The Legend of Zelda – Tri Force Heroes - Recensione

The Legend of Zelda - Tri Force Heroes è il nuovo capitolo per Nintendo 3DS della serie Legend of Zelda. È bene sottolineare sin da subito che Tri Force Heroes è più uno spin-off della saga, che un seguito vero e proprio. Prendendo spunto da Legend of Zelda - Four Swords, dove per la prima volta, più giocatori potevano avventurarsi nella stessa missione, questo nuovo capitolo per 3DS prende ciò che di buono vi era nel multiplayer, e lo rende aggiornato dal punto di vista della grafica, del gameplay, e aggiungendo una componente online. Ne varrà la pena?

The Legend of Zelda – Tri Force Heroes è il nuovo capitolo per Nintendo 3DS della serie Legend of Zelda. È bene sottolineare sin da subito che Tri Force Heroes è più uno spin-off della saga, che un seguito vero e proprio. Prendendo spunto da Legend of Zelda – Four Swords, dove per la prima volta, più giocatori potevano avventurarsi nella stessa missione, questo nuovo capitolo per 3DS prende ciò che di buono vi era nel multiplayer, e lo rende aggiornato dal punto di vista della grafica, del gameplay, e aggiungendo una componente online. Ne varrà la pena?

Un regno all’insegna della moda

Se l’introduzione al gioco resta sempre la stessa, fatta di storie, leggende, un cattivo di turno, e l’impossibilità di saltarla, ci rendiamo sin da subito che questo capitolo ha delle marcate differenze. La storia parla infatti di un regno dove la moda è l’argomento cruciale, ciò per cui tutto si basa. Il tutto andava bene, finché un giorno venne recapitato un misterioso pacco regalo per la principessa. Nessun mittente, motivazione sconosciuta, desterà sicuramente sospetti, ma è confezionato così bene che la povera principessa non riesce proprio a resistere dall’aprirlo.

Puff, fumo magico ovunque, e al dissolversi di esso la principessa è… perfettamente sana e salva. Tuttavia, una orribile calzamaglia nera, tutta d’un pezzo, risulterà essere il suo nuovo outfit. Una presenza oscura fa così la sua comparsa: è una strega che, sghignazzando, annuncerà la maledizione dietro al regalo: l’impossibilità di cambiarsi di abito, rendendo così la calzamaglia permanente. La principessa, vergognandosi come un ladro, deciderà di chiudersi volontariamente nelle sue stanze e non vedere più nessuno.

Serve quindi un eroe. Anzi tre, per sconfiggere la strega.
E per candidarsi occorre avere alcune caratteristiche somatiche predefinite, come le orecchie a punta, nonché indossare un abito abbastanza alla moda, per evitare di sfigurare di fronte a tutti.

Capite quindi che, più che una trama di Zelda, questa sembra aver preso spunto, in quanto a complessità del racconto, dalle vicende di Mario e della principessa rapita dai funghi.

Ignoriamo quindi i commenti fatti dai personaggi non giocanti sul nostro abito giallo con orsetto, e cerchiamo di capire come giocare.

Pochi negozi… ma pochi.

Il gameplay ha lo stesso stile dei vari capitoli per 3DS. I nemici lo sono, lo stile grafico lo è, nonché gli elementi di gioco. Ciò che cambia è la sensazione di dinamicità, velocità, e pulizia dei controlli, più semplici (se possibile) ed efficaci.
Il nostro eroe di turno si muove in tre dimensioni con fluidità, e benché ancora non salti, ha una nuova abilità, come il correre in linea retta ad una velocità mai vista prima, salvo schiantarsi se non frenando in tempo.

Nella cittadina iniziale avremo la possibilità di entrare in sole tre abitazioni. In una sarà presente un negozio di abiti, in un’altra vi saranno quattro scrigni, con la possibilità di aprirne uno giornalmente. Infine l’ultima abitazione presenta un’area Miiverse, che tuttavia non è ancora disponibile prima dell’uscita del titolo, e non è stato perciò possibile vederla in azione.

Gli abiti costeranno rupie e materiali. Ogni abito presenta una descrizione ed un effetto. A seconda delle esigenze del giocatore, questi potranno aiutarci rendendo le bombe più grandi, le frecce triple anziché singole, aumentando la probabilità di trovare cuori o, se colpiti spesso, la possibilità di evitare qualche colpo. Alcuni effetti necessitano che un team di tre giocatoriI indossi lo stesso abito per attivarli. I materiali richiesti per fabbricare gli abiti, li troveremo invece negli scrigni dopo aver sconfitto i boss, o nell’abitazione dagli scrigni giornalieri.

