme ad altri tre amici. Sotto questo punto di vista spiace notare come la gestione del comparto multigiocatore risulti però imperdonabilmente poco rifinita: è impossibile, difatti, creare o accedere a tornei, oppure scegliere direttamente i livelli con cui proseguire l’esperienza (questi ci vengono proposti, salvo il primo, in maniera del tutto casuale), inoltre manca una qualsiasi progressione di livelli, assenza che rende il tutto troppo fine a se stesso. Certo, il divertimento non manca, grazie anche ad un netcode molto funzionale, ma considerando quanto di buono era stato fatto da United Front nel già citato Modnation Racers spiace notare questa mancanza di cura. Ovviamente, oltre che online, il multiplayer è disponibile per un massimo di quattro giocatori anche in locale, tramite lo split-screen. Purtroppo, però, appare quanto mai bizzarra la scelta di non rendere questa modalità disponibile sin dall’inizio: i vari percorsi, difatti, verranno sbloccati man mano che andremo avanti nella storia. Pertanto, se avete fretta di sfidare un amico nella tranquillità del vostro salotto, siete destinati ad aspettare un poco…

Anche l’occhio vorrebbe la sua parte

Visivamente parlando questo episodio motorizzato dedicato a Sackboy non stupisce quanto i suoi fratelli, a causa di un colpo d’occhio meno accattivante. La mole poligonale messa in campo dai programmatori non è certo elevatissima e, pur trattandosi di uno spin-off, è impossibile non fare anche solo mentalmente un confronto con le precedenti avventure. Ovviamente non stiamo parlando di un titolo scadente, ma considerando quanto di buono è capace di fare il motore di gioco forse era lecito aspettarsi qualcosa in più. Solido il frame rate che, salvo rare occasioni, non ha mai subito tentennamenti sia in locale che online. Impeccabile, al solito, il fronte sonoro, forte di una colonna sonora come sempre azzeccatissima, coadiuvata dal fortunatamente canonico eccellente doppiaggio.

LittleBigPlanet Karting è un titolo in apparenza molto controverso, incapace come è di stregare senza riserve. Pur divertendo (e tanto) grazie ad un modello di guida immediato e appagante, spiace notare come sotto alcuni punti di vista la creatura United Front risulti poco rifinita: lo story mode, seppur non lunghissimo e strutturalmente risulti talvolta troppo lineare, non lesina momenti molto divertenti assieme ad alcune azzeccate variazioni sul tema. Parimenti il multiplayer, pur appagando la voglia di confrontarsi con amici e sconosciuti, risulta incapace di spiccare il volo verso le vette dell’eccellenza. Ad essere maligni sembra quasi che United Front abbia voluto realizzare un titolo volutamente incompleto, come se il team fosse risentito con Sony per aver abbandonato la sua originale creatura, quel Modnation Racers di cui abbiamo già detto in questa sede. Fortunatamente, come la storia di LittleBigPlanet ci insegna, sono il versatilissimo editor e la (speriamo) vitale comunità il vero punto di forza di questo titolo, capaci di estendere a dismisura e superare i limiti forse un po’ troppo angusti in cui Sackboy e la sua quattroruote sono stati confinati.