Subnautica: Below Zero – Recensione - Recensione

All’improvviso, un “ritorno” nel variopinto ma non particolarmente accogliente Pianeta 4546B. Ma, questa volta, ciò che ci attenderà, sono ghiacci perenni e una sfida “freddissima”: questa è in sostanza la premessa di superficie (è il caso di dirlo) di Subnautica: Below Zero, nuovo capitolo single player, probabilmente più vicino ad essere una espansione a sé stante che un Subnautica 2, della fortunata saga survival inaugurata anni fa con il primo capitolo che, partendo in “sordina” in Early Access su Steam, si è lentamente guadagnato l’apprezzamento del pubblico, anche grazie al certosino lavoro di definizione portato avanti da Unknown Worlds Entertainment. Ma bando alle ciance, ecco a voi la recensione del glaciale Subnautica: Below Zero.

Subnautica: Below Zero è un gioco di sopravvivenza in prima persona, con diverse “chicche” che prendono visibilmente spunto da altri “settori” videoludici, così come in sostanza aveva di già fatto il suo predecessore. Così come il precedente capitolo, ci troveremo nostro malgrado “naufraghi” nella zona artica del Pianeta 4546B anche se, questa volta, l’obiettivo sarà ritrovare nostra sorella. E, dopo pochissimi minuti in acqua, la prima novella (quanto sin troppo prevedibile) caratteristica, sarà ovviamente combattere il congelamento oltre che, com’è tradizione, tenere sott’occhio la nostra riserva d’ossigeno e i livelli di fame e di sete. Com’è lecito attendersi, per chi non conoscesse il titolo originale, Subnautica: Below Zero si svolgerà per larghi tratti al di sotto del livello del mare, alla costante ricerca di materiali e “ingredienti” utili per sopravvivere un altro giorno. Dopo il nostro rocambolesco arriva sul pianeta, ben presto raggiungeremo la nostra base dove, grazie alla presenza della giusta strumentazione tecnologica, riusciremo nell’impresa di costruire il necessario per sopravvivere, sempre a patto di avere i materiali richiesti. Perché, in sostanza, il titolo sarà un notevole andirivieni esplorativo proprio alla ricerca del materiale giusto per poter sopravvivere, in una mappa sostanzialmente più piccola rispetto al titolo originale ma non per questo meno intensa.

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Il leitmotiv ludico, comunque sia, sarà spingersi sempre più lontano: nel gioco, infatti, non vi saranno delle vere e proprie missioni da completare ma, nella fattualità, grazie a “reperti” audio, documenti ed altri oggetti primari, avremo un’idea di cosa fare per poter, infine, completare la nostra ricerca. E, come detto, il nostro nemico numero uno, oltre al bisogno di mangiare e di bere, sarà il freddo: naturalmente, le nostre escursioni dovranno esser ben ponderate anche e soprattutto a livello di risorse da portarsi con sé. In aggiunta, dovremo velocemente apprendere, osservando il rigoglioso e affascinante ecosistema del gioco, quali sono le fonti di calore a cui star vicini nei momenti dove il freddo sarà più intenso. Naturalmente, il complesso e ricco ecosistema sarà composto non solo da minerali e vegetali, ma anche e soprattutto da fauna locale non sempre particolarmente amichevole: in Subnautica: Below Zero, saranno diversi gli animali particolarmente ostili da cui dovremo difenderci, alcuni di modeste dimensioni e altri veri e propri giganti del mare, dalle cattive intenzioni. Dalla nostra, avremo la possibilità di difenderci anche, se più che con armi, potremo controbattere ai nemici con gli strumenti che utilizzeremo normalmente per esplorare ed ottenere risorse.

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Nelle fasi più avanzate del gioco, avremo quindi facoltà di costruire strutture via via più complesse, assieme addirittura a mezzi per muoversi velocemente sott’acqua. Per quanto riguarda le prime, avremo facoltà di deciderne le fattezze oltre che modificarne la composizione interna con mobilia di varia natura e, con le giuste strumentazioni, naturalmente espandere la nostra “fortezza” verso il basso e realizzare strutture sottomarine. Per quanto riguarda i nostri strumenti a disposizione, passeremo da canonici coltelli da sopravvivenza, a potenti mezzi meccanizzati in grado di farci muovere sia sulla terraferma che sott’acqua. Essi, ovviamente, saranno fondamentali anche per fronteggiare i nemici più “tosti” che, solitamente, abiteranno nelle zone della mappa più intensamente ricche di materiali e minerali: ancora una volta, spingersi ogni volta che si esce fuori un po’ più in la, ci consentirà di poter espandere il nostro “arsenale” in modo decisivo e sicuramente imponente. In generale, Subnautica: Below Zero è un ottimo titolo e una grandiosa esperienza survival (una delle migliori da cui cominciare, soprattutto per la sua “pacata” ma inesorabile evoluzione della difficoltà). Detto ciò, le novità rispetto al precedente capitolo saranno davvero risicate e, in sostanza, saranno largamente intrecciate alla “necessità” di andare in fondo alla storia, ben sviluppata, così come alla pregevole progettazione e design dell’ambiente, che ci spingerà ad esplorare più a fondo

 

Come detto più volte, il vero motore del gioco sarà la “necessità” di esplorare l’intera mappa, non solo per venire a capo della matassa narrativa che, in un modo o nell’altro, lentamente si dipanerà dinanzi ai nostri occhi, ma anche e soprattutto per ottenere materiali via via più rari. Ebbene, ad accompagnarci nelle nostre peripezie, ci sarà sicuramente un comparto esteticamente ed artisticamente valido: il lavoro di caratterizzazione e dettagliamento dell’ambiente è sicuramente notevole. Esplorare, insomma, sarà una gioia per gli occhi non solo cromaticamente, ma anche per l’impegno profuso nel differenziare sufficientemente ogni vegetale e animale del ricco ecosistema del gioco. Comparto estetico che, naturalmente, è “solo” un sotto-sistema del generale settore tecnico: un settore in cui Subnautica: Below Zero non sfigura affatto, anzi, specialmente su Xbox Series X: performance solide e senza rallentamenti, ottimizzati per la nuova bestiolina di casa Microsoft, così come una certa ed invidiabile pulizia da bug e imperfezioni tecniche tali da inficiare il gioco (nonostante, qualche piccolo problemino, specialmente a livello di pop up “improvvisi” di elementi dello scenario, sia piuttosto facile da scovare).

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Un po’ nuovo capitolo, un po’ espansione: ciò che Subnautica: Below Zero sicuramente riesce a fare, è darci un nuovo motivo per esplorare il Pianeta 4546B, seppur questa volta in modo più “freddo”. Una nuova “scusa” per esplorare l’inospitale globo, questa volta con una missione “emozionalmente” difficile. Subnautica: Below Zero è un ottimo gioco survival, con nei quasi inesistenti se non qualche problemuccio di natura tecnica ed una formula sostanzialmente invariata o quasi rispetto al precedente capitolo.

  • Artisticamente e tecnicamente pregevole

  • Un ecosistema ricco da esplorare

  • Gameplay “lento” ma profondo…

  • … seppur non vi sia nessuna “rivoluzione” rispetto al vecchio capitolo

  • Qualche piccola imperfezione tecnica