Ultratron - Recensione

Puppy Games Studios definisce i suoi titoli "neo-retrò arcade" e come dargli torto? Ultratron è la loro ultima produzione e, a scanso di equivoci, lo diciamo subito: è un bellissimo regalo per i nostalgici che hanno passato l'adolescenza a buttare tonnellate di 200 lire nei cabinati delle sale giochi. Per tutti gli altri potrebbe sembrare un giochino fin troppo attempato. Scopriamo insieme perché.

Puppy Games Studios definisce i suoi titoli “neo-retrò arcade” e come dargli torto? Ultratron è la loro ultima produzione e, a scanso di equivoci, lo diciamo subito: è un bellissimo regalo per i nostalgici che hanno passato l’adolescenza a buttare tonnellate di 200 lire nei cabinati delle sale giochi. Per tutti gli altri potrebbe sembrare un giochino fin troppo attempato. Scopriamo insieme perché.

Spara a tutto, spara per primo!

Pronti via e prendiamo il controllo di una piccola navicella spaziale che deve combattere la solita orda di Alieni pronti a invadere la terra. Ultrotron non è altro che uno sparatutto arena in cui possiamo aggirarci in un’are di gioco limitata sparando a tutto quello che si muove. Nello specifico a gruppetti di alieni che compariranno a schermo sempre più numerosi e sempre più diversificati. Il gioco è semplice: spazzandoli via tutti passiamo al livello successivo. La cosa divertente di Ultratron è il ritmo frenetico e la psichedelia che domina ogni sessione di gioco. Lo schermo diventerà un autentico tripudio di colori al neon, esplosioni pixellose e distorsioni da capogiro. La difficoltà è ben bilanciata e i più smaliziati (col tunne carpale da stick analogico da sala giochi) non avranno grandissime difficoltà ad arrivare in fondo ai 44 livelli disponibili, intervallato da 4 checkpoint con annessa boss fight. Altra caratteristica del gioco è la possibilità di potenziare il nostro mezzo da battaglia alla fine di ogni livello, acquisendo nuovi scudi, bombe e proiettili speciali. Gli upgrade andranno acquistati attraverso il denaro che i nemici lasceranno cadere sul campo di battaglia, via via sempre più difficile da recuperare vista la moltitudine di alieni che affollerà lo schermo nei livelli più avanzati. Non mancheranno inoltre dei powe-up da prendere “al volo” durante il livello, alcuni di essi utilizzabili solo acquisendone un pezzo alla volta. pezzi che spawneranno in sequenza e vi sarà vietato, pertanto, mancarne anche solo uno, pena l’azzeramento totale dell’upgrade. Lo stile di gioco, come dicevamo in apertura, è parecchio retrò, fattore che da una parte farà felice tutti i nostalgici delle sale giochi, dall’altra potrebbe allontanare chi da un videogioco, ormai, cerca qualcosa in più dallo sparare freneticamente a un mucchietto di pixel facendo correre il moltiplicatore di punti.

Palla da discoteca

Anche lo stile grafico di Ultratron è minimale ma del tutto fuori di testa. Lo schermo esploderà di colori ed effetti da vertigine. I contnui flash e le distorsioni potrebbero scatenarvi l’epilessia istantanea ma è comunque un delirio apprezzabile. L’HUD si integra perfettamente nell’interfaccia di gioco e non risulta invadente. Ovviamente elektro-rock la colonna sonora, come da tradizione delle migliori sale giochi di Caracas.

Operazione nostalgia

Ultratron, come molti altri giochi indie del genere, è indirizzato verso una fascia di pubblico ben precisa, forse troppo precisa: i videogiocatori di vecchia data. Il suo essere così marcatamente retrò, in maniera spontanea e genuina, farà la felicità di tutti i vecchi bastardi nostalgici che con questi titoli riassaporano per qualche ora la loro “giovinezza”. Il videogiocatore moderno, quello nato alla fine degli anni ’90, invece, potrebbe stancarsi di giocare dopo un quarto d’ora. Ultratron, per certi versi, è un titolo anacronistico ma non per questo meno divertente…Certo bisogna essere giovani dentro per apprezzarlo.

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