Benvenuto, multigiocatore

Entrando nel palazzo reale, avremo la possibilità di affrontare sfide in singolo, o, meglio ancora, in multiplayer. Entriamo quindi nella porta con il tappeto raffigurante tre eroi, e ci ritroviamo nella sala d’attesa. Qui possiamo scegliere tre modalità di connessione:

  • Connessione Locale
  • Connessione in Download
  • Connessione ad Internet

La prima permetterà a voi ed i vostri amici di giocare insieme, ammesso che ognuno abbia già il gioco. Questa vi permetterà di creare team e decidere un leader.

La seconda permette a chi non ha il gioco di scaricarlo grazie all’apposita modalità, ma le limitazioni saranno l’impossibilità di creare team e leaders.

La terza è la connessione ad internet che ci metterà in contatto sia con amici distanti che con sconosciuti.

Essendo la funzione centrale del gioco il risolvere enigmi, occorre comunicare con chi è poco avvezzo alle dinamiche di gioco. Se la chat né la tastiera sono però disponibili, la soluzione arriva nella presenza di icone dinamiche, cangianti a seconda dell’area di gioco, che presentano il personaggio di Link con diverse azioni, frasi o emozioni.

Un Ciao, con un Link sorridente a manina alzata, è ad esempio disponibile nella sala d’attesa, ma scomparirà successivamente in gioco, per far spazio a comandi come “Da questa parte” o un sorriso di celebrazione, un pollice in su, ma anche un “Nooo” per segnalare sgomento derivato da una situazione andata male.

Il ragionamento e la collaborazione sono elementi indispensabili per procedere. Spesso infatti richiederà fare dei totem umani, prendendo in spalla un giocatore, che a sua volta ha già un altro giocatore sulle spalle, così da formare, per l’appunto, una sorta di totem. Utile per raggiungere elevazioni dapprima irraggiungibili, e così saltare o tirare frecce, attivando meccanismi, schiacciando pulsanti, e arrivando alla fine della serie di livelli, preceduta da un boss finale, e relativo scrigno del tesoro (uno per giocatore).

Ci sono alcune pecche da segnalare, come la non presenza di una dicitura che segnala la ricerca dei giocatori. Ci ritroveremo spesso infatti con lunghe attese in sala, tentando di capire se effettivamente ci siano giocatori ed il sistema sia ancora in cerca, oppure no. Spesso anche, durante la partita, una cattiva connessione da parte di uno dei giocatori, può portare ad interruzioni costanti e alla lunga noiose, che rendono incredibilmente difficile la risoluzione della partita.

Trovare un cuore, una rupia, o venire colpiti o cadere, verrà segnalato a tutti tramite una scritta che passerà nel mezzo dello schermo. Interessante come sistema, anche considerando che non interrompe il gameplay né ostruisce la visuale, e può essere letta come ignorata, informando il giocatore di ciò che accade fuori dall’area visualizzata.

Oltre alla modalità multiplayer, vi sono altre due stanze.

La modalità singolo ed il Colosseo.

La prima presenta la stessa modalità del multiplayer, con otto livelli suddivisi in quattro parti, ma l’inquietante aggiunta è rappresentata da due pupazzi di legno dalle sembianze di Link, con occhi e bocca incavati e vuoti. Il giocatore ha così la possibilità di giocare le stesse missioni da solo, con degli appositi pulsanti per scambiare personaggio. Sarà possibile muovere infatti un solo personaggio alla volta, rendendo i livelli anche più complicati del previsto, data la presenza di nemici e spesso boss finali, che richiedono invece un buon tempismo e rapidità.

Nel Colosseo sarà invece possibile sfidare in un match altri giocatori in rete o in locale, cercando di sconfiggere gli avversari prima che la propria scorta di cuori vada a zero. Da notare qui la mancanza della modalità download, che probabilmente sarebbe risultata, se possibile, la più utile e anche divertente.

Conclusione

The Legend of Zelda – Tri Force Heroes, come già detto, non è un vero e proprio capitolo di Zelda. Ne ritroviamo molti tratti che lo rendono comunque immediatamente riconoscibile. Le musiche, benché caratterizzate da un impronta settecentesca, ripropongono i temi caratteristici della serie attraverso waltzer e sviolinate, a mo’ di un regno che pone i suoi valori sulla moda e l’estetica. Il gameplay funziona ed i livelli, un po’ semplici, riescono comunque a divertire grazie alla presenza del multiplayer. Tuttavia il gioco sembra per certi versi incompleto, non regalando spazio alla componente single player, e non riesce a soddisfare completamente il giocatore , per via un regno ridotto ad un semplice villaggio privo di zone esplorabili, ed una varietà di scelte ridotte all’osso.Tuttavia, rimane pur sempre un titolo imperdibile per i fan della saga, che hanno voglia di cimentarsi in qualche sfida con gli amici, e rivivere le sensazioni tipiche della serie, in attesa di un titolo probabilmente più valido.

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