Tim Schafer ci riprova con Double Fine Happy Action Theater - Recensione

La fantasia di Tim Schafer, si sa, non conosce limiti. E in un mercato così saturo di idee ancorate al remake, al reboot o al sequel, non è mai facile puntare tutto sull'originalità. I ragazzi di Double Fine Productions, quindi, accettano una nuova sfida e, dopo averci sorpreso con Costume Quest e Stacking, ci riprovano con Double Fine Happy Action Theater, un Xbox Live Arcade per Kinect dal concept fuori di testa e dichiaratamente destinato ad intrattenere i giocatori più giovani. Scopriamolo insieme.

La fantasia di Tim Schafer, si sa, non conosce limiti. E in un mercato così saturo di idee ancorate al remake, al reboot o al sequel, non è mai facile puntare tutto sull’originalità. I ragazzi di Double Fine Productions, quindi, accettano una nuova sfida e, dopo averci sorpreso con Costume Quest e Stacking, ci riprovano con Double Fine Happy Action Theater, un Xbox Live Arcade per Kinect dal concept fuori di testa e dichiaratamente destinato ad intrattenere i giocatori più giovani. Scopriamolo insieme.

Guarda mamma, sono in TV!

Risulta difficile inquadrare l’ultima fatica dei ragazzi californiani: se vi dicessimo che Happy Action Theater non è un vero “gioco”, ci credereste? Quantomeno nel senso più tradizionale del termine. Non ci sono né vincitori né vinti, non c’è alcuna possibilità di perdere, non ci sono vite extra, non c’è nessuna principessa da salvare, non c’è alcuno scopo.
Ma allora che cos’è? Happy Action Theater altro non è che una raccolta di 18 minigiochi che sfruttano la realtà aumentata, un insieme di attività che solo la brillante mente di Tim Schafer avrebbe potuto concepire. Un mondo surreale, a tratti magico, capace di colpire al cuore il suo target di riferimento. Immaginate quindi il vostro salotto trasformarsi ora in una foresta pluviale tropicale, ora in un regno sottomarino incantato o, perché no, in un ammasso di lava incandescente. Immaginate poi la vostra silhouette, e quella di altri cinque amici, intenta a scoppiare palloncini colorati, accendere fuochi d’artificio con il semplice tocco delle proprie mani, lanciare palle di fuoco respingendo un’invasione aliena à la Space Invaders o lanciare pigne controllando con il proprio corpo una strana piattaforma che tanto ha a che fare con l’indimenticabile Arkanoid. In altre parole la rivisitazione in chiave “kinectiana” di grandi classici dell’era arcade attraverso gli occhi di Tim Schafer.
Ma non è mica finita! I più molleggiati potranno anche improvvisare assurde coreografie su una pista da ballo degna delle migliori discoteche anni ’80, mentre luci psichedeliche ed effetti caleidoscopici deformano in tempo reale ambiente circostante e silhouette. Amate la distruzione? Potrete sfogarvi prendendo a calci e pugni grattacieli e aeroplani che invaderanno costantemente il vostro salotto, in pieno stile Godzilla! Insomma, non si può certo dire che manchi la varietà.

Pensate un po’, qualche tempo fa lo stesso Tim Schafer, annunciando lo sviluppo del titolo, non perse l’occasione di dire la sua dichiarando che Happy Action Theater è sì un gioco rivolto ai bambini di tre anni – ammise pure di averlo ideato per sua figlia – ma è anche adatto alle stanze dei college affollate da ventenni ubriachi. Possiamo forse dargli torto?

Tenere lontano dalla portata degli adulti

Double Fine Happy Action Theater si rivela un titolo inconsueto, quasi non-sense, dotato di una giocabilità estremamente semplice e risicata eppure in grado di usare in modo intelligente e ricercato le capacità tecniche di Kinect. Un prodotto inaspettato e difficilmente etichettabile che riesce nell’intento di offrire un divertimento spensierato e privo di qualsivoglia regola, senza mai perdere di vista il suo target di riferimento. Nonostante la genialità e la creatività di Tim Schafer siano evidenti, rimane dunque un gioco esclusivamente adatto per i più piccoli. A meno che non siate ventenni ubriachi desiderosi di mandar giù dell’altro vino spendendo 800 Microsoft Points.

Rispondi

Per rispondere devi entrare o registrarti